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Per i cento anni di Federico Fellini è festa nella sua Rimini

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Nella penombra del ‘Fulgor’, seduto sulle ginocchia del nonno a guardare ‘Maciste all’inferno’, il piccolo Federico Fellini scopriva la magia del cinema. A due passi da quella sala che ha segnato per sempre la sua vita – iniziata il 20 gennaio del 1920 – la sua Rimini celebra il centesimo anniversario dalla nascita del figlio piu’ illustre, il Maestro della settima arte premiato con cinque Oscar. A due passi, nella centralissima Piazza Cavour, tra le note oniriche che hanno contrappuntato le sue pellicole e una torta, ribattezzata la Torta dei Sogni, alta due metri con figure e immagini dedicate alle sue opere e punteggiata da crostatine di zuppa inglese, il dolce preferito. Vissuto ieri sera, tra gli stucchi del rinnovato ‘Teatro Galli’, l’incanto della musica di Ezio Bosso che ha guidato dal podio la Europe Philharmonic Orchestra in un percorso dedicato al Maestro sulle partiture di Vivaldi, Mozart, Bach e Beethoven, il compleanno numero cento del regista va in scena tra la gente con un corteo variopinto a muoversi dal vicino Castel Sismondo – sede della mostra ‘Fellini 100 Genio immortale’ e cuore del futuro Museo Internazionale Federico Fellini – guidato da figuranti a interpretare le ‘maschere’ dell’immaginario felliniano e le note dei Musicanti di San Crispino, a precedere la sfilata dei bambini con i disegni dei loro sogni, il loro omaggio al piu’ visionario fra tutti i sognatori. Qui – dopo le magie dell’acrobata canadese Kai Leclerc famoso per le sue passeggiate capovolte’ e le coreografie della danzatrice aerea Elisa Barucchieri – giungera’ in serata, ancora al Teatro Galli, l’abbraccio musicale del direttore d’orchestra Vince Tempera, sul palco per augurare ‘Buon compleanno Federico’ attraverso le arie di Nino Rota, autore delle colonne sonore che hanno reso immortali le pellicole del cineasta romagnolo eseguite dalla Symphonitaly Orchestra e Oles di Lecce e del Salento. Le celebrazioni per l’anniversario numero cento del Maestro del Cinema – che la sua citta’ disseminera’ di appuntamenti lungo tutto l’anno – vivranno, domani, una appendice gastronomica con ‘Il sapore dei sogni, Fellini a tavola’ e una speciale Brigata di cuochi stellati a rendere omaggio ai gusti dell’insigne concittadino e, mercoledi’, un’appendice letteraria con lo scrittore francese Daniel Pennac per una rilettura teatrale del suo libro, ‘La legge del sognatore’ dedicato al regista romagnolo in un adattamento di Clara Bauer e dello stesso Pennac con la regia di Clara Bauer. In scena insieme allo scrittore, Pako Ioffredo, Demi Licata e Gaetano Lucido. Musiche originali di Alice Loup.

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Coronavirus, in Australia promettenti test vaccini su furetti

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Scienziati australiani hanno avviato sperimentazioni di primo stadio di due vaccini ‘candidati’ per il Covid-19, su furetti allevati nell’Australian Animal Health Laboratory dell’agenzia scientifica nazionale Csiro presso Melbourne. Si prevede che i test, condotti in una struttura di bioprotezione di alto livello, richiederanno tre mesi. I furetti, che hanno sistemi respiratori simili a quelli umani, vengono vaccinati e dopo quattro settimane per consentire lo sviluppo dell’immunita’, verra’ loro somministrata una dose del virus. Il Csiro partecipa in pieno alla risposta globale al Covid-19 e prevede di condurre a breve test per altri vaccini ‘candidati’. Dallo scorso anno fa parte della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, un gruppo globale che mira a frenare le epidemie potenziando lo sviluppo dei vaccini. E ha gia’ chiesto al Csiro di testare vaccini formulati dall’Universita’ di Oxford in Gran Bretagna e da Inovio Pharmaceuticals negli Usa, in preparazione dei test sugli esseri umani. I ricercatori hanno osservato che il virus muta in un certo numero di “cluster” distinti e stanno esaminando come cio’ possa indicare il modo in cui un vaccino viene sviluppato. Il laboratorio studia il nuovo coronavirus da gennaio e si sta preparando a testare nuovi candidati non appena saranno disponibili – riferisce il direttore del laboratorio Trevor Drew, che guida il progetto. “Dobbiamo bilanciare la necessita’ di operare con urgenza con le esigenze critiche di biosicurezza”, ha dichiarato ai media. Ha aggiunto che si sta cercando il modo piu’ efficace per somministrare il vaccino, se per iniezione intra-muscolare o con spray nasale. Il CSIRO e’ la prima organizzazione di ricerca fuori della Cina ad aver generato uno stock sufficiente del Covid-19- utilizzando il ceppo isolato dal Doherty Institute di Melbourne – per consentire studi e ricerche precliniche. Il mese scorso i suoi ricercatori hanno elaborato un modello biologico che per primo esamina la reazione dei furetti al virus. Hanno quindi approfondito lo studio del decorso dell’infezione negli animali, un passo cruciale per valutare l’efficacia di un vaccino.

