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L’Inter batte il Verona in rimonta e va in testa alla classifica

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L’Inter batte a fatica il Verona. Prima il vantaggio degli ospiti su rigore, poi accorcia Vecino e infine il gol partita di Barella che vale la leadership. Ovviamente in attesa di Juventus-Milan. Nerazzurri grintosissimi, Antonio Conte sembra tarantolato a bordo campo. Novantacinque lunghissimi minuti per lo show dell’allenatore che sbuffa, si dispera, si sbraccia, urla e incoraggia i suoi giocatori stanchi. Una fatica che viene coronata dal risultato per una Inter caparbia e indomita, capace di non mollare mai e di prendersi la vetta sicuramente per una notte. Le parole di Conte, dopo la sconfitta di Dortmund, hanno forse caricato a molla la squadra. Il Verona si è messo in difesa, ha protetto il vantaggio guadagnato su rigore al 18’ con una azione in contropiede, Lazovic lancia Zaccagni che si a tu per tu con Handanovic, si allunga palla e viene toccato dal portiere nerazzurro.

Valeri indica il dischetto e Verre spiazza e buca la rete. L’Inter reagisce, cerca subito il pari, tanto che la partita si gioca nella meta’ campo del Verona. Lukaku va vicino al gol in due occasioni: prima e’ bravo Sivestri opponendosi d’istinto ad una deviazione sottoporta, poi il bomber sfiora il palo con una conclusione defilata di sinistro. Tre minuti dopo, scheggia la traversa Brozovic con un tiro dalla distanza. L’Inter non e’ fortunata. Al 37′ ci prova De Vrij da fuori area e Silvestri devia in angolo. Allo scadere, il pari sfuma per millimetri: Vecino impatta un cross dalla sinistra, il portiere del Verona trattiene a fatica ma la palla non supera la linea di porta. Ritmo altissimo anche nella ripresa, con l’Inter che prova da ogni posizione e con ogni giocatore a cercare di bucare la rete del Verona che sembra stregata.

Conte richiama Biraghi per Candreva, alzando il tasso offensivo. Al 20′ bella apertura di Bastoni per Lazaro che da fondo campo crossa al centro, impatta di testa Vecino che trova l’angolo basso per l’1-1. L’Inter continua l’arrembaggio, anche Bastoni cerca la conclusione neutralizzata in tuffo da Silvestri. Non intercetta di un soffio Lukaku su una palla che scorre nell’area piccola. Ma l’errore piu’ evidente del belga arriva a 10′ dalla fine: leggerezza in disimpegno del Verona. Palla alta, colpita di testa da Lukaku che pero’ la consegna al portiere. Conte butta nella mischia Esposito, ma al 38′ a firmare il vantaggio è Barella con un gran tiro a giro, accentrandosi dalla sinistra. Incontenibile l’ entusiasmo del centrocampista e di San Siro. E soprattutto quello di Conte che a fine partita entra in campo e abbraccia uno ad uno i suoi giocatori. Si scioglie la tensione, si puo’ rifiatare almeno fino alla prossima battaglia.

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De Laurentiis porta il Napoli in Abruzzo e parla di Europa, campionato e mercato

Valeria Grasso

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Non smentisce mai se stesso, Aurelio De Laurentiis: la presentazione del ritiro a Castel di Sangro è stata a tutto tondo. Si è parlato della qualità delle attrezzature in Abruzzo, ma anche di Gattuso, di Ancelotti con un accenno al mercato.

Al fianco del Presidente del Napoli nella sala dell’hotel Britannique, erano presenti il Governatore della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il Sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, l’Assessore al bilancio della Regione Abruzzo, Guido Quintino Loris, e il Vice Presidente azzurro Edoardo De Laurentiis.

“Sono felice di poter annunciare questo nuovo sodalizio – ha detto il Presidente De Laurentiis – perchè mi sono innamorato di Castel di Sangro dal primo giorno che ho visitato la città. Sono rimasto abbagliato da una bellezza che non conoscevo”. Un luogo che è a solo un’ora da Napoli: “Porteremo un milione di persone qui”, ha aggiunto il vulcanico presidente azzurro.

Una località dalla bellezza non solo naturale ma anche organizzativa. Il fulcro centrale della struttura è uno Stadio progettato per gli Europei Under 18 e che contiene ben 7000 posti oltre a 3 campi regolamentari (due in erba naturale e uno in erba sintetica). C’è inoltre un Palazzetto dello Sport con vari campi da tennis.
Delineato il programma della prossima stagione per il ritiro azzurro: la prima fase in Val di Sole e di seguito, dopo il riposo dovuto ai calciatori, la seconda fase di preparazione a Castel di Sangro”.
Considerata la bellezza e l’efficienza dello Stadio, sarà possibile organizzare amichevoli internazionali vista l’opportunità di ospitare anche Club di livello mondiale.
Il ritiro inizierà quest’anno 12 giorni dopo l’ultima partita di Champions e la sua durata sarà legata alla decisione della Lega sull’inizio del prossimo campionato. C’era l’idea di farlo partire il 12 settembre ma è troppo presto per De Laurentiis, perché i calciatori devono anche riposare: “per me dovrebbe iniziare alla fine di settembre o ad ottobre”.

