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Salute

‘La balbuzie spiegata ai grandi’, un libro per parlarne

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In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla Balbuzie, il 22 ottobre, l’associazione Vivavoce lancia una settimana di incontri nelle scuole di Milano e provincia per sensibilizzare sul tema e collaborare per favorire l’ascolto. Tutte le scuole che ne faranno richiesta alla mail info@associazionevivavoce.it o telefonando direttamente al numero 0236692464 riceveranno in regalo il libro “La balbuzie spiegata ai grandi”. Il volume raccoglie i disegni dei bambini del