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La voce del parco

La Primula Palinuri sulle maglie della Gelbison: il Parco del Cilento dà il patrocinio alla squadra di calcio

Marina Delfi

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La Gelbison è la squadra ufficiale del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: la Primula Palinuri, il fiore che rappresenta il logo del Parco, sarà sulle maglie rossoblu della compagine calcistica che milita in serie D e su quelle della squadra juniores.

A darne notizia il Presidente del Parco Tommaso Pellegrino al termine dell’incontro con l’avvocato Vincenza De Luca Vice presidente dell’Asd Gelbison. L’Ente Parco accogliendo la richiesta della società ha concesso il patrocinio alla squadra di calcio, che rappresenterà tutto il territorio dell’area protetta dal Cilento agli Alburni, al Vallo di Diano. Un ulteriore momento di crescita del progetto Gelbison Cilento che mira proprio ad unire nella rosa rossoblu il vasto territorio a sud di Salerno.

“Siamo soddisfatti – le parole del vice presidente De Luca – con il presidente Puglisi e tutti i membri del direttivo ringraziamo il Presidente Pellegrino per aver recepito la nostra istanza. La Gelbison è la squadra del Cilento e il patrocinio del Parco ci legittima ad andare oltre”. Soddisfatto anche il presidente del Parco Tommaso Pellegrino “Lo sport si concilia perfettamente con le caratteristiche del nostro territorio, con la dieta Mediterranea e lo stile di vita del Parco. Dobbiamo lavorare per far si che sempre di più i nostri figli si avvicinino alle attività sportive per migliorare la qualità della vita e della nostra salute. Un plauso alla Gelbison e al suo settore giovanile particolarmente frequentato. Una società che ha messo in campo un progetto sportivo con entusiasmo,  passione e attenzione. Forza Gelbison!”.

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Parla Pellegrino, presidente del primo parco plastic free: il Cilento è natura, arte, cultura, bellezza, economia

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Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è area protetta dallinestimabile valore culturale e paesaggistico. Ha un grande potenziale inespresso e non riceve probabilmente le attenzioni che meriterebbe. Il presidente dellente Parco Tommaso Pellegrino ha raccontato a Juorno il grande lavoro svolto in questi anni di valorizzazione e promozione del territorio nel rispetto della biodiversità. Lobiettivo ambizioso è quello di dare vita ad un modello di turismo di qualità, che valorizzi il territorio e generi indotto per la popolazione. Insieme a lui abbiamo riscoperto il valore di questa terra che ha vista nascere la dieta mediterranea, rinomata in tutto il mondo.

Presidente, tracciamo un bilancio di questo 2019 per il Parco. Eun bilancio positivo?

Assolutamente sì, abbiamo ridato centralità allazione del Parco. Abbiamo messo in campo un processo di sburocratizzazione; il Parco non è una riserva ma unarea protetta fortemente antropizzata e non deve passare il messaggio che chi vive qui è penalizzato. Inoltre abbiamo investito molto sulla territorialità, ad oggi abbiamo circa 120 aziende e 400 prodotti a marchio Parco. Stiamo lavorando alla Rete del Gusto della dieta mediterranea: chi viene qui deve poter vivere a 360 gradi lo stile di vita e lenogastronomia della dieta; la rete valorizza quei ristoratori che scelgono di puntare sulla territorialità. Stiamo infine proseguendo lazione che riguarda lemergenza cinghiali, con più di 2000 abbattimenti selettivi, un importante risultato che sarà integrato nel 2020 dalla filiera delle carni del cinghiale; con la commercializzazione della carne, trasformiamo lemergenza in opportunità. Col ministro Costa abbiamo poi introdotto le ZEA, zone economiche ambientali per favorire gli investimenti sul territorio.

Che cosa prevedono le ZEA?

Le ZEA introducono una fiscalità di vantaggio per le aziende operanti allinterno dei parchi e per coloro che vogliono investire allinterno dei parchi. In questo modo il nostro patrimonio può diventare unopportunità di lavoro. Col ministro Costa andiamo in questa direzione, per far comprendere che il territorio delle aree protette non rappresenta più un vincolo, ma una grande opportunità.

