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“Nè santi nè eroi”, le pale fotografiche alla Misericordiella di Borgo Vergini

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E’ la fotografia che fa rivivere  gli spazi creati per la pittura nel corso dei secoli passati, la fotografia che riempie rosoni, tabernacoli,  e tutte quelle superfici che nelle chiese, nei chiostri, negli androni degli storici palazzi erano stati ideati e progettati per contenere e mostrare dipinti floreali, ritratti, pale lignee e raffigurazioni sacre. E’ la fotografia, come ora,  nella chiesa della Misericordiella a borgo Vergini, divenuta, per volontà, impegno e incessante lavoro  dell’artista Christian Leperino,  il centro per l’Arte Contemporanea SMMAVE, che si assume il compito di rigenerare quegli spazi nell’assoluto riguardo storico di  tutto l’ambiente che li circonda e ospita.

“NÉ SANTI NÉ EROI”, una installazione fotografica curata da Mario Spada che ha visto coinvolti i fotografi e gli allievi del C.F.I. Centro Fotografia Indipendente, nel mese di Maggio 2019, durante una intenso shooting di due giornate, dove i soggetti sono stati gli abitanti, i commercianti e coloro che vivono il Borgo Vergini nella quotidianità e che sono tra i protagonisti della rigenerazione dello storico quartiere Sanità.

Fino al 19 Gennaio 2020, si potrà visitare la mostra/installazione nella Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini. Si potranno ammirare le grandi pale fotografiche. Questa installazione unitaria, realizzata anche con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, e articolata in otto grandi composizioni che fanno rivivere gli spazi lasciati vuoti dai dipinti, un tempo custoditi nella Misericordiella.

Un gesto dal forte valore simbolico che riconnette il territorio alla comunità e riaccende un dialogo culturale di partecipazione e condivisione. I fotografi coinvolti sono Mariagiovanna Capone, Valentina De Felice, Ivana Donati, Emanuela Gasparri, Ilenia Giordano, Giulia Morrica, Renata Petti, Chiara Pirollo, Massimo Polisiero, Carmen Sigillo e Guglielmo Verrienti.

Con questa installazione, che insieme ad  altre che perseguivano lo stesso obiettivo di riscoperta e rivalutazione, la fotografia lancia l’ ennesimo appello affinché questi spazi ideati per ospitare opere dell’arte visiva, non siano più utilizzati nelle modalità  di temporanee mostre, ma diventino segno visivo fotografico utilizzate in modo permanente per raccontare la città e i suoi protagonisti quotidiani.

 

 

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Cultura

“Un titolo casuale”, la mostra di Pierluigi Calignano alla Dafna Gallery di Napoli

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E’ un titolo che intende far riferimento al carattere impermanente del reale, che non risparmia né le intuizioni né la pratica artistica. Ogni opera, così come ogni mostra, non costituisce né il punto di arrivo, né il punto di partenza di una determinata ricerca, ma una sua apparentemente casuale manifestazione momentanea.

“Un titolo casuale”, è la mostra dell’artista Pierluigi Calignano, curata da Marco Azzolino che  a partire da oggi  28 gennaio 2020 la Dafna Gallery di Danilo Ambrosino e Anna Fresa, ospiterà nei suoi spazi di via Santa Teresa degli Scalzi 76.

 

Pierluigi Calignano, in questa sua prima personale a Napoli, presenta disegni e sculture prodotti negli ultimi anni di ricerca ed una installazione appositamente creata per la galleria. Tutte le opere sono il risultato alternativo d’un processo di esperienza e di studio che ha una matrice comune. In questa mostra l’artista, appare prima di tutto come uno studioso dell’attività creativa come strumento di analisi della realtà.

