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La Lazio liquida il Bologna, due gol in 20 minuti: biancocelesti in vetta alla classifica

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ls Lazio di Simone Inzaghi battendo anche il Bologna (2-0) in un solo tempo, sale sul tetto della Serie A. Una sensazione inebriante, anche perche’, nel girone di ritorno, non accadeva dal 14 maggio 2000, giorno della conquista del secondo scudetto. Scaramanzia permettendo, la striscia record e i richiami al passato vincente lanciano sempre di piu’ questa Lazio nell’Olimpo del calcio.

Nell’unica partita ‘normale’, giorno e ora previsti, pubblico sugli spalti e il solito frastuono festoso che colora gli stadi, bastano una ventina di minuti alla Lazio per lanciare l’ennesimo segnale inequivocabile al campionato. Luis Alberto e Correa, non Immobile pero’, marcano i gol del primato, che torna in mano alla Lazio dopo due decenni di tribolazioni. Il Bologna si presenta all’Olimpico ed esibisce subito il proprio totem Sinisa Mihajlovic che, dalle parti dell’Olimpico – in particolare sulla sponda biancoceleste – e’ amato come pochi. Il giro sotto la curva nord e la relativa standing ovation fanno da apripista a una partita che comincia e finisce nel giro di poco. Perche’ la Lazio parte a tutta e crea palle-gol a ripetizione: Luis Alberto distilla perle di bel calcio e, dopo un paio di tentativi, fa centro. Questa volta il suggeritore e’ Immobile, proprio l’uomo al quale lo spagnolo serve assist in serie. Il ‘mago’ al 18′ riceve, controlla e batte rasorerra Skorupski per l’1-0. Poi, sale in cattedra Correa che al 19′ tira addosso al portiere.

Al 21′, quindi, insacca il 2-0, complice una deviazione di Danilo che mette fuori causa Skorupski. Sembra finita e invece il Bologna prova ad andare oltre i propri limiti, riuscendovi un un paio di occasioni: sfiora il palo con Orsolini e Schouten, poi impegna Strakosha con Barrow. L’occasione piu’ ghiotta del primo tempo resta quella di Soriano, respinto da Strakosha, fra il primo e il secondo gol della Lazio. In apertura di ripresa Strakosha respinge su Orsolini. La dimostrazione che il Bologna sembra un’altra squadra arriva al 7′, quando Denswill raccoglie di testa un angolo dalla sinistra – dopo essersi liberato in area – e colpisce Strakosha, sul rimpallo e’ fortunato ma anche sfortunato al tempo stesso perche’, e’ vero che il pallone finisce in rete, ma dopo avere carambolato sul suo braccio: Var e annullamento da parte di Abisso. Al 17′ Immobile vorrebbe partecipare alla festa e allungare nella classifica della Scarpa d’Oro, supera pure Skorupski, ma fallisce il bersaglio. Al 22′ secondo gol annullato al Bologna, questa volta per fuorigioco (di Palacio) su conclusione di Tomiyasu. Anche in questo caso Var decisiva. La festa si consuma sulle note di un famoso brano techno di Gala, che canta ‘Freedom my desire’: che sia un “desiderio” di scudetto, ormai, lo si e’ capito almeno da una ventina di partite senza sconfitta.

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Barcellona, lieve contrattura: si ferma Lionel Messi

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Ripresa con il freno a man tirato per Lionel Messi. L’asso argentino del Barcellona si e’ dovuto fermare per una lieve contrattura nell’allenamento in vista della ripresa del campionato in programma per i blaugrana sabato 13 nel match contro il Maiorca. Il Barca ha fatto sapere che il numero 10 argentino e’ alle prese con “una lieve contrattura al quadricipite della gamba destra. Oggi ha sostenuto un lavoro specifico per evitare rischi in vista del primo impegno della Liga in programma il 13. Nei prossimi giorni e’ previsto il suo rientro in gruppo”, ma di fatto e’ in forse la sua presenza nel primo match dopo il Coronavirus. La squadra di Setien, avversaria del Napoli negli ottavi di Champions League (1-1 all’andata al San Paolo, ancora da disputare il ritorno al Campo Nou) recupera invece Luis Suarez, mentre oggi anche Ansu Fati si e’ allenato a parte.

