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La Lazio passa 3-2 a Marassi sul Genoa e resta incollata alla Juventus

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La Lazio risponde alla Juventus e continua a mettere pressione in vetta. La squadra di Inzaghi si e’ imposta 3-2 in casa di un Genoa mai domo, grazie alle reti di Marusic al secondo minuto, Immobile al 51mo e Cataldi al 71mo, continuando a nutrire il grande sogno dello scudetto. Inutili i gol di Cassata al 57mo e di Criscito su rigore al 90mo per i rossoblu’, che hanno riaperto solo momentaneamente il match. Biancocelesti ancora a -1 dal primo posto e a +5 sull’Inter, che dovra’ recuperare la sfida con la Sampdoria. Pronti via e i biancocelesti sbloccano immediatamente la gara con Marusic, che sfonda centralmente resistendo al contrasto con Masiello e Soumaoro, battendo poi Perin con una staffilata sotto l’incrocio.

Gli ospiti continuano a spingere e a ridosso del quarto d’ora vanno addirittura ad un passo dal raddoppio: Leiva manda in porta Caicedo che calcia sul primo palo e trova l’intervento provvidenziale di Perin, bravo a salvare i suoi.  I padroni di casa tentano di rialzare la testa e iniziano a guadagnare calci di punizione in sequenza, e proprio da uno di questi sfiorano la rete del pareggio: cross di Schone, Favilli prende il tempo a tutti ma colpisce un clamoroso palo. Nel finale di frazione Genoa ancora pericoloso con Favilli che impegna Strakosha, anche se il gioco era stato fermato per un fuorigioco. Ad inizio ripresa torna a spingere la Lazio, che sfiora il 2-0 in due occasioni molto ravvicinate con Immobile prima e Luis Alberto poi, entrambi imprecisi da ottima posizione. Passano pochi istanti e il raddoppio della banda di Inzaghi arriva comunque: Caicedo s’incunea in area, Biraschi lo ferma ma lascia di fatto sui piedi di Immobile che trafigge Perin. Colpo duro per il Grifone, che pero’ reagisce immediatamente e rientra in partita con un super gol di Cassata, che rianima Marassi e riaccende le speranze di rimonta genoane. Al 71′ ci pensa Cataldi, con una straordinaria punizione, a respingere gli assalti rossoblu’ segnando il 3-1 che rimette due lunghezze di distanza tra la Lazio e gli avversari. Nel finale la squadra di Nicola ci prova comunque con il cuore e al 90′ la riapre ancora con un rigore di Criscito, ma non basta per andare a caccia di quella che sarebbe stata un’incredibile rimonta. Fa festa la Lazio a Marassi.

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Asta in Spagna per Fabian Ruiz ma il Napoli prova a rinnovare il contratto

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Fabian Ruiz, dopo il primo anno di consolidamento nel campionato italiano e nonostante i risultati altalenanti del Napoli in questa stagione, rischia di innescare una vera e propria asta in Spagna l’estate prossima. Barcellona e Real Madrid, che all’epoca in cui De Laurentiis verso’ al Betis Siviglia la clausola di 35 milioni erano distratti, adesso farebbero carte false per aggiudicarsi il cartellino dello spagnolo, protagonista del titolo europeo Under 21 della ‘Roquita’. Il Napoli, pero’, non dovrebbe lasciarlo partire, a meno di clamorose offerte da parte dei club fra i piu’ titolati nel mondo. Il club partenopeo sta studiando l’ipotesi di rinnovo da sottoporre al centrocampista 23enne, che poi dovra’ decidere il proprio futuro.

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Accordo tra la Juventus e i suoi calciatori per tagliare i compensi: risparmi per 90 milioni

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La Juventus, a causa dell’emergenza sanitaria che sta impedendo lo svolgimento dell’attivita’ sportiva, ha raggiunto un’intesa con i calciatori e l’allenatore della prima squadra per ridurre i loro compensi nella restante parte della corrente stagione sportiva, per un importo pari alle mensilita’ di marzo, aprile, maggio e giugno 2020. Gli effetti economici e finanziari derivanti dall’intesa raggiunta sono positivi per circa 90 milioni sull’esercizio 2019/20. Nelle prossime settimane saranno perfezionati gli accordi individuali con i tesserati, come richiesto dalle normative vigenti, spiega la Juve in una nota. Qualora le competizioni sportive della stagione in corso riprendessero, la societa’ e i tesserati negozieranno in buona fede eventuali integrazioni dei compensi sulla base della ripresa e dell’effettiva conclusione delle stesse. La Juventus ringrazia infine i calciatori e l’allenatore per il senso di responsabilita’ dimostrato in un frangente difficile.

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L’industria del Calcio ferma prova a far dialogare società e calciatori, il rebus è il congelamento degli stipendi

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Stipendi dei calciatori, che cosa fare? La Lega Serie A ha prospettato all’Assocalciatori di presentare lunedi’ un piano collettivo per la sospensione dei pagamenti, una misura transitoria in attesa di capire se e quando si potra’ ricominciare a giocare. Il ‘sindacato’ dei calciatori, che non è contrario a un taglio a scaglioni, e’ perplesso dal congelamento: non ne vede la necessita’ visto che le prime verifiche sui pagamenti sono previste a maggio. Non e’ escluso che alla fine si proceda squadra per squadra alla definizione di accordi con atleti e tecnici, magari simili ma non necessariamente uguali per tutti. Fra i club di Serie A ci sono situazioni diverse, ad esempio alcuni hanno giocato a marzo e altri no, ma soprattutto alcuni hanno reali problemi di cash flow, di flussi di cassa. “Noi abbiamo il dovere di dialogare con tutti – e’ l’input dell’ad del Bologna, Claudio Fenucci, intervistato da Sabato Sport, su Rai Radio 1 -: con i calciatori che si renderanno conto delle implicazioni economiche di una sospensione o di un fermo definitivo dei campionati; con i broadcaster che sono i nostri principali ‘clienti’, e come noi possono supportare il calcio in una fase complicata e difficile, visto che hanno probabilmente strutture e risorse finanziarie e azionisti forti per poterlo fare. Poi bisogna dialogare con le istituzioni sportive, Figc, Lega e Uefa, per le implicazioni su questa stagione e anche le possibili ripercussioni sulla prossima stagione. Non bisogna lasciare tutte le parti indietro ma coinvolgere tutti in un discorso collettivo”. Sui vari tavoli si discute dei possibili calendari per ripartire, di una finestra di mercato allungata a quattro mesi, ma anche della gestione dei tifosi negli stadi dopo un’epidemia che sta stravolgendo molte abitudini. E, come dice Fenucci, c’e’ poi un interlocutore finale, il governo, “per alcuni provvedimenti, non di natura economica ma regolamentare”. In questa situazione straordinaria, soprattutto in caso di decisioni drastiche ci sia attende una sorta di ‘paracadute normativo’, per evitare valanghe di ricorsi. Sul tavolo delle trattative il calcio di Serie A prova a far pesare anche il suo apporto al Pil e all’erario, non solo per ottenere sgravi, ma anche per riforme come quella della Legge Melandri sui dritti tv o agevolazioni per realizzare gli stadi. L’allarme arriva anche dalla base della piramide del calcio. “Si rischia la chiusura di 3mila societa’, il 30% di quelle iscritte ai nostri campionati” ha avvertito il presidente della Lnd, Cosimo Sibilia, sottolineando che il movimento dei dilettati e’ “protagonista anche in campo culturale e sociale”.

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