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Navigator Campania, Regione e Anpal fingono di litigare mentre 471 persone vengono umiliate

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Ci sono 471 persone, 471 italiani, che hanno avuto la sfortuna di aver partecipato alla selezione per “navigator” e di averla superata. Queste persone, moltissimi sono giovanissimi, tutti laureati, da sei mesi non vengono assunti. Nelle altre 19 regioni d’Italia i navigator già percepiscono lo stipendio. I 471 navigator della Campania vengono quotidianamente vilipesi ed umiliati. Però dopo mesi sembrava fosse risolta la crisi di nervi del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Dopo mesi sembrava che la Regione Campania finalmente firmasse la convenzione  con Anpal servizi e consentisse di assumere i navigator per i centri per l’impiego. C’era stata anche una riunione a Roma tra De Luca e i vertici Anpal. C’era anche un accordo. Ma ad un mese da quell’accordo, da quella pace, siglata a Roma, arriva come un fulmine una nota dell’antal che getta nello sconforto 471 persone che da mesi vengono umuliate da istituzioni dello Stato.

“Apprendiamo con rammarico e stupore – è scritto nella nota Anpal – che la giunta regionale della Campania non ha approvato la convenzione tra Anpal Servizi e Regione Campania che definiva le modalità di assistenza tecnica dei navigator”, senza la quale non si può procedere all’assunzione dei 471 navigator campani vincitori della selezione pubblica. E così Anpal parla di “accordo irraggiungibile” e constata  che “all’impegno sottoscritto non corrisponda la volontà fattuale del presidente De Luca di far partire le attività dei navigator in Regione Campania”. Ma che cosa è successo? Perché questo stop? Perchè questa ennesima umiliazione per queste 471 persone?

La reazione del Comune di Napoli rispetto alla nota dell’antal è immediata. “Non riusciamo a credere che la Campania abbia deciso di disattendere l’intesa firmata ai massimi livelli istituzionali lo scorso 17 ottobre” sostiene l’assessore al lavoro del comune di Napoli Monica Buonanno. “Non è possibile che su un’intesa politica già sottoscritta non segua l’atto amministrativo che consente ai 471 navigator campani di iniziare le attività legate alla fase 2 del reddito di cittadinanza” continua l’assessore Buonanno ” e non si tratta solo dei 471 laureati, di cui ormai si parla da mesi a livello nazionale, ma delle migliaia di nuclei familiari che attendono di sottoscrivere il patto per il lavoro e di avviare gli interventi di politica attiva del lavoro, il vero cuore del reddito di cittadinanza” e conclude “se davvero la riduzione delle povertà è nelle agende politiche, allora lo Stato lo dimostri, anche sostituendosi alla Regione. Il Comune di Napoli nelle sue funzioni è pronto a sostenere lo Stato per l’attuazione del reddito di cittadinanza e soprattutto per rispondere in modo attivo ai bisogni dei cittadini più deboli”. Come spiega  il duro atto di accusa dell’Anpal e la durissima scudisciata del Comune la regione Campania?  Come al solito, a rispondere alle polemiche e alle critiche, non è mai De Luca ma il suo avvocato, Fulvio Bonavitacola, che per dovere di cronaca è anche vice presidente della Giunta Regionale della Campania.

La regione Campania, per bocca di Bonavitacola, ribalta il tavolo e attacca Anpal, accusa di aver  tentato “artatamente di scaricare sulla Regione inadempienze esclusivamente sue. Ed infatti, disattendendo gli impegni assunti nella riunione del 17 ottobre scorso, ancora ad oggi Anpal non ha contrattualizzato i navigator per i quali ha fatto la selezione nazionale. Basta leggere la nota congiunta del 17 ottobre, che alleghiamo, per verificarne gli effettivi contenuti”. “Si prevede in generale l’interesse regionale ad avvalersi di progettualità definite da Anpal per affrontare le problematiche di collocazione lavorativa delle storiche sacche di precariato sociale ereditate dagli anni passati – continua -Per quanto riguarda i navigator, invece, l’intesa prevedeva la loro contrattualizzazione, puntualmente sollecitata dalla Regione Campania, con la gestione in piena autonomia da parte di Anpal dei consulenti contrattualizzati. Il verbale sottoscritto non prevede alcuna convenzione Regione-Anpal sulle modalità di utilizzo di personale nella esclusiva responsabilità di Anpal servizi. Ed infatti, nel corso dell’incontro il Presidente di Anpal aveva comunicato che si sarebbe proceduto alla contrattualizzazione immediatamente dopo il suo viaggio di lavoro negli Usa. Non sarà tollerato l’incomprensibile gioco a scaricare le responsabilità. Anpal ha fatto la selezione, Anpal ha il dovere di contrattualizzare i navigator. Tutto il resto sono diversivi per non assumersi responsabilità. Invitiamo i navigator a promuovere una iniziativa di lotta nei confronti di Anpal. Saremo al loro fianco per sostenerli in questa battaglia”. Insomma Bonavitacola e Anpal si rimpallano le responsabilità, e i 471 campani vincitori di selezione continuano ad essere umiliati.

