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La Roma si sblocca, 60 minuti di spettacolo col Sassuolo: 4 a 2

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Quarantacinque minuti travolgenti regalano alla Roma la prima vittoria in campionato e alla Serie A una ritrovata protagonista. Dopo due pareggi iniziali e qualche mugugno, la squadra di Fonseca rifila quattro gol al malcapitato Sassuolo, ma al di la’ del rotondo risultato (4-2) e’ la prestazione per almeno un’ora – con inevitabile seguente calo di tensione e le solite sbavature difensive – ad aver incantato i 35mila dell’Olimpico, che hanno finalmente visto all’opera la squadra sognata dal portoghese che ama Sarri e Guardiola e fa dell’intensita’ offensiva il suo credo tattico. Ad assistere, anche il ct della nazionale, Roberto Mancini, mentre la tribuna d’onore e’ rimasta ancora malinconicamente vuota dopo il passaggio di gestione a Sport e Salute, e il presidente del Coni, Giovanni Malago’, spettatore a casa. Certo, il possesso, il pressing asfissiante, le trame, le triangolazioni e gli improvvisi affondo oggi hanno regalato agli occhi un calcio stellare, ma anche gli interpreti sono stati tutti all’altezza, a cominciare dai nuovi Veretout e Mkhitaryan, per finire a Pellegrini (il migliore in campo), Cristante e Kluivert, tutti protagonisti di una prova eccelsa. De Zerbi, va detto, ci ha messo del suo, insistendo a tenere la difesa alta quando ormai i giallorossi erano avanti nel punteggio e che si riversavano dalle parti di Consigli con una facilita’ disarmante. Il tecnico neroverde dimentica il il 4-3-1-2 che comunque aveva regalato gioco e punti e torna al 4-3-3, con la sorpresa di Defrel a fianco di un ottimo Berardi (sempre piu’ capocannoniere con la doppietta di oggi) e Caputo, ma la mossa non si rivela azzeccata, anche se e’ tutta la squadra oggi a non girare. Di contro, Fonseca tira dritto e conferma il suo 4-2-3-1: alle assenze di Under, Zappacosta e Perotti, si aggiunge anche Zaniolo, in panchina per scelta tattica (al suo posto Kluivert). Ma e’ soprattutto la ‘prima’ per Veretout e Mkhitaryan, gia’ idolo del tifo che ha un pensiero anche per Cafu’ (“Coraggio pendolino, Roma ti e’ vicino”), dopo la prematura scomparsa del figlio. Che la partita avrebbe preso quella piega lo si era capito dopo nemmeno due minuti, quando Kluivert e’ buttato a terra da Peluso: Chiffi indica il dischetto, salvo poi tornare sui suoi passi dopo il consulto con Giacomelli. I giallorossi hanno il merito di non deprimersi: Florenzi e Kluivert sulla destra sono una minaccia costante per la fragile difesa emiliana che dall’altra parte deve fare i conti con la ritrovata vena di Mkhitaryan. Il vantaggio sboccia gia’ all’11, dopo un primo tentativo di Dzeko deviato da Consigli che pero’ e’ freddato da Cristante sul successivo corner battuto da Pellegrini che ha anche la paternita’ degli assist per i gol di Mkhitaryn e Kluivert, mentre Kolarov ha propiziato il raddoppio di Dzeko, il tutto in poco piu’ di 20 minuti. L’unico sussulto neroverde al 16′, ma il gol di Caputo e’ annullato giustamente per fuorigioco Con la partita ormai andata, De Zerbi cerca di salvare il salvabile e a inizio ripresa si presenta con la difesa a cinque per cercare di arginare gli scatenati giallorossi che colpiscono subito tre legni con Pellegrini (2′ st), Dzeko (5′) e Mancini (11′ st). Ma dalla possibile disfatta, ecco uscire la verve del ritrovato Berardi e del suo piede caldo: all’8′ prima pennella una punizione al bacio, su cui nulla puo’ Pau Lopez, e poi al 28′ chiude al meglio una bella tram, con Duncan e Caputo e che rende meno amara la trasferta capitolina.

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Tennis, Australia Open: Fognini battuto saluta, tutti i big vanno ai quarti

