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Cronache

Milano lavatrice del denaro della ‘ndrangheta, 9 arresti e sequestri in una catena di pizzerie

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La Polizia sta eseguendo in Lombardia e in Piemonte un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere e trasferimento fraudolento di valori. Le indagini hanno fatto luce sugli interessi di soggetti contigui a cosche calabresi che reinvestivano denaro frutto di attività illecite, con immissione di grandi capitali nel circuito della grande ristorazione nel Nord Italia. Tra i sequestri, per oltre 10 milioni di euro, le quote societarie di alcuni ristoranti di una nota catena di pizzerie Tourlé. Gli indagati, tutti italiani, sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere e trasferimento fraudolento di valori. L’inchiesta fa luce su uno dei meccanismi principe  attraverso il quale la ‘ndrangheta (in questo caso), ripulisce risorse reperite con attività illecite nell’economia legale. Nel caso di specie nella grande ristorazione nel Nord Italia. Milano è certamente la più grande lavatrice di denaro mafioso in Italia.

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Cronache

Incendio ed esplosione in macelleria, 5 vigili del fuoco e due poliziotti feriti in una esplosione

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Sono stati dimessi dall’ospedale di Reggio Calabria i 5 #vigilidelfuoco e i 2 agenti della @poliziadistato coinvolti nella notte in un’esplosione in via S. Lucia. La squadra era intervenuta intorno alle 1:40 per l’incendio in una macelleria. Durante le operazioni, l’esplosione ha sbalzato a metri di distanza pompieri e agenti intervenuti sul posto richiamati da telefonate giunte ai centralini dei numeri di emergenza. Per fortuna é andata bene. L’esplosione non é stata così violenta. Si indaga per capire che cosa é esploso e per capire se l’incendio é doloso.

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Cronache

La ‘Ndrangheta in Emilia Romagna, sequestro beni dei carabinieri per milioni di euro ai fratelli Muto

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I carabinieri del R.O.S. e quelli de Comando Provinciale di Modena hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dalla D.D.A. di Bologna, nei confronti dei fratelli MUTO Antonio (attualmente detenuto poiché condannato in I grado nell’ambito del processo Æmilia per associazione di tipo mafioso, truffa ed estorsione, tutti reati aggravati dalla finalità mafiosa) e MUTO Cesare, imprenditori attivi nel settore della logistica e trasporti, dei quali è stata confermata l’appartenenza al circuito economico-relazionale facente capo al sodalizio ‘ndranghetistico emiliano, storicamente legato alla cosca GRANDE ARACRI di Cutro (KR), capeggiata dall’ergastolano GRANDE ARACRI Nicolino.

Le indagini hanno evidenziato come i fratelli MUTO, nel 2012, avessero attribuito fittiziamente la titolarità delle loro società a soggetti diversi e, nel 2013, dopo essere stati colpiti da interdittiva antimafia, avessero anche costituito la società Cospar s.r.l, operativa nel campo della commercializzazione degli inerti e dei trasporti, intestandone le quote a PANGALLI Salvatore Nicola.

L’intervento, che si inserisce nella più ampia manovra di contrasto all’infiltrazione della ‘ndrangheta nel tessuto economico dell’Emilia Romagna, sta interessando le province di Reggio Emilia, Parma e Crotone e sta riguardando beni immobili e mobiliper un valore stimato di 9 milioni di euro.

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Cronache

Assassina rumena arrestata dai carabinieri, era ricercata da 9 anni

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I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno localizzato a Scafati e tratto in arresto Anca Maria Murg, 30enne di origine romena. La Murg era tra i latitanti più ricercati in ambito europeo.

Sfuggiva dal 2010 ad un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità romene per una sentenza definitiva del Tribunale di Hunedoara (Romania) che la condannò a 20 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato in concorso. I fatti risalgono alla notte del 16.09.2007 quando, in una discoteca di Tâmpa, la donna discusse con un 18enne. Lo colpì a calci e pugni poi con una mazza da baseball e persino con un masso. Gli inflisse il colpo fatale calpestandogli la testa con il tacco della scarpa.
Il ragazzo morì in ospedale due giorni dopo. La donna è stata catturata dopo una lunga attività investigativa anche in collaborazione con il Servizio di Cooperazione Internazionale.
Ora è in carcere in attesa dell’estradizione.

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