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Cronache

Minacce a testimoni e falso, indagato il pm di Bari Michele Ruggiero

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La Procura di Lecce ha chiuso le indagini sulle presunte violenze private aggravate e falsi commessi, tra ottobre e novembre 2015, dal magistrato della Procura di Trani, Michele Ruggiero, ora pm a Bari, ai danni di due testimoni in una indagine che Ruggiero stava conducendo. I testi – secondo l’accusa – sono stati costretti “con modalita’ intimidatorie e violenze verbali” a dichiarare di essere a conoscenza di alcuni episodi di consegna di tangenti. Al magistrato, lo stesso che quando era Trani aveva indagato sulle agenzie di rating Standard & Poor’s e Fitch e sulla presunta correlazione tra vaccini e autismo (il primo procedimento concluso con assoluzioni, il secondo archiviato), si contesta anche il reato di falso ideologico per aver omesso i dettagli dei verbali di sommarie informazioni di altri tre testimoni “fornendo una rappresentazione assolutamente falsa di quanto avvenuto in sua presenza ed una sintesi per nulla corrispondente all’effettivo tenore di domande e risposte”.

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Corona Virus

Coronavirus, muore a 29 annil il campione di poker Valtellinese Matteo Mutti

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– Stroncato a soli 29 anni dal Covid. In Valtellina e’ lutto nel mondo del poker per la scomparsa del campione Matteo Mutti, di Tirano (Sondrio). In tanti, sui social, hanno voluto esprimere il proprio dolore per la scomparsa del giovane valtellinese, stimato da molti, oltre che per le sue doti pokeristiche anche per quelle umane. Mutti, vinta la battaglia con la leucemia, ha combattuto il Covid. Nella sua brillante carriera ha conquistato due anelli Wsop Circuit e un titolo Ipt ed Ept ed una quarantina di cash per circa 300mila dollari.

 

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Cronache

Camorra e voto di scambio, altri 27 indagati a Napoli

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Gli ex senatori Salvatore Marano (Fi) e Antonio Milo (Fi, poi Gal) l’attuale capogruppo forzista nel Consiglio comunale di Napoli, Stanislao Lanzotti (commissario del partito per l’area metropolitana partenopea), il consigliere regionale Michele Schiano di Visconti (Fdi) sono tra i politici coinvolti nell’indagine della Procura della Repubblica di Napoli sul voto di scambio a Napoli per le elezioni comunali del 2016. Sono accuse, non sentenze di condanna. Gli inquirenti hanno complessivamente notificato 27 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettanti indagati, tra cui politici e presunti appartenenti alla camorra, nei confronti dei quali vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati di voto di scambio e ricettazione aggravati dalla finalita’ mafiosa. Gli investigatori, attraverso la polizia giudiziaria, ritengono di avere documentato numerosi episodi durante i quali sarebbero stati promessi denaro, agevolazioni di vario tipo e anche posti di lavoro in cambio di voti e pacchetti di voti per determinati candidati.

L’inchiesta risale a diversi anni fa: gli inquirenti misero sotto indagine ben 82 persone, tra esponenti politici, dell’imprenditoria e della criminalita’ organizzata di Secondigliano, in particolare il clan Di Lauro. L’ex senatore Marano, secondo i pm, sarebbe coinvolto in alcuni episodi di voto di scambio come la promessa di un posto di lavoro a una donna, in una ditta ritenuta legata ai clan, per voti in occasione delle comunali del 2016. Ma gli episodi, aggravati dal metodo mafioso, elencati nelle 22 pagine dell’avviso di conclusione indagini della Procura sono parecchi. Interi pacchetti di voti sarebbero stati venduti in cambio di denaro, anche decine di migliaia di euro: in cambio di preferenze per un candidato poi deceduto, sarebbero stati versati 9500 euro. Infine, tra gli episodi documentati dalla Polizia Giudiziaria, sempre in cambio di preferenze per la tornata elettorale del 2016, figura la promessa, a un uomo, di un trasferimento a un incarico piu’ agevole (per ferie e retribuzione) nella stessa societa’ di pulizie di cui era gia’ dipendente. Ditta, secondo gli inquirenti, riconducibile alla camorra e in rapporti – all’epoca – con l’azienda ospedaliera Cardarelli. Le indagini, che si sono chiuse alla fine dello scorso mese di maggio, si sono avvalse delle dichiarazioni rese da diversi collaboratori di giustizia, di informative della Polizia Giudiziaria (Guardia di Finanza), intercettazioni ambientali e telefoniche e delle risultanze investigative derivate da perquisizioni e sequestri.

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Cronache

Vicenda Asso 28, avvisi di garanzia per comandante e funzionario

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A distanza di due anni dalla presentazione di un esposto firmato anche dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, la Procura di Napoli ha notificato due avvisi di conclusione indagine per la vicenda della nave Asso 28 che nell’estate del 2018 riporto’ in Libia 101 di migranti soccorsi in mare tra i quali figuravano anche 5 donne e 5 bambini. A depositare la richiesta furono, tra gli altri, gli avvocati Danilo Risi ed Elena Coccia con l’obiettivo di verificare se si sia verificato, o meno, in quella circostanza un “respingimento collettivo” in violazione delle convenzioni internazionali. L’avviso di conclusione indagini e’ stato notificato al comandante dell’epoca dell’Asso 28, dipendente di una societa’ armatrice napoletana, la Augusta Off Shore, e a un responsabile della sicurezza, addetto alla piattaforma petrolifera Sabratha di proprieta’ della Mellitah Oil & Gas, nei confronti dei quali vengono ipotizzate, tra l’altro, la violazione dell’ articolo 3 (che proibisce la tortura e il trattamento o pena disumano o degradante) e 14 (che vieta la discriminazione) della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle liberta’ fondamentali, e la violazione dell’articolo 33 della convenzione di Ginevra (divieto d’espulsione e di rinvio al confine). L’Asso 28 presto’ soccorso, in acque internazionali, a un gommone a bordo del quale c’erano i migranti, mentre svolgeva attivita’ di supporto a una piattaforma petrolifera. I migranti vennero condotti nel Porto di Tripoli e poi trasbordati su una motovedetta libica quindi, secondo gli inquirenti, fatti sbarcare “in un porto non sicuro, non avendo la Libia aderito (come l’Italia, ndr) alla Convenzione di Ginevra per i rifugiati…”. Soddisfazione, per il lavoro svolto dalla Procura di Napoli, viene espressa dall’avvocato Danilo Risi, uno dei promotori dell’esposto, firmato anche da esponenti della societa’ civile, della cultura e della politica: “Speriamo si possa giungere, finalmente, a un processo che consentira’ di stabilire le regole alle quali si devono attenere le navi battenti bandiera italiana qualora si dovessero trovare nelle stessa situazione dell’Asso 28”.

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