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Mimì alla Ferrovia batte il virus del pessimismo, Chef Giugliano: si riparte con tutti i nostri dipendenti, siamo una famiglia

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A quasi tre settimane dalla riapertura al pubblico dei ristoranti in Campania, la situazione si presenta complessa. In molti ancora hanno paura di andare al ristorante, più spesso manca la disponibilità economica dopo mesi senza stipendio o in cassa integrazione. I ristoratori, dal canto loro, si sono rimboccati le maniche e hanno riaperto i battenti. Oggi vi raccontiamo l’esperienza dello storico locale napoletano “Mimì alla Ferrovia”, attivo dal 1944 nel cuore della Napoli storica. Il locale è gestito dalla famiglia Giugliano, che rappresenta per i napoletani una vera e propria istituzione, un punto di riferimento imprescindibile della ristorazione partenopea. La famiglia Giugliano è titolare anche della raffinata Villa D’Angelo Santa Caterina al Vomero, location delle cene ufficiali della SSC Napoli. Il giovane chef Salvatore Giugliano, che porta avanti insieme alla sua famiglia la tradizione gastronomica di Mimì alla Ferrovia, ci ha raccontato le difficoltà ma anche la gioia di riaprire al pubblico dopo i mesi di quarantena.

Salvatore, quando avete riaperto Mimì alla Ferrovia?

Abbiamo aperto il 21 maggio, il primo giorno utile. Non abbiamo esitato, anche se eravamo consapevoli che saremmo andati incontro ad un periodo complicato, con numeri bassi. Abbiamo scelto di riaprire subito sia per i nostri dipendenti, che avevano bisogno di tornare a lavorare, sia per mandare un segnale di fiducia: i ristoranti sono un posto sicuro da frequentare. Seguiamo tutti i protocolli su distanziamento fisico e dispositivi di protezione individuale. 

Come sono andate queste prime settimane?

La prima settimana è stata abbastanza positiva, abbiamo avuto una buona risposta dai clienti, anche se ovviamente siamo lontani dai numeri che facevamo prima del Covid. Se prima a pranzo facevamo 80 coperti, nei primi giorni di riapertura ne abbiamo fatti 20, 25. Chiaramente siamo col personale ridotto, ma facciamo girare tutti. Devo dirle che nonostante le tante difficoltà eravamo contenti; quando è arrivata la prima comanda in cucina il 21 maggio ad alcuni di noi è scappata una lacrima, ci siamo emozionati. La seconda settimana invece è andata meno bene. Nei weekend si lavora abbastanza. 

Come vi siete preparati per la riapertura del locale?

Non ci siamo mai fermati: appena è stato possibile, abbiamo iniziato a fare dei lavori di manutenzione; abbiamo investito nell’azienda perché credevamo nella ripartenza. Abbiamo implementato asporto e delivery, che ci hanno dato una grossa mano in questi giorni con numeri bassi di presenze al locale. Abbiamo creato dei menu ad hoc, investendo nella comunicazione.

Parliamo di riduzione del numero dei coperti e costi di sanificazione. Com’è andata?

Il locale è grande, non abbiamo mai avuto grossi problemi di spazio. Se prima facevamo in totale 180 coperti, adesso ne facciamo 100, ma non ci interessa più di tanto. Il problema ora come ora è riempire il locale. Per poter riaprire abbiamo dovuto sostenere parecchie spese per la sanificazione, anche se col credito d’imposta per il Covid siamo riusciti a scaricarne una percentuale rilevante.

Aiuti dallo Stato e casse integrazioni per i dipendenti. Che cosa è arrivato? 

Noi non abbiamo chiesto nessun contributo allo Stato o alla Regione. Siamo un’azienda solida, con le spalle larghe e cerchiamo sempre di dare il buon esempio. Per questo motivo non solo non abbiamo licenziato nessuno, ma abbiamo anche anticipato ai nostri dipendenti la quattordicesima e la cassa integrazione per i mesi di marzo, aprile e maggio, così da dargli un po’ di ossigeno in momento difficile. 

Che percentuale rappresentavano i turisti sul totale della clientela?

I turisti incidevano per il 50%, abbiamo avuto una grossa perdita, ma siamo fiduciosi, ritorneranno. Per il momento l’importante è cercare di abbattere il più possibile i costi senza mai rinunciare alla qualità e alla nostra identità. La materia prima per noi è fondamentale e deve essere sempre di primo livello; siamo molto legati al mercato del giorno, quello che si compra, si vende.

