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La Roma espugna Marassi con tre gol, il Genoa va a tappeto

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Dopo due sconfitte la Roma torna al successo, ancora in trasferta, in campionato. Vittoria netta 3-1 a Marassi con il Genoa che proietta la squadra di Fonseca di nuovo al quarto posto da sola a 38 punti in attesa della gara dell’Atalanta di lunedì. Protagonisti della serata Under, autore del primo gol, Spinazzola, dopo le vorticose giornate di mercato che lo dovevano vedere all’Inter, che ha propiziato il secondo gol giallorosso con l’autorete di Biraschi, e Dzeko che ha firmato il tris della Roma, con l’ottavo sigillo in campionato. Nel mezzo la rete di Goran Pandev che non è servita alla squadra di Nicola, lasciando i rossoblu al penultimo posto in classifica con 14 punti. Fonseca dopo aver perso Zaniolo deve fare a meno anche di Florenzi e Kolarov squalificati e Perotti per infortunio e sulle fasce rilancia Santon e il rientrato alla base, Spinazzola, mentre sulla trequarti torna Kluivert con Under e Pellegrini dietro a Dzeko. Nel Genoa Nicola inserisce Goldaniga al posto dello squalificato Criscito e preferisce Ghioglione a Ankersen sulla fascia destra.

Al 3′ Roma subito pericolosa con Under che si accentra da destra e prova il sinistro che termina alto. Risponde il Genoa con Pandev che va via in contropiede e centra ma Mancini in scivolata anticipa tutti. Al 6′ Roma in vantaggio: Under crossa in mezzo dalla trequarti destra col sinistro: Pellegrini liscia il tocco al volo e inganna Perin che si getta in ritardo sulla destra e vede il pallone beffardamente insaccarsi in rete. La squadra di Fonseca è in controllo e al 15′ su punizione di Pellegrini, Spinazzola riceve sulla sinistra e centra in mezzo per Dzeko che di testa da pochi passi spedisce il pallone centralmente tra le braccia di Perin. I giallorossi continuano a spingere con un inspirato Spinazzola che da sinistra centra per Dzeko che da due passi sfiora appena di testa mandando il pallone a lato alla sinistra di Perin. Il Genoa si fa vedere al 35′: lancio in area sulla sinistra per Pandev che centra in mezzo ma Lopez smanaccia sui piedi di Ghiglione che, a porta vuota, colpisce male con il destro al volo e restituisce la palla a Lopez. Scampato il pericolo la Roma torna a cercare il raddoppio. Al 37′ su angolo dalla sinistra di Pellegrini, svetta Dzeko ma il colpo di testa termina a fil di palo alla sinistra di Perin, un minuto dopo tiro a giro di Pellegrini e palla che termina di un soffio oltre l’incrocio alla sinistra di Perin. Al 44′ la Roma raddoppia: Spinazzola entra in area sulla sinistra e centra addosso a Biraschi che con il corpo devia il pallone dentro la sua porta. La gioia dura pochissimo perché al 45′ i rossoblu accorciano le distanze. Lancio in verticale per Pandev che anticipa Lopez in uscita e con un tocco di sinistro di controbalzo insacca il pallone a fil di palo alla destra del portiere per l’1-2 prima dell’intervallo.

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L’arrivo di Messi: l’affetto dei tifosi, l’amore per l’Italia e la curiosità di conoscere Napoli

Marina Delfi

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Non è Maradona ma è sicuramente il miglior giocatore del mondo oggi in attività ed è argentino: c’era una folla di tifosi, soprattutto napoletani, ad attendere Lionel Messi fuori dall’albergo dove alloggia il Barcellona in attesa di incontrare il Napoli per gli ottavi di Champions. E che fosse il migliore lo si capisce anche dal post pubblicato sul profilo social del Barcellona con l’elenco dei calciatori: al posto di Messi una capra, che in inglese si dice GOAT, cioè Greatest Of All Times…

Ragazzini, signore d’età, stranieri di passaggio, tutti davanti all’ingresso dell’hotel NH, nel centro della città, proprio di fianco alla Questura, di proprietà di una società a maggioranza spagnola, con la maglietta blaugrana di Messi fra le mani.