Il suo punto di partenza di Titolo Casuale è stata l’analisi delle possibilità offerte dalla pratica del disegno, attraverso il quale da vita ad un processo creativo che, anziché rappresentare qualcosa di esteriore, è in grado di raccontare il proprio svolgersi. Trovandosi di fronte al foglio di carta, infatti, invece di tracciare la prima linea, Calignano ha cominciato a piegare quel foglio. Con l’iniziale intenzione di creare un disegno, l’artista si è ritrovato con un inizio di scultura: piuttosto che operare sulla superficie ha scelto dunque di operare nello spazio.

Il risultato di  tale processo è stato la creazione di “macchine”, che però, come le “macchine inutili” di Bruno Munari, non rappresentano nulla, non servono a nulla, eppure raccontano tantissimo. È una macchina inutile ad esempio la Sleeping Structure, che rivela paradossalmente il successo di un fallimento: una costruzione nata (forse) con l’obiettivo di diventare una architettura funzionale e che nel suo (inevitabile) collasso manifesta inaspettate possibilità d’essere attraversata e di porsi in relazione con lo spazio in cui è inserita. I suoi grandi disegni effettivamente si possono ripiegare e riporre in una borsa, le sue tele possono riavvolgersi e srotolarsi in luoghi diversi, le sue sculture e installazioni possono essere smontate e riassemblate in modo totalmente differente a seconda dello spazio che le contiene. Tutte le opere sono pensate affinché abbiano un  carattere nomade, anche se la loro destinazione è tutt’altro che temporanea. La mostra sarà visitabile dal martedì al venerdì ore 10.00 – 19.00 Sabato su appuntamento fino al 28 Febbraio p.v.

Le foto della gallery sono di Alessia Gugliotta, Elisabetta La Neve e Nunzia Mataluni del corso di FotoGiornalismo del Biennio Specialistico in Fotografia dell’Accademia di belle Arti di Napoli.

 

 

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Cultura

Le giornate della Memoria, il calendario del comune di Napoli

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Il ricordo della Shoah, contro il razzismo, contro l’indifferenza, è il monito degli eventi promossi dal Comune di Napoli, assessorato alla Cultura e al Turismo, in collaborazione con l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età contemporanea e l’ANPI Napoli. Una sinergia di iniziative cittadine in occasione del 27 gennaio, Giornata della Memoria, nel ricordo dell’Olocausto. Il programma, realizzato grazie al lavoro generoso e intelligente di tanti soggetti della vita culturale napoletana, prevede iniziative culturali, incontri pubblici e celebrazioni ufficiali, cui parteciperanno le massime istituzioni della città. Inaugura Le Giornate della Memoria lo spettacolo teatrale di Roberto Giordano Irena Sendler – La terza madre del ghetto di Varsavia che si terrà nello Spazio Comunale Piazza Forcella in via Vicaria Vecchia il 24 gennaio; lo spettacolo proposto rivisita e ripensa, in veste drammaturgica e con flashback di accurata ricerca storico-documentaristica, la Memoria del Volto Truce del Male perpetrato dalla follia nazista sugli innocenti, i bambini, gli intoccabili, il cui sterminio fu deliberato nel 1941 quale uno dei principali scopi bellici di Hitler. Uno sfondo che purtroppo non può essere mai più cancellato nè cambiato, ma in cui si innesta un altro volto della verità storica: un volto di alta umanità, generosità e bontà, quale fu quello di Irena Sendler, infermiera e assistente sociale polacca, proclamata Giusta tra le Nazioni nel 1965 per aver salvato, con i suoi collaboratori, 2500 bambini dal Ghetto di Varsavia. A Forcella, su invito dell’Assessorato alla Cultura, sarà presente e dialogherà con il pubblico Elzbieta Ficowska, la bambina più piccola salvata da Irena Sendler dal Ghetto di Varsavia, arrivata a Napoli dalla Polonia in questi giorni proprio per testimoniare personalmente quanto accadde in quegli anni. Diverse iniziative interessanti si svolgeranno nei quartieri di Ponticelli, con l’Arci Movie e la nona edizione di Parole di Memoria, e di Scampia, con il Caffe’ Letterario che presenta al TAN – Teatro Area Nord il libro di Liliana Segre Il mare nero dell’indifferenza. La cerimonia istituzionale è prevista il 27 gennaio alle ore 10.30 in ricordo di Luciana Pacifici, vittima delle leggi razziali, con la deposizione della corona nella strada a lei intitolata. Particolare valenza simbolica ha il luogo prescelto per l’iniziativa dal titolo La banalita’ del male (tratto dall’opera di Hanna Arendtche si terrà sempre il 27 gennaio alle ore 11.00a Piazza Bovio, teatro nel settembre del ’43 dell’uccisione per mano tedesca di quattro marinai e dove, lo scorso 7 gennaio, sono state installate nove pietre d’inciampo, a cura dell’artista Gunther Demnig, all’altezza del civico 33, in memoria di nove martiri napoletani del nazi-fascismo. L’iniziativa si svolgerà nell’androne monumentale della Camera di Commercio di Napoli, e vedrà l’alternarsi di letture e canti  “per non dimenticareper raccontare in quale contesto politico e culturale, in quale clima riuscì a crescere e a maturare l’idea dello sterminio di un intero popolo, della soluzione finale, al fine di dimostrare cosa può accadere quando si normalizza la barbarie può diventare normalità”- ha dichiarato l’assessore alla cultura del Comune di Napoli Eleonora de Majo. Le letture di brani tratti da H. Arendt, B. Brecht, F. Fenelon e altri sono a cura di Teatri di Seta e di Silvana Jovine. I canti del coro le Voci del 48dell’Istituto Comprensivo Madre Claudia Russo – Solimena diretto dal maestro Murru. Il programma completo delle iniziative sul sito: assessorato.cultura@comune.napoli.it