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Contagio da coronavirus, trend stabile: bisognerà aspettare uno o due settimane per la discesa

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I numeri dell’epidemia di Covid-19 in Italia ci descrivono un trend che si sta sostanzialmente stabilizzando di giorno in giorno, con la conferma di un rallentamento dei nuovi casi. Significa che le misure di distanziamento sociale stanno funzionando. Ma perche’ la curva epidemica segni l’attesa inversione di tendenza, ovvero inizi ad evidenziare una sostanziale diminuzione di contagi, secondo gli epidemiologi bisognera’ attendere almeno 1-2 settimane ancora. Solo dopo Pasqua, se non a maggio, si potra’ dunque pensare all’avvio della ‘fase 2′ di riapertura del Paese, ma sempre, e’ il monito degli esperti, con estrema cautela e un criterio di gradualita’. Da qualche giorno, ha sottolineato il commissario Angelo Borrelli alla conferenza stampa della Protezione civile, “cioe’ almeno dal 27 marzo, stiamo assistendo ad una serie di valori che si stanno stabilizzando”. I numeri di oggi indicano 83.049 contagiati, con un aumento di 2.477 casi in 24 ore contro i 2.937 di ieri. Rispetto a mercoledi’, sono 1.431 in piu’ le persone guarite, mentre resta alto il numero dei decessi: 760 nelle ultime 24 ore, 33 piu’ di ieri. Il dato positivo, ha sottolineato Borrelli, e’ che “stiamo assistendo ad una riduzione degli incrementi dei ricoverati e dei pazienti in terapia intensiva”. Fondamentale, ha ribadito, e’ pero’ “mantenere alta l’attenzione, perche’ si potrebbero innescare meccanismi repentini di riavvio del contagio”. Il trend stabile nel rallentamento dei nuovi casi e’ un primo passo per l’epidemiologo dell’Universita’ di Pisa Pierluigi Lopalco, ma “per una diminuzione sostanziale dei casi bisognera’ aspettare almeno due settimane”. Va pero’ considerato un aspetto, spiega: “Il trend e’ trascinato da cio’ che succede in Lombardia, quindi nei prossimi giorni la curva potrebbe avere ancora una coda allungata proprio per effetto di nuovi casi in altre aree e Regioni”. Per il momento, sottolinea, “al Centro-Sud c’e’ una crescita costante e non esponenziale dei contagi, ma ci sono tanti focolai che si accendono e che vanno spenti subito”. Un parametro cruciale da considerare sara’ ora l’indice di contagio R con zero: “Dobbiamo portarlo almeno al valore 1, quando un soggetto positivo contagia in media un solo altro individuo, il che rende la trasmissione lenta e controllabile”. Sotto il valore 1, invece, la trasmissione si interrompe: “Questo e’ un traguardo certamente non immediato, anche se rappresenta l’obiettivo finale”. Il monito degli esperti e’ dunque quello di non affrettare i tempi, perche’ il rischio di una ripresa dei contagi e’ concreto. Considerando l’attuale fase di plateau, e’ l’analisi del virologo Fabrizio Pregliasco dell’Universita’ di Milano, “verosimilmente la fase due di graduale riapertura potra’ partire non prima di maggio ma mantenendo comunque delle misure di sicurezza come il distanziamento. L’ipotesi di una riapertura scaglionata sarebbe inoltre la piu’ opportuna, con una priorita’ per tipologia di attivita’”. Inoltre, “quando arrivera’ la validazione ufficiale che indichi quali sono i piu’ efficaci test sierologici per la rilevazione degli anticorpi al SarsCov2, dovranno essere avviati screening ampi ma mirati su categorie della popolazione. Il risultato di positivita’, ovvero la conferma che si sono sviluppati anticorpi al virus – rileva – potrebbe anche diventare un parametro sulla cui base organizzare il graduale rientro alle attivita’ lavorative”. Insomma, “e’ ancora presto per la fase 2, ma di certo – conclude Lopalco – si dovra’ pensare per tappe e scaglionata”.

