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Minacce, pestaggi ed aggressioni subite da un medico su 2, ma legge per proteggerli è ferma in Parlamento

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Dai chirurghi alle ostetriche, uno su due tra i medici e gli operatori sanitari ha subito, nell’ultimo anno, aggressioni verbali o minacce, mentre il 4% è stato vittima di violenza fisica. E sempre piu’ spesso, in corsia, regna rassegnazione e si diffondono “burnout e demotivazione”. Ma “il disegno di legge che dovrebbe arginarli è fermo in Parlamento”, denuncia la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo). E ad unirsi all’appello e’ il ministro della Salute Giulia Grillo: “ci auguriamo che il Senato legiferi il piu’ velocemente possibile sulla violenza contro gli operatori sanitari, perche’ un anno mi sembra un tempo esagerato rispetto a un’emergenza, quale questa e'”. Al questionario online, i cui risultati sono stati illustrati oggi al ministro nel corso di una seduta del Comitato centrale della Fnomceo e in parte già anticipati alcune settimane fa, hanno risposto piu’ di 5000 professionisti sanitari, nel 73% dei casi medici (ospedalieri, del territorio, liberi professionisti, di strutture pubbliche e private). Dai dati, forti ma che ricalcano i risultati di analoghe indagini sul tema, emerge che più del 56% di chi ha subito violenza ritiene che l’aggressione potesse essere prevista, ma il 78% non sa se esistano o meno procedure aziendali per prevenire o gestire gli atti di violenza. Oltre il 38% si sente poco o per nulla al sicuro e più del 46% è preoccupato di subire aggressioni. “Uno dei dati piu’ allarmanti – spiega il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli – è la rassegnazione che emerge: il 48% di chi ha subito un’aggressione verbale ritiene l’evento ‘abituale’, il 12% ‘inevitabile’, quasi come se facesse parte della routine”. Questa percezione “falsata e quasi rassegnata del fenomeno porta con sé gravi effetti, come la mancata denuncia alle autorità, l’immobilismo dei decisori, ma anche il burnout dei professionisti, con esaurimento emotivo e demotivazione nello svolgimento della professione”. Di qui l’appello: “E’ necessario accelerare il più possibile l’iter legislativo del ddl, ora fermo in Parlamento. Per questo abbiamo chiesto ai presidenti di Camera e Senato e ai capigruppo di calendarizzare il testo, per giungere in tempi brevi ad una approvazione”. Un’approvazione rapida che torna a chiedere anche il ministro Grillo. “Sappiamo – ha concluso – che i pazienti arrivano spesso alle strutture sanitarie in situazioni di particolare stress emotivo” ma e’ “nell’interesse di tutti che gli operatori sanitari siano tutelati e non siano piu’ vittime di aggressioni e minacce, come ora succede”.

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Aprono il pacco dei pannolini e trovano un serpente morto

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Un serpente di piccole dimensioni, morto, è stato scoperto da una famiglia del Valdarno all’apertura di un pacco di pannolini, e sequestrato stamani dai carabinieri. Il pacco, spiega una nota, era stato consegnato dalla ditta produttrice nell’ambito di una fornitura destinata al figlio minore della famiglia. Lo rende noto l’Asl Toscana sud est spiegando di essersi messa in contatto con la famiglia, e di aver chiesto spiegazioni sull’accaduto alla ditta fornitrice spiegazioni sull’accaduto. La famiglia ha ricevuto una nuova dotazione di pannolini mentre l’Asl e’ in attesa della risposta della ditta per assumere le iniziative conseguenti.

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Il M5S della Campania denuncia “la Asl 1 base logistica della camorra di Secondigliano”, la ministra dell’Interno Lamorgese ha chiesto lo scioglimento

