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‘Ndrangheta, il Csm va a Catanzaro per l’audizione dei giudici dopo lo scontro Lupacchini-Gratteri

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La Prima Commissione del CSM lunedì 17 e martedì 18 febbraio si rechera’ in visita agli Uffici giudiziari di Catanzaro per una indagine conoscitiva sulle materie di propria competenza. E ascoltera’ i capi degli uffici giudiziari e i magistrati del distretto. I magistrati di Catanzaro- sottolinea una nota del Csm- sono impegnati in rilevanti indagini e processi nei confronti della criminalita’ organizzata e nei mesi scorsi la prima commissione aveva aperto una procedura per incompatibilita’ nei confronti del procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini, che intanto e’ stato trasferito d’ ufficio per decisione della Sezione disciplinare. Motivo, un’ intervista con cui Lupacchini avrebbe denigrato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. La commissione, presieduta dal togato Sebastiano Ardita, intende procedere ad una ricognizione complessiva delle condizioni ambientali.(

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”Giustizia per Arianna”, ‘Cardarelli’ sarà al tavolo tecnico

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L’ospedale Cardarelli di NAPOLI e’ disponibile a “partecipare, su invito della Regione Campania, a partecipare ad un tavolo tecnico finalizzato all’individuazione di possibili soluzioni transattive”. E’ quanto scrive la direzione dell’azienda ospedaliera napoletana in una email inviata alla trasmissione “La Vita in diretta estate” della Rai alla quale hanno partecipato i genitori di Arianna, la ragazza di Cava de’ Tirreni (Salerno), riconosciuta vittima di malasanita’ quando aveva tre mesi e ancora senza risarcimento malgrado i fatti siano avvenuti 15 anni fa. I genitori nei giorni scorsi, per sollecitare una soluzione delle questione, hanno avviato lo sciopero della fame e sono stati ricevuti sabato scorso dal presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca, che si e’ impegnato a “trovare una soluzione in tempi brevi”. Padre e madre della 15enne hanno ribadito, nel corso della trasmissione, che Arianna ha bisogno di cure e di “tante cose e purtroppo noi non possiamo sostenere tutte queste spese”.

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Montante: ricusata la presidente della Corte, processo rinviato al 18 settembre

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Rinviata al 18 settembre l’udienza del processo di secondo grado sul cosiddetto ‘sistema Montante’ che si celebra, col rito abbreviato, nei confronti di cinque imputati in Corte d’Appello a Caltanissetta. L’aggiornamento ha fatto seguito alla richiesta di ricusazione, avanzata da una delle parti civili, l’imprenditore Pietro Di Vincenzo, nei confronti della presidente della Corte d’Appello, Andreina Occhipinti. Quest’ultima nel 2012 fece parte del collegio che dispose la confisca di beni per 280 milioni di euro nei confronti dello stesso Di Vincenzo. Imputati nel processo sono l’ex presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante, l’ex comandante della Guardia di Finanza di Caltanissetta Gianfranco Ardizzone, il sostituto commissario di polizia Marco De Angelis, il responsabile della sicurezza di Confindustria ed ex poliziotto Diego Di Simone e il questore Andrea Grassi. Sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, al favoreggiamento, rivelazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico.

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Sentenze copia e incolla a Venezia, gli avvocati della Camera Penale denunciano

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I penalisti veneziani contro la CorteD’Appello di Venezia, dopo che alcuni legali hanno denunciato il presunto ricorso al “copia-incolla” per sentenze e motivazioni di una sezione penale, una prassi che secondo gli avvocati potrebbe voler dire scrivere in anticipo le sentenze. La Camera Penale veneziana ha cosi’ chiesto al Ministro della Giustizia l’invio degli ispettori, dopo aver denunciato la vicenda all’Unione nazionale e alle associazioni del Veneto. Ma la presidente della Corte, Ines Marini, respinge le accuse, affermando invece che si tratta di una “prassi operativa” dei magistrati, del tutto legittima, e che non ha mai come conseguenza pronunce “prefabbricate”. Il fatto scatenante risale al 6 luglio scorso, e riguarda un processo presso la prima sezione Penale della Corted’Appello lagunare. “Ci veniva comunicato – scrive il presidente della Camera Penale di Venezia, Renzo Fogliata – che durante l’udienza, anziche’ l’usuale relazione scritta era stato consegnato alle difese l’ordito motivazionale della sentenza, comprensivo del dispositivo, che disattende le tesi degli appellanti. Ci e’ stato documentato come a un collega siano state notificate a mezzo pec con tre giorni di anticipo rispetto all’udienza di discussione le motivazioni della sentenza di rigetto, ricavate attraverso quello che appare essere il copia e incolla di altra sentenza redatta nell’ottobre del 2016”. Immediata la richiesta di chiarimenti alla Presidenza della Corte e alla Procura generale; in risposta, sono arrivate le copie autentiche dei verbali delle udienze e sette pronunce complete di motivazione e di dispositivo. Ma l’ipotesi degli avvocati e’ che esista una “prassi di precostituzione del giudizio”; di qui la richiesta di ispezione ministeriale. Respinge questa lettura la presidente Marini, che ha invece parlato di “schemi, del tutto legittimi” che sarebbero arrivati per errore agli avvocati, e ribadito che le decisioni “vengono sempre prese in camera di Consiglio, dopo aver ascoltato tutte le parti”. In attesa di prese di posizione del Guardasigilli, la vicenda e’ stata commentata da Matteo Salvini come “ennesimo episodio che macchia la credibilita’ della Giustizia, gia’ messa in discussione dalle intercettazioni contro la Lega e contro Berlusconi”, per cui “serve una riforma profonda del sistema, anche per non mortificare la stragrande maggioranza dei magistrati che lavorano con passione e serieta’”.

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