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Cronache

Napoli, arrestato un rapinatore di distributori di carburante: riconosciuto da un difetto fisico

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I carabinieri di Castello di Cisterna (Napoli) hanno arrestato, su ordinanza di custodia cautelare in carcere per rapina aggravata emessa dal gip di Nola, un 35enne del luogo, Danilo Ciccarelli. L’uomo, hanno scoperto i carabinieri della tenenza di Casalnuovo e della sezione operativa di Castello di Cisterna, ha messo a segno 4 rapine a mano armata in 3 distributori di carburante a Casalnuovo e Sant’Anastasia tra il 14 e il 17 agosto: uno è stato preso di mira due volte in due giorni. Il provento dei colpi è stato di oltre 2mila euro. Il modus operandi non è cambiato mai: il rapinatore si muoveva di notte, a ridosso dell’orario di chiusura dei distributori, copriva il volto e impugnava una pistola. Tutte le volte che ha agito ha calato sul viso cappucci o ha indossato berrettini e bandane ma i carabinieri hanno scoperto lo stesso la sua identità. Hanno estrapolato le immagini di videosorveglianza pubbliche e private, recuperato foto da banche dati e social network e sentito testimoni finché sono arrivati a lui. I militari sono stati guidati anche da un difetto fisico del rapinatore: un problema ad un braccio che Ciccarelli, dopo essere rimasto vittima di un agguato, non riusciva più a stendere bene.In una delle foto postate sul suo profilo, addirittura, il 35enne aveva alcuni degli abiti indossati nelle rapine. I carabinieri inoltre sono riusciti a sventare un quinto colpo, il 20 agosto, a Casalnuovo: mentre tenevano sotto controllo l’uomo durante un servizio di osservazione, lui ha desistito ed è fuggito abbandonando l’auto provento di furto su cui si muoveva, poi sequestrata dai militari. L’arrestato è stato portato in carcere.

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Incendio ed esplosione in macelleria, 5 vigili del fuoco e due poliziotti feriti in una esplosione

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Sono stati dimessi dall’ospedale di Reggio Calabria i 5 #vigilidelfuoco e i 2 agenti della @poliziadistato coinvolti nella notte in un’esplosione in via S. Lucia. La squadra era intervenuta intorno alle 1:40 per l’incendio in una macelleria. Durante le operazioni, l’esplosione ha sbalzato a metri di distanza pompieri e agenti intervenuti sul posto richiamati da telefonate giunte ai centralini dei numeri di emergenza. Per fortuna é andata bene. L’esplosione non é stata così violenta. Si indaga per capire che cosa é esploso e per capire se l’incendio é doloso.

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Cronache

La ‘Ndrangheta in Emilia Romagna, sequestro beni dei carabinieri per milioni di euro ai fratelli Muto

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I carabinieri del R.O.S. e quelli de Comando Provinciale di Modena hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dalla D.D.A. di Bologna, nei confronti dei fratelli MUTO Antonio (attualmente detenuto poiché condannato in I grado nell’ambito del processo Æmilia per associazione di tipo mafioso, truffa ed estorsione, tutti reati aggravati dalla finalità mafiosa) e MUTO Cesare, imprenditori attivi nel settore della logistica e trasporti, dei quali è stata confermata l’appartenenza al circuito economico-relazionale facente capo al sodalizio ‘ndranghetistico emiliano, storicamente legato alla cosca GRANDE ARACRI di Cutro (KR), capeggiata dall’ergastolano GRANDE ARACRI Nicolino.

Le indagini hanno evidenziato come i fratelli MUTO, nel 2012, avessero attribuito fittiziamente la titolarità delle loro società a soggetti diversi e, nel 2013, dopo essere stati colpiti da interdittiva antimafia, avessero anche costituito la società Cospar s.r.l, operativa nel campo della commercializzazione degli inerti e dei trasporti, intestandone le quote a PANGALLI Salvatore Nicola.

L’intervento, che si inserisce nella più ampia manovra di contrasto all’infiltrazione della ‘ndrangheta nel tessuto economico dell’Emilia Romagna, sta interessando le province di Reggio Emilia, Parma e Crotone e sta riguardando beni immobili e mobiliper un valore stimato di 9 milioni di euro.

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Cronache

Assassina rumena arrestata dai carabinieri, era ricercata da 9 anni

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I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno localizzato a Scafati e tratto in arresto Anca Maria Murg, 30enne di origine romena. La Murg era tra i latitanti più ricercati in ambito europeo.

Sfuggiva dal 2010 ad un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità romene per una sentenza definitiva del Tribunale di Hunedoara (Romania) che la condannò a 20 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato in concorso. I fatti risalgono alla notte del 16.09.2007 quando, in una discoteca di Tâmpa, la donna discusse con un 18enne. Lo colpì a calci e pugni poi con una mazza da baseball e persino con un masso. Gli inflisse il colpo fatale calpestandogli la testa con il tacco della scarpa.
Il ragazzo morì in ospedale due giorni dopo. La donna è stata catturata dopo una lunga attività investigativa anche in collaborazione con il Servizio di Cooperazione Internazionale.
Ora è in carcere in attesa dell’estradizione.

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