Un’accoglienza apprezzata dai calciatori spagnoli e dagli accompagnatori del Barça che ha tributato un omaggio alla città che nel DNA ha sangue castigliano e catalano.

E proprio lui, Lionel Messi, origini italiane tradite dal cognome, moglie italiana, la bella Antonella Roccuzzo, ed una propensione per quella che viene definita “italianità” a partire dal medico che gli ha curato un disturbo legato alla dieta per finire alle vacanze: nel suo cuore è rimasta la ‘crociera’ a bordo di uno yacht nel golfo di Napoli qualche estate fa., con una sosta a Capri e qualche giorno nei mari di Ischia.

Chi lo conosce racconta di un Messi incantato dai racconti fatti dal Pocho Lavezzi e da lui, il Pibe de oro, Diego Armando Maradona che gli disse: “se non giochi lì, a Napoli, non potrai mai capire”.

 

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Champions, la conferenza del Barcellona con Quique Setién e Gerard Piquè dal San Paolo

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Ringhio Gattuso carica gli azzurri: rispetto per Messi e compagni ma nessuna paura, col Barcellona ce la giochiamo

Valeria Grasso

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“Siamo vicini alle persone che stanno avendo problemi a causa del Coronavirus”. Rino Gattuso inizia la conferenza stampa di presentazione della partita di Champions League, Napoli-Barcellona, testimoniando la vicinanza sua, della società e della squadra a quanti, soprattuto nel Nord Italia, stanno vivendo momenti di difficoltà a causa dell’epidemia.

“Siamo vicini a tutti – ha detto Gattuso -, al Governo per quello che sta facendo e speriamo che tutti i problemi si riusciranno a risolvere al più presto”.

Poi il tecnico calabrese che allena il Napoli da pochi mesi passa ai temi strettamente legati al calcio e al match contro il Barça di Lionel Messi. “Affrontiamo una grande squadra. Ringrazio Ancelotti – ha detto Gattuso – che mi ha dato questa possibilità. C’è tanta preoccupazione per questa gara perché i campioni di Quique Setién riconquistano palle dopo 6-7 secondi. Per poter sperare di andare avanti, dobbiamo fare grande partita sia in fase offensiva che difensiva” spiega Ringhio. Che prima fa i complimenti a Lorenzo Insigne e poi lo sprona a far meglio. “Insigne è un giocatore che al di là della tecnica eccellente ha un motore importante, ripiega in maniera intelligente tatticamente. Deve migliorare come capitano – argomenta Gattuso -, deve farsi sentire di più magari parlando di meno, entrando nell’anima dei suoi colleghi. Lorenzo però è uno che apprende subito”.

“Domani sera – dice Ringhio ai giornalisti che lo bombardano di domande –  sarò soddisfatto se vedo una squadra che non ha paura, che rispetta l’avversario ma che se la gioca fino alla fine. Quanto a Messi, è un grande giocatore, ha vissuto una carriera bellissima. Mai una parola fuori posto. Gli vedo fare cose impensabili, ha qualità incredibili” sostiene Gattuso, inondando di complimenti l’asso argentino che nell’ultimo match sostenuto dai blaugrana in Spagna ha messo a segno un poker.

“Stamattina mentre bevevo il caffè ho pensato a tutto quello che ho fatto, ai sacrifici sostenuti per arrivare fino a qui. Domani ci giochiamo una cosa importante. Ovviamente non posso dirvi quale sarà l’assetto tattico del Napoli, quello lo vedrete in campo. Quello che posso dirvi – argomenta sempre Gattuso con i giornalisti – è che grazie al lavoro quotidiano, alle priorità che ci siamo dati, alle regole, al rispetto, alla coerenza, riesco a tenere la squadra sul pezzo. La cosa brutta è quando devo dire ai giocatori che non verranno in panchina” conclude Gattuso, concentratissimo sul match del San Paolo

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