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Nuovi strumenti tecnologici a tutela del diritto d’autore in fotografia, un workshop a Napoli

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Diritto d’autore e non solo. I nuovi strumenti tecnologici a tutela della creatività e della fotografia, ma insieme ai passi successivi e conseguenziali. Sono questi i punti fondamentali di cui si discuterà al workshop con Gianpaolo Todisco, avvocato napoletano con ufficio a Milano, socio dello Studio Legale Clovers (www.clovers.law) esperto in diritto d’autore e mandatario in l’Italia per Pisxy, una piattaforma online per creativi e proprietari di immagini per scoprire dove e come le loro immagini vengono utilizzate online. Ed è appunto questa prerogativa che differenzia questo incontro dai tanti che giustamente si tengono sul tema del diritto d’autore applicato alla fotografia. Le finalità sono ben più che pratiche, ed arrivano direttamente al nocciolo del problema, ovverosia come esigere il pagamento delle proprie opere usate in maniera illecita dai frequentatori del web. Pixsy è stata fondata nel 2014 da Daniel Foster, un fotografo che lottava contro il problema dell’utilizzo illegittimo di immagini online. Secondo un’indagine del 2016, il 64% dei fotografi professionisti ha dichiarato di aver subito più di 200 plagi di opere. E per ogni fotografia plagiata ed usata illegalmente, i fotografi e le agenzie fotografiche perdono circa 446 dollari. L’incontro, che si terrà presso la galleria Blu di Prussia sabato 18 Gennaio 2019 alle ore 10,30 vedrà l’avvocato Todisco illustrare le specifiche normative e tecniche  degli interventi operati dalla piattaforma Pixsy e gli strumenti di rivalsa da parte degli autori nel momenti in cui si scopre un uso illecito delle proprie immagini inserite nel web informandoci come   l’intervento di Pixsy  permetta ai creativi di tutto il mondo di avere il controllo di come, dove e quando il loro lavoro viene utilizzato, sfatando quello che da sempre viene erroneamente avallato e che ci fa credere che,  calpestando le più elementari regole della creazione intellettuale, ogni immagine, foto, infografica, vignetta, o altro immessa nel W.W.W. sia di proprietà di tutti e ne sia consentito qualsiasi utilizzo.

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Cultura

Le giornate della Memoria, il calendario del comune di Napoli

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Il ricordo della Shoah, contro il razzismo, contro l’indifferenza, è il monito degli eventi promossi dal Comune di Napoli, assessorato alla Cultura e al Turismo, in collaborazione con l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età contemporanea e l’ANPI Napoli. Una sinergia di iniziative cittadine in occasione del 27 gennaio, Giornata della Memoria, nel ricordo dell’Olocausto. Il programma, realizzato grazie al lavoro generoso e intelligente di tanti soggetti della vita culturale napoletana, prevede iniziative culturali, incontri pubblici e celebrazioni ufficiali, cui parteciperanno le massime istituzioni della città. Inaugura Le Giornate della Memoria lo spettacolo teatrale di Roberto Giordano Irena Sendler – La terza madre del ghetto di Varsavia che si terrà nello Spazio Comunale Piazza Forcella in via Vicaria Vecchia il 24 gennaio; lo spettacolo proposto rivisita e ripensa, in veste drammaturgica e con flashback di accurata ricerca storico-documentaristica, la Memoria del Volto Truce del Male perpetrato dalla follia nazista sugli innocenti, i bambini, gli intoccabili, il cui sterminio fu deliberato nel 1941 quale uno dei principali scopi bellici di Hitler. Uno sfondo che purtroppo non può essere mai più cancellato nè cambiato, ma in cui si innesta un altro volto della verità storica: un volto di alta umanità, generosità e bontà, quale fu quello di Irena Sendler, infermiera e assistente sociale polacca, proclamata Giusta tra le Nazioni nel 1965 per aver salvato, con i suoi collaboratori, 2500 bambini dal Ghetto di Varsavia. A Forcella, su invito dell’Assessorato alla Cultura, sarà presente e dialogherà con il pubblico Elzbieta Ficowska, la bambina più piccola salvata da Irena Sendler dal Ghetto di Varsavia, arrivata a Napoli dalla Polonia in questi giorni proprio per testimoniare personalmente quanto accadde in quegli anni. Diverse iniziative interessanti si svolgeranno nei quartieri di Ponticelli, con l’Arci Movie e la nona edizione di Parole di Memoria, e di Scampia, con il Caffe’ Letterario che presenta al TAN – Teatro Area Nord il libro di Liliana Segre Il mare nero dell’indifferenza. La cerimonia istituzionale è prevista il 27 gennaio alle ore 10.30 in ricordo di Luciana Pacifici, vittima delle leggi razziali, con la deposizione della corona nella strada a lei intitolata. Particolare valenza simbolica ha il luogo prescelto per l’iniziativa dal titolo La banalita’ del male (tratto dall’opera di Hanna Arendtche si terrà sempre il 27 gennaio alle ore 11.00a Piazza Bovio, teatro nel settembre del ’43 dell’uccisione per mano tedesca di quattro marinai e dove, lo scorso 7 gennaio, sono state installate nove pietre d’inciampo, a cura dell’artista Gunther Demnig, all’altezza del civico 33, in memoria di nove martiri napoletani del nazi-fascismo. L’iniziativa si svolgerà nell’androne monumentale della Camera di Commercio di Napoli, e vedrà l’alternarsi di letture e canti  “per non dimenticareper raccontare in quale contesto politico e culturale, in quale clima riuscì a crescere e a maturare l’idea dello sterminio di un intero popolo, della soluzione finale, al fine di dimostrare cosa può accadere quando si normalizza la barbarie può diventare normalità”- ha dichiarato l’assessore alla cultura del Comune di Napoli Eleonora de Majo. Le letture di brani tratti da H. Arendt, B. Brecht, F. Fenelon e altri sono a cura di Teatri di Seta e di Silvana Jovine. I canti del coro le Voci del 48dell’Istituto Comprensivo Madre Claudia Russo – Solimena diretto dal maestro Murru. Il programma completo delle iniziative sul sito: assessorato.cultura@comune.napoli.it

