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Milan sciupone e sprecone, il Lecce pareggia in zona Cesarini

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Calderoni al 92 esimo minuto, al secondo dei sei di recupero, ha gelato il Milan e rovinato il debutto di Pioli in panchina. È stato il gol del 2-2 finale con il Lecce.
Così si ridimensiona la serata brillante di Calhanoglu, che al 20′ ha segnato il vantaggio e a 9′ dalla fine con una vera prodezza ha servito a Piatek (entrato dalla panchina e per la prima volta a segno su azione) per il gol che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai 48mila in tribuna dopo il pareggio di Babacar. Alla fine Calderoni ha mandato in visibilio i 4mila tifosi del Lecce e spento la luce del Milan, atteso da avversari ben piu’ solidi, prima la trasferta con la Roma, poi Spal, Lazio, Juventus e Napoli. Dopo aver catechizzato la squadra durante il riscaldamento, Pioli viene accolto da applausi non particolarmente caldi dal pubblico di San Siro, che invece fischia sonoramente (anche la Curva Sud che poi restera’ in silenzio per protesta) Suso, Piatek, Biglia, Kessie, Rodriguez, Borini e Antonio Donnarumma. Dopo aver abolito il ritiro prima della partita serale in casa, il nuovo allenatore prosegue la sua piccola rivoluzione in campo: cambia idea rispetto a qualche giorno fa, lascia Piatek fuori, e schiera titolare il giovane Leao, che Giampaolo due settimane fa aveva tenuto in panchina attirandosi l’ira della dirigenza; poi a centrocampo Pioli inverte Kessie (a sinistra pronto a coprire se Hernandez avanza) e Paqueta’ (a destra). Leao subito crea due pericoli nei primi due minuti, mentre Hernandez da sinistra infila di continuo gli avversari, frastornati e confusi, sotto gli occhi di un infuriato Liverani. Il Milan tira verso la porta 5 volte in un quarto d’ora, il pubblico comincia a riscaldarsi e passa dai fischi agli applausi anche per Calhanoglu, che due volte sfiora il gol prima di trovarlo al 20′ con una girata esteticamente pregevole, agevolata pero’ dalla lentezza di Gabriel, infilato sul primo palo. Il primo tiro del Lecce arriva al 40′, mentre il Milan all’intervallo ne colleziona 12, mai cosi’ tanti in 45′ questo campionato. Per un’ora sembra un Milan rivitalizzato, la manovra e’ disinvolta, la difesa non va in affanno. Ma dopo aver fallito ripetutamente il raddoppio, subisce il pareggio di un Lecce coriaceo. Il Var segnala all’arbitro un fallo di braccio in area di Conti: al posto del rigorista Mancosu (3 su 3 in stagione), sul discetto va Babacar, che sbaglia il rigore ma non la ribattuta. Pioli reagisce al suo primo momento di difficolta’ inserendo Piatek e Krunic per Leao e Paqueta’, poi Rebic per Kessie. La squadra perde lucidita’ e foga agonistica, ma Calhanoglu a 9′ dalla fine riaccende la luce con un grande assist per il ‘pistolero’ polacco. Ma la gestione del pallone nel recupero lascia a desiderare, e Calderoni al 92′ si inventa un gol indimenticabile. “Dovevamo chiuderla prima”. Stefano Pioli bacchetta il Milan dopo il 2-2 subito al 92′ contro il Lecce nella sua prima partita sulla panchina rossonera. “Meritavamo di vincere – aggiunge a Sky il tecnico del Milan -, non abbiamo ottenuto i tre punti solo per demerito nostro. E’ mancata attenzione e collaborazione sul loro secondo gol. E’ un peccato. Ho visto tante cose positive nella nostra gara. Il nostro spirito, la generosita’ e le qualita’ sono state di buon livello, poi ci sono alcune cose che non mi sono piaciute.

Il pareggio non da’ comunque merito alla prestazione della squadra”. Sui gol di Babacar e Caderoni, giocatori che Pioli ha allenato in carriera, il tecnico del Milan risponde con un sorriso amaro: “Stasera ho sofferto gli ex”.

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Moto, svelata la nuova Ducati: obiettivo è vincere

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Livrea rossa con dettagli neri e cromati per la Ducati Desmosedici GP20. La moto che correra’ nel campionato motogp 2020 e’ stata svelata questa sera nello storico Palazzo Re Enzo, in Piazza Maggiore nel centro di Bologna. Durante l’evento, i due piloti ufficiali Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, insieme all’ad di Ducati Motor Holding Claudio Domenicali e al direttore generale Luigi Dall’Igna, hanno svelato le nuove grafiche delle Desmosedici GP 20.

Tutti d’accordo sull’obiettivo stagionale: provare a vincere Le nuove livree, sulle quali predomina il colore rosso e spiccano alcuni dettagli neri e cromati, faranno la loro prima apparizione in gara il prossimo 8 marzo in Qatar, in occasione del Gran Premio inaugurale della stagione MotoGP 2020. Una nuova emozionante stagione e’ quindi ormai alle porte, con il primo appuntamento previsto dal 7 al 9 febbraio in Malesia con i test ufficiali MotoGP a Sepang. “Lo scorso anno ci siamo riconfermati per la terza volta consecutiva vicecampioni del mondo alle spalle di Marc Marquez – ha commentato Andrea Dovizioso – un pilota che ha sicuramente fatto la differenza, ma anche noi abbiamo dato il massimo gestendo al meglio le nostre potenzialita’.