Quanto al suo Napoli “è sempre stato una macchina da guerra, ma quest’anno – ha detto De Laurentiis- abbiamo avuto un incidente ancelottiano e abbiamo dovuto recuperare”. Poi ha ribadito i complimenti a Gattuso che ha definito “non inquieto e appagato sul piano personale ed economico” e ha dedicato una battuta anche su Victor Osimhen che è il nome più caldo del calciomercato del Napoli in questo momento. Ebbene il calciatore ha pubblicato sul suo profilo Twitter ufficiale proprio stamattina la frase “10 days ultimatum”… da qui tanti rumors sui social nell’intento di interpretare nel modo più giusto questa frase sibillina. E il Presidente azzurro a tal proposito ha dichiarato: “E chi può dire che giovedì non abbia qualcosa da annunciare?”.

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Il Napoli sprecone cerca un finalizzatore per completare la sua rosa: sarà Osimhen?

Valeria Grasso

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Se la partita fosse finita ai punti sarebbe stata appannaggio del Napoli. Questa è una certezza. Ma si sa, per vincere occorre non solo macinare gioco, ma soprattutto segnare un gol in più rispetto all’avversario. Azzurri e rossoneri sono (con l’Atalanta) tra le squadre più in forma di quest’ultimo periodo: reduci da risultati positivi entrambe, si sono arrese al pareggio, complice magari anche un pizzico di stanchezza.
Ci teneva Rino Gattuso a ben figurare per la sua prima volta da avversario del Milan, la società che lo ha accolto per ben 16 anni, prima come giocatore e poi come allenatore. Ma il Napoli del post lockdown si permette il lusso di essere troppo sprecone: concretizza poco rispetto al gioco prodotto e nonostante la superiorità espressa in campo poi può anche rischiare di soccombere per qualche calo di concentrazione di troppo. Di contro può essere soddisfatto il Milan che ha ottimizzato le uniche occasioni che ha avuto.

Singolare l’errore di Callejon a pochi passi da Donnarumma al 19’: il numero 7 azzurro si fa parare un goal fatto e sul capovolgimento di fronte è in ritardo per la diagonale e subisce la marcatura di Hernandez. Sarà oggetto di studio questo episodio per Gattuso e senza dubbio lo mostrerà ai suoi, proprio per alzare l’asticella in vista della prossima stagione. Sempre in questa ottica continua il turnover dei giocatori per consentire di mettere a punto nuove strategie. Il mister conferma la fiducia a Lobotka dal primo minuto (in alternativa a Demme), regista rapido e di personalità.

Insigne e Mertens (che ieri ha incrementato il suo bottino personale siglando il goal numero 125) restano fondamentali e inamovibili. Lo dicono le sostituzioni del secondo tempo (con Lozano e Milik) che sono apparse non incisive, e dunque non hanno impattato sul gioco e sul risultato. Eppure il Napoli gli ultimi 8 minuti è stato in superiorità numerica per l’espulsione di Saelemaekers e avrebbe dovuto giocarsi il tutto per tutto.


Il tridente ‘leggero’, la vecchia guardia che dà spettacolo, quel trio composto da Insigne, Mertens e Callejon, merita la riconferma in toto per la prossima stagione. Ma fa bene il Napoli a corteggiare un centravanti di peso, che può essere oltre che valida alternativa, quel finalizzatore che ad esempio è mancato contro il Milan. E visto che Milik ha un rendimento incostante e in ogni caso è oggetto di mercato, pare che quel bomber tanto atteso – già incontrato sul golfo dal DS Cristiano Giuntoli – possa essere il nigeriano Victor Osimhen, 22 anni, astro nascente attualmente in forza al Lille Olympique Sporting Club.

Victor Osimhen

 

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Diritti tv: Sky non paga e pretende sconti, le società di serie A oggi potrebbero decidere di impedire di riprendere le partite casalinghe

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Oggi si decide. Forse. L’assemblea della Lega di Serie A è chiamata a valutare la prossima mossa nella vertenza con Sky, dopo il decreto ingiuntivo ma non esecutivo del Tribunale di Milano nei confronti della pay tv, che non ha versato l’ultima rata dei diritti tv della stagione in corso. All’ordine del giorno della riunione in videoconferenza (presenti tutti i club), c’è infatti la “valutazione giuridica e di opportunità sulla sospensione dell’esecuzione del contratto di licenza dei diritti tv”. Non è escluso che il club decidano per una nuova diffida di sette giorni nei confronti di Sky. Quelli che sostengono la linea più dura minacciano di spegnere il segnale, impedendo la trasmissione delle loro partite casalinghe.

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