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Cronache

Palamara all’attacco di “questo Csm che ha pregiudizi” e poi parla del presidente Ermini

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 Scintille davanti alla Sezione disciplinare del Csm alla ripresa del processo a carico di Luca Palamara, imputato a Perugia per corruzione, e di 5 ex consiglieri del Csm -Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli, Luigi Spina, Antonio Lepre e Gianluigi Morlini- tutti accusati di un comportamento gravemente scorretto nei confronti dei colleghi e di interferenza nell’attivita’ di un organo di rilevanza costituzionale per aver pianificato in un hotel con i politici Luca Lotti e Cosimo Ferri la strategia per le future nomine ai vertici delle procure, Roma in testa. La difesa del pm romano ,sospeso dalle funzioni e dallo stipendio ,prova a giocare la carte della rimessione degli atti delle Sezioni Unite della Cassazione, perche’ ci sono state troppe prese di posizione colpevoliste dei consiglieri del Csm sulle vicende al centro del processo che non assicurano la “libera determinazione” del collegio giudicante. E segnala, perche’ i supremi giudici se ne facciano carico, l’incostituzionalita’ dell’attuale normativa che pure in un caso di ‘legittimo sospetto’ non consente che sia la Sezione disciplinare della prossima consiliatura a giudicare. Il colpo non riesce, ma a far saltare il processo ci provano anche le difese degli altri ex consiglieri: due di loro, Spina e Gianluigi Morlini, presentano istanza di ricusazione dei giudici, che viene pero’ rigettata.

Luca Palamara. Il magistrato romano indagato a Perugia

Va male anche alla procura generale della Cassazione, che rappresenta l’accusa: chiede la riunione, per ragioni di economia processuale, in un unico processo delle posizioni di Palamara e dei 5 ex consiglieri che sinora viaggiavano su binari paralleli. La soluzione non dispiace alla difesa di Palamara ma vede l’opposizione dei difensori degli ex togati, anche per una questione di speditezza del procedimento messa a dura prova dalla lista di 133 testimoni presentata dal magistrato romano .E alla fine anche il tribunale delle toghe dice di no. A far rumore in questa giornata resta pero’ la memoria depositata da Palamara, che si presenta in aula ma non parla: 35 pagine in cui sostiene che l’attuale Csm non puo’ giudicarlo. Perche’ i suoi componenti, vice presidente compreso, hanno gia’ assunto “reiterate prese di posizione” ( come il paragone con la P2 e l’accostamento del suo caso a quello del giudice Franco e di Berlusconi) che hanno determinato una “situazione di pregiudizio per liberta’ di determinazione dell’intero organo giudicante”. Palamara cita anche la circostanza che dagli sms contenuti nel suo cellulare – ed estratti tramite il trojan fatto inserire nel suo cellulare dalla procura di Perugia- e’ emerso il ruolo che lui stesso ha avuto con Ferri e Lotti nell’accordo politico che porto’ all’elezione di David Ermini, di cui ha chiesto la testimonianza: e’ “una ragione di piu’ – sostiene- per dubitare dell’effettiva serenita’” di questa Sezione disciplinare. La nuova udienza e’ stata fissata per il 18. Intanto sabato prossimo sara’ un’altra giornata cruciale per Palamara. L’assemblea di tutti gli iscritti all’Anm deve valutare il suo ricorso contro l’espulsione dal sindacato delle toghe, di cui e’ stato presidente, caso unico nella storia della magistratura. E il 21 settembre c’e’ un’altra scadenza importante: il gip di Perugia deve pronunciarsi sull’utilizzabilita’ delle intercettazioni compiute con il trojan inserito nel suo cellulare. Un tema che la difesa di Palamara prova a porre come questione pregiudiziale anche al processo disciplinare: anche questo tentativo non riesce ma di sicuro se ne riparlera’ durante il dibattimento.

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Caso Bellomo, sezione disciplinare del Csm: ex pm Nalin sospeso e trasferito

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Sospensione per due anni e trasferimento a Bologna con funzioni di giudice. Questa la sentenza emessa dalla sezione disciplinare del Csm nei confronti dell’ex pm di Rovigo Davide Nalin, stretto collaboratore di Francesco Bellomo, l’ex consigliere di Stato destituito da Palazzo Spada dopo le denunce secondo cui avrebbe imposto ad aspiranti magistrate, che frequentavano i corsi della scuola di formazione giuridica ‘Diritto e Scienza’ da lui diretta, un ‘dress code’ con tacchi alti e minigonna e regole sui fidanzati. Nalin e’ stato sanzionato dal ‘tribunale delle toghe’ per uno dei capi di incolpazione formulati nei suoi confronti dalla procura generale della Cassazione, quello relativo alla partecipazione scientifica alla scuola diretta da Bellomo, mentre e’ stato assolto “per essere rimasti esclusi gli addebiti” dal capo riguardante le sue condotte nei confronti delle allieve dei corsi.

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Papa Francesco ai genitori di figli Lgbt: “La Chiesa li ama, sono figli di Dio”

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Il Papa ama i vostri figli cosi’ come sono, perche’ sono figli di Dio”. E’ quanto detto da Papa Francesco stamattina, al termine dell’udienza generale, accogliendo un gruppo di genitori con figli lgbt dell’associazione Tenda di Gionata. Erano una quarantina i padri e le madri presenti, riferisce online Avvenire. Mara Grassi vice presidente dell’associazione insieme al marito Agostino Usai, ha donato al Pontefice il volumetto “Genitori fortunati” – tradotto in spagnolo per l’occasione – che riassume le esperienze ecclesiali, non sempre agevoli, di queste famiglie insieme ad alcune lettere con richieste, speranze ma anche proteste di persone troppo a lungo considerate spesso indesiderabili dalle comunita’ ecclesiali. “La nostra associazione – ha detto Mara Grassi riferendo il discorso rivolto al Papa  – vuol far dialogare la Chiesa e le famiglie con figli lgbt. Vogliamo creare un ponte con la Chiesa perche’ anche la Chiesa possa cambiare lo sguardo verso i nostri figli, non escludendoli piu’ ma accogliendoli pienamente”. La risposta di Francesco e’ stata rasserenante e cordiale: “La Chiesa non li esclude perche’ li ama profondamente”. Al Papa e’ stata donata anche una maglietta colorata d’arcobaleno con la scritta “Nell’amore non c’e’ timore” (1Gv, 4, 18). “Ha guardato e ha sorriso – ha concluso Mara Grassi, che ha quattro figli, di cui il piu’ grande omosessuale – un momento di profonda sintonia che non dimenticheremo’’.

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Università Federico II: le elezioni per il Rettore finiscono in parità e si torna a votare

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Sembra quasi incredibile ma la votazione per il nuovo Rettore dell’Università degli Studi Federico II di Napoli è finita in parità. I due contendenti sono Luigi Califano, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia, e Matteo Lorito, direttore del Dipartimento di Agraria: al termine dello spoglio il primo ha ottenuto 1262 voti, il secondo 1261, 14 le schede bianche e 24 quelle nulle.

Nessuno dei due ha raggiunto dunque il quorum per essere eletti che è di 1280 voti. Le nuove elezioni si terranno i prossimi 22, 23 e 24 settembre.

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