 

Ogni anno ha la sua storia ed e’ difficile prevedere come andra’ la stagione 2020. Cio’ che e’ chiaro e’ il nostro obiettivo: lottare per il titolo anche quest’anno. Sia io che Ducati stiamo lavorando sodo per tornare in pista ancora piu’ forti”. “Il 2019 e’ stato il mio miglior anno in MotoGP in termini di risultati – le parole di Danilo Petrucci – ma soprattutto ho ottenuto la mia prima vittoria al Mugello in una gara fantastica davanti al pubblico di casa e ai tifosi Ducati. E’ un risultato che mi ha dato molta fiducia e che mi spinge a voler migliorare anche quest’anno”. “Siamo nel cuore della motorvalley, una regione straordinaria tra Maserati, Pagani, Dallari e certamente la Ducati, che ha sede a Borgo Panigale – le parole di Domenicali – Le corse rappresentano un investimento molto importante per noi, e’ il cuore della ricerca e dello sviluppo. Crediamo che l’investimento sia un fattore chiave per mantenere la competitivita’ dell’azienda e del Paese in generale”. “Il 2020 sara’ un anno intenso e impegnativo, anche perche’ il calendario prevede venti gare e i nostri avversari saranno sicuramente molto competitivi – ha sottolineato il dg Luigi Dall’Igna – e quindi dovremo impegnarci tutti ancora di piu’: per questo abbiamo lavorato sodo durante l’inverno per poter offrire ad Andrea e Danilo una Desmosedici GP20 che gli permetta di essere protagonisti in ogni gara e in qualsiasi condizione”.

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Il Napoli presta Tonelli alla Sampdoria, c’è obbligo di riscatto

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Lorenzo Tonelli e’ un nuovo giocatore della Sampdoria, il difensore e’ arrivato in queste ore a Genova: domani mattina visite mediche e poi nel pomeriggio si allenera’ con la squadra blucerchiata. Sara’ subito a disposizione per la delicata partita in programma domenica al Ferraris contro il Sassuolo. La trattativa si e’ sbloccata sulla base del prestito con obbligo di riscatto al termine della stagione per 2,5 milioni di euro piu’ bonus. Lascia il Napoli e ritrova la Sampdoria con cui aveva giocato nella passata stagione.

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Europei pallanuoto: Settebello saluta, testa a Tokyo

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Il Settebello campione del mondo fa flop all’Europeo di pallanuoto di Budapest, battuto nei quarti 10-8 dal Montenegro, imitando a a 24 ore di distanza la sorte delle ragazze, anche loro fermate sulla soglia della semifinale, ma dalla Russia. La squadra campione del mondo in carica, gia’ col pass per per le Olimpiadi in tasca, paga un deludente 3/16 con l’uomo in piu’ e rimane ancora una volta fuori dal podio europeo. L’ultima medaglia, un bronzo, risale al 2014, conquistata proprio a Budapest ma ora l’obiettivo e’ un altro. Il ct, Alessandro Campagna, aveva avvertito i suoi del rischio Montenegro ma non fa drammi, invitando a “resettare quanto fatto di buono, analizzare gli errori commessi e prepararsi al meglio e con maggiore umilta’ ai prossimi impegni, soprattutto alle Olimpiadi”. Nella sua analisi, il tecnico azzurro sottolinea quelle che sono state le carenze: “Bisognava essere piu’ concentrati dall’inizio alla fine e in superiorita’ numerica e’ andata malissimo – spiega -. Non solo. Abbiamo anche incassato alcuni gol evitabili dalla distanza ed a uomini pari. Noi confermiamo che a gennaio non giochiamo bene ed abbiamo un passo inferiore rispetto all’estate. Questo e’ un dato di fatto”. Non sono mancati i complimenti all’avversario, che “ha giocato una gran partita, limitando le nostre caratteristiche: Evidentemente ci hanno studiato molto bene. Peccato, nulla da rimproverare ai ragazzi che ci hanno creduto fino alla fine. E’ la legge dello sport”. Forse anche una differenza di motivazioni ha inciso, come ricorda il capitano azzurro, Pietro Figlioli: “Loro si stanno giocando la qualificazione olimpica, ma hanno capitalizzato i nostri errori e sono andati avanti, alla fine anche di tre gol – dichiara – Giocare dovendo sempre rincorrere il risultato, diventa un’altra partita. Questo match deve essere un punto di riferimento per crescere, migliorare e non commettere piu’ certi errori in futuro”. Dai parziali (3-3, 3-4, 1-2, 1-1) emerge una partita equilibrata, come pero’ non e’ in vasca, dato che il Montenegro sfrutta meglio le superiorita’ (5-12) e non sbaglia i rigori come invece capita all’Italia. Nell’ultimo quarto, finiti a -3, gli azzurri provano un’ultima reazione proprio con Figlioli che segna il 10-8 a meta’ tempo, ma il Montenegro sterilizza la gara e si assicura l’accesso alla semifinale. Per l’Italia, il sogno continentale e’ ancora rimandato.

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