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Parco del Cilento, uno spot per prevenire gli incendi boschivi

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Ambiente

RestiAmo al SUD fa tappa nel Cilento Blu, da Paestum a Castellabate

Giovanni Mastroianni

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La dorsale appenninica che come una colonna vertebrale sembra sorreggere la nostra Penisola, in questa parte di meridione volta d’improvviso verso il Tirreno in un immediato bisogno di mare. Così i monti del Cilento senza nessun preavviso si tuffano nel blu, in una cornice talmente bella che sembra prendersi gioco delle nostre emozioni. Insenature che affiorano da strapiombi di rocce e paesini cesellati nella scogliera, sembrano così assolvere più ad una funzione scenica che ad una esigenza abitativa o ad una “normale” evoluzione naturale.

Quasi tutto l’anno il sole splende potente sulle alture, promontori  ed altipiani che cedono il passo alla costa, cadenti tutti nella provincia di Salerno e ricompresi nel Parco Naturale del Cilento, Vallo di Daino e Alburni. Per la loro struggente bellezza questi luoghi hanno da sempre ammaliato gli uomini che hanno avuto la fortuna di raggiungerli, e di fronte a tale spettacolo non hanno potuto resistere dal decantarne le lodi finanche in opere e leggende che hanno vinto le ragioni del tempo. Così la Magna Grecia qui vive ancora tra gli eterni miti che riecheggiano nei nomi dei territori e tra le testimonianze archeologiche che lasciano  senza fiato. 

Partendo dalla parte della costa settentrionale “cilentina” possiamo imbatterci in Paestum (Frazione del comune di Capaccio) dove oltre allo splendido mare e alle organizzatissime spiagge che si estendono per lo più su di un soffice strato sabbioso per circa 15 chilometri, allietate da una pineta che regala frescura e riparo da ogni trambusto urbano o viario,  possiamo visitare i templi della Magna Grecia meglio conservati al mondo. Difatti, il “Tempio di Nettuno” e la “Basilica”, di ordine dorico e dedicati ad Era, grazie al loro stato di straordinaria conservazione sembrano aver vissuto di vita propria fino a ieri.

Superata Agropoli, cittadina ormai con oltre ventimila abitati, snodo fondamentale per la sua posizione strategica oltre che importantissima realtà culturale e paesaggistica, dove si avvicendano spiagge sabbiose e stupende insenature rocciose, ci dirigiamo verso Sud Ovest e subito l’Appennino Meridionale comincia a farsi sentire in tutta la sua maestosità, iniziando a gonfiarsi esponenzialmente in una ripida salita verso il cielo. Proseguendo la SS 267 percorriamo un suggestivo paesaggio montano che cede la visuale a squarci di un orizzonte sospeso tra cielo e mare. Giungiamo così al limite settentrionale del territorio di Castellabate, che ospita tra le sue frazioni perle come Santa Maria (di Castellabate), San Marco, Punta Licosa e Ogliastro Marina, spaccati di Meridione dove la natura è diventata poesia.

Vicoli, scalette e stradine medievali si districano tra il Castello, la Basilica e palazzi storici fino a raggiungere il lungomare di Santa Maria, che dai piedi del mansueto colle Sant’Angelo si allunga dolcemente verso quella che è diventata a buona regione una omonima area marina protetta che si estende fino ad Ogliastro Marina. Dalla vegetazione tipicamente mediterranea si costeggia il mare su spiagge per lo più  sabbiose che si susseguono per chilometri e chilometri. Costantemente calati in posti così incantevoli, dove non giunge mai l’inverno e che d’estate ci regalano un mare incontaminato dove ci si può rigenerare da ogni affanno e stress quotidiano, il tempo finalmente rallenta e le onde entrano in sincronia con il ritmo del nostro cuore. E tanto ci fa capire quanto siano vere le parole pronunciate dal re Gioacchino Murat circa due secoli fa, proprio dal Belvedere di San Costabile: “Qui non si muore”.

Proseguendo questo magnifico arco costiero in direzione Ovest, troviamo Punta Licosa, altro magico territorio di Castellabate che, non a caso, trova radici mitologiche nell’Odissea di Omero e prende quindi nome dalla sirena Leukosia, sprofondata per sempre in queste acque cristalline per amore di Ulisse. Da qui ad Ogliastro, che delinea il confine meridionale del territorio di Castellabate, l’incontro tra l’Appennino ed il mare si fa più selvaggio, ancorché intervallato sempre da una fitta vegetazione mediterranea. Le spiagge rocciose di queste coste sono caratterizzate dai “flysch del Cilento”, una roccia composta da piu’ stratificazioni di arenaria, argilla e calcare, che si estende dalla terraferma fin nelle profondità marine, creando calette, sbalzi e veri e propri ricami rocciosi degni di un intervento ad hoc. Ovviamente questo è considerato anche un paradiso per i sub, che possono perdersi in un sogno color turchese dove poter continuare ad osservate le stratificazioni minerarie che anche nel mare creano nuovi paesaggi mozzafiato, abitati da una fauna e flora marina ricca e variegata.

Questa è una meravigliosa parte del Cilento, che ovviamente prosegue attraverso altri posti magnifici come Acciaroli, Pioppi, Marina di Casal Velino, Ascea, Palinuro e Marina di Camerota, nei quali ci perderemo con la mente la prossima settimana sempre su Juorno.it. 

Per chi intanto volesse regalarsi un approfondimento su questa straordinaria area, potrà consultare i tanti articoli pubblicati sempre sul nostro giornale o la rubrica interamente dedicata, “La Voce del Parco”, di Marina Delfi.

