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Messi si confessa in Tv: il mio miglior gol? In finale di Champions 2009

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Lionel Messi, durante un’intervista all’emittente catalana Rac1, ha parlato della sua carriera, evidenziando i momenti positivi e quelli negativi. Il fuoriclasse argentino ha compilato una sorta di scheda del meglio e del peggio di quanto fatto fino ad ora. Partendo dal meglio, a livello individuale Messi ha detto di “cercare di superarsi ogni anno. Penso di essere cresciuto molto durante la gestione Guardiola, e’ stato davvero speciale”. Al tecnico del City e’ collegato anche il miglior momento della sua carriera: “E’ stata una delle ere migliori come giocatore e come squadra”. Il miglior gol segnato, tra i tantissimi, “e’ quello nella finale 2009 di Champions”.

Lionel Messi.L’asso argentino del Barcellona

Passando al momento peggiore, il campione non ha dubbi: “2013 e 2014. Mi sono infortunato due o tre mesi, poi sono andato in Argentina per recuperare”. Chiaramente, su questa valutazione pesa anche la finale Mondiale persa nel 2014 contro la Germania. Per quanto riguarda la difesa piu’ ostica da affrontare, il fuoriclasse argentino non ne ha specificata una in particolare: “Non saprei indicarne una di preciso. Abbiamo affrontato avversari preparati: le squadre inglesi, ad esempio, sono sempre molto difficili da sfidare”. Sulla rivale piu’ forte contro cui ha giocato, pero’, non ci sono dubbi: “La nazionale spagnola. Abbiamo giocato un’amichevole nello stadio dell’Atle’tico, con Maradona come allenatore, prima del Mondiale 2010 (partita finita 2-1 per la Spagna, con doppietta di Alonso e gol di Messi). E’ stata una di quelle squadre che mi ha sorpreso”. Inoltre, il numero 10 argentino e’ tornato sulla trattativa sfumata per il ritorno di Neymar al Barcellona: “Per un attimo ho pensato, soprattutto in questa finestra di mercato, che Neymar non sarebbe venuto da noi ma al Real Madrid, dato che aveva molta voglia di andar via. Lo aveva manifestato il suo desiderio di lasciare Parigi. E credevo che Florentino Perez e il Real Madrid facessero qualcosa”.

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Psicosi coronavirus, rischio stop al campionato di calcio di serie A ma Sky spinge per i match a porte chiuse

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L’emergenza coronavirus potrebbe fermare la Serie A e altri campionati, non solo di calcio. Quattro le partite della 25/a giornata rinviate: dopo le tre già annunciate in tarda serata, Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari e Inter-Sampdoria, per lo stop del Governo alla competizioni in Lombardia e Veneto, è toccato al Piemonte fermare lo sport. E di conseguenza è slittata Torino-Parma, in programma  all’Olimpico granata. ‘Salve’ invece Genoa-Lazio, regolarmente disputata all’ora di pranzo e Roma-Lecce.. “Con questo decreto ci siamo adeguati e convinti che la valutazione sia quella più giusta, al momento”, ha confermato il presidente del CONI Giovanni Malagò. Difficilmente, sembra di capire, l’emergenza si limiterà a questo weeekend. Complicato al momento fare previsioni, tutto dipenderà dall’evoluzione della situazione nelle zone considerate a rischio. Intanto c’è da capire quando verranno recuperate le gare saltate. La partita del Bentegodi inizialmente si è pensato di farla giocare già domani, ma in serata i sardi hanno deciso di far ritorno sull’isola. Segno che al momento è tutto fermo. Nell’individuazione delle date in un calendario già intasato occorre ricordare che non si può andare oltre domenica 24 maggio, ultima giornata del campionato che poi lascerà spazio ai preparativi per l’Europeo. Sul problema dei calendari intasati, il presidente del CONI ha ricordato: “Non sono regolati dal sottoscritto e si incastrano anche con quelli internazionali”.

Giovanni Malagò.  Il capo del Coni, padrone dello Sport italiano

La situazione più complicata è quella legata all’Inter, formazione che oltre al campionato è in corsa in Coppa Italia e Europa League. Il che rende problematica la ricerca della prima finestra utile: se i ragazzi di Conte proseguissero in tutti i fronti, la prima data utile per il recupero cadrebbe mercoledì 20 maggio. Ovvero, pochi giorni prima dell’ultimo turno di campionato: non proprio il massimo, se si intende garantire la regolarità del torneo. “Fino a tarda sera ho sentito alcuni dei dirigenti coinvolti, l’ultima telefonata con Marotta è stata in piena notte. Il discorso delle porte chiuse è stato preso in considerazione ma ci sono delle problematiche”, ha detto ancora Malagò. Al di là dal nodo-recupero, le istituzioni del pallone si interrogano sulle prossime partite e sul modo di impedire altri rinvii nel caso l’emergenza persistesse nelle zone a rischio. I riflettori ovviamente sono puntati sul big match di Juventus-Inter di domenica 1° marzo, all’Allianz Stadium di Torino, mentre alle 12.30 il calendario prevede Milan-Genoa a San Siro. Ma una decisione dovrà essere presa anche per l’impegno che attende i nerazzurri in settimana, il ritorno dell’andata dei sedicesimi di Europa League con il Ludogorets a San Siro. L’Uefa propende per San Siro.