Come vede i prossimi mesi, ritorneranno i turisti nella nostra città?

Non so farle una previsione, però devo dire che da quando hanno aperto le Regioni i numeri iniziano a crescere, soprattutto a pranzo. Noi lavoriamo molto grazie al commercio, pranzi e cene di lavoro rappresentano una percentuale importante. Qualche albergo ha riaperto, un po’ alla volta spero che tutto si rimetta in moto. A livello nazionale ed internazionale, è una reazione a catena, siamo legati alle grandi città: se in Italia non parte Milano, non parte l’Italia, discorso analogo in Europa con le grandi capitali europee. Quando Londra e New York torneranno a girare a pieno regime, potremo dire di essere tornati alla normalità.

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Tutti al mare: ma quale costume indosseremo? Le tendenze dell’estate 2020

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È giunto il momento di andare al mare, la voglia d’estate era fortissima da tempo ma qual è il costume più trendy di questa estate 2020? Calzedonia è uno dei Brand più attesi durante l’estate anche grazie alla influenza social di Chiara Ferragni che sfoggia divinamente i nuovi costumi. Quest’anno Calzedonia si è concentrata su uno stile anni ’80, stampe fiorate e tinte unite: l’ estate di Calzedonia è la semplicità.

Giulia De Lellis ambasciatrice di Tezenis firma una linea di costumi colorati e con fantasie: uno di questi , quello con la stampa animalier maculata su uno sfondo pink e verde acqua è quello di maggiore tendenza, anche perché è adatto a qualsiasi donna. La stessa Giulia De Lellis lo pensa, e si dice che sarà il più popolare di questa stagione.

Viva l’amore, viva la vita, viva l’Italia. È questo il motto di Yamamay, il brand ha realizzato un costume intero verde rosso e bianco per omaggiare l’Italia.

Fatto a mano con amore è la prefazione alla pubblicità del costume testimonial Bianca Balti.

Smanettando un po’ sui social delle star si capisce che quest’anno in tanti sceglieranno il costume intero:  Valentina Ferragni ne ha scelto uno di Asos tutto rosa Barbie, Chiara ha scelto un costume della sua linea di vera tendenza. Cecilia Rodriguez ha optato per il rosa pallido e Montanara ha scelto un costume intero ultrasexy.

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Sport, cultura e benessere nel Museo di Pietrarsa: come restare in forma immersi nella storia

Valeria Grasso

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Cultura, sport e benessere: un modo per restare in forma, trascorrere qualche ora d’estate, immersi nella storia. Stavolta l’iniziativa in questa fase post-lockdown parte dal Museo Nazionale di Pietrarsa – situato tra Napoli e Portici – gestito dalla Fondazione FS Italiane delle Ferrovie dello Stato – che in collaborazione con il “Centro Sportivo Portici” presenta “R-Estate in Forma al Museo”.

Il primo appuntamento è per giovedi 25 Giugno, sulla terrazza panoramica del Museo– all’orario suggestivo del tramonto il martedì e il giovedì per tutta l’estate – lezioni di pilates e yoga all’aria aperta.

Una location particolare perché la storia di Pietrarsa è un po’ la storia delle ferrovie italiane. Gli edifici che oggi ospitano il museo, infatti, sono i padiglioni del Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive fondato da Ferdinando II di Borbone; di fianco al primo tratto ferroviario italiano, la linea Napoli‐Portici, inaugurata il 3 ottobre 1839.
Pietrarsa rappresenta quindi il primo nucleo industriale italiano attivo fino agli anni ’70 del ‘900, quando l’affermarsi delle locomotive elettriche e diesel determinò il declino dei mezzi a vapore. Dal 1977 le officine divennero un museo ferroviario, inaugurato poi nel 1989.


Adesso è la volta di vivere esperienze uniche di benessere psicofisico facendo rete e fornendo servizi di interesse per il territorio. I partecipanti alle lezioni-evento di yoga e pilates saranno accolti alle ore 18,30 presso il “Cafè Bayard”, il nuovo bar inaugurato all’interno del Museo, per gustare deliziose tisane e chi lo vorrà, potrà visitare gratuitamente uno tra i più affascinanti musei ferroviari d’Europa

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RestiAMO al Sud, in giro per il Sannio: luoghi incantevoli dove il tempo sembra essersi fermato

Giovanni Mastroianni

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RestiAMO al Sud. Il Sannio per riappropriarci del nostro tempo

Nel pieno dell’area Sannita della provincia di Benevento, a nord della Valle Telesina il torrente Titerno attraversa  i comuni di Cerreto Sannita, Cusano Mutri, Pietraroja e Guardia Sanframondi,  dando così il nome anche alla locale Comunità montana. Cittadine ordinate, piene di storia, cultura ed arte. I prodotti d’eccellenza locali non solo enogastronomici, come nel caso delle pregiatissime ceramiche di San Lorenzello, attraggono oggi più che mai un turismo d’elite che giunge da ogni parte del mondo. 