Quella che avete letto è la prima tappa nel Cilento bu. La seconda tappa sarà pubblicata domenica prossima.

 

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La voce del parco

“Turismo bello e sicuro”, così riparte il Parco nazionale del Cilento

Marina Delfi

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Si va dai cesti dell’accoglienza del parco ai menu della Dieta mediterranea, e poi il recupero delle antiche coltivazioni della zona del Cilento,  le borse di studio, i premi-incentivo ad agenzie di viaggio e tour operator: un modo intelligente per sostenere il territorio e per incentivare al tempo stesso il turismo. Benvenuti nel meraviglioso Parco del Cilento, oasi naturalistica e di biodiversità amata in tutto il mondo.

Il piano è quello che ha varato il Consiglio Direttivo del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni che ha deliberato una serie di importanti iniziative di sostegno al tessuto socio-economico del Territorio, per far fronte alla grave crisi che si è determinata in seguito all’emergenza epidemiologica legata al Covid-19. Le misure di intervento adottate, una volta che avranno ricevuto la necessaria approvazione del Ministero dell’Ambiente in veste di Ente Vigilante, rappresenteranno un significativo, concreto e utile impegno di risorse con le quali il Parco intende dare un contributo all’economia dell’Area Protetta.

Tommaso Pellegrino, Presidente Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

“Le misure varate vanno nella direzione di un Parco che, ancora una volta, mostra la sua dimensione umana di vicinanza e solidarietà alla comunità residente, ha commentato il Presidente dell’Ente Tommaso Pellegrino, intervenendo sui bisogni e le  necessità del quotidiano. Nello stesso tempo, attraverso queste iniziative, vogliamo valorizzare e promuovere il nostro Territorio per contribuire alla ripresa del tessuto economico“.

Il Presidente Pellegrino è particolarmente soddisfatto delle decisioni assunte dal Consiglio Direttivo, dunque vediamole nel dettaglio:

-Le prime ad essere interessate da tali misure saranno le Aziende concessionarie del Marchio del Parco alle quali l’Ente commissionerà la realizzazione di circa 5000 “Cesti dell’Accoglienza del Parco”, che verranno offerti ad altrettante famiglie che sceglieranno il Territorio del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni come meta delle loro vacanze.

-Con un’analoga misura, diretta alle Aziende della Rete del Gusto della Dieta Mediterranea, l’Ente Parco finanzierà l’acquisto dei “menu della Dieta Mediterranea” che verranno offerti ai turisti che sceglieranno il nostro Territorio.

-Al mondo dell’Agricoltura invece è rivolta l’iniziativa degli “Agricoltori Custodi”, il cui compito principale sarà quello di preservare e recuperare le antiche coltivazioni tipiche dell’area Parco mediante la coltivazione di orti e campi. Al mondo della Scuola è indirizzata l’iniziativa che prevede incentivi economici per gli Istituti Scolastici che elaboreranno progetti di “didattica all’aperto” da svolgere nei luoghi più rappresentativi dell’Area Protetta.

-Nelle iniziative deliberate dal Consiglio Direttivo sono previste misure di sostegno per le associazioni di protezione civile che presteranno la loro opera nel settore della prevenzione degli incendi e, lungo la fascia costiera, nella difesa della flora dunale. Le misure a supporto degli esercenti di attività di noleggio e locazione natanti da diporto e trasporto passeggeri prevedono incentivi economici per ridurre le emissioni inquinanti dei motori con l’obiettivo di migliorare e preservare la qualità delle acque marine della nostra fascia costiera.

-Al fine di favorire la conoscenza del nostro Territorio da parte degli Studenti, sono previste iniziative a sostegno delle agenzie di trasporto operanti nel Territorio del Parco.

-Alle Agenzie di viaggio e ai Tour Operator sono destinati gli incentivi economici per favorire il soggiorno di Turisti nelle Aree Interne del Parco.

-Previste inoltre 100 borse di studio per 100 giovani professionisti che elaboreranno progetti in linea con le finalità di valorizzazione, tutela e promozione del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni.

-Destinati anche fondi per fronteggiare l’emergenza cinghiali attraversa la realizzazione di recinzioni elettrificate per la tutela dei campi coltivati; nella stessa delibera è previsto anche l’aumento del numero dei selecontrollori.

Questo intenso programma varato dal Consiglio Direttivo prevede inoltre un concorso di fotografia naturalistica, un concorso per il miglior spot video dell’Area Protetta e un concorso di estemporanea di pittura. Previste anche azioni di comunicazione nazionale e territoriale per promuovere un “turismo bello e sicuro” nel Parco e per far conoscere le misure approvate dal Direttivo.

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Corona Virus

Dal Parco Nazionale del Cilento 5 mila mascherine per gli operatori sanitari degli ospedali del territorio

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Il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni ha destinato agli Ospedali del Territorio del Parco 25.000 euro,  attraverso l’acquisto di Dispositivi di Protezione individuali, in particolare 5.000 mascherine FFP2, che sono state già consegnate agli Ospedali di  Vallo della Lucania, Polla, Roccadaspide e Sapri, in attesa di aggiungere l’Ospedale di Agropoli appena sarà operativo come “Covid Center”. Con questa iniziativa l’Ente Parco ha voluto  contribuire a supportare l’azione straordinaria che in questi giorni stanno svolgendo Medici, Infermieri e Personale Parasanitario.

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