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Muore Lambert, simbolo della battaglia sul fine vita

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Alle 8.24 di questa mattina si e’ spenta la vita di Vincent Lambert. Aveva 42 anni ma i suoi ultimi passi, le sue ultime parole, risalgono a quando ne aveva 32. Un incidente stradale lo ha lasciato in uno stato di “coscienza minima, cronica, irreversibile” per quasi 11 anni. Tetraplegico in un letto dell’ospedale centrale di Reims, al centro di una questione etica che ne ha fatto il simbolo del dibattito sul fine vita in Francia e di un’accanita battaglia legale. “E’ un crimine di Stato”, hanno gridato disperati i genitori Pierre e Viviane, cattolici praticanti, che sono stati per 6 anni impegnati in prima linea in dispute, ricorsi in tribunale ed estremi appelli addirittura alle Nazioni Unite. Si sono arresi soltanto all’ultima decisione della Corte di Cassazione, che la settimana scorsa ha dato il via libera per la terza volta in questa lunga agonia di Vincent all’arresto delle cure, del nutrimento e dell’idratazione. Il paziente, le cui condizioni si sono rapidamente deteriorate, e’ morto al nono giorno della procedura, la cui correttezza e aderenza alla legge francese sara’ verificata domani da un’autopsia. La vicenda di Vincent Lambert ha avuto un’eco mondiale, il Papa – che gia’ in altri episodi del paziente di Reims si era pronunciato in favore della protezione di ogni vita umana – ha twittato oggi: “Dio Padre accolga tra le sue braccia Vincent Lambert. Non costruiamo una civilta’ che elimina le persone la cui vita riteniamo non sia piu’ degna di essere vissuta: ogni vita ha valore, sempre”. Dal Vaticano, la Pontificia Accademia per la Vita ha parlato di “sconfitta per la nostra umanita’”. La grande maggioranza della famiglia di Lambert era schierata con Rachel, la moglie che la giustizia francese aveva anche nominato ufficialmente tutrice di Vincent. Quando suo marito precipito’ nello stato di coma, aveva dato alla luce una bambina da 3 mesi. Per anni si e’ battuta per far rispettare il volere di una morte “degna” che Vincent le aveva manifestato prima dell’incidente. Anche senza lasciare nulla di scritto. Oggi, i suoi legali hanno fatto sapere che la donna e’ “abbattuta da anni di procedure” e di “accanimento terapeutico”, di “battaglia per far rispettare la volonta’ di suo marito”. Al suo fianco ha sempre avuto il nipote Francois – che stamattina ha annunciato per primo la morte dello zio – e sei fratelli e sorelle del paziente. Tanti gli aspetti e gli episodi della vicenda di Vincent che in questi anni hanno scatenato rabbia e veleni. Al centro, un paziente in condizioni particolari: respirava autonomamente e mangiava imboccato dalle infermiere. Veniva idratato meccanicamente ma alcuni video che i genitori e il comitato di sostegno hanno diffuso – il primo e piu’ inquietante nel 2015 – mostrano che muove gli occhi mentre la voce della madre lo chiama. Una reazione che i medici dell’ospedale che lo hanno in cura hanno definito normale nei pazienti in stato vegetativo, condannando la diffusione del video come un “tentativo di manipolazione politico-religiosa”. “Non era in fin di vita – ha reagito oggi su Le Monde lo scrittore Michel Houellebecq – non pativa alcuna sofferenza. E’ morto per eccesso di mediatizzazione”. Il procuratore di Reims, Matthieu Bourrette, che ha annunciato l’autopsia che dovra’ stabilire domani la regolarita’ della procedura (interruzione delle cure e non somministrazione di prodotti letali come nel caso dell’eutanasia, vietata in Francia), ha aperto un’inchiesta per “ricerca delle cause della morte”. Un atto dovuto, che nulla ha a che vedere con la denuncia che i genitori hanno presentato per “omicidio premeditato” nei confronti del dottor Vincent Sanchez, primario del reparto cure palliative dell’ospedale di Reims, colui che il 2 luglio ha annunciato l’inizio della procedura per mettere fine alla vita di Vincent Lambert.

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Colpito da un vaso mentre giocava in cortile, bimbo morto in ospedale

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È morto il bambino di tre anni di Caramagna Piemonte travolto da un vaso mentre giocava nel cortile di casa. Il piccolo era stato ricoverato in gravi condizioni ieri pomeriggio. Era stato anche operato d’urgenza ma era rimasto in condizioni critiche nel corso della notte. Le gravi lesioni riportate dal piccolo a livello di torace e addome non hanno consentito allo staff di chirurghi e cardiochirurghi dell’ospedale Regina Margherita di salvargli la vita.

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Cronache

Va al bar per vantarsi di aver ucciso il vicino di casa, arrestato il fuggitivo

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Dopo aver sparato al vicino di casa, e’ andato in un bar della zona per bere un bicchiere, vantandosi con i presenti di avere ucciso una persona. Sono gli ultimi momenti di libertà di Stefano Barotto, 69 anni, arrestato dei carabinieri per l’omicidio di Assuntino Mirai, 66 anni, freddato con un colpo di fucile da caccia al torace. Da una prima ricostruzione dei fatti, e’ emerso che dopo il delitto l’uomo ha raggiunto un bar di Pinasca, nel Torinese, dove si sarebbe vantato di aver ucciso. Nel tentativo di fuga, inoltre, l’omicida avrebbe trascorso la notte in una grotta, versione che i militari stanno ancora accertando.

