Collegati con noi

In Evidenza

L’affare della musica live vale mezzo miliardo in Italia, il biglietto nominale rischia di mandare in crisi tutto

Avatar

Pubblicato

del

La musica live in Italia rappresenta una filiera di circa mille imprese. Offre lavoro diretto a oltre 36 mila persone.  Nel settore degli spettacoli e della cultura popolare ha avuto quasi dieci milioni di spettatori nel 2018  con una ricaduta sul territorio di almeno 1,20 euro aggiuntivi per ogni euro speso sul biglietto. I ricavi direttamente legati alla vendita dei biglietti per i concerti lo scorso anno sono stati pari a 589 milioni di dollari (525,2 mln di euro), collocando l’Italia al sesto posto mondiale (insieme col Canada) come più importante mercato della musica live. Al primo posto ci sono gli Usa con 8,24 miliardi di dollari. A seguire la Germania  con 1,7 mld, il Giappone 1,6 mld, il Regno Unito 1,46 mld e la Francia con 875 milioni di dollari.
Il business della musica dal vivo è uno dei pochi settori che in Italia sta crescendo bene, ad un ritmo del 7-8% all’anno dal 2012.
Ma è un business, denunciano quasi tutti gli imprenditori del comparto, che potrebbe invece entrare in crisi a causa della nuova norma governativa entrata in vigore lo scorso 1° luglio e che introduce il biglietto nominale obbligatorio per concerti che si svolgono in luoghi con capienza superiore alle 5 mila persone. Lo scopo della norma sarebbe quello di contrastare il cosiddetto secondary ticketing, ovvero il bagarinaggio online con la rivendita dei biglietti dei concerti a prezzi maggiorati. “Ma come dimostra il calcio, dove invece il biglietto nominale è stato introdotto da anni per motivi legati alla sicurezza, il fenomeno del secondary ticketing continua più in salute che mai”, commenta Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, associazione alla quale aderiscono oltre 120 imprese che realizzano l’80% dei concerti in Italia.
E comunque, come sottolinea Andrea Pieroni, amministratore delegato di Vertigo, “possiamo già dire che la legge, entrata in vigore il 1° luglio, è un fallimento. Infatti, i biglietti dei concerti in cartellone dopo il 1° luglio sono già in vendita su tutti i siti di secondary ticketing”. Oltre a non risolvere il problema del cosiddetto bagarinaggio online, peraltro, la categoria degli organizzatori dei concerti denuncia come questa norma “finirà per penalizzare il mercato, comportando un aumento del costo dei biglietti, un calo di spettatori, code estenuanti all’ingresso dei concerti, disagi per la rivendita del biglietto, e costi per il cambio di nome”, dice Spera.

Circo Massimo. L’ultimo concerto romano di Roger Waters

Quasi incredibile vedere seduti allo stesso tavolo, ieri a Milano, i più importanti nomi nell’organizzazione dei concerti live: da Roberto De Luca di Live Nation a Ferdinando Salzano di Friends&partner, da Maurizio Salvadori di Trident Music a Mimmo D’ Alessandro di Di and Gi, Francesco Cattini di International Music and arts, Clemente Zard di Vivo concerti, fino a Pieroni di Vertigo. Una mobilitazione di massa: “Col biglietto nominale”, spiega De Luca, “bisognerà aprire i cancelli alle ore 15, perché i controlli saranno lentissimi. Questo significa che il sound check andrà fatto molto prima, e quindi sia il palco, sia la produzione dovranno essere sistemati al mattino o, ancora peggio, la sera prima. Tutto ciò comporterà grossi problemi organizzativi: alcune produzioni potrebbero rinunciare al concerto, perché non riusciranno ad arrivare un giorno prima. Altre potrebbero venire, ma facendo meno date, e aumentando però il prezzo del biglietto. In generale ci sarà un aggravio di burocrazia che non porterà nessun vantaggio”.

Advertisement

Cronache

Colpito da un vaso mentre giocava in cortile, bimbo morto in ospedale

Avatar

Pubblicato

del

È morto il bambino di tre anni di Caramagna Piemonte travolto da un vaso mentre giocava nel cortile di casa. Il piccolo era stato ricoverato in gravi condizioni ieri pomeriggio. Era stato anche operato d’urgenza ma era rimasto in condizioni critiche nel corso della notte. Le gravi lesioni riportate dal piccolo a livello di torace e addome non hanno consentito allo staff di chirurghi e cardiochirurghi dell’ospedale Regina Margherita di salvargli la vita.

Continua a leggere

Cronache

Va al bar per vantarsi di aver ucciso il vicino di casa, arrestato il fuggitivo

Avatar

Pubblicato

del

Dopo aver sparato al vicino di casa, e’ andato in un bar della zona per bere un bicchiere, vantandosi con i presenti di avere ucciso una persona. Sono gli ultimi momenti di libertà di Stefano Barotto, 69 anni, arrestato dei carabinieri per l’omicidio di Assuntino Mirai, 66 anni, freddato con un colpo di fucile da caccia al torace. Da una prima ricostruzione dei fatti, e’ emerso che dopo il delitto l’uomo ha raggiunto un bar di Pinasca, nel Torinese, dove si sarebbe vantato di aver ucciso. Nel tentativo di fuga, inoltre, l’omicida avrebbe trascorso la notte in una grotta, versione che i militari stanno ancora accertando.