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La Spagna infuriata con Gasperini l’untore, chiesto l’intervento dell’Uefa

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La Spagna tuona contro Gian Piero Gasperini. I sintomi da Coronavirus avvertiti a ridosso della gara di Champions League giocata a porte chiuse lo scorso 10 marzo al Mestalla e rivelati solo domenica – a quasi tre mesi di distanza – scatenano le proteste delle autorita’ locali e dello stesso Valencia che ora invita la Uefa a prendere “provvedimenti drastici per un comportamento ritenuto “poco responsabile”. Il massimo organismo continentale, al momento, tergiversa: non conferma la richiesta degli spagnoli e l’apertura di un fascicolo disciplinare. L’Atalanta – che non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sul tema – si rifiuta di commentare semplici indiscrezioni di stampa in attesa di eventuali sviluppi. Al netto della superficialita’ dell’atteggiamento, considerare Gasperini alla stregua di un untore e’ ingeneroso: l’Atalanta a Valencia mantenne un profilo blindato – tanto che Gomez se la prese con i giornalisti che lo presero d’assalto all’uscita dell’aeroporto – e i 9 positivi tra gli spagnoli vennero scoperti appena 5 giorni dopo la gara di ritorno. Il caso si sposta in un lampo anche sul piano politico. In difesa del tecnico si schiera il deputato bergamasco della Lega, Daniele Belotti: “In Spagna hanno perso la ragione. Gasperini ha detto che si sentiva strano, ma non aveva la febbre, e gli sono saltati addosso. Ma se e’ irresponsabile Gasperini, come si possono definire il ministro spagnolo della Sanita’ e le scandalizzate autorita’ locali che, pur essendo imminente il rischio di epidemia, hanno consentito che centinaia di tifosi locali si radunassero all’esterno dello stadio con la partita a porte chiuse e hanno autorizzato le Fallas con decine di migliaia di persone accalcate?”. Necessario un passo indietro per ricapitolare una storia maledetta. La gara di andata del 19 febbraio – con i 45mila spettatori assiepati a San Siro, ignari del paziente uno di Codogno – e’ considerata una bomba biologica: ha probabilmente permesso al Covid-19 di diffondersi in maniera profonda nella provincia di Bergamo e contagiato diversi tifosi del Valencia. Quella di ritorno invece, vietata al pubblico, era stata teatro di una folle iniziativa dei tifosi spagnoli che si erano ritrovati a migliaia per le strade attorno allo stadio per accogliere il pullman della squadra e dare ai giocatori la spinta per una rimonta mai avvenuta. L’Atalanta per qualche ora si era goduta la gioia per uno storico risultato dedicato proprio alla citta’ di Bergamo prima di ripiombare nell’incubo di una zona martoriata e della lunga positivita’ di Sportiello. Ora gli strascichi polemici.

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Grave lutto per Rino Gattuso: è morta sua sorella Francesca a soli 37 anni

Marina Delfi

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Un gravissimo lutto ha colpito Rino Gattuso: la sorella Francesca,  37 anni soltanto, è volata in cielo. Francesca lascia un bimbo di appena 3 anni. A febbraio era stata colpita da un malore: la sorella dell’allenatore del Napoli soffriva di una grave forma di diabete. Gattuso quando sua sorella stette male andò subito al suo capezzale, saltando la conferenza stampa. Già allora si capì che si trattava di un problema molto serio. Sulle pagine dei social del Milan c’è un simbolo di lutto e il cordoglio della famiglia rossonera e su quelle del  Napoli con l’abbraccio a Gattuso da parte della società, ci sono le parole di cordoglio e di vicinanza del Presidente Aurelio De Laurentiis, di sua moglie Jacqueline , dei figli Edoardo, Luigi e Valentina ,di tutto lo staff e della squadra. La redaIone di Juorno.it si unisce al cordoglio di mister Gattuso.

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