 

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Apparizioni, una mostra fotografica di Gigi Viglione, alla galleria Mediterranea

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Inaugura Giovedì 23 gennaio 2020, alle 18,00 presso la storica galleria Mediterranea in via Carlo de Cesare a Napoli,  la mostra fotografica APPARIZIONI con gli scatti di Gigi Viglione, una raffinato racconto fatto di  istantanee, scatti rubati ad una quotidianità densa, prepotente, raccontata con un taglio che ricorda quello  cinematografico. E come dice lo stesso autore “Immagini del paesaggio quotidiano e visioni interiori sono i temi dominanti delle ventidue fotografie raccolte in Apparizioni. Un racconto nel mio tempo e in spazi della mia vita, uno storyboard cinematografico lasciato volutamente a una libera interpretazione.

Tra marine, navi, architetture di isole, fòndaci oscuri ed improvvise luminosità, realtà deformate, volti nascosti, solitudini di corpi, ho composto un racconto in cui utilizzo il congegno fotografico nel suo naturale ruolo di rappresentazione del reale fino alla necessità poetica della sua scomposizione”

Le foto, presentate la scorsa estate ad Ischia nella splendida cornice dei Giardini Ravino,  arrivano a Napoli volute da Saverio Ammendola, animatore della galleria Mediterranea e vedranno la pubblicazione in un catalogo edito dalla Babel Edizioni.

In rigoroso bianco/nero, Viglione con queste sue creazioni fotografiche/filosofiche  ci offre la sua visione sull’arte e sulla luce che Elettra Carletti  ricordandoci il pittore Georges Braque ne inverte i fattori, non più arte come una ferita che si fa luce, ma la luce che si fa ferita  “Ferita a morte. La morte e il tempo sono temi centrali, costitutivi della fotografia: si scatta al presente per tramandare il passato al futuro. E per citare quello che è stato forse il filosofo più importante e controverso del ‘900, Martin Heidegger, il futuro esprime l’orizzonte temporale più proprio e caratteristico dell’uomo”

Un futuro che godrà di visioni del passato che apparentemente possono sembrare Apparizioni, ma che invece sono immagini ben precise nei pensieri del loro autore.