Dai siti archeologici ai paesaggi naturali, il Cilento è un posto sorprendente. Cosa consiglia per un tour nel Parco?

Andrebbe visitato ogni singolo paese: in ciascuno degli ottanta comuni vi sono paesaggi ed elementi artistici e culturali di grande pregio. Spesso fra due comuni limitrofi cambia completamente anche il dialetto. Il nostro territorio ha poi ben quattro riconoscimenti Unesco, è la terra di Velia, Paestum, della Certosa di Padula, della dieta mediterranea, della biodiversità, è il territorio della vetta più alta della Campania, il monte Cervati. Abbiamo importanti percorsi religiosi, come il Gelbison, abbiamo due aree marine protette, con i mari più premiati e riconosciuti di Italia.

Eppure il Parco ha probabilmente meno notorietà di quella che meriterebbe. Come se lo spiega?

Ha molta meno notorietà di quella che meriterebbe. Ha un potenziale enorme, noi oggi stiamo mettendo in campo anche una strategia di promozione; intanto il nostro è un territorio che non può essere rivolto ad un turismo di massa, deve essere un turismo esperienziale, un popiù ricercato. Poi c’è un problema di organizzazione, bisogna mettere a punto unofferta turistica che metta sempre di più al centro il territorio e le sue peculiarità. In questi ultimi anni di passi avanti ne abbiamo fatti: fino a qualche anno fa, si continuava a confondere il Cilento col Salento, oggi questo succede meno, il Cilento sta assumendo una sua identità. Indicatori positivi di crescita ci sono certamente, ma c’è ancora tanto potenziale inespresso.

 

Crede che turismo di massa e sostenibilità ambientale possano convivere?

Per le caratteristiche che possiede, il nostro territorio non si può aprire ad un turismo di massa. Deve essere un turismo di qualità. Va anche detto che si deve lavorare molto sullofferta di servizi, altrimenti chi viene e trova disorganizzazione e disservizi non ritorna. Einconcepibile, ad esempio, che chi viene qui, nella comunità emblematica della dieta mediterranea, possa andare in un ristorante e magari non trovare i piatti tipici del territorio.

Il biker ed inviato di Striscia Vittorio Brumotti è uno dei testimonial per la promozione del Parco del Cilento. Crede possa essere una scelta vincente? Che reazioni avete registrato?

Brumotti promuove anzitutto la mobilità sostenibile legata alla bici, e il nostro territorio si presta perfettamente ad un discorso sulla mobilità sostenibile. Estato molto bravo, col lavoro che sta facendo e che è ancora in itinere, già sui social abbiamo avuto un successo straordinario, con richieste un poda tutto il mondo. Siamo soddisfatti del lavoro che stiamo facendo con lui. Però ci tengo a ricordare anche la guida di Repubblica, altro grande risultato conseguito nel 2019, una delle più vendute in Italia.

Nel Cilento nasce la dieta mediterranea. Quali sono i prodotti tipici di questa terra?

Abbiamo circa 120 aziende e 400 prodotti a marchio Parco. Lolio è senza dubbio il capitano della dieta mediterranea e il nostro è particolarmente pregiato e ricco di antiossidanti.Abbiamo poi 13 presidi slow food, fra cui il cece di Cicerale, il Maracuoccio, legume ricco di fibre, la mozzarella nella Mortella, il carciofo bianco, le olive ammaccate, le alici di Menaica, il cacioricotta, il fico bianco, il vino, un settore in grande crescita. La nostra territorialità è qualitativa perché abbiamo fatto scelte in quella direzione, siamo stati il primo Parco italiano a dire stop al glifosato, ben prima che arrivassero le sentenze di condanna alla multinazionale che lo produce negli Stati Uniti. Abbiamo messo una serie di limitazioni sui prodotti chimici di sintesi. Siamo il primo Parco italiano ad essere plastic free. Così come abbiamo percentuali molto elevate sulla raccolta differenziata. La territorialità va perseguita mettendo in campo azioni virtuose, se diventa invece un fatto puramente campanilistico non ha molto senso.