 

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Cerbiatto in ‘trappola’ sulla scogliera salvato dal campione di surf, il video del salvataggio di Bambi

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Campione di surf, protagonista del panorama italiano della tavola da vent’anni, e oggi eroe di ambientalisti, animalisti e appassionati di Walt Disney. Marco Pistidda, sassarese, 38 anni, ‘Bonga’ per chiunque bazzichi negli ambienti del surf e a Porto Ferro, dove ha sede la sua scuola per adulti e bambini, e’ il protagonista del salvataggio di un cucciolo di daino individuato in un anfratto roccioso mentre costeggiava la baia di Porto Conte. Surfista dal 1999, vincitore di numerosi trofei nazionali e componente della nazionale italiana nel 2008, Marco era insieme a un’amica con cui condivide la passione per il mare, l’ambiente e la natura. E’ stata proprio lei, Lucia Peana, a ribattezzare l’animale in difficolta’ come “cucciolo di Bambi”, riferimento esplicito a uno dei piu’ famosi personaggi della galleria disneyana. In attesa delle onde, in questi giorni di ripartenza ‘Bonga’ accompagna amici e allievi in escursioni acquatiche. “L’idea della scuola e’ di offrire attraverso il surf un’esperienza indimenticabile a chi come me crede nell’amore e nel rispetto per la natura, per gli altri e per se'”, ha spiegato.

 

“Siamo cosi’ partiti in sup da Cala Dragunara e abbiamo puntato verso la spiaggia di Porto Conte. A un tratto – ricostruisce il surfista – abbiamo sentito un lamento e poi abbiamo notato il cucciolo, scivolato probabilmente nel dirupo senza riuscire a risalire”. I due non hanno avuto dubbi: andava messo in salvo. “Llu’cia e’ rimasta li’, a fargli compagnia, io invece – racconta – sono tornato in spiaggia, ho chiamato la Forestale, ho preso i telefonini e un asciugamano e li ho raggiunti. Con il telo abbiamo avvolto il cucciolo, era stremato, si e’ addormentato tra le nostre braccia”. Poi il ritorno in spiaggia sul sup, la consegna del piccolo daino agli agenti della Forestale e il trasferimento nella riserva di Bonassai. “Sta bene, e’ salvo, ora sta con altri cuccioli”, riferisce ‘Bonga’ prima di tornare al suo mondo fatto di spiagge, mare, allenamenti, gare e altre sfide.

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Inchiesta ‘ndrangheta a Verona, indagato anche l’ex sindaco della Lega Flavio Tosi

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L’indagine della Polizia che ha sgominato la «locale» di ‘Ndrangheta di Verona ha svelato una struttura autonoma ma riconducibile alla cosca degli Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. L’inchiesta coordinata dalla procura antimafia di Venezia, ha portato all’emissione da parte del Gip di 26 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, truffa, riciclaggio, estorsione, traffico di droga, corruzione, turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento di beni e fatture false. Tra i nomi degli indagati il boss Antonio Giardino e l’ex sindaco di Verona Flavio Tosi, indagato per peculato, in passato già chiacchierato per i legami con i Giardino.

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Fontana deposita a pm dossier su ‘clima d’odio’

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C’e’ persino una lettera anonima nella quale si paventa “un incidente stradale occasionale” tra le minacce rivolte al governatore lombardo Attilio Fontana e ai suoi familiari. Oggi, infatti, l’avvocato Jacopo Pensa ha deciso di depositare in Procura a Milano un dossier di una trentina di pagine, intitolato “clima di odio”, in cui vengono raccolte tutte le intimidazioni comparse on line e non solo in queste ultime settimane contro il presidente della Lombardia per la gestione dell’emergenza Covid. Il dipartimento antiterrorismo della Procura milanese, guidato da Alberto Nobili, sta gia’ indagando sui murales con scritto ‘Fontana assassino’ rivendicati dai Carc, ossia i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo. Gli autori di quelle scritte, di cui si sono attribuiti la responsabilita’ anche in una conferenza stampa Pablo Bonuccelli e Claudia Marcolini, due rappresentanti dei Carc, sono gia’ stati identificati dagli investigatori nel fascicolo aperto per minacce e diffamazione ai danni del presidente lombardo, finito sotto scorta da una decina di giorni. Dei messaggi minatori dei Carc si parla anche nella “produzione documentale” depositata stamani dal legale di Fontana, che in questi ultimi giorni ha raccolto una lunga lista di decine e decine di minacce, piu’ o meno esplicite, contenute in post e fotografie pubblicate sui social da utenti o da profili fasulli, oltre che in missive anonime indirizzate pure alla famiglia del governatore. “Un’atmosfera – ha chiarito l’avvocato Pensa – creata da chi aveva interesse a fomentare un’ostilita’ feroce contro Fontana”. Un “clima di odio”, ha aggiunto, “che ha portato anche alle scritte sui muri con epiteti feroci”. Tra i messaggi riportati nel dossier ce ne sono alcuni del seguente tenore: “Devi morire, devi fare una brutta fine, devi morire come loro (con riferimento ai morti nelle rsa, ndr)”. Il presidente lombardo, ha spiegato Fontana, per il suo ruolo, soprattutto in questo periodo, “e’ consapevole di poter essere oggetto di critiche politiche e le accetta, ma quando gli si da’ dell’assassino le cose cambiano”. Il legale ha deciso, quindi, di depositare i documenti ai pm, che ora potranno analizzarli nell’ambito dell’inchiesta gia’ aperta sulle azioni dei Carc. Tra l’altro, come si legge su siti e social, i Carc e altre sigle dell’antagonismo si stanno mobilitando per scendere in piazza “in tutta Italia” tra due giorni con l’obiettivo, scrivono, di dare vita ad un “patto d’azione per un fronte anticapitalista” per far “pagare la crisi ai padroni”. Sulla pagina Facebook dei Carc, tra l’altro, si vede l’immagine disegnata di una statua che rappresenta Fontana e che viene fatta cadere con una fune legata attorno al collo.

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