Torrente Titerno. Nasce dalle sorgenti Petrosa e Crocella, site a 1200 m di quota e dal torrente Acquacalda ai piedi del monte Pesco Rosito (1252 m) in territorio di Pietraroja comune della provincia di Benevento

La parte pianeggiante della valle è attraversata dal fiume Calore che confluirà poi nel fiume Volturno facendo così ingresso nella provincia di Caserta. In questo angolo di mondo incontaminato sorge il Comune di Telese, il cui parco termale attrae migliaia di turisti da oltre un secolo. Ma non solo. L’offerta turistica si amplia e si diversifica per restare al passo dei tempi, così nasce il parco del Rio Grassano (San Salvatore Telesino), dove è possibile praticare ogni tipo di sport all’aria aperta in un’oasi verde e cimentarsi nella navigazione in canoa nell’omonimo torrente dai colori della Costa Smeralda. Per chi vuole vivere un momento di romantica complicità può fermarsi in uno dei tanti chalet sulle sponde del fascinoso Lago di Telese mentre per i più esigenti c’è la possibilità di rilassarsi nell’esclusivissima e lussuosa struttura di “Aquapetra Resort & Spa”, dove il benessere psico-fisico passa anche attraverso l’eccellenza enogastronomica, che qui può essere degustata in totale relax grazie a Luciano Villani (classe ’83), talentuoso chef di origine pompeiana  già insignito nel 2018 dalla prestigiosa guida “Michelin” del più ambito riconoscimento del settore. Attraverso le sue magistrali preparazioni chef Villani esalta il territorio ricavando un gusto sopraffino grazie anche alla rigorosa selezione dei migliori prodotti locali.

RestiAMO al Sud. Il Sannio per riappropriarci del nostro tempo

Luciano Villani. Chef insignito nel 2018 dalla prestigiosa guida “Michelin”

Invero già duemila anni fa questa terra aveva scoperto l’amore per il gusto ed attorno le mura dell’antica Telesia e sui colli non distanti, si  coltivavano vitigni che oggi sono ancora nello stesso posto, curati con immutati gesti di mani sapienti che hanno costruito nel trascorrere dei secoli un indotto che oggi è capace di far girare l’intera economia d’area. Importanti resti archeologici del comune di San Salvatore Telesino confermano la straordinaria avventura di queste zone che hanno visto scontrarsi le due potenze militari Romane e Sannite fino al definitivo trionfo dei primi, che per questo cambiarono il nome dell’attuale capoluogo di provincia da Maleventum a quello di Beneventum.

RestiAMO al Sud. Il Sannio per riappropriarci del nostro tempo

Dalla pianura i vitigni risalgono i dolci pendii di Solopaca, Castelvenere e Guardia Sanframondi, che appunto dal 1971 viene anche denominata “area del Solopaca doc” ed i cui vini sono apprezzati ed esportati da decenni in tutto il mondo. In autunno i colori delle viti infiammano di un colore rosso e giallo tutto il panorama a perdita d’occhio e trattenere l’emozione risulta davvero arduo.

RestiAMO al Sud. Il Sannio per riappropriarci del nostro tempo

L’eleganza dei paesi è pari solo all’accoglienza dei ristoratori locali e non c’è comune della zona che non offra una vasta scelta di locali, cantine e strutture agrituristiche dove poter trascorrere anche più giorni lontani dal caos quotidiano, cullati da sapori antichi che si perdono in una natura incontaminata, mentre il parco termale di Telese offre continue attrazioni ed un passeggio allegro ma sempre ordinato che prosegue per le strade del centro dove abbondano boutique esclusive e ogni tipo di attività ricreative e recettizie.

RestiAMO al Sud. Il Sannio per riappropriarci del nostro tempo

Soggiornare in questi luoghi rappresenta davvero un momento di singolare purificazione non solo fisica, ma soprattutto mentale, lontani dal traffico e dallo stress, in uno scorrere del tempo che si adagia finalmente ai ritmi biologici troppo speso sacrificati ad una vita che facciamo scorrere troppo in fretta. 

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