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C’e’ sempre Tennys Sandgren tra Fabio Fognini e la gloria. Negli ottavi degli Australian Open, infatti, il tennista ligure ha ceduto in quattro set allo statunitense che lo aveva gia’ fermato al terzo turno a Wimbledon lo scorso anno. Niente quarti, dunque, per il 32enne di Arma di Taggia che pure aveva dalla sua i favori del pronostico, non fosse altro che per il diverso ‘peso’ del ranking Atp: n.12 lui contro il n.100 del 28enne del Tennessee, gia’ ‘giustiziere’ di Matteo Berrettini al secondo turno. E’ finita dopo 4 set e stavolta per l’ultimo alfiere azzurro presente nello Slam australiano non c’e’ stato alcun miracolo del quinto set, come gia’ accaduto contro Opelka e Thomson al primo e secondo turno. Il suo settimo ottavo a livello di Major ha avuto stavolta un epilogo diverso, conclusosi 7-6(5) 7-5 6-7(2) 6-4 per l’americano dopo tre ore e mezza di lotta. Fognini non migliora cosi’ il suo score australiano che lo aveva visto eliminato in singolare agli ottavi anche nel 2014 e nel 2018, anche se a Melbourne puo’ sempre vantare lo storico titolo conquistato nel 2015 in coppia con Simone Bolelli. Nella storia degli Australian Open restano cosi’ sempre tre gli azzurri ad aver raggiunto i quarti: De Stefani (1935), Pietrangeli (1957), Caratti (1991), quest’ultimo unico a riuscirci nell’era Open. Un peccato, considerando che la partita e’ sempre vissuta sul filo e con Fognini che nel primo set sul 5 pari spreca due possibilita’ di break, perdendo poi al tiebreak con tanto sfuriata all’arbitro per un fallo di piede chiamato sulla prima di servizio nell’11mo punto del gioco decisivo. Nervosismo che costa caro a Fabio che perde 13 punti di fila (compreso un penalty point dopo il secondo warning) e si ritrova sotto 4-0. Sbollita la rabbia, l’azzurro ritrova pero’ lucidita’ e colpi che lo fanno salire addirittura sul 5-4. Ma la calma dell’americano alla fine ha ragione, prima tenendo a zero il servizio e poi piazzando un altro break. Nel terzo set ognuno matiene il proprio servizio ma questa volta il tie break premia l’azzurro (7 punti a 2) che spera nell’ennesima rimonta. Nel quarto ancora tanto equilibrio fino al decimo game, quando Sandgren e’ stato capace di piazzare l’allungo decisivo e staccare il pass per i quarti Dove adesso trovera’ Roger Federer che dopo un primo set in affanno, chiude la pratica contro l’ungherese Fucsovics, n.67 Atp, col punteggio di 4-6 6-1 6-2 6-2. Ancora piu’ facile invece per Novak Djokovic. Il campione uscente vola ai quarti battendo l’argentino Diego Sebastian Schwartzman per 6-3 6-4 6-4 in poco piu’ di due ore. Ora il serbo, n.2 Atp, affrontera’ il canadese Milos Raonic che ha vinto contro il croato Marin Cilic anche lui in tre set: 6-4 6-3 7-5.

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Il Cagliari strappa un pareggio a San Siro con l’Inter, Conte e i suoi calciatori nel finale perdono la calma con l’arbitro

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Inter-Cagliari è finita 1 a 1 davanti a 70 mila e passa spettatori. I gol sono stati segnati al 29′ del primo tempo da Lautaro Martinez, al 33′ del secondo tempo dall’ex Nainggolan. Non è stata una partita bellissima, ma l’Inter seppure con fortuna la stava vincendo. Poi però il Cagliari nei minuti finali è riuscito a raddrizzare tutto. Grande tensione nei minuti finali di Inter-Cagliari dopo l’espulsione di Lautaro Martinez all’ultimo minuto di recupero per proteste dopo un fallo non fischiato. L’argentino inizialmente ammonito è stato espulso dopo essere andato faccia a faccia con l’arbitro. Al triplice fischio Manganiello viene accerchiato dalla panchina dell’Inter con il terzo portiere Berni che corre in campo per raggiungere il direttore di gara e stringergli la mano polemicamente. San Siro è una bolgia, pioggia di fischi dal pubblico deluso per la direzione arbitrale e per il pari contro il Cagliari.  Manganiello, al fischio finale, si è recato subito verso gli spogliatoi, accerchiato tuttavia dai giocatori dell’Inter e anche dal tecnico nerazzurro Antonio Conte, decisamente polemico nei confronti del direttore di gara. Tra i calciatori, atteggiamento più aggressivo da parte di Berni, D’Ambrosio e Ranocchia, mentre il team manager Oriali cercava di allontanare i giocatori e lo staff dall’arbitro. A scatenare le polemiche è stato in particolar modo l’espulsione di Lautaro Martinez. L’argentino, uscendo dal campo dopo il rosso, ha preso a calci e pugni una vetrata della scalinata che porta agli spogliatoi. Il rischio ora è che l’attaccante nerazzurro possa saltare il derby contro il Milan, in programma tra due giornate. Anzi, più che un rischio sembra una certezza. Se l’arbitro e i suoi collaboratori scriveranno tutto quello che è accaduto, è probabile che l’Inter venga molto penalizzata dal giudice sportivo.

Alla fine del match Antonio Conte ha deciso di non commentare la partita pareggiata dall’Inter contro il Cagliari per 1-1. Il tecnico non si fermato ai microfoni di Dazn e ha lasciato lo stadio poco dopo la fine del match senza parlare avviandosi verso la zona esterna dello stadio.

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Zaniolo va dal Papa e fa pace col cervello, poi pensa al derby e dice “sfondiamoli”

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Domenica a due facce per Nicolò Zaniolo che in mattinata ha partecipato alla messa in Basilica vaticana, celebrata da Papa Francesco, e tra poche ore seguirà il derby della Capitale. Il giocatore della Roma sul proprio profilo Instagram dedica ai due momenti altrettanti post. “Un’emozione unica…da pelle d’oca” scrive in riferimento all’incontro col Papa, da cui alla fine della celebrazione ha ricevuto una Bibbia. Per quanto riguarda invece la stracittadina con la Lazio, che dovrà seguire lontano dal campo a causa del recente grave infortunio al ginocchio, il messaggio pubblicato nelle storie del social network e’ decisamente battagliero: “Sfondiamoli”.

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