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Quello che Valeria Ciarambino, responsabile nazionale Sanità del Movimento Cinquestelle, sostiene in questo video è lo stato dell’arte dell’inchiesta aperta sulla Asl Napoli 1. La più importante Asl d’Europa per bacino di utenza,  numero di strutture sanitarie pubbliche gestite e per volume di spesa. Il M5S negli ultimi due anni ha denunciato a ripetizione scandali, episodi di corruzione e infiltrazioni mafiose nei gangli vitali di questa Azienda sanitaria. C’è il caso dell’ospedale San Giovanni Bosco dove incombe una delicatissima inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Napoli che ritiene questo nosocomio sia stato a lungo centro di interessi mafiosi delle cosche di Secondigliano. Ora sulla base delle denunce del M5S, sulla base degli accertamenti eseguiti dagli apparati investigativi, sulla base delle prime risultanze giudiziarie e soprattutto in base alle valutazioni della Commissione di accesso del Viminale, sarebbe stata consegnata al ministro dell’Interno, la dottoressa Luciana Lamorgese, una relazione in cui nero su bianco si delineano i presunti condizionamenti mafiosi della Asl e le presunte infiltrazioni. Sulla base di questa relazione, il ministro porterà la sua proposta di scioglimento della Asl in Consiglio dei Ministri. Questo è quanto Valeria Ciarambino in questo video denuncia sia nella sua veste di consigliere regionale del M5S che come responsabile sanità del Movimento. Non appena la bomba è deflagrata nelle redazioni dei giornali, si è cercato di capire se e quando questa proposta di scioglimento sarebbe arrivata in Consiglio dei Ministri. Anche perchè la consigliera Valeria Ciarambino è donna delle istituzioni che in questi anni ha sempre dato prova di affidabilità, concretezza e serietà nelle sue battaglie politiche. Ciò significa che non è un politico che spara a vanvera a caccia di titoli di giornali. In ogni caso, manco il tempo di denunciare questa evidenza e l’evenienza di un traumatico scioglimento dell’Asl Napoli 1 per sospette infiltrazioni mafiose, che immediatamente è filtrata sulle agenzie di stampa una notizia, la cui origine non è dato comprendere bene. E che cosa direbbero queste indiscrezioni? Più o meno nulla, nel senso che non confermano la notizia fornita da Valeria Ciarambino, ma nemmeno la smentiscono.

“Nessuna decisione è stata assunta, fino ad ora, dal ministro dell’Interno in merito alla proposta di scioglimento della Asl Napoli 1”. Chi dice questo? Fonti del Viminale con riferimento ad alcune notizie di stampa. Quali fonti? Nessuno lo sa. E di norma quando una fonte vuole dire cose importanti, si assume la responsabilità di quello che dice, ci mette la faccia. Come ha fatto la Ciarambino. “E’ ancora in corso al Viminale – continuano sempre queste  cosiddette fonti del Viminale – la fase istruttoria affidata agli uffici competenti”. Peraltro, a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 18/2020, che ha rimodulato i termini di tutti i procedimenti ex articolo 143 del Testo unico degli enti locali, il ministro dovrà eventualmente formulare la proposta al Consiglio dei ministri entro il prossimo mese di dicembre. Insomma il Viminale che avrebbe già una relazione che attesterebbe le sospette infiltrazioni mafiose nella Asl 1 vuole nascondere la notizia nel frattempo deflagrata. Non sarebbe purtroppo nemmeno la prima Asl sciolta. In assoluto la prima Asl sciolta, fu quella di Pavia, in Lombardia, per sospette infiltrazioni della ‘ndrangheta. Mentre già un altro ospedale fu accertato essere epicentro di affari di camorra e per questo motivo sciolto e commissariato: era l’ospedale civile di Caserta, in Campania. La Campania della sanità di Vincenzo De Luca e dei miracoli del Covid 19, che per fortuna non è passato per il Sud. E la Campania l’ha toccata di striscio.

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Rapina una nonnina di 93 anni ma il guardiano lo blocca e i carabinieri lo arrestano

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Speriamo che paghi davvero per quel che ha fatto il 20enne colto in flagranza per aver strappato la borsetta con i gioielli della vita a una nonnina di 93 anni. È questo dopo averle truffato già mille euro. È accaduto a Napoli, nel quartiere Posillipo dove i carabinieri del nucleo radiomobile hanno arrestato per rapina F.S, 20enne napoletano già noto alle forze dell’ordine.

Il giovane – all’interno di un appartamento del centralissimo parco residenziale Comola Ricci – ha dapprima tentato di truffare una 93enne con la tecnica del parente in difficoltà per poi rapinarla dei gioielli.
Aveva convinto la “nonnina” a farsi consegnare mille euro in contanti per aiutare il nipote in difficoltà ma poi, quando le ha chiesto anche i gioielli, l’anziana ha incominciato a sentire puzza di bruciato ed ha tentennato. Il giovane non si è accontentato e, bloccando la donna, le ha tolto la pochette contenente i gioielli di una vita per poi darsi alla fuga.
Altissimo il senso civico dell’uomo addetto alla guardiania del condominio che – accortosi del giovane in fuga – lo ha bloccato e chiamato il 112. I carabinieri – intervenuti nel parco residenziale –  hanno perquisito il ragazzo: rinvenuta e sequestrata l’intera refurtiva che è stata restituita alla vittima che, commossa, ha ringraziato.

L’arrestato è stato tradotto al carcere di Poggioreale in attesa di giudizio

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