 

 

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Cultura

Fotografi sulla Fotografia, Vera Maone apre la seconda stagione dei dialoghi

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“Fotografi sulla Fotografia” continua il ciclo di incontri promosso da Luca Sorbo, a partire da  lunedì 13 gennaio alle 17.30 sempre presso lo spazio NEA in via Costantinopol. La rassegna dei “dialoghi” sarà inaugurata da Vera Maone, intellettuale appassionata di fotografia classe 1936. Vera maone  ha avuto un ruolo significativo alla fine degli anni ’90 per la promozione della cultura fotografica a Napoli.  Si avvicenderanno in questa seconda edizione maestri e giovani autori per comprendere insieme cosa è oggi la fotografia e cosa potrà essere in futuro. Luca Sorbo mantiene vivo il terreno per grandi riflessioni intorno alla fotografia, la crisi della “fotocrazia”, i nuovi linguaggi e le contaminazioni artistiche mettendo ad interagire tanti percorsi come i lavori di Raffaela Mariniello, Luciano Romano e Ciro Battiloro, Mario Laporta, Ivonne De Rosa e ancora tanti altri. Una tendenza all’indagine attraverso l’obiettivo ma anche a non lasciare andare nulla nel nulla questo il passo che si era colto già nella prima edizione animata da tanti maestri e fotografi tra cui Antonio Biasucci, Gianni Fiorito, Lucia Patalano, e molte anche allora le provocazioni e le domande aperte a cui quest’anno daranno la loro personale declinazione attraverso i loro scatti sulla città, sulle mode, sull’emozioni. “Il pregio di questo progetto è quello di fare emergere il lavoro dei fotografi che operano a Napoli e che si muovono in modo isolato – dice Vera Maone -mi piacerebbe poter partecipare in questi tempi liquidi ad una stagione più corale e partecipata e perciò gratificata, specie nei confronti di questo enorme patrimonio di cui i fotografi napoletani si trovano ad essere custodi”. Vera Maone, mi invita a tenere a mente tra in tanti, i lavori di uno dei maestri della fotografia napoletana come Luciano D’Alessandro scomparso pochi anni fa, autore di un viaggio fotografico nel posto più buio dell’anima con i pazienti del manicomio di Aversa, prima della legge Basaglia, gli “Esclusi”, un documento per una memoria collettiva raccontata per amore e per verità. Le parole di Vera Maone che inizia ad essere prima un’insegnante nelle scuole di frontiera, e poi fotografa per elezione d’animo, risuonano come una chiamata al risveglio- creativo attraverso mille canali espressivi, autrice versatile dal lavoro di recupero e indagine sull’Italsider di Bagnoli dimenticata, al lessico delle emozioni con “Trilogia degli affetti”. Con una memoria di ferro elenca stagioni di grandi eventi come nel 1998 con i “Reading di Fotografia” incontri sulla fotografia e i grandi fotografi presso l’Accademia delle Belle Arti, facendomi ragionare su quanto rigida e monadistica sia la regia della narrazione culturale di questa città nonostante tante battaglie. “L’individualismo è la cifra caratterizzante della vita artistica cittadina e forse in fotografia lo è ancor di più – dice Vera Maone – un tratto spesso narcisistico e distruttivo che ha forse impedito alla fotografia napoletana nel suo complesso di avere i riconoscimenti che meritava a livello nazionale ed internazionale”. Mi racconta che ha provato con molte iniziative a creare aggregazione e dialogo, riuscendo ad attivare meccanismi virtuosi di confronto fra autori già affermati e giovani leve della fotografia. Nel 1997, in collaborazione con Cecilia Battimelli e Lucia Patalano, la consulenza di Antonio Biasiucci, Fabio Donato e Mimmo Jodice, ha dato vita, come si è detto, ai “Lunedì della Fotografia”, incontri periodici fra fotografi, per la progettazione e la realizzazione di eventi finalizzati alla diffusione della fotografia d’autore e alla promozione della giovane fotografia napoletana. I “Lunedì della Fotografia” sono durati fino al 2007. Dopo, nel 2009, Vera Maone ha curato per conto della Fondazione Premio Napoli, in occasione del centenario della nascita di Maurizio Valenzi, la mostra fotografica a lui dedicata “La Napoli di Maurizio”, che ha raccontato la straordinaria stagione dal 1975 al 1983, in cui Valenzi fu sindaco di Napoli, attraverso il lavoro di alcuni tra i più rappresentativi fotografi della città, attivi in quegli anni.

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