Simone Inzaghi. Il tecnico della Lazio dice no agli stadi chiusi

“C’è un interesse primario che è la salute, ma è chiaro che l’obiettivo è di ristabilire la normalità il prima possibile. Per ora si naviga a vista, altri interessi devono andare un attimo in secondo piano”, ha spiegato ancora Malagò presente all’Olimpico per Roma-Lecce. Escluso drasticamente il rinvio, la gara potrebbe disputarsi a porte chiuse o, come alternativa, in un campo neutro di una zona non considerata a rischio. A tale proposito il club bulgaro ha annunciato di aver “formalmente chiesto a Uefa e Inter” informazioni “sulla situazione nella regione Lombardia”, ricordando che “più di 600 sostenitori dovrebbero sostenere la squadra a San Siro, molti di loro hanno già acquistato biglietti aerei e ci sono viaggi organizzati in autobus dalla Bulgaria all’Italia”. La possibile chiusura degli impianti al pubblico, al vaglio in queste ore da Governo, ministero dello Sport, Lega A e Figc non solo per evitare contagio ma per salvare gli affari delle pay tv troverà la opposizione certa del tecnico della Lazio Simone Inzaghi. “La soluzione non sono le gare a porte chiuse, perché i tifosi sono il cuore del nostro sport”, ha spiegato il tecnico dopo la sfida vinta in casa del Genoa. “È giusto condividere il calcio con le tifoserie, bisognerà trovare un rimedio alternativo a questa problematica”. Chissà se la pensa allo stesso modo anche Claudio Lotito e gli altri presidenti delle squadre di calcio di serie A che in queste ore vengono pressati da Sky e Dazn, le pay tv che si dividono i profitti della torta del calcio.

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Sci, ancora una impresa della Brignone: ora la Coppa del Mondo non è più un sogno ma…

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“Questa pista di Crans Montana per me e’ magica”. Nella domenica che incorona ancora lo sci azzurro al femminile, Federica Brignone scrive un’altra impresa di una stagione fin qui memorabile. La campionessa valdostana fa il miglior tempo anche nella prova di slalom speciale dopo quello in superG e cosi’, con una prestazione solidissima, Fede – come ha chiamano le compagne – ha vinto in 1.56.24 la combinata di Crans Montana. E’ il suo quarto successo consecutivo qui, su questa pista, dal 2017 ad oggi ed e’ uno splendido poker. Non bastasse, con 1.298 punti Brignone e’ ora al comando della classifica generale di Coppa del mondo avendo sorpassato l’americana Mikaelal Shiffrin, anche stavolta assente (non ha piu’ gareggiato dopo la tragica scomparsa del papa’) e ferma in graduatoria a quota 1.225. Seconda in questa Combinata e’ arrivata l’austriaca Franziska Gritsch in 1.57.16 e terza la ceca Ester Ledecka in 1.58.06. Per l’Italia in classifica c’e’ poi solo Laura Pirovano 10/O in 2.00.52, mentre sono finite fuori Elena Curtoni e Nadia Delago, alle prese con i problemi di una pista con neve ormai ‘inerte’ per i tanti trattamenti con sale resisi necessari per il caldo di questi giorni. Ma la ‘vittima’ piu’ illustre e’ stata la slovacca Petra Vlhova, seconda dopo la combinata ed eccellente slalomista, l’unica che poteva preoccupare Federica: ma e’ finita fuori inforcando. Per Brignone e’ il 5/o successo stagionale, il 15/o in carriera ed il 92/o dello sci azzurro donne. Ora gliene manca solo uno per eguagliare la leggendaria Deborah Compagnoni. Brignone ha costruito il successo prima nel superG “attaccando e basta”, come dice lei, e facendo un capolavoro su una terribile curva centrifuga a destra che ha creato problemi a tutte ed eliminato l’azzurra Marta Bassino che pure viaggiava piu’ velocemente di Brignone. Poi c’e’ stato il capolavoro dello slalom, giu’ senza paura, elegante e sicura. E’ arrivato cosi il momento della gloria per Federica, le compagne e tutta la squadra. Una festa annunciata per Brignone visto che al traguardo l’aspettavano non solo mamma Ninna, l’ex azzurra della valanga rosa, ed il fratello Davide ma pure nonna Adriana. Anche loro sapevano che quella di Crans e’ per Federica una pista magica. E non a caso proprio Alberto Tomba, che nel 1987 ci vinse la sua prima medaglia iridata e nel 1998 la sua 50/a ed ultima gara prima di ritirarsi dall’agonismo, e’ stato tra i primi a telefonare a Federica per congratularsi . La Coppa del mondo donne passa ora in Italia, in val d’Aosta, a La Thuile, praticamente a casa Brignone. Sabato e domenica ci saranno un superG e l’ultima combinata della stagione con assegnazione della relativa coppa. Sono le prime due delle 11 gare che ancora mancano alla fine della stagione. Inevitabile pensare alla coppa del mondo con Brignone al comando con 1.298 punti e Shiffrin seconda con 1.225, ma assente dal 2 febbraio scorso per la morte del padre, mentre non lontana c’e” Vlhova, terza con 1.139. Sul futuro di Shiffrin dagli Usa ancora non sono filtrate notizie e c’e’ incertezza assoluta. In Coppa del mondo le assenze improvvise di un campione sono del resto quasi la normalita’, vedi i casi recenti degli azzurri Dominik Paris e Sofia Goggia, che hanno dovuto dare l’addio ai piu’ immediati sogni di gloria. In genere sono assenze per infortuni fisici che richiedono diversi tempi di guarigione. Shiffrin e’ stata colpita invece non nel fisico ma negli affetti, con un dolore psicologico che ha a sua volta bisogno di tempo per guarire. Comunque sia Federica per ora non vuole fare calcoli ne’ pensare alle classifiche. “Ora penso solo al prossimo week end di gare a casa mia. Prima mi riposo e poi voglio farle bene davanti al mio pubblico” ha annunciato tranquilla. Con 200 punti dopo due vittorie, Federica gia’ domenica prossima puo’ intanto vincere la coppa del mondo di combinata.