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Costa in tour natalizio per spiegare le Zea, si parte dal Parco nazionale del Cilento

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Con la legge clima sono state istituite anche le Zea, ovvero le Zone economiche ambientali, che corrispondono ai parchi nazionali e prevedono agevolazioni e vantaggi fiscali per i Comuni che ricadono nelle aree all’interno dei parchi e per chi volesse aprire al loro interno attività imprenditoriali ecosostenibili. Le norme favoriscono un uso dei parchi compatibile con l’ambiente, fanno in modo che questa fruibilità sia anche indice di incentivazione nella nascita di nuove imprese e dunque la creazione di posti di lavoro.  Nella legge di bilancio sono stati già individuati,  20 milioni di euro all’anno per le Zea. E per spiegare che cosa sono le Zea, come funzionano, quali sono i meccanismi, come i comuni che ricadono nelle aree dei parchi possono usufruire di agevolazioni e vantaggi di natura fiscale, il ministro Sergio Costa nei giorni di ferie natalizie, sarà in giro per parchi a parlare con sindaci e ai presidenti dei parchi.  Venerdì, 27 dicembre 2019, alle ore 11.00, Costa sarà presso la Sala Conferenze della nuova sede della Comunità Montana Vallo di Diano, a Padula per presenterà le ZEA ovvero ai  sindaci dei Comuni del territorio dell’Area protetta. Con lui, ad accompagnarlo ci sarà il presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Tommaso Pellegrino.

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Ambiente

L’Italia dei Parchi, brindisi al ministero dell’Ambiente con 20 milioni di euro annui in Manovra

Marina Delfi

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Grande successo per il Parco Nazionale del Vesuvio e i prodotti tipici locali, protagonisti del brindisi natalizio con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che si è svolto al ministero. Una vetrina dei migliori prodotti Doc, Dop e Igp italiani, espressione di una tipicità e di una tradizione da tutelare e valorizzare, legate alla straordinaria biodiversità del nostro Paese e dei Parchi Nazionali italiani.
“Dal parco del Cilento a quello dello Stelvio, passando per quello della Majella fino al Pollino, dal nord al sud Italia, l’Italia migliore”, per dirla con il ministro Costa, che ha ricordato la sua visione di “Italia Paese Parco, che significa costruire oggi il futuro dei parchi e dell’Italia insieme agli enti parco e a Federparchi, con una programmazione che vada oltre il singolo ministro e si integri nel sistema Italia”. Con una prospettiva in cui “la tutela della biodiversità vada a braccetto con la promozione economica e sociale, come dice la legge 394”. Nel corso dell’incontro con i vertici degli enti parco e con la stampa, il ministro ha ricordato che con la legge clima sono state istituite le Zea, ovvero le Zone economiche ambientali, che corrispondono ai parchi nazionali e prevedono agevolazioni e vantaggi fiscali per i Comuni che ricadono nelle aree all’interno dei parchi e per chi volesse aprire al loro interno attività imprenditoriali ecosostenibili. “Nella legge di bilancio – ha annunciato Costa – sono stati già individuati, per cominciare 20 milioni di euro all’anno per le Zea”.

Grotte del Bussento

L’occasione è stata l’incontro per presentare il portale “Sapori dei parchi”, ospitato all’interno del sito del ministero dell’Ambiente (http://www.saporideiparchi.minambiente/it), che contiene informazioni sulle produzioni agroalimentari di qualità e dell’offerta turistica dei parchi.
All’incontro sono intervenuti anche il sottosegretario Roberto Morassut, il capo di gabinetto Pier Luigi Petrillo, il direttore generale Maria Carmela Giarratano, il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, i presidenti, i direttori e i responsabili di tutti i parchi nazionali.

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