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De Mita, Villari, Pomicino e altri: tutti assieme per supportare un De Luca cacciato dal Pd alle regionali in Campania

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Ciriaco De Mita, ex presidente del Consiglio e attuale sindaco di Nusco, 91 anni. Riccardo Villari, già presidente della Commissione di Vigilanza Rai, sottosegretario ai Beni Culturali,  63 anni. Paolo Cirino Pomicino, già ministro del Bilancio e oggi quadro dirigente di Atlantia, capo di Tangenziale di Napoli e Autostrade Meridionali,  80 anni. Che cosa hanno in comune questi tre politici? A parte la comune militanza democristiana, sono tutti e tre in campo da settimane per rispondere alla chiamata di Vincenzo De Luca, il governatore del Pd della regione Campania che lavora per  la rielezione e che sa che non sarà ricandidato dal suo partito. E allora lui si candida da solo, sta già mettendo assieme liste, nomi, apparati, vecchie macchine  democristiane capaci di procacciare voti. Ed ecco perchè, in nome di De Luca, persino due acerrimi nemici di quella che fu la Dc, De Mita capo della sinistra Dc e Pomicino capo della corrente andreottiana, si alleano per aiutare De Luca a restare in sella in regione Campania. I procacciatori di voti Dc non faranno liste autonome ma lavoreranno ad una lista centrista di ispirazione renziana (non sarà IV) che appoggerà De Luca. A capo di questa lista renziana ci sarà il sindaco Pd di Ercolano, Ciro Buonaiuto, che ha appena lasciato i Dem per passare col suo primo  “amore”, Maria Elena Boschi e Matteo Renzi. Oramai De Luca e soci sono a pieno regime con la macchina del consenso. Mancano dieci mesi alle elezioni regionali ma loro lavorano come se fossero imminenti. Fedelissimi che si riuniscono spesso. Nuovo amici che si aggiungono.  De Luca sa che l’accordo Pd M5S lo taglia fuori in Campania. Roberto Fico è stato nettissimo: “In Umbria abbiamo stretto un accordo per il bene dei cittadini di quella regione ma il modello non è automaticamente estendibile e l’ipotesi di un asse 5stelle-De Luca non esiste assolutamente”. Luigi Di Maio è stato ancora più drastico. Senza giri di parole ha detto: Mai con De Luca”.

E così De Luca cerca altre sponde, sonda altri lidi, costruisce nuove alleanze. Col figlio Piero De Luca, eletto Deputato, che resta nel Pd a osservare e  capire che cosa accade nel partito che ha già mollato il padre.

La ciliegina sulla torta della lista civica centrista-renziana che sta per scendere in campo accanto a De Luca è non solo Ciriaco De Mita ma anche Giuseppe De Mita, il nipote dell’ex premier, tornato all’ovile dopo qualche passato dissenso politico. A riappacificare i due è stato Matteo Renzi. Infatti Giuseppe sta per passare a Italia viva con la benedizione di Ciriaco, portandosi dietro un discreto gruppo di aficionados, a cominciare dall’ex dirigente di Forza Italia in Campania, Gioacchino Alfano. Tra i «papabili» c’è pure l’ ex parlamentare Vincenzo D’ Anna, ex Dc ed ex Forza Italia, che dice: “Non credo che Renzi riuscirà a intercettare il favore dell’area di centro, quella è orfana di Forza Italia. Ma non ho problemi a sedermi al tavolo con lui per discutere di un progetto politico”.
D’ Anna sta cercando di convincere anche l’ex ministro Dc, ora sindaco di Benevento, Clemente Mastella, a far parte di questo gruppone centrista. Però lo scorso anno Mastella s’è iscritto a Forza Italia e quindi appare prematuro un suo impegno diretto.
De Luca sta costruendo il suo cartello elettorale. E lo sta costruendo per combattere contro il centrodestra e contro quello che nascerà nel centro sinistra. Poi c’è Luigi De Magistris con la sua esperienza di laboratorio politico napoletano. Nel centrodestra è stato deciso che il candidato spetterà a Forza Italia. De Magistris, per ora, ha annunciato che presenterà una sua lista ma potrebbe anche essere un segnale politico al Pd. Si può provare a creare una coalizione regionale civica larga, che accolga chi vuole essere alternativo all’estremismo di Matteo Salvini e al continuismo di De Luca. Se ci fosse un metodo interessante, e una candidatura buona, potrebbe essere un laboratorio unico a livello regionale.
De Luca e De Magistris sono agli antipodi. Le elezioni comunali ci saranno alla fine del prossimo anno. E il fatto che De Magistris metta i piedi nel piatto delle regionali sembra in qualche modo collegabile a quella scadenza. Anche perché in questi giorni sta ripetendo: “Senza di noi in Campania si perde”. E forse è così.

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