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La Lazio passa 3-2 a Marassi sul Genoa e resta incollata alla Juventus

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La Lazio risponde alla Juventus e continua a mettere pressione in vetta. La squadra di Inzaghi si e’ imposta 3-2 in casa di un Genoa mai domo, grazie alle reti di Marusic al secondo minuto, Immobile al 51mo e Cataldi al 71mo, continuando a nutrire il grande sogno dello scudetto. Inutili i gol di Cassata al 57mo e di Criscito su rigore al 90mo per i rossoblu’, che hanno riaperto solo momentaneamente il match. Biancocelesti ancora a -1 dal primo posto e a +5 sull’Inter, che dovra’ recuperare la sfida con la Sampdoria. Pronti via e i biancocelesti sbloccano immediatamente la gara con Marusic, che sfonda centralmente resistendo al contrasto con Masiello e Soumaoro, battendo poi Perin con una staffilata sotto l’incrocio.

Gli ospiti continuano a spingere e a ridosso del quarto d’ora vanno addirittura ad un passo dal raddoppio: Leiva manda in porta Caicedo che calcia sul primo palo e trova l’intervento provvidenziale di Perin, bravo a salvare i suoi.  I padroni di casa tentano di rialzare la testa e iniziano a guadagnare calci di punizione in sequenza, e proprio da uno di questi sfiorano la rete del pareggio: cross di Schone, Favilli prende il tempo a tutti ma colpisce un clamoroso palo. Nel finale di frazione Genoa ancora pericoloso con Favilli che impegna Strakosha, anche se il gioco era stato fermato per un fuorigioco. Ad inizio ripresa torna a spingere la Lazio, che sfiora il 2-0 in due occasioni molto ravvicinate con Immobile prima e Luis Alberto poi, entrambi imprecisi da ottima posizione. Passano pochi istanti e il raddoppio della banda di Inzaghi arriva comunque: Caicedo s’incunea in area, Biraschi lo ferma ma lascia di fatto sui piedi di Immobile che trafigge Perin. Colpo duro per il Grifone, che pero’ reagisce immediatamente e rientra in partita con un super gol di Cassata, che rianima Marassi e riaccende le speranze di rimonta genoane. Al 71′ ci pensa Cataldi, con una straordinaria punizione, a respingere gli assalti rossoblu’ segnando il 3-1 che rimette due lunghezze di distanza tra la Lazio e gli avversari. Nel finale la squadra di Nicola ci prova comunque con il cuore e al 90′ la riapre ancora con un rigore di Criscito, ma non basta per andare a caccia di quella che sarebbe stata un’incredibile rimonta. Fa festa la Lazio a Marassi.

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