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Cronache

Morto per fumo passivo in un ufficio Asl, Cassazione: sì al maxi risarcimento da 200mila euro dopo 17 anni

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I fatti risalgono al 2002, quando ancora non era entrata in vigore la legge Sirchia sul divieto assoluto di fumo nei locali pubblici. Il processo é durato 17 anni poi la Cassazione ha messo la parola fine. Stabilendo Il risarcimento danni in favore degli eredi di un dipendente morto a seguito di una malattia conseguente al fumo passivo nel luogo di lavoro, anche se all’epoca dei fatti non era entrata in vigore la legge Sirchia sul divieto di fumo nei locali chiusi. Così han deciso i giudici con l’ermellinl, confermando una sentenza della Corte d’Appello di Roma che aveva accolto la domanda della vedova di un dipendente della Asl, e disposto un risarcimento di 200mila euro.
I giudici d’Appello, ribaltando la sentenza di primo grado, avevano ritenuto che effettivamente l’ufficio dove l’impiegato aveva lavorato era “insalubre” e che questo aveva portato all’insorgenza del tumore e, due anni dopo (nel 2002), alla morte. “Non solo a causa del fumo passivo, ma anche per le ridotte dimensioni” della stanza, dove lavoravano altri due dipendenti, entrambi fumatori. La Asl ha provato, col suo ricorso in Cassazione, a contestare che quando il fatto si è verificato le conoscenze scientifiche non erano tali “mettere in guardia i fumatori sui danni alla salute connessi al cosiddetto fumo passivo”. Secondo l’azienda sanitaria, erano state attuate tutte le cautele necessarie secondo le norme vigenti all’epoca, visto che solo nel 2003 la legge Sirchia ha imposto il “divieto assoluto” di fumo nei locali chiusi. La sezione Lavoro della Cassazione spiega, invece, che è comunque dovere del datore di lavoro adottare “misure di prudenza e diligenza” e “le cautele necessarie”.  
In questo caso, “non può dubitarsi della correttezza delle argomentazioni, sull’azione del fumo passivo in ambiente inidoneo allo svolgimento delle attività lavorativa senza rischi per la salute”, “al di là dell’introduzione di specifiche norme sui divieti di fumo”. Doveva infatti “ritenersi pacifica, specie da parte di una struttura sanitaria, la conoscenza dei rischi”. In questi casi, per altro “il giudice può giungere al giudizio di ragionevole probabilità” sulla base della consulenza d’ufficio e dei dati epidemiologici. Non è la prima pronuncia della Cassazione sul fumo passivo. L’anno scorso la Corte condannò la Rai a risarcire con quasi 32mila euro i danni biologici e morali da fumo passivo subiti da una giornalista, sostenendo che l’azienda non aveva preso provvedimenti contro i dipendenti che continuavano ad appestare i colleghi, nonostante le sigarette fossero state messe al bando in tutti gli uffici e nelle redazioni. In quel caso risarcimento basso perché il ricorrente é vivo.

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Caso Bellomo, sezione disciplinare del Csm: ex pm Nalin sospeso e trasferito

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Sospensione per due anni e trasferimento a Bologna con funzioni di giudice. Questa la sentenza emessa dalla sezione disciplinare del Csm nei confronti dell’ex pm di Rovigo Davide Nalin, stretto collaboratore di Francesco Bellomo, l’ex consigliere di Stato destituito da Palazzo Spada dopo le denunce secondo cui avrebbe imposto ad aspiranti magistrate, che frequentavano i corsi della scuola di formazione giuridica ‘Diritto e Scienza’ da lui diretta, un ‘dress code’ con tacchi alti e minigonna e regole sui fidanzati. Nalin e’ stato sanzionato dal ‘tribunale delle toghe’ per uno dei capi di incolpazione formulati nei suoi confronti dalla procura generale della Cassazione, quello relativo alla partecipazione scientifica alla scuola diretta da Bellomo, mentre e’ stato assolto “per essere rimasti esclusi gli addebiti” dal capo riguardante le sue condotte nei confronti delle allieve dei corsi.

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Papa Francesco ai genitori di figli Lgbt: “La Chiesa li ama, sono figli di Dio”

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Il Papa ama i vostri figli cosi’ come sono, perche’ sono figli di Dio”. E’ quanto detto da Papa Francesco stamattina, al termine dell’udienza generale, accogliendo un gruppo di genitori con figli lgbt dell’associazione Tenda di Gionata. Erano una quarantina i padri e le madri presenti, riferisce online Avvenire. Mara Grassi vice presidente dell’associazione insieme al marito Agostino Usai, ha donato al Pontefice il volumetto “Genitori fortunati” – tradotto in spagnolo per l’occasione – che riassume le esperienze ecclesiali, non sempre agevoli, di queste famiglie insieme ad alcune lettere con richieste, speranze ma anche proteste di persone troppo a lungo considerate spesso indesiderabili dalle comunita’ ecclesiali. “La nostra associazione – ha detto Mara Grassi riferendo il discorso rivolto al Papa  – vuol far dialogare la Chiesa e le famiglie con figli lgbt. Vogliamo creare un ponte con la Chiesa perche’ anche la Chiesa possa cambiare lo sguardo verso i nostri figli, non escludendoli piu’ ma accogliendoli pienamente”. La risposta di Francesco e’ stata rasserenante e cordiale: “La Chiesa non li esclude perche’ li ama profondamente”. Al Papa e’ stata donata anche una maglietta colorata d’arcobaleno con la scritta “Nell’amore non c’e’ timore” (1Gv, 4, 18). “Ha guardato e ha sorriso – ha concluso Mara Grassi, che ha quattro figli, di cui il piu’ grande omosessuale – un momento di profonda sintonia che non dimenticheremo’’.

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Università Federico II: le elezioni per il Rettore finiscono in parità e si torna a votare

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Sembra quasi incredibile ma la votazione per il nuovo Rettore dell’Università degli Studi Federico II di Napoli è finita in parità. I due contendenti sono Luigi Califano, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia, e Matteo Lorito, direttore del Dipartimento di Agraria: al termine dello spoglio il primo ha ottenuto 1262 voti, il secondo 1261, 14 le schede bianche e 24 quelle nulle.

Nessuno dei due ha raggiunto dunque il quorum per essere eletti che è di 1280 voti. Le nuove elezioni si terranno i prossimi 22, 23 e 24 settembre.

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