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La Juventus ripiana i debiti col regalone di Jeep, la lobby di Sky prepara i cadeaux per fare il piattino a Mediapro

Paolo Chiariello

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La Juventus è in vetta alla classifica. Il Napoli alla ricerca di un nuovo assetto per riaprire un ciclo nuovo. Quello vecchio è finito. Certo fa impressione la voragine di punti tra i bianconeri e il Napoli. In testa alla classifica, a contendere l’ennesimo titolo alla Juve, ci sono Lazio e Inter. Questo rende il campionato esaltante? No, è un campionato di calcio affetto da una grave forma tumorale che lo sta divorando dall’interno: i soldi. Ne girano troppi. Finiscono nelle mani sbagliate. Alimentano uno stipendificio che invece di infondere salute nel calcio diffonde le metastasi.  A Torino i soci della Juventus hanno dovuto aderito alla proposta di aumento di capitale di 300 milioni di euro. Un aumento di capitale monstre, il più alto mai disposto nella storia dei club di calcio. La Juventus è stata costretta a fare questo aumento di capitale perchè  il club di Agnelli ha accumulato 110,4 milioni di debiti portando il suo indebitamento da 473,2 milioni a 585,2 milioni. E se la squadra che vince tutto in Italia da 8 anni a questa parte ed è la principale protagonista in Europa ha quasi 600 milioni di euro di debiti vi fa capire lo stato di salute dell’intera serie A.

Cristiano Ronaldo. L’acquisto e l’ingaggio del campione portoghese è stato un salasso per la Juventus

A tutto questo aggiungete una notizia poco diffusa in Italia ma usata di recente dal Manchester City nella difesa contro l’Uefa sulla squalifica e la multa milionaria per violazione del fair play finanziario.

La notizia è passata in  sordina, nel senso che non l’avete letta quasi da nessuna parte, ma la Juventus ha ricevuto da Fca ben 50 milioni di euro in più per la pubblicizzazione del marchio Jeep. Perchè? Perchè a Fca è piaciuto così tanto che la Juventus portasse sulle sue magliette il marchio Jeep che ha deciso di versare altri 25 milioni in più a stagione ad Andrea Agnelli.  Nonostante questo cadeaux pubblicitario da 50 milioni il club bianconero riferisce che c’è “una situazione di tensione finanziaria non disponendo di capitale circolante sufficiente a far fronte al proprio fabbisogno finanziario complessivo” che nei prossimi 12 mesi è “stimato in 148 milioni”. L’ingaggio sontuoso di Ronaldo è un bagno di sangue. L’acquisto di De Ligt (75 milioni all’ Ajax, 11 a Raiola e 11 lordi al giocatore per 5 anni) è stata una follia dal punto di vista economico. Il ritorno di Higuain (doveva essere venduto ma non se n’è fatto nulla) è un salasso: costa tra ingaggio e ammortamento 35,3 milioni all’anno. Come se ne uscirà? La Juventus rischia il tracollo? Chi coprirà queste centinaia di milioni di debiti? Vediamo. Allora, Exor, la cassaforte di famiglia degli Agnelli (la Famiglia che vive in Italia ma paga le tasse in Olanda), sottoscriverà la quota di sua pertinenza (63,77%) pari a 191,2 milioni. Chi sottoscriverà la quota residua di 108,7 milioni? Dovrebbero farlo i soci di minoranza. Ma non è detto che accada. E allora la Juve si è tutelata con un contratto di garanzia sottoscritto con quattro banche. Tra queste banche c’è anche Unicredit. La metà dell’aumento di capitale servirà a rimborsare debiti e far fronte a impegni già assunti.  E questa è la situazione della migliore squadra italiana che l’anno prossimo deve vendere qualche pezzo pregiato per fare cassa.

Gaetano Miccichè. Era il presidente della Lega di Serie A e aveva portato Mediapro a trattare i diritti Tv

L’altra partita importante si gioca sempre nel Nord ricco e indebitato del BelPaese del pallone. A Milano i venti presidenti dei club di serie A (una 15ina di loro sono attori figuranti o spalle, nel senso che contano quasi nulla con rispetto parlando) si incontrano e si scontrano sulla vertenza-minuetto dei diritti-tv del calcio. Come più volte scritto su Juorno, è questa la gallina dalle uova d’oro da spennare. La questione è che una volta spennato il pollo, pochi possono sedersi a tavola a mangiare le cosce. In molti devono accontentarsi del brodo o di qualche osso da spolpare. Questo è lo stato pietoso in cui versa il calcio italiano. Se ne sono accorti quelli che godono di questo spettacolo sempre più indegno.

