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Non arriva la pensione, chiama in banca ma gli dicono: “Lei è morto”

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Totò avrebbe fatto gli scongiuri e una bella pernacchia: quello che è accaduto a Gaetano Costantini, pensionato, è davvero da numeri al lotto. Vedendo che non arrivava la pensione ha chiamato la banca per capire il perché e la risposta lo ha raggelato. L’impiegato dall’altro capo del telefono gli ha detto :”Lei signore è morto”. Si trattava di una questione di omonimia: “Sono vivo e vegeto” ha fatto sapere il pensionato di Pian di Vedoia, una frazione di Ponte nelle Alpi in provincia di Belluno. “Spero solo che la pensione arrivi presto- ha detto Costantini con una bella risata- ma questo equivoco mi allungherà la vita”.

 

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Grave una bimba di 18 mesi caduta con il padre in una buca profonda 4 metri nel Frusinate

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La buca in cui è caduto era profonda quattro metri. E la caduta rovinosa è avvenuta mentre aveva in braccio la figlioletta di 18 mesi. Il fatto è successo Castrocielo, nel Frusinate, poco prima delle 12 di oggi. La bimba ha riportato gravi ferite. L’hanno trasportata d’urgenza in elicottero a Roma. Il padre è stato trasferito presso l’ospedale di Cassino. L’uomo, residente a Colfelice, un paese limitrofo, si trovava all’interno di un’attivita’ commerciale specializzata nella vendita di prodotti agricoli. Mentre passeggiava nel piazzale con la figlia si è trovato il vuoto sotto i piedi. Che cosa sia accaduto. Come si è aperta questa buca. La dinamica precisa del del fatto sono cose da accertare. E lo stanno facendo i carabinieri della Compagnia di Pontecorvo che su ordine della procura hanno sequestrato l’intera area per consentire una ricognizione precisa di quanto accaduto. La prima cosa da sperare è che sia la bimba che il suo papà possano rimettersi presto.

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Tutti i testimoni di Palamara per il “processo” davanti al Csm: dagli ex ministri ai consiglieri del Quirinale

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Nelle 34 pagine del documento depositato al Csm c’è un l’elenco di 133 testimoni che Luca Palamara chiede di accettare per poter svolgere sua difesa. Se il Csm dovesse accettare vedremo sfilare l’ex vicepresidente del Csm Nicola Mancino, gli ex ministri Andrea Orlando e Giovanni Maria Flick,  gli ex presidenti dell’Anm Francesco Minisci ed Eugenio Albamonte, l’attuale procuratore capo di Milano Francesco Greco, Guido Lo Forte, tra i favoriti per la Procura di Palermo fino allo stop inferto, nei fatti, dalla richiesta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di procedere seguendo un inedito ordine cronologico.

Luca Palamara. In un momento conviviale assieme alla signora Elena Boschi e l’ex vicepresidente del Csm Legnini

Lo Forte potrebbe dover spiegare perché, in seguito, revocò la candidatura alla Procura generale di Palermo. Palamara chiama a testimoniare anche due consiglieri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Francesco Garofani e Stefano Erbani. Sia per spiegare le interlocuzioni con Luca Lotti relative alla nomina (non avvenuta) del procuratore generale di Firenze, Marcello Viola, alla Procura di Roma. Insomma c’è molta carne a cuocere messa da Luca Palamara. Che nel documento di difesa svela anche fatti e rapporti normali, leciti, con l’ex vice presidente del Csm Giovanni Legnini, i  “contenuti di una conversazione avuta con l’onorevole Paolo Cirino Pomicino” su Woodcock, “nel periodo di svolgimento” del suo “procedimento disciplinare”.  Insomma, bisogna aspettare che cosa farà il Csm per capire come sarà gestito questo procedimento.

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Caso Tiziana Cantone, la madre presenta una nuova denuncia sulla gestione di Iphone e Ipad della figlia

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La madre di Tiziana Cantone, Maria Teresa Giglio, ha presentato un esposto alla Procura di Napoli nel quale si chiede di verificare la trasparenza della gestione di cellulare e computer della figlia nella fase delle indagini. La notizia è del quotidiano “Il Mattino”. L’esposto in procura è stato presentato dall’avvocato Salvatore Pettirossi e si basa sull’esito di un’inchiesta difensiva dalla quale sarebbero emerse lacune nella gestione di Iphone e Ipad di Tiziana, la 31enne che il 13 settembre 2016 a Mugnano (Napoli) si tolse la vita a seguito della diffusione di suoi video e foto hard su internet. Secondo quanto contenuto nell’esposto, i dispositivi elettronici sequestrati la sera del suicidio della ragazza sarebbero stati oggetto di una procedura di estrapolazione del loro contenuto da parte di esperti informatici che invece ne avrebbero dovuto salvaguardare l’integrità, al fine di poter risalire a chi diffuse i filmati in rete.

“L’Ipad – si legge nell’esposto – è risultato resettato e quindi cancellata e definitivamente persa ogni attività svolta da Tiziana Cantone su quel dispositivo” e “anche tutta la messaggistica via Whatsapp risulta mancante”. Inoltre l’Ipad sarebbe stato “resettato e manipolato con l’inserimento manuale di alcune fotografie ricopiate nella cartella immagini”. Infine “all’interno dell’Iphone la sim telefonica non era quella originale usata da mia figlia Tiziana, ma una copia bianca, vuota e mai utilizzata, non associata ad alcun numero telefonico”. L’esposto è ora all’attenzione dei pm della Procura di Napoli che hanno indagato sulla vicenda.

 

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