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Merano, test sull’uso del bus elettrico senza autista

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E’ il primo test in Italia: da qualche giorno, a Merano, ai margini del centro storico, circola un bus shuttle “100% elettrico” e “100% autonomo”, come recitano le scritte sulle fiancate, per il trasporto di passeggeri. Quindici posti – undici a sedere e quattro in piedi – ma niente volante per l’autista che non c’e’. Fa tutto l’intelligenza artificiale assistita da diciassette satelliti e da un’abbondante dotazione di sensori e telecamere. Grazie ad essi, il piccolo mezzo elettrico a guida autonoma, prodotto dall’azienda francese Navya, e’ in grado di leggere il percorso ed “accorgersi” della presenza di ostacoli improvvisi e non previsti. La sperimentazione meranese e’ nata dal progetto Mentor, finanziato con 1,5 milioni di euro dal programma di cooperazione europea Interreg V/A Italia-Svizzera, con capofila i comuni di Merano e Briga-Glis, in Svizzera. Partecipano al progetto Noi Techpark, Sasa e PostAuto, l’assessorato alla mobilita’ della Provincia di Bolzano e Sta spa.

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Elezione di Miccichè alla Lega di Serie A, la procura di Milano indaga sui voti scrutinati e si parla di diritti Tv con Sky e Dazn

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Era il 2018 quando ci fu l’elezione dell’ex presidente della Lega di Serie A Gaetano Miccichè. Ora è un caso giudiziario. Indaga Milano che ha aperto un fascicolo su quella votazione. Non ci sono ancora indagati ma la Finanza ha acquisito l’urna con i voti delle 20 società.
I fatti erano stati oggetto di una contestata inchiesta della Procura federale della Figc archiviata “con riserva”. Una inchiesta che però convinse Miccichè nel novembre 2019 a dimettersi. Il problema è la dinamica che quel 18 marzo portò alla sua elezione. Una elezione quasi bulgara o forse bulgara. Elezione per acclamazione, senza lo spoglio, a scrutinio segreto. Per dirla tutta: una sorta di voto palese, quindi contro lo statuto.
Ma perché si arrivò a quel tipo di votazione? Quel giorno, i presidenti erano divisi sul nome di Miccichè e questo poteva diventare un problema per la sua elezione: normalmente bastano 14 voti per eleggere il presidente, ma nel caso specifico era richiesta l’unanimità per superare il conflitto di interesse dovuto agli incarichi del candidato (nel cda di Rcs e da presidente di Banca Imi). La denuncia del presidente del Genoa Enrico Preziosi fu forte: “L’elezione non è stata corretta”. E ora sulla vicenda indaga Milano, cui la segnalazione è arrivata dall’ex procuratore federale Pecoraro. E in imbarazzo, più che Miccichè, assente a quell’assemblea, potrebbe trovarsi chi la presiedeva, ossia il presidente del Coni Giovanni Malagò, all’ epoca commissario della Lega. Lo scorso autunno, mentre quell’elezione veniva utilizzata come strumento per tenere sotto scacco i vertici della Lega, al giudice sportivo Mastrandrea fu suggerito di mettere in sicurezza quei voti consegnandoli al notaio Calafiori.
Cosa succederà se si scoprisse che Micciché non aveva davvero i voti per essere eletto? Che cosa potrebbe succedere ai club che potrebbero aver dichiarato il falso? Intanto potrebbero essere impugnate tutte le delibere firmate da Miccichè. Per esempio assegnazione dei diritti tv a Sky e Dazn, con cui oggi è in corso una battaglia legale. E chissà che la procura non trovi qualche strada per occuparsi dei diritti tv. In fondo è un affare miliardario.

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Scontro frontale tra due vetture, due ragazze uccise e 5 feriti gravi: bilancio provvisorio

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#Brescia, in un violento scontro frontale tra due autovetture sulla SS42 ad #Esine sono rimasti coinvolti 7 giovani. Al momento accertati dal 118 i decessi di due ragazze. I vigili del fuoco che sono intervenuti assieme al 118, Carabinieri e Polizia stanno estraendo dalle lamiere delle vetture i giovani. Il bilancio già drammatico potrebbe ancora aggravarsi.

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Cronache

Solo in Italia: il detenuto Formigoni ci fa sapere che lo sfascio della sanità lombarda è colpa del Governo

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In una trasmissione televisiva, su La 7, c’è un ospite d’eccezione o eccezionale. Un politico arrestato, giudicato e condannato al carcere per corruzione che però è in detenzione domiciliare. Parliamo di Roberto Formigoni. E che cosa dice questo ex Governatore distintosi per corruzione? Che “la Lombardia è stata colpita da una bomba atomica e tutti hanno fatto errori, a partire dal governo”, ma il modello sanitario della regione “è stato profondamente cambiato dalla giunta successiva”, quella di Roberto Maroni. Come dire, se oggi fa schifo la sanità della Lombardia, la colpa è dell’altro Robero, Maroni. L’ex presidente della Regione Lombardia, intervistato anche dal Corriere della Sera, ha potuto farci conoscere queste fondanti opinioni perchè autorizzato dal magistrato di sorveglianza

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