Quartier generale di Sky a Milano. Nel calcio la pay tv è oramai monopolista in Italia

Nell’ultima stagione c’è stato un crollo di audience pazzesco: oltre il 30% ha spento la tv che offre il calcio a pagamento. Secondo i dati di Business Insider quasi 1,2 milioni di abbonati hanno scelto di non foraggiare le Tv a pagamento. Certo, tra questi ci sono tanti possessori di “pezzotto”, ma tanti altri preferiscono la radio o la domenica al mare o al lago. Vero è che anche negli stadi italiani si vede poca gente. Qualcuno degli stipendiati milionari del calcio italico se n’è accorto? Certo che sì, ma stanno tirando fino a quando possono sangue dalle vene di questo Circo Barnum del Pallone.  Perchè il calcio in Italia, come dicevamo, è morto o quasi. Nessuno va allo stadio, gli abbonati alla Tv abbandonano, il razzismo ogni domenica inquina e avvelena le coscienze. Poi ci sono i soliti imbrogli, brogli, errori arbitrali più o meno genuini. Ci sono le “interpretazioni” del Var. E c’e lo squilibrio, la sperequazione incredibile dei ricavi della serie A. Ma quella è una roba che da anni è una barzelletta. La divisone dei proventi dei diritti Tv è un crimine contro il calcio in Italia.

C’è chi nello stesso campionato prende quasi 100 milioni di euro in diritti Tv da Sky e chi ne incassa 30. Ora i piccoli club hanno l’opportunità di scucire qualche milionicino in più che offre Mediapro. La piattaforma catalano-cinese offre quasi 200 milioni in più rispetto a Sky per i diritti Tv e regala alla Lega un canale. L’abbonamento costerà di meno. E in Italia faremo finta che c’è concorrenza e non c’è solo il monopolista Sky.  Ebbene davanti a Mediapro che offre 200 milioni in più in diritti Tv rispetto a Sky, c’è la Juventus  (e altre squadre satellite) che preferiscono Sky. E allora da mesi chi avrebbe dovuto firmare il contratto ha provato a convincere tutti che Mediapro era la soluzione migliore. Fino a quando il buon Miccichè s’è dovuto dimettere e al suo posto è arrivato l’ex braccio destro dell’attuale amministratore delegato di Sky Italia, a sua volta imparentato con un presidente di una squadra di calcio di serie A, a sua volta socio della stesso circolo esclusivo sul Tevere a Roma. E ora che cosa succederà? I presidenti delle squadre di serie A accetteranno 200 milioni in più offerti da Mediapro? A giudicare da quel che vediamo e da quello che si muove nella penombra (Tg Lobby sta lavorando a pieno regime) il calcio italiano   ha deciso l’eutanasia. Eh sì, avere il cancro e decidere di non fare la chemioterapia ma prendere l’aspirina significa decidere di morire. Perchè il “sistema Sky” non è la cura del calcio, è la malattia.

Giornalista. Ho lavorato in Rai a Cronache in Diretta. Ho scritto per Panorama ed Economy, magazines del gruppo Mondadori. Sono stato caporedattore e socio fondatore assieme al direttore Emilio Carelli di Sky tg24. Ho scritto libri: "Monnezza di Stato", "Monnezzopoli", "i sogni dei bimbi di Scampia" e "La mafia è buona". Ho vinto il premio Siani, il premio cronista dell'anno e il premio Caponnetto.

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Alla Juve esodo continua, torna a casa anche Rabiot

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Sulla ripresa degli allenamenti e l’eventuale riavvio del campionato non vi e’ nessuna certezza, di ritorno al lavoro alla Continassa non se ne puo’, quindi, ancora parlare: per i giocatori stranieri della Juventus al contrario e’ ancora il tempo delle partenze. L’ultimo a far sapere di avere lasciato Torino è Adrien Rabiot, il centrocampista ex Psg che non era ancora riuscito a convincere del tutto dal giorno dal suo arrivo, anche se negli ultimi tempi aveva fatto progressi. Rabiot, che ha compiuto 25 anni venerdi’ scorso, ha mostrato sui social dove si trovava, sulle colline della Costa Azzurra, in pieno relax ai bordi di una piscina e intento a centrare la porta con il pallone in un piccolo campetto in erba. Immancabile l’invito a tutto il popolo dei suoi followers su Instagram a “stare a casa”, condito da un messaggio di fiducia: “Giorni migliori stanno arrivando”.

