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L’eclissi totale di Sole regina delle foto astronomiche 2019

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La grande eclissi totale di Sole che lo scorso 2 luglio ha oscurato i cieli del Sudamerica e’ la regina delle foto astronomiche del 2019. Tra gli scatti piu’ spettacolari, selezionati dal sito space.com si possono ammirare anche i draghi e le fenici disegnati nelle aurore boreali, il lancio della capsula Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale, lo scorso 4 maggio, e la Super Luna Rossa di gennaio. A guidare la classifica c’e’ l’immagine con in timelapse dell’eclissi solare visibile dal Sudamerica che mostra il Sole dietro le Ande, mentre la Luna gli passa di fronte, creando un sorprendente effetto che ricorda un anello con diamante. Tra le foto del 2019 spicca anche quella della cometa 2018/Y1 Iwamoto, immortalata in febbraio con il suo alone di luce verde, e l’aurora boreale che nel cielo di Islanda ha preso le sembianze di un dragone verde e di una fenice alata. Tante anche le foto scattate dagli osservatori astronomici, come quella della cupola di uno dei telescopi del Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio Europeo Australe (Eso), simile a un immenso Pac-man, colto nell’attimo di divorare il Sole. Spettacolare anche la foto della pioggia delle stelle cadenti di San Lorenzo, le Perseidi, nel cielo della Macedonia, e la maestosa nebulosa di Orione, simile ad un uccello di fuoco.

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Cargo Cygnus in volo verso la Stazione Spaziale Internazionale

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Il cargo Cygnus e’ in volo verso la Stazione Spaziale Internazionale: consegnera’ agli astronauti 3,5 tonnellate di rifornimenti e materiali scientifici, tra cui un esperimento per coltivare ravanelli in orbita. La partenza, con un razzo Antares, e’ avvenuta dalla base americana di Wallops, in Virginia.

Questa è la tredicesima missione operativa di Cygnus il cui modulo pressurizzato è costruito in Italia, a Torino, dall’azienda Thales Alenia Space (Thales – Leonardo), mentre il modulo di servizio è costruito dall’americana Northrop Grumman.

Il carico di Cygnus comprende una struttura, Plant Habitat-02, che coltivera’ i ravanelli nello spazio, e il Mobile SpaceLab, una struttura per la coltura di tessuti e cellule. Fra i materiali scientifici a bordo della capsula vi e’ anche lo Spacecraft Fire Experiment-IV (Saffire-IV), che utilizzera’ il modulo di rifornimento Cygnus, una volta che quest’ultimo avra’ lasciato la stazione spaziale, per testare l’infiammabilita’ di diversi materiali in differenti condizioni ambientali.

Tale esperimento, osserva Thales Alenia Space e’ “fondamentale per lo sviluppo di materiali resistenti e misure per la prevenzione degli incendi”. Il veicolo di rifornimento Cygnus, rileva Thales Alenia Space, e’ stato progettato per trasportare il carico che permette il lavoro e la vita sulla stazione, tra cui cibo, ossigeno, acqua, esperimenti scientifici, rifornimenti per l’equipaggio e pezzi di ricambio ed e’ elemento fondamentale per gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dal 2013. Dalla fine del 2015, la configurazione si e’ evoluta con un design piu’ avanzato in grado di supportare un maggior peso e volume del carico utile, fino a 3,75 tonnellate.

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Le acquisizioni delle Big Tech nel mirino negli Usa

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Le Big Five dell’industria hi-tech americana finiscono nel mirino dell’antitrust. La Federal Trade Commission (Ftc) vuole vederci chiaro sulle acquisizioni finalizzate negli ultimi anni da Amazon, Apple, Facebook, Microsoft e Alphabet, la societa’ che controlla Google. Per questo ha chiesto tutte e cinque le aziende le informazioni sulle operazioni realizzate dal primo gennaio 2010 al 31 dicembre 2019. La richiesta, comunque, non dovrebbe riguardare le maxi operazioni, quelle piu’ importanti che negli anni hanno interessato la Silicon Valley e la West Coast in genere, come l’acquisto da parte di Facebook di Instagram e di WhatsApp. Tutte acquisizioni che gia’ sono state a suo tempo al vaglio delle autorita’ federali e che hanno ricevuto un ok anche dal Dipartimento di giustizia. Piuttosto si indaghera’ sulle acquisizioni piu’ piccole, quelle che di solito non necessitano di una particolare notifica alle autorita’ antitrust e che hanno un valore inferiore ai 90 milioni di dollari. La decisione del board Ftc, presa all’unanimita’, e’ quindi tesa a comprendere meglio come le Big Tech usano le acquisizioni per accumulare sempre piu’ potere, un aspetto che viene sempre piu’ contestato a tutti i livelli. Inoltre si vuole verificare in maniera piu’ approfondita come i dati delle societa’ acquisite, spesso dati sensibili e personali, vengono utilizzati. Questo anche alla luce dei diversi scandali verificatisi negli ultimi tempi, dal caso Cambridge Analyitica in giu’. Intanto sul fronte delle fusioni e’ arrivato il via libera da parte di un giudice distrettuale alle nozze tra T-Mobile e Sprint, la terza e quarta societa’ di tlc negli Stati Uniti. Si tratta di un’operazione da 26 miliardi di dollari con cui il nuovo polo lancera’ la sfida sul fronte della tecnologia wireless e delle reti di nuova generazione 5G ai colossi At&t e Verizon. La fusione e’ destinata a dare uno slancio enorme alla competizione nel settore, anche se ancora manca l’autorizzazione dell’autorita’ della California. Il giudice ha respinto i ricorsi contro l’operazione presentati da un gruppo di dodici stati (tra cui New York e la California) piu’ il District of Columbia dove si trova la capitale federale Washington. L’obiezione era che la fusione tra Sprint e T-Mobile alterasse e limitasse la concorrenza a danno dei consumatori che rischiano di dover pagare un prezzo piu’ elevato per i servizi. Nel corso della giornata di contrattazioni a Wall Street il titolo di Sprint ha guadagnato oltre il 70%, quello di T-Mobile oltre l’11%.

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Elon Musk contro Zuckerberg, “Cancella Facebook, fa schifo”

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“Facebook fa schifo, va cancellato”. A scagliarsi contro la creatura di Mark Zuckerberg e’ un altro guru della Silicon Valley, Elon Musk, il fondatore della Tesla. La sparata di Musk in un tweet in cui risponde ad un post dell’attore Sacha Baron Cohen che chiede un maggior controllo da parte del governo sul social media. Cohen critica anche Twitter e Google, definiti le piu’ grandi macchine propagandistiche della storia. Musk non ha dato spiegazioni sul perche’ si e’ scagliato contro Facebook con l’hashtag “#DeleteFacebook. It’s lame”. Tuttavia non e’ la prima volta che esprime il suo parere negativo nei confronti della piattaforma o di Mark Zuckerberg. Nel 2018, dopo lo scandalo Facebook-Cambridge Analytica, connesso alla gestione dei dati per influenzare le campagne elettorali, Musk aveva cancellato sia il suo account su Facebook sia quelli delle sue aziende, Tesla (TSLA) e Space X. Ha ancora attivo pero’ un profilo Instagram, di proprieta’ di Facebook.

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