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La denuncia dell’Unicef: in Siria si rischia una “strage di bambini”

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“Diciamo le cose come stanno. Il clima freddo presto colpira’ di nuovo tutto il Medio Oriente, con temperature che scenderanno sotto lo zero in diverse aree ed ogni inverno i bambini nella regione si ammalano, smettono di andare a scuola e rischiano di morire… Occorre un grande movimento globale e umano di carita’ o sara’ una strage”: e’ il grido d’allarme lanciato oggi da Andrea Iacomini Portavoce dell’Unicef Italia sui rischi in particolare per i bimbi siriani.

“Da anni denunciamo le gravi condizioni in cui versano i bambini profughi interni ed esterni siriani in questo periodo dell’anno. Da anni muoiono tante piccole Iman al freddo e al gelo in fuga dalla peggiore catastrofe umanitaria del pianeta ma sembra ogni volta che escono sui media queste notizie che nessuno sapeva nulla, non e’ vero!”, afferma Iacomini. “E’ evidente che questa guerra come altre non e’ piu’ nell’agenda del dibattito politico, anzi anche in questo caso siamo di fronte all’ennesimo ‘effetto Aylan’ (il cui corpicino riverso su una spiaggia turca e’ diventato il simbolo dell’immigrazione verso l’Europa, ndr), ossia tre giorni di commozione e indignazione globale e poi si lasciano morire bambini e bambine come se nulla fosse in quei territori nell’indifferenza generale e senza che nessuno osi dire basta”, prosegue il portavoce. Milioni di bambini vulnerabili in Egitto, Iraq, Giordania, Libano, Siria, nello stato di Palestina e tra i rifugiati in Turchia avranno poca protezione contro il freddo. Cosa vogliamo fare?… Solo in questi Paesi, ci sono quasi quattro milioni di bambini sfollati e 4,8 milioni di bambini che vivono come rifugiati. Lo scorso inverno, almeno 130 bambini sono morti lungo il tragitto o all’arrivo al campo di Al Hol, nel nord-est della Siria, dopo essere fuggiti da intense violenze a Baghouz e dintorni. Sta accadendo la stessa cosa nella zona di a Idlib dove c’e’ l’inferno”, conclude.

 

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Coronavirus, aiuti per 100 milioni di dollari dagli Usa all’Italia: la soddisfazione degli italiani d’America

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“Cento milioni in materiale chirurgico, sanitario”. E poi una quota importane di “ventilatori in eccesso prodotti negli Stati Uniti”. Donald Trump spiega la dimensione, enorme, dell’aiuto americano al paese amico, l’Italia, in difficoltà per il coronavirus. Il premier Giuseppe Conte ha ringraziato il leader americano: “Ho avuto una conversazione lunga e amichevole con il presidente Usa. Sono molto grato per la solidarietà e il sostegno degli amici americani. Continuiamo a lavorare per vincere questa difficile sfida”. Lo stesso Trump ha commentato davanti ai giornalisti: “Ho parlato con il primo ministro Conte. Giuseppe era contento”. Gli Usa daranno una mano anche a Spagna e Francia. Anche in questo caso le dimensioni degli aiuti saranno importanti. La sponda americana, dunque, alla fine si è materializzata. Niente aiuti a livello monetario, ma aiuti concreti che arriveranno in Italia e negli altri paesi europei con un ponte aereo.

Anthony Fauci. Capo virologo della Casa Bianca, origini siciliane

La consegna del materiale sanitario dovrebbe essere gestita in gran parte dal Pentagono che il 22 marzo scorso ha già spedito un “sistema mobile per la stabilizzazione dei pazienti”: 10 posti per assistere fino a 40 malati in 24 ore. Una scelta che risponde anche a esigenze politiche. Prima della dichiarazione di aiuti di Trump, molti esponenti della comunità italiana d’America, che conta molto nei posti che contano dell’amministrazione americana, aveva sollecitato la Casa Bianca a dare un segno concreto di aiuto all’Italia, paese in guerra col covid 19. “È una bella iniziativa quella del presidente Trump, un segno di amore verso l’Italia in un momento di grave difficoltà. Me lo aspettavo – dice Antonio Giordano, scienziato napoletano che dirige lo Sbarro Institute presso la Temple University della Pennsylvania – e, lasciatemi dire che è un gesto nobile, di grande amicizia, che conta non solo per la dimensione dell’aiuto concesso ma perché anche gli Usa si trovano di fronte ad una sfida difficilissima da affrontare con il contagio che oramai ha raggiunto vette preoccupanti. Anche qui – spiega Giordano – non ce la passiamo benissimo. Ma sono certo che ne usciremo. Peraltro, il consulente virologo della Casa Bianca, Anthony Fauci, è come me un italiano e sono sicuro che anche lui condivida la scelta del presidente Trump”.