Stando alle segnalazioni, con la partenza di Rabiot e’ salito a 9 il numero dei giocatori della Juventus che sono tornati a casa nei rispettivi paesi, con l’attivita’ totalmente ferma. Il primo e’ stato Cristiano Ronaldo, gia’ all’indomani della vittoriosa partita con l’Inter, approdato nel suo rifugio di Madeira, poi hanno fatto le valigie Gonzalo Higuain, partito su un aereo privato non appena ha avuto l’esito negativo del tampone Coronavirus, Pjanic, Khedira, Alex Sandro, Danilo e Douglas Costa, infine Szczesny, rientrato pochi giorni fa in Polonia. In Italia restano Matuidi e Dybala, ancora in quarantena dopo essere risultati positivi al test del Covid-19. Mentre attendono di rivedere l’orizzonte del calcio giocato, anche i big ingannano il tempo come possono. Cristiano Ronaldo ha lanciato oggi, dai social, una sfida ai milioni di suoi followers, la ‘Living room Cup’ per il maggior numero di esercizio con i muscoli addominali: CR7 ha documentato con un video di averne fatti 142 in 45 secondi. Difficile batterlo.

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Coronavirus, se vi sentite soli e non sapete cosa fare mandate un messaggio a Maria Sharapova

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E’ una star del tennis anche ora che ha smesso, per il suo fascino e le sue iniziative pubblicitarie oltre che per i suoi successi in campo; ora Maria Sharapova ha riservato un colpo a sopresa per i fan. Con un messaggio via social dalla sua quarantena negli Stati Uniti, ha ‘regalato’ il suo numero privato di telefono invitando tutti a mandarle un messaggio con pensieri dall’isolamento per l’emergenza coronavirus, domande, e se possibile anche qualche buona ricetta per passare il tempo. “Mandate i vostri messaggi, rispondero’ a tutti”, dice Sharapova in un messaggio video postato su Instagram e Twitter. L’idea, confessa la 32enne tennista russa, e’ venuta quando la settimana scorsa ha avuto una conference call con 150 tifosi – spinta dallo sponsor – e ha capito “quanto sia importante non perdere il contatto umano in questi giorni”. La frase iniziale del messaggio (“ho appena ricevuto un 310”, con riferimento al prefisso degli Stati Uniti) lascia in ogni caso intendere che Sharapova abbia si’ ‘regalato’ il suo numero, ma non esattamente quello privato.

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Coronavirus: Ceferin, coppe europee da finire entro il 3/8

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 “Il 3 agosto tutto dovra’ essere completato, sia in Champions che in Europa League. Stiamo vivendo una situazione straordinaria e dobbiamo essere flessibili”. Aleksander Ceferin, presidente dell’Uefa, in un’intervista all’emittente tedesca Zdf, fissa la data-limite per la chiusura dei tornei europei per club 2019/20. E’ possibile giocare con il sistema attuale o con partite secche, sorteggiando il nome della squadra che gioca in casa o fuori; oppure si puo’ stabilire di giocare in campo neutro. Per adesso la ‘final eight’ o ‘four’ e’ teoria”, ha aggiunto il n.1 del calcio europeo. “L’unica decisione sbagliata sarebbe quella di mettere in pericolo la salute di giocatori, tifosi, arbitri, tifosi, addetti ai lavori. Ma, se ci sono le condizioni di sicurezza, non vedo alcun problema”. “Esistono diversi piani per ricomniciare i tornei – ha concluso -: alcuni prevedono il ritorno in campo a maggio, altri a giugno e altri a luglio. Tuttavia, se non sara’ possibile, non si torna a giocare. C’e’ un gruppo di lavoro formato da rappresentanti Uefa, delle Leghe e dei club, ma la decisione spettera’ alle autorita’ governative nazionali. La possibilita’ di giocare a porte chiuse esiste”.

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