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L’eclissi totale di Sole regina delle foto astronomiche 2019

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La grande eclissi totale di Sole che lo scorso 2 luglio ha oscurato i cieli del Sudamerica e’ la regina delle foto astronomiche del 2019. Tra gli scatti piu’ spettacolari, selezionati dal sito space.com si possono ammirare anche i draghi e le fenici disegnati nelle aurore boreali, il lancio della capsula Dragon verso la Stazione Spaziale Internazionale, lo scorso 4 maggio, e la Super Luna Rossa di gennaio. A guidare la classifica c’e’ l’immagine con in timelapse dell’eclissi solare visibile dal Sudamerica che mostra il Sole dietro le Ande, mentre la Luna gli passa di fronte, creando un sorprendente effetto che ricorda un anello con diamante. Tra le foto del 2019 spicca anche quella della cometa 2018/Y1 Iwamoto, immortalata in febbraio con il suo alone di luce verde, e l’aurora boreale che nel cielo di Islanda ha preso le sembianze di un dragone verde e di una fenice alata. Tante anche le foto scattate dagli osservatori astronomici, come quella della cupola di uno dei telescopi del Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio Europeo Australe (Eso), simile a un immenso Pac-man, colto nell’attimo di divorare il Sole. Spettacolare anche la foto della pioggia delle stelle cadenti di San Lorenzo, le Perseidi, nel cielo della Macedonia, e la maestosa nebulosa di Orione, simile ad un uccello di fuoco.

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La neurobiologa Catherine Dulac scopre perchè l’uomo è “distruttivo” e la donna “protettiva”

Angelo Turco

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Si chiama Catherine Dulac. E’ francese, ma vive e lavora negli Stati Uniti, all’Università di Harvard. Insegna e dirige un laboratorio di neurobiologia. Ha vinto, nei giorni scorsi, un premio importante: si chiama “Breakthrough Prize”, e vale 3 milioni di dollari. Il triplo del Nobel, tanto per capirci.
Oltre a lei, sono stati premiati altri 6 ricercatori, tra scienze della vita, fisica e matematica. Il premio è finanziato dall’industria di Silicon Valley, ed è un riconoscimento a chi “sfora”, a chi muovendosi lungo i margini avanzati della conoscenza, a volte li trapassa.
Catherine studia l’istinto parentale nei topi. Di che si tratta? Un doppio circuito neuronale è presente nella testa di ciascun animale: uno è protettivo, l’altro è aggressivo e distruttivo. Il fatto è che il primo è tipicamente femminile, il secondo è tipicamente maschile. “Tipicamente” vuol dire che in circostanze “normali” questi circuiti, in presenza di un nuovo nato, vengono attivati dagli ormoni: femminili e, rispettivamente, maschili.
C’è dunque un interruttore che si accende, che spinge le femmine a prendersi cura della nuova creatura e i maschi ad attaccarla, sviluppando comportamenti infanticidari. Catherine ha scoperto che entrambi questi circuiti sono presenti nel cervello dei topi e, qualche volta, l’interruttore può funzionare in modo anomalo: inducendo la femmina a uccidere i piccoli e, cosa ancora più rara, i maschi ad assumere in toto i ruoli “di cura” della paternità.
La scommessa della scienziata è che questi meccanismi neuronali/ormonali siano attivi con modalità proprie in tutti i mammiferi e, di conseguenza, anche negli umani: uomini e donne.
Vorrei ringraziare Catherine, per la pista che ha aperto in tema di speciazione. Ci ha dato un segnale forte sul rispetto, l’amore, la cura che tutti dobbiamo portare all'”essere femminile” della vita, di là da ogni “concessione” maschile, senza rinunciare a nessun sogno gentile, si capisce, ma oltre ogni rozza mitologia.