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Nuovo boom di guariti, il contagio rallenta ma sarà una Pasqua blindata

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Una Pasqua blindata per non vanificare gli sforzi fatti finora contro la diffusione del Covid-19, con risultati che fanno ben sperare: si registra un nuovo boom di guariti, 1.431 in 24 ore, mentre i nuovi ricoveri sono in calo, cosi’ come i numeri aggiornati sulle ultime persone in terapia intensiva, 18 in tutta Italia. E se il trend dei nuovi contagi quotidiani resta stabile, il 61% del totale dei positivi e’ in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi. Ma nonostante gli appelli, migliaia di ‘furbetti’ continuano ad infrangere le regole delle prescrizioni, estese con l’ultimo decreto fino al 13 aprile. Nelle ultime 24 ore le persone sanzionate per i divieti sugli spostamenti sono state oltre 7mila. Quelle denunciate per false attestazioni nell’autodichiarazione 113 e 19 quelle denunciate per violazione della quarantena (quindi persone positive o potenzialmente tali). Proprio perche’ in questa fase e’ pericolosissimo sgarrare, i controlli saranno sempre piu’ serrati in vista della Pasqua e del lunedi’ di Pasquetta, in particolare nelle grandi citta’ come Roma e Napoli o mete turistiche come la costiera amalfitana. Verranno effettuati posti di blocco con controlli a campione, dove possibile, incanalando tutte le auto in sicurezza per verificare il rispetto delle misure di contenimento. Ad essere particolarmente ‘attenzionati’ saranno anche i perimetri dei tradizionali luoghi d’arte e gli accessi alle strade che conducono fuori dalle citta’. Tutto per evitare che la ‘curva dei contagi’ rischi di subire improvvise impennate e cominci presto a calare: ad oggi sono oltre 83mila i malati per il coronavirus, con un incremento di 2.477 persone rispetto alle ultime 24 ore, quando invece si registravano 2.937 positivi in piu’. Numeri letti inevitabilmente in chiaroscuro dalla Protezione Civile: se si esulta per i 1.431 nuovi guariti, continua ad appesantirsi il bilancio delle vittime del Covid-19, che sfiora i 14mila morti, 760 in piu’ rispetto al dato precedente. Su un altro versante, a infondere una ventata di ottimismo sono i dati sui ricoveri in terapia intensiva, sempre piu’ ridotti: ‘solo’ 18 in piu’ rispetto a mercoledi’, per un totale di 4.053. Rispettivamente, andando a ritroso nei giorni predenti, gli aumenti quotidiani sono passati dai 75 di lunedi’ scorso, ai 42 di martedi’ ai 12 di mercoledi’. Qui la tabella delle percentuali fa ben sperare, con dati cresciuti appena dello 0,45%, a fronte dei 124 ricoveri in piu’ del 28 marzo, quando l’incremento quotidiano era stato del 3,3%. E negli ospedali ogni giorno vengono portati sempre meno malati con sintomi: nelle ultime ore se ne contano 137, per un numero complessivo di 28.540. Si spera anche in vista dell’annunciata ‘fase 2′ dell’emergenza, su cui non c’e’ ancora una data certa, e che potrebbe vedere una lenta e progressiva ripresa delle tante attivita’ produttive ora in stand-by. “Dovremo affrontare una fase di gradualita’ complessiva – spiega Sergio Iavicoli, componente del Comitato tecnico scientifico e dirigente dell’Inail – penso ai meccanismi organizzativi che si possono adottare in azienda, modulando le regole generali con il distanziamento sociale e la buona prassi, evitando le aggregazioni o gli ambienti con numerosi lavoratori. Queste misure dovranno venire incontro a questa fase”. A produrre risultati non sono solo i provvedimenti sul contenimento. “Le donazioni sul conto corrente della Protezione civile sono arrivare a 101 milioni e 246 mila euro, una cifra importante, grazie alla generosita’ di grandi e piccoli donatori – spiega soddisfatto il commissario straordinario Angelo Borrelli -. Rispetto a ieri abbiamo speso altri 1,8 milioni, per un totale di 9,9 milioni, per acquistare ventilatori e dispositivi di protezione individuale”.

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