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Pedofilia, il cardinale Pell trasferito in un carcere di massima sicurezza

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Il cardinale George Pell, condannato per pedofilia, e’ stato trasferito dal carcere di Melbourne ad una struttura di massima sicurezza nel distretto di Victoria. Lo scrive la stampa australiana riferendo che la decisione e’ stata presa dopo che un drone aveva sorvolato l’istituto penitenziario dove si trovava Pell forse proprio a caccia di sue foto. Pell e’ detenuto in carcere da quasi un anno, dopo la sua condanna del 2018 per aver aggredito sessualmente due adolescenti nella cattedrale di San Patrizio a Melbourne a meta’ degli anni ’90. Il prigioniero aveva anche ricevuto un lavoro: si occupava dell’irrigazione del giardino all’interno della prigione. Secondo quanto riferito dai giornali australiani, il porporato, in attesa dell’appello presso l’Alta Corte d’Australia, e’ stato spostato alla prigione di massima sicurezza di Barwon.

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Nuovo stadio della Roma, chiuso filone il filone d’inchiesta: 10 a rischio processo

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Nel maxiprocesso nato dall’indagine della Procura sul nuovo Stadio della Roma potrebbero finire anche le dieci posizioni al centro dell’ultimo filone dell’ inchiesta. I pm hanno chiuso il procedimento nei confronti del presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito e dell’avvocato Camillo Mezzacapo, (già imputato nel maxiproceso per corruzione che riguarda 16 persone), dei costruttori Pierluigi e Claudio Toti, Giuseppe Statuto e Luca Parnasi (nella foto in evidenza, anch’egli già a processo). Al centro della tranche di indagine una serie di mazzette che i costruttori avrebbero elargito a De Vito in cambio del suo intervento per i progetti legati alla riqualificazione degli ex Mercati Generali e dell’area della vecchia stazione di Trastevere. I pm potrebbero invece presto chiedere l’archiviazione per l’amministratore delegato di Acea, Stefano Donnarumma. Il nome dell’ad non compare, infatti, nell’atto di chiusura dell’ultima tranche del procedimento.

Donnarumma era finito nel registro degli indagati per l’accusa di corruzione legata a due sponsorizzazioni erogate in favore del presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito, tramite il suo braccio destro Camillo Mezzacapo, da 25 mila euro ciascuna, che Acea fece per dei concerti di Natale nel 2017 e 2018 e che si tennero presso l’auditorium di via della Conciliazione. Il rischio processo per 10 persone riguarda, secondo i pm, un giro di mazzette. Secondo l’impianto accusatorio De Vito “abusando della qualita’ e dei poteri di presidente del consiglio comunale di Roma Capitale ha indotto – e’ scritto nel capo di imputazione – Pierluigi Toti e Claudio Toti, interessati al procedimento amministrativo pendente presso il Comune di Roma e relativo all’approvazione del progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali (procedimento che si trovava in una fase di stallo e motivo di grande preoccupazione per i Toti) a conferire un incarico professionale allo studio legale di Camillo Mezzacapo, braccio destro di De Vito, facendo intendere che solo in tal modo si sarebbe potuto sbloccare il procedimento amministrativo”.

Il presidente dell’assemblea capitolina. Marcello De Vito

Un interessamento “remunerato” con una mazzetta da “oltre 110 mila euro trasferiti” allo studio legale di Mezzacapo e da quest’ultimo girati “per l’importo complessivo di 48 mila euro su un conto intestato ad una societa’ riconducibile a Mezzacapo e De Vito”. Per quanto riguarda Statuto ha “erogato in favore di De Vito e Mezzacapo” oltre 24 mila euro, cifra corrisposta sottoforma di incarico professionale conferito “allo studio legale di Mezzacapo e da quest’ultimo trasferito per l’importo complessivo di 16 mila euro su un conto di una societa’ riconducibile a Mezzacapo e De Vito” in cambio di un intervento “nell’iter amministrativo per il rilascio del permesso di costruire, con cambio di destinazione d’uso e di ampliamento, di un edificio in viale Trastevere dell’ex area della stazione”.