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Torna a volare il razzo Vega, a bordo 53 satelliti

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Riparte l’Italia dello spazio dopo il lockdown, con il lancio del razzo europeo Vega. Realizzato negli stabilimenti dell’Avio a Colleferro, alle porte di Roma, il lanciatore Vega torna a volare per la sua 16/a missione nella notte tra l’1 e il 2 settembre, dalla base di Kourou, nella Guyana francese, dopo il rinvio di meta’ giugno a causa dei forti venti. La finestra di lancio e’ fissata tra l’1 e il 4 settembre quando, rende noto Arianespace, “ci sara’ piu’ del 90% di probabilita’ che le condizioni meteo siano favorevoli”. Il primo tentativo avverra’ quando in Italia saranno le 3:51. “L’Italia dello spazio riprende a correre grazie a Vega e alla sua storia, caratterizzata da 14 lanci di successo di fila, fatto non scontato nel trasporto spaziale”, ha commentato il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia. Il lancio, finanziato in parte dall’Ue col programma Horizon 2020, non segna solo il ritorno al volo di Vega, ma anche l’esordio del sistema di distribuzione di satelliti dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Small Spacecraft Mission Service (Ssms), servizio di lancio per piccoli satelliti che consentira’ di mettere in orbita 53 tra nano, micro e minisatelliti, da 1 a 500 chilogrammi, a beneficio di 21 clienti di 13 Paesi. La realizzazione di Ssms e’ il risultato di una collaborazione tra societa’ italiane e della Repubblica Ceca, con l’Italia capofila. “Grazie a Ssms – aggiunge Saccoccia – Vega sara’ ancora piu’ competitivo e versatile. Avra’, infatti, la capacita’ di portare in orbita una grandissima quantita’ e varieta’ di piccoli satelliti, per fare fronte alla crescente richiesta da parte dell’utenza istituzionale e commerciale”, precisa il presidente dell’Asi. Vega rilascera’ in sequenza i 53 satelliti in un’orbita a circa 500 chilometri di quota: serviranno per esperimenti scientifici, l’osservazione della Terra, le telecomunicazioni e progetti educativi. “Il nuovo servizio Ssms – spiega l’Esa – intende fare crescere le tecnologie spaziali in Europa, rendendo piu’ facile trovare opportunita’ di lancio per i satelliti di piccola taglia. I carichi che viaggiano insieme condividono, infatti, il costo del lancio, rendendolo piu’ conveniente”. In orbita con Vega, ospitato in un CubeSat, un satellite grande come una scatola di scarpe, ci sara’ anche il laboratorio di microgravita’, Dido3, nato dalla collaborazione tra l’Asi e l’agenzia spaziale israeliana, Isa, in cooperazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e il ministero della Scienza e della Tecnologia di Israele. A bordo di Dido3 quattro esperimenti che coinvolgono le Universita’ Federico II di Napoli, di Roma 3, Roma Tor Vergata e Bologna. Studieranno, ad esempio, gli effetti della microgravita’ sulla resistenza agli antibiotici e sui farmaci.

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Sonda Tianwen-1 inviata dalla Cina su Marte ha percorso 100 milioni di km

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La Sonda Tianwen-1 inviata dalla Cina su Marte ha percorso circa 100 milioni di chilometri fino a oggi. Lo afferma la China National Space Administration (CNSA), secondo cui il dato e’ aggiornato alle ore 10:08. La Sonda e’ in condizioni stabili e i diversi strumenti che trasporta hanno terminato i controlli autonomi. Ha viaggiato in orbita per 36 giorni e si trova a 10,75 milioni di chilometri dalla Terra.

Il 23 luglio Tianwen-1 e’ stata lanciata nell’orbita di trasferimento Terra-Marte da un razzo Long March-5. Secondo una fonte del Lunar Exploration and Space Program Center della CNSA, si prevede che percorrera’ 470 milioni di chilometri prima di arrivare su Marte, quando si trovera’ a circa 195 milioni di chilometri dalla Terra. Finora la Sonda ha catturato un’immagine della Terra e della Luna e ha effettuato la sua prima correzione orbitale. Alle 22:20 del 19 agosto, diversi strumenti trasportati dallaSonda hanno completato le procedure di autocontrollo, tra cui il magnetometro e lo spettrometro mineralogico per analizzare il pianeta rosso e la telecamera ad alta risoluzione.

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