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Nuoto, Europei vasca corta: Paltrinieri vince l’oro nei 1.500 stile libero

Nuoto, Europei vasca corta: Paltrinieri vince l’oro nei 1.500 stile libero

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Gregorio Paltrinieri domina la finale dei 1.500 metri sl agli Europei in vasca corta di Glasgow, in Scozia, conquistando la medaglia d’oro. L’azzurro ha fermato i cronometri in 14’17″14, precedendo il norvegese Henrik Christiansen, argento in 14’18″15) e il francese David Aubry (14’25″66). Fuori dal podio l’ucraino Mykhaylo Romanchuk, quarto.  Ottavo posto per Domenico Acerenza, l’altro azzurro in gara nella finale dei 1.500 che ha chiuso in 14’51”49.

Il campione olimpico, bimondiale e trieuropeo dei 1500 stile libero e oro iridato negli 800 a Gwangju 2019 – tesserato per Fiamme Oro e Coopernuto – chiude in 14’17″14, terza prestazione all time personale ma soprattutto vince una gara con tattica, cuore e determinazione. Schiantato lo spauracchio Mykhalylo Romanchuk, sempre avanti a Super Greg nelle ultime tre manifestazioni internazionali, che ha tenuto fino ai 700 metri il passo dell’azzurro e poi addirittura è uscito fuori dal podio, quarto in 14″32″51. Una gara tattica per il primatista mondiale azzurro che stavolta non si lascia ingolosire e parte più lento rispetto a ieri (ai 400 è 8 decimi dietro – 3’46″77); poi dai 700 inizia una progressione a mazzate di 28″15/28″50 che gli fanno prendere un secondo ogn cento metri all’ucraino, e tengono a bada le velleità del norvegese Heinrik Christiansen (quinto ai mondiali di Gwangju) che è bravo a tenere al scia del fenomeno di Carpi e chiude a un secondo in 14″18″15. Terzo il francese che ama il nuoto in acque libere, David Aubry bronzo negli 800 e nella 5 km a squadre in Corea, in 14’25″66.

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L’arrivo di Messi: l’affetto dei tifosi, l’amore per l’Italia e la curiosità di conoscere Napoli

Marina Delfi

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Non è Maradona ma è sicuramente il miglior giocatore del mondo oggi in attività ed è argentino: c’era una folla di tifosi, soprattutto napoletani, ad attendere Lionel Messi fuori dall’albergo dove alloggia il Barcellona in attesa di incontrare il Napoli per gli ottavi di Champions. E che fosse il migliore lo si capisce anche dal post pubblicato sul profilo social del Barcellona con l’elenco dei calciatori: al posto di Messi una capra, che in inglese si dice GOAT, cioè Greatest Of All Times…

Ragazzini, signore d’età, stranieri di passaggio, tutti davanti all’ingresso dell’hotel NH, nel centro della città, proprio di fianco alla Questura, di proprietà di una società a maggioranza spagnola, con la maglietta blaugrana di Messi fra le mani.

Un’accoglienza apprezzata dai calciatori spagnoli e dagli accompagnatori del Barça che ha tributato un omaggio alla città che nel DNA ha sangue castigliano e catalano.

E proprio lui, Lionel Messi, origini italiane tradite dal cognome, moglie italiana, la bella Antonella Roccuzzo, ed una propensione per quella che viene definita “italianità” a partire dal medico che gli ha curato un disturbo legato alla dieta per finire alle vacanze: nel suo cuore è rimasta la ‘crociera’ a bordo di uno yacht nel golfo di Napoli qualche estate fa., con una sosta a Capri e qualche giorno nei mari di Ischia.

Chi lo conosce racconta di un Messi incantato dai racconti fatti dal Pocho Lavezzi e da lui, il Pibe de oro, Diego Armando Maradona che gli disse: “se non giochi lì, a Napoli, non potrai mai capire”.

 

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Champions, la conferenza del Barcellona con Quique Setién e Gerard Piquè dal San Paolo

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Ringhio Gattuso carica gli azzurri: rispetto per Messi e compagni ma nessuna paura, col Barcellona ce la giochiamo

Valeria Grasso

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“Siamo vicini alle persone che stanno avendo problemi a causa del Coronavirus”. Rino Gattuso inizia la conferenza stampa di presentazione della partita di Champions League, Napoli-Barcellona, testimoniando la vicinanza sua, della società e della squadra a quanti, soprattuto nel Nord Italia, stanno vivendo momenti di difficoltà a causa dell’epidemia.

“Siamo vicini a tutti – ha detto Gattuso -, al Governo per quello che sta facendo e speriamo che tutti i problemi si riusciranno a risolvere al più presto”.

Poi il tecnico calabrese che allena il Napoli da pochi mesi passa ai temi strettamente legati al calcio e al match contro il Barça di Lionel Messi. “Affrontiamo una grande squadra. Ringrazio Ancelotti – ha detto Gattuso – che mi ha dato questa possibilità. C’è tanta preoccupazione per questa gara perché i campioni di Quique Setién riconquistano palle dopo 6-7 secondi. Per poter sperare di andare avanti, dobbiamo fare grande partita sia in fase offensiva che difensiva” spiega Ringhio. Che prima fa i complimenti a Lorenzo Insigne e poi lo sprona a far meglio. “Insigne è un giocatore che al di là della tecnica eccellente ha un motore importante, ripiega in maniera intelligente tatticamente. Deve migliorare come capitano – argomenta Gattuso -, deve farsi sentire di più magari parlando di meno, entrando nell’anima dei suoi colleghi. Lorenzo però è uno che apprende subito”.

“Domani sera – dice Ringhio ai giornalisti che lo bombardano di domande –  sarò soddisfatto se vedo una squadra che non ha paura, che rispetta l’avversario ma che se la gioca fino alla fine. Quanto a Messi, è un grande giocatore, ha vissuto una carriera bellissima. Mai una parola fuori posto. Gli vedo fare cose impensabili, ha qualità incredibili” sostiene Gattuso, inondando di complimenti l’asso argentino che nell’ultimo match sostenuto dai blaugrana in Spagna ha messo a segno un poker.

“Stamattina mentre bevevo il caffè ho pensato a tutto quello che ho fatto, ai sacrifici sostenuti per arrivare fino a qui. Domani ci giochiamo una cosa importante. Ovviamente non posso dirvi quale sarà l’assetto tattico del Napoli, quello lo vedrete in campo. Quello che posso dirvi – argomenta sempre Gattuso con i giornalisti – è che grazie al lavoro quotidiano, alle priorità che ci siamo dati, alle regole, al rispetto, alla coerenza, riesco a tenere la squadra sul pezzo. La cosa brutta è quando devo dire ai giocatori che non verranno in panchina” conclude Gattuso, concentratissimo sul match del San Paolo

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