Continua a leggere

In Evidenza

De Mita, Villari, Pomicino e altri: tutti assieme per supportare un De Luca cacciato dal Pd alle regionali in Campania

Avatar

Pubblicato

del

Ciriaco De Mita, ex presidente del Consiglio e attuale sindaco di Nusco, 91 anni. Riccardo Villari, già presidente della Commissione di Vigilanza Rai, sottosegretario ai Beni Culturali,  63 anni. Paolo Cirino Pomicino, già ministro del Bilancio e oggi quadro dirigente di Atlantia, capo di Tangenziale di Napoli e Autostrade Meridionali,  80 anni. Che cosa hanno in comune questi tre politici? A parte la comune militanza democristiana, sono tutti e tre in campo da settimane per rispondere alla chiamata di Vincenzo De Luca, il governatore del Pd della regione Campania che lavora per  la rielezione e che sa che non sarà ricandidato dal suo partito. E allora lui si candida da solo, sta già mettendo assieme liste, nomi, apparati, vecchie macchine  democristiane capaci di procacciare voti. Ed ecco perchè, in nome di De Luca, persino due acerrimi nemici di quella che fu la Dc, De Mita capo della sinistra Dc e Pomicino capo della corrente andreottiana, si alleano per aiutare De Luca a restare in sella in regione Campania. I procacciatori di voti Dc non faranno liste autonome ma lavoreranno ad una lista centrista di ispirazione renziana (non sarà IV) che appoggerà De Luca. A capo di questa lista renziana ci sarà il sindaco Pd di Ercolano, Ciro Buonaiuto, che ha appena lasciato i Dem per passare col suo primo  “amore”, Maria Elena Boschi e Matteo Renzi. Oramai De Luca e soci sono a pieno regime con la macchina del consenso. Mancano dieci mesi alle elezioni regionali ma loro lavorano come se fossero imminenti. Fedelissimi che si riuniscono spesso. Nuovo amici che si aggiungono.  De Luca sa che l’accordo Pd M5S lo taglia fuori in Campania. Roberto Fico è stato nettissimo: “In Umbria abbiamo stretto un accordo per il bene dei cittadini di quella regione ma il modello non è automaticamente estendibile e l’ipotesi di un asse 5stelle-De Luca non esiste assolutamente”. Luigi Di Maio è stato ancora più drastico. Senza giri di parole ha detto: Mai con De Luca”.

E così De Luca cerca altre sponde, sonda altri lidi, costruisce nuove alleanze. Col figlio Piero De Luca, eletto Deputato, che resta nel Pd a osservare e  capire che cosa accade nel partito che ha già mollato il padre.

La ciliegina sulla torta della lista civica centrista-renziana che sta per scendere in campo accanto a De Luca è non solo Ciriaco De Mita ma anche Giuseppe De Mita, il nipote dell’ex premier, tornato all’ovile dopo qualche passato dissenso politico. A riappacificare i due è stato Matteo Renzi. Infatti Giuseppe sta per passare a Italia viva con la benedizione di Ciriaco, portandosi dietro un discreto gruppo di aficionados, a cominciare dall’ex dirigente di Forza Italia in Campania, Gioacchino Alfano. Tra i «papabili» c’è pure l’ ex parlamentare Vincenzo D’ Anna, ex Dc ed ex Forza Italia, che dice: “Non credo che Renzi riuscirà a intercettare il favore dell’area di centro, quella è orfana di Forza Italia. Ma non ho problemi a sedermi al tavolo con lui per discutere di un progetto politico”.
D’ Anna sta cercando di convincere anche l’ex ministro Dc, ora sindaco di Benevento, Clemente Mastella, a far parte di questo gruppone centrista. Però lo scorso anno Mastella s’è iscritto a Forza Italia e quindi appare prematuro un suo impegno diretto.
De Luca sta costruendo il suo cartello elettorale. E lo sta costruendo per combattere contro il centrodestra e contro quello che nascerà nel centro sinistra. Poi c’è Luigi De Magistris con la sua esperienza di laboratorio politico napoletano. Nel centrodestra è stato deciso che il candidato spetterà a Forza Italia. De Magistris, per ora, ha annunciato che presenterà una sua lista ma potrebbe anche essere un segnale politico al Pd. Si può provare a creare una coalizione regionale civica larga, che accolga chi vuole essere alternativo all’estremismo di Matteo Salvini e al continuismo di De Luca. Se ci fosse un metodo interessante, e una candidatura buona, potrebbe essere un laboratorio unico a livello regionale.
De Luca e De Magistris sono agli antipodi. Le elezioni comunali ci saranno alla fine del prossimo anno. E il fatto che De Magistris metta i piedi nel piatto delle regionali sembra in qualche modo collegabile a quella scadenza. Anche perché in questi giorni sta ripetendo: “Senza di noi in Campania si perde”. E forse è così.

Continua a leggere

In rilievo