In Italia in molti hanno sottolineato l’importanza degli aiuti Usa. “Nonostante gli Stati Uniti siano tra i Paesi più colpiti al mondo dal coronavirus, hanno dimostrato grande solidarietà e generosità nei confronti dell’Italia e del nostro popolo” ha scritto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Fb.

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Corea Nord, il regime fa sapere di aver testato un lanciatore multiplo di razzi

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Nessuno sa niente del covid 19. Nessuno ha segnali di contagio, di morti. Il regime della Corea del Nord ha però annunciato, in questa fase di pandemia, di aver testato un grande lanciatore multiplo di razzi dalla costa orientale verso il Mar del Giappone: lo riferisce l’agenzia ufficiale Kcna, all’indomani del lancio di quelli che i militari di Seul hanno individuato come missili balistici a corto raggio. Ri Pyong-chol, componente del Politburo e vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori, ha guidato i test, mentre contrariamente alle altre tre iniziative simili tenute a marzo, il leader Kim Jong-un non vi avrebbe preso parte. I vettori hanno coperto una gittata di 230 km e un’altitudine massima di circa 30 km. “In una situazione in cui il mondo sta avendo difficolta’ con la pandemia del Covid-19, si tratta di atti militari inappropriati”, era stato il commento del Comando di stato maggiore congiunto sudcoreano affidato a una nota. Con i negoziati con gli Usa sul nucleare orami bloccati, il Nord ha deciso di rafforzare le sue capacita’ di autodifesa e, nel suo discorso alla nazione di gennaio, Kim menziono’ “nuove armi strategiche” come pronte in un futuro vicino.

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Trump frena su riapertura Usa: se avremo 100mila morti avremo fatto un buon lavoro

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Donald Trump accantona l’idea di riaprire gli Stati Uniti per Pasqua e annuncia che le attuali linee guida per il contenimento del virus resteranno in vigore fino al 30 aprile, un mese in più del previsto. E questo perche’ il picco dei decessi negli Stati Uniti si avra’ in “due settimane” quindi proprio a Pasqua. Ma Trump guarda anche al di la’ degli States. A chi gli fa notare che la Russia e addirittura Cuba stanno aiutando l’Italia, Trump dice: “stiamo lavorando a stretto contatto con l’Italia”, dove il “tasso di mortalità è alto”, “la stiamo aiutando molto” con forniture e assistenza finanziaria, dice. “Stiamo lavorando con la Spagna. Stiamo lavorando con tutti”. Il presidente torna quindi a parlare degli Stati Uniti. “Allunghiamo le linee guida fino al 30 aprile per rallentare la diffusione. Non c’e’ nulla di peggio che dichiarare vittoria prima di aver vinto”, spiega Trump descrivendo il virus come una “piaga” e assicurando che gli Stati Uniti vinceranno la guerra.

“Lo sconfiggeremo. Quello che voglio e’ riavere indietro la vita di prima negli Stati Uniti e nel mondo”, osserva il tycoon precisando comunque che le misure prese sono necessarie. “Se non le avessimo prese, a rischio c’era la vita di 2,2 milioni di persone. Speriamo ora che il numero sia quello di cui si parla” mette in evidenza. “Se potessimo limitarlo diciamo a 100.000, che comunque è un numero orribile”, si potrebbe dire che si e’ fatto un “buon lavoro”, aggiunge Trump sollevando dubbi sull’elevato uso di mascherine negli ospedali. Rivolgendosi ai giornalisti nel Giardino delle Rose della Casa Bianca, Trump li invita a “indagare sul volume di mascherine usate, su dove queste vanno a finire. Come si fa a passare da 20.000-30.000 mascherine a 300.000 a settimana?”. Plaude alla decisione di Trump di estendere le linee guida sul distanziamento sociale Anthony Fauci, il maggiore esperto americano di malattie infettive. “E’ una mossa saggia e prudente”, spiega il ‘virologo in chief’ ribadendo che il coronavirus potrebbe causare negli Stati Uniti fra i 100.000 e i 200.000 morti. “Noi stiamo lavorando affinche’ questo non accada”, aggiunge Fauci. Trump chiude guardando avanti, con un messaggio di speranza. “Per l’1 giugno saremo sulla strada della ripresa”. E, comunque, “sono pronto a fare tutto il necessario per salvare vite umane e l’economia”.

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