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Navigator della Campania, si parte con 5 mesi di ritardo e umiliazioni vergognose che hanno indotto molti vincitori di selezione ad abbandonare

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Della vicenda che vi raccontiamo dovrebbero mettersi un po’ scuorno (vergogna), e invece la contrabbandano come una bella notizia. Ecco, torniamo a parlare dei 471 navigator della Campania. La Repubblica italiana è riuscita a far partire nel mese di luglio la formazione professionale ai navigator selezionati in tutto il Belpaese eccetto che nel Principato di Sua Eccellenza il Principe Vincenzo De Luca. Fino ad ora il cosiddetto Governatore della Regione Campania se n’è fregato di tutti e non ha mai voluto firmare la Convenzione quadro che hanno siglato tutte le regioni per la gestione dei centri per l’impiego. Nonostante ciò, domani, 3 dicembre, la Ministra Nunzia Catalfo (nella foto assieme ad una piccola pattuglia di navigator della Campania)  e il presidente di Anpal Servizi Mimmo Parisi annunciano il kick off dei navigator a Napoli. Lo chiamano Kick off e non calcio d’inizio sperando di prendere in giro gli italiani, che magari sono curiosi di capire perchè a Napoli i navigator iniziano la formazione professionale 5 mesi dopo tutte le altre regioni e dopo che ai 471 selezionati sono state inflitte ogni forma di umana umiliazione personale e professionale. In ogni caso Catalfo e Parisi (che poco o nulla c’entrano con questa vergognosa situazione)   hanno scritto un comunicato stampa e hanno dato appuntamento alla Stazione Marittima per l’accoglienza e “il primo giorno di formazione dei navigator freschi di contratto con Anpal Servizi”.  “Freschi di contratto”, hanno scritto così. Certo che potevano risparmiarsela questa bizzarra espressione. Eh sì, la ministra Catalfo e Parisi sanno bene che quel contratto andava firmato 5 mesi fa, che i 471 navigator vincitori di selezione in Campania hanno visto i loro colleghi italiani prendere cinque stipendi prima di poter firmare anche loro un contratto capestro vergognoso. Così vergognoso che una cinquantina di vincitori di selezione, dopo 5 mesi di umiliazioni, hanno mandato a quel paese De Luca, Catalfo, Parisi e burocrati vari e faranno, si spera, causa per vedersi riconosciuti i loto diritti calpestati.  Nel frattempo hanno trovato una occupazione decorosa, non hanno più voluto farsi umiliare. L’appuntamento, in ogni caso, è alle 10 alla Stazione Marittima di Napoli. A riceverli saranno la Ministra del Lavoro (che in questi cinque mesi non è mai stata in grado di parlare al telefono con De Luca) e delle Politiche Sociali Catalfo e il presidente di Anpal Parisi. La giornata proseguirà con delle sessioni formative sui compiti che attendono il navigator, le politiche attive del lavoro e il reddito di cittadinanza, l’organizzazione di Anpal Servizi, con particolare attenzione alle specificità della Regione Campania. Con la speranza che vada tutto bene. E che il principe De Luca, padrone delle politiche del lavoro in Campania (regione di massima disoccupazione), non decida di non firmare più la Convezione, di tornare sui suo passi o chissà cos’altro. L’evento – fa sapere Parisi –  sarà seguito sui social con l’hashtag #NavigatorKickOff. Un KickOff partito con 5 mesi di ritardo.

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2 giugno, Mattarella: i militari sono stati una risorsa durante l’epidemia