A Parnasi, invece, la procura contesta di avere erogato a De Vito “molteplici utilita’ e tra queste l’affidamento, o anche la sola promessa, di lucrosi incarichi” allo studio Mezzacapo, sempre per la rimozione di ostacoli nella costruzione dello Stadio della Roma. Quanto al futuro dell’impianto sportivo c’e’ da registrare, infine, la secca smentita di Francesco Gaetano Caltagirone su un suo interesse nel dossier della costruzione. “Andare ogni tanto a vedere un derby Roma – Lazio e’ piacevole e divertente. Tutto il resto e’ pura fantasia”, afferma Caltagirone. La smentita ribatte cosi’ alle voci, alimentate sui social, che Dan Friedkin, impegnato nell’acquisto della squadra giallorossa, volesse avviare la costruzione di un nuovo stadio con un progetto diverso da quello di Tor di Valle.

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Cronache

Bimbo di tre anni ucciso da un tumore, a lutto Cesa

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“Come comunità abbiamo fatto di tutto per contribuire a salvare dalla malattia il piccolo Giorgio, ma e’ stato tutto inutile. Ora arriva il momento in cui stringerci ancora di piu’ alla famiglia del piccolo. E’ un dolore enorme”. E’ quanto afferma il sindaco di Cesa (Caserta) Enzo Guida dopo la morte per un neuroblastoma di Giorgio Punzo, appena tre anni. A Cesa, in occasione delle festivita’ natalizie erano stati organizzati vari eventi di raccolta fondi per permettere alla famiglia di portare Giorgio negli Usa dove avrebbe potuto avere cure innovative ma costose; c’era stato un concerto a scuola il 29 dicembre e un aperitivo il primo gennaio con centinaia di persone. A dare l’annuncio della morte del piccolo, debilitato da mesi di pesanti cure, e’ stato il padre Ivan con un post sulla sua pagina Facebook; subito la comunita’ si e’ riunita in una veglia di preghiera alla chiesa di San Cesario Martire. “Il paradiso si e’ impreziosito di un nuovo angioletto. Giorgio e’ volato via” le parole cariche di dolore del padre. Il piccolo era stato curato prima al Bambin Gesu’ di Roma, poi al Gaslini di Genova; i genitori Ivan e Maria Rosaria si erano sobbarcati enormi spese, per questo la comunita’ di Cesa li aveva aiutati con tante iniziative. Per il parroco di Caivano (Napoli), don Maurizio Patriciello, da anni impegnato nella battaglia con il degrado ambientale nella cosiddetta Terra dei Fuochi, Giorgio “e’ un’altra piccola vittima di un tumore. Nelle nostre zone si continua a morire anche in tenera eta’ a causa di forme di cancro sempre piu’ aggressive. Purtroppo i roghi tossici continuano e i famosi droni che dovrebbero vigilare sugli sversamenti illegali non si vedono”. I funerali del piccolo si terranno domani 28 gennaio.

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Cronache

Giornata della memoria a Napoli disertata dalla comunità ebraica, il sindaco de Magistris: chi è assente ha torto

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La commemorazione della giornata della memoria a Napoli s’è tenuta  senza la Comunità ebraica che, dopo la rottura con l’assessore alla Cultura Eleonora de Majo accusata di antisemitismo per alcune sue esternazioni, ha scelto di posticiparla alla mattina di giovedì 30 gennaio sempre a piazza Bovio, con la cerimonia religiosa in cui il rabbino della Comunità ebraica Maskil Ariel Finzi per la prima volta suonerà lo Shofar, il corno di montone della tradizione ebraica. Per stare lontani dalla retorica della Shoah è stato rimandato al 6 marzo (Giorno dei Giusti) anche il progetto Memoriae con la consegna delle stelle di David. La posizione della comunità ebraica non è un fulmine a ciel sereno perchè la frattura è netta da empo.

“Noi rispettiamo tutti ma oggi chi è assente ha torto” ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine della celebrazione per la Giornata della Memoria in via Luciana Pacifici, disertata dalla Comunita’ ebraica in polemica con l’assessore alla Cultura, Eleonora De Majo, per le sue posizioni sulle politiche dello Stato di Israele. De Magistris, nel sottolineare di “non voler fare polemiche”, ha evidenziato: “Qui oggi c’e’ tutta la citta’ antifascista e antinazista che si riconosce nei valori della Costituzione quali la liberta’, l’uguaglianza, la giustizia e la fratellanza. Bisogna evitare di costruire il rancore al contrario. Se ci sono dei problemi personali non era questa la giornata per manifestarli. Qui c’e’ la Napoli che si e’ schierata”.

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