 

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Apparizioni, una mostra fotografica di Gigi Viglione, alla galleria Mediterranea

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Inaugura Giovedì 23 gennaio 2020, alle 18,00 presso la storica galleria Mediterranea in via Carlo de Cesare a Napoli,  la mostra fotografica APPARIZIONI con gli scatti di Gigi Viglione, una raffinato racconto fatto di  istantanee, scatti rubati ad una quotidianità densa, prepotente, raccontata con un taglio che ricorda quello  cinematografico. E come dice lo stesso autore “Immagini del paesaggio quotidiano e visioni interiori sono i temi dominanti delle ventidue fotografie raccolte in Apparizioni. Un racconto nel mio tempo e in spazi della mia vita, uno storyboard cinematografico lasciato volutamente a una libera interpretazione.

Tra marine, navi, architetture di isole, fòndaci oscuri ed improvvise luminosità, realtà deformate, volti nascosti, solitudini di corpi, ho composto un racconto in cui utilizzo il congegno fotografico nel suo naturale ruolo di rappresentazione del reale fino alla necessità poetica della sua scomposizione”

Le foto, presentate la scorsa estate ad Ischia nella splendida cornice dei Giardini Ravino,  arrivano a Napoli volute da Saverio Ammendola, animatore della galleria Mediterranea e vedranno la pubblicazione in un catalogo edito dalla Babel Edizioni.

In rigoroso bianco/nero, Viglione con queste sue creazioni fotografiche/filosofiche  ci offre la sua visione sull’arte e sulla luce che Elettra Carletti  ricordandoci il pittore Georges Braque ne inverte i fattori, non più arte come una ferita che si fa luce, ma la luce che si fa ferita  “Ferita a morte. La morte e il tempo sono temi centrali, costitutivi della fotografia: si scatta al presente per tramandare il passato al futuro. E per citare quello che è stato forse il filosofo più importante e controverso del ‘900, Martin Heidegger, il futuro esprime l’orizzonte temporale più proprio e caratteristico dell’uomo”

Un futuro che godrà di visioni del passato che apparentemente possono sembrare Apparizioni, ma che invece sono immagini ben precise nei pensieri del loro autore.

 

 

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