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“Le Forze Armate, con il loro contributo, si sono dimostrate ancora una volta una risorsa di alta professionalita’, dotata di spirito di sacrificio ed efficienza su cui la Repubblica sa di poter contare”. Cosi’ il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli. “Settantaquattro anni or sono il popolo italiano scelse la Repubblica – ricorda il Capo dello Stato -. Non tutti i cittadini poterono partecipare al referendum: dai militari ancora in attesa di essere rimpatriati da campi di prigionia, agli abitanti di province non ancora restituite alla sovranita’ italiana, il nostro Paese pago’ anche in questo il prezzo di una guerra divenuta sempre piu’ aspra e che conto’ un numero mai registrato prima di vittime civili”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con le Alte cariche dello Stato rende omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria in occasione della Festa della Repubblica
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“La ricorrenza di quest’anno vede l’Italia, insieme alla Comunita’ Internazionale, impegnata a contrastare una crisi sanitaria, sociale ed economica senza precedenti. Le Forze Armate, con il loro contributo, si sono dimostrate ancora una volta una risorsa di alta professionalita’, dotata di spirito di sacrificio ed efficienza su cui la Repubblica sa di poter contare. I militari – sottolinea Mattarella – offrono quotidianamente testimonianza di generosita’ e abnegazione attraverso uno sforzo encomiabile nelle corsie degli ospedali, sulle strade e nel territorio per la sicurezza, in cielo e in mare per il trasporto logistico – sanitario”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Ministro della Difesa,Lorenzo Guerini, all’Altare della Patria in occasione della Festa della Repubblica
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il Capo dello Stato sottolinea che “le precauzioni e le restrizioni, necessarie per fronteggiare la difficile congiuntura sanitaria, non consentono di svolgere ne’ la tradizionale sfilata a Roma ne’ le manifestazioni locali, nelle quali e’ essenziale il contributo delle Forze Armate. I valori di rispetto dei diritti, solidarieta’, umanita’, che animano costantemente il vostro operato, in Italia e nei teatri di crisi, al servizio della pace, della democrazia e della sicurezza, trovano fondamento nella Costituzione e incontrano la riconoscenza dei nostri concittadini”. “Nel celebrare l’anniversario di fondazione della Repubblica rivolgo un deferente pensiero a quanti hanno sacrificato la propria vita in Italia e all’estero, in pace e in guerra.

Roma – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria, nella ricorrenza della Festa Nazionale della Repubblica, oggi 2 giugno 2020..
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

I Labari decorati e i Medaglieri sono un patrimonio morale che vi contraddistingue e che la Repubblica onora. Ai militari di ogni ordine e grado – conclude il Presidente – giungano, nel giorno della Festa di tutti gli Italiani, i piu’ fervidi auguri e sentimenti di gratitudine e l’apprezzamento per l’insostituibile apporto offerto al bene comune nostro e della intera Comunita’ Internazionale. Viva le Forze Armate, viva l’Italia”.

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Mattarella depone una corona d’alloro all’Altare della Patria

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Mattarella a Codogno per mostrare “il volto migliore dell’Italia” nella giornata della Festa della Repubblica

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Discorso pronunciato dal Presidente Sergio Mattarella nei Giardini del Quirinale alla vigilia della festa della Repubblica

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Il 2 giugno, domani, si celebra l’anniversario della nascita della nostra Repubblica. Lo faremo in una atmosfera in cui proviamo nello stesso tempo sentimenti di incertezza e motivi di speranza. Stretti tra il dolore per la tragedia che improvvisamente ci è toccato vivere e la volontà di un nuovo inizio. Di una stagione nuova, nella quale sia possibile uscire al più presto da questa sorta di incubo globale.

Tanti fra di noi avvertono il ricordo struggente delle persone scomparse a causa del coronavirus: familiari, amici, colleghi. Sovente senza l’ultimo saluto.

A tutte le vittime, a chi è morto solo, al ricordo dei tanti affetti spezzati è dedicato questo concerto, con il maestro Daniele Gatti e l’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, che ringrazio molto per la loro partecipazione.

Accanto al dolore per le perdite e per le sofferenze patite avvertiamo, giorno per giorno, una crescente volontà di ripresa e di rinascita, civile ed economica.

La nascita della Repubblica, nel 1946, segnava anch’essa un nuovo inizio. Superando divisioni che avevano lacerato il Paese, per fare della Repubblica la casa di tutti, sulla base dei valori di libertà, pace e democrazia.

Forze politiche, che erano divise, distanti e contrapposte su molti punti, trovavano il modo di collaborare nella redazione della nostra Costituzione, convergendo nella condivisione di valori e principi su cui fondare la nostra democrazia.

Quello spirito costituente rappresentò il principale motore della rinascita dell’Italia. Seppe unire gli italiani, al di là delle appartenenze, nella convinzione che soltanto insieme si sarebbe potuta affrontare la condizione di estrema difficoltà nella quale il Paese era precipitato.

Questa sostanziale unità morale è stata il vero cemento che ha fatto nascere e ha tenuto insieme la Repubblica. E’ quel che ci fa riconoscere, ancora oggi, legati da un comune destino.

Allora si reagiva ai lutti, alle sofferenze e alle distruzioni della guerra. Oggi dobbiamo contrastare un nemico invisibile, per molti aspetti sconosciuto, imprevedibile, che ha sconvolto le nostre esistenze e abitudini consolidate. Ha costretto a interrompere relazioni sociali, a chiudere le scuole. Ha messo a rischio tanti progetti di vita e di lavoro. Ha posto a durissima prova la struttura produttiva del nostro Paese.

Possiamo assumere questa giornata come emblematica per l’inizio della nostra ripartenza.

Ho ricevuto e letto, in questi tre mesi, centinaia di messaggi di preoccupazione ma anche di vicinanza, di fiducia, di speranza.

Dobbiamo avere piena consapevolezza delle difficoltà che abbiamo di fronte. La risalita non sarà veloce, la ricostruzione sarà impegnativa, per qualche aspetto sofferta. Serviranno coraggio e prudenza. Il coraggio di guardare oltre i limiti dell’emergenza, pensando al futuro e a quel che deve cambiare. E la prudenza per tenere sotto controllo un possibile ritorno del virus, imparando a conviverci in sicurezza per il tempo che sarà necessario alla scienza per sconfiggerlo definitivamente.

Serviranno tempestività e lungimiranza. Per offrire sostegno e risposte a chi è stato colpito più duramente. E per pianificare investimenti e interventi di medio e lungo periodo, che permettano di dare prospettive solide alla ripresa del Paese.

Abbiamo detto tante volte che noi italiani abbiamo le qualità e la forza d’animo per riuscire a superare anche questa prova. Così come abbiamo ricostruito il Paese settant’anni fa.

Lo abbiamo visto nelle settimane che abbiamo alle spalle.

Abbiamo toccato con mano la solidarietà, la generosità, la professionalità, la pazienza, il rispetto delle regole. Abbiamo riscoperto, in tante occasioni, giorno per giorno, doti che, a taluno, sembravano nascoste o appannate, come il senso dello Stato e l’altruismo.

Abbiamo ritrovato, nel momento più difficile, il vero volto della Repubblica.

Ora sarebbe inaccettabile e imperdonabile disperdere questo patrimonio, fatto del sacrificio, del dolore, della speranza e del bisogno di fiducia che c’è nella nostra gente. Ce lo chiede, anzitutto, il ricordo dei medici, degli infermieri, degli operatori caduti vittime del virus nelle settimane passate.

Siamo orgogliosi di quanto hanno fatto tutti gli operatori della sanità e dei servizi essenziali, che – spesso rischiando la propria salute – hanno consentito all’intera nostra comunità nazionale di respirare mentre la gran parte delle attività era ferma. Siamo grati ai docenti per la didattica a distanza, agli imprenditori che hanno riconvertito in pochi giorni la produzione per fornire i beni che mancavano per la sicurezza sanitaria, alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine, nazionali e locali, alla Protezione Civile, ai tanti volontari, che hanno garantito la sicurezza e il sostegno nell’emergenza.

Sono consapevole che a questi comportamenti se ne sono, talvolta, contrapposti altri ad opera di chi ha cercato e cerca di sfruttare l’emergenza. Comportamenti simili vanno accertati con rigore e repressi con severità ma sono, per fortuna, di una minoranza molto piccola della nostra società.

Questo 2 giugno ci invita a riflettere tutti su cosa è, su cosa vuole essere la Repubblica oggi.

Questo giorno interpella tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale – a partire da me naturalmente – circa il dovere di essere all’altezza di quel dolore, di quella speranza, di quel bisogno di fiducia.

Non si tratta di immaginare di sospendere o annullare la normale dialettica politica. La democrazia vive e si alimenta di confronto fra posizioni diverse.

Ma c’è qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite.

Qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro. Una generazione con l’altra. Un territorio con l’altro. Un ambiente sociale con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo.

Mi permetto di invitare, ancora una volta, a trovare le tante ragioni di uno sforzo comune, che non attenua le differenze di posizione politica né la diversità dei ruoli istituzionali.

Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale.

Le sofferenze provocate dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri.

Questo sentimento profondo, che avverto nei nostri concittadini, esige rispetto, serietà, rigore, senso della misura e attaccamento alle istituzioni. E lo richiede a tutti, tanto più a chi ha maggiori responsabilità. Non soltanto a livello politico.

Siamo chiamati a scelte impegnative.

Non siamo soli. L’Italia non è sola in questa difficile risalita. L’Europa manifesta di aver ritrovato l’autentico spirito della sua integrazione. Si va affermando, sempre più forte, la consapevolezza che la solidarietà tra i Paesi dell’Unione non è una scelta tra le tante ma la sola via possibile per affrontare con successo la crisi più grave che le nostre generazioni abbiano vissuto. Nessun Paese avrà un futuro accettabile senza l’Unione Europea. Neppure il più forte. Neppure il meno colpito dal virus.

Adesso dipende anche da noi: dalla nostra intelligenza, dalla nostra coesione, dalla capacità che avremo di decisioni efficaci.

Sono convinto che insieme ce la faremo. Che il legame che ci tiene uniti sarà più forte delle tensioni e delle difficoltà.

Ma so anche che la condizione perché questo avvenga sarà legata al fatto che ciascuno, partecipando alla ricostruzione che ci attende, ricerchi, come unico scopo, il perseguimento del bene della Repubblica come bene di tutti. Nessuno escluso.

Domani mi recherò a Codogno, luogo simbolo dell’inizio di questo drammatico periodo, per rendere omaggio a tutte le vittime e per attestare il coraggio di tutte le italiane e tutti gli italiani, che hanno affrontato in prima linea, spesso in condizioni estreme, con coraggio e abnegazione, la lotta contro il coronavirus.

Desidero ringraziarli tutti e ciascuno. L’Italia – in questa emergenza – ha mostrato il suo volto migliore.

Sono fiero del mio Paese.


 

Quelli che seguono sono i nomi dei Cavalieri del Lavoro che oggi saranno insigniti della onorificenze.

Ecco l’elenco completo degli insigniti, con l’indicazione, per ciascuno, del settore di attività e della Regione di provenienza:

ALLEGRINI Maria – Agricoltura/vitivinicolo – Veneto

CAMPANILE Antonio – Industria/chimica – Umbria

CASTAGNA Giuseppe – Credito – Lombardia

COPPINI Lorenzo – Industria/trasduttori elettroacustici- Toscana

DOGLIONE Anna Maria Grazia – Industria/siderurgica – Piemonte

FERRAGAMO Ferruccio – Alta moda – Toscana

FIASCONARO Nicola – Artigianato/prodotti dolciari – Sicilia

FRANDINO Mario – Industria/alimentare – Piemonte

GAROFALO Maria Laura – Sanità privata – Lazio

GILARDI Alessandro – Industria/edile – Piemonte

GRASSI DAMIANI Guido Roberto – Gioielleria di alta gamma – Estero

MAIELLO Giuseppe – Commercio/articoli di profumeria – Campania

MARCHI Enrico – Attività aeroportuali – Veneto

MARTINI Luciano – Industria /alimentare – Emilia-Romagna

MERLONI Paolo – Industria/elettrodomestici – Marche

NOCIVELLI Marco – Industria/impianti per refrigerazione – Lombardia

OTTOLENGHI Guido – Logistica portuale – Emilia-Romagna

PARATI Gian Battista – Industria/ alta specializzazione – Lombardia

PESCE Umberto – Industria/ metalmeccanica – Basilicata

PITTINI Federico – Industria/siderurgica – Friuli Venezia Giulia

RAVAZZOTTI Giovanni – Industria/ceramica – Estero

SERRATI Giorgia – Commercio conserve ittiche – Liguria

STEIN Silvia – Maglieria di alta gamma – Veneto

STIRPE Maurizio – Industria/componentistica – Lazio

VALENTINI Guido – Industria/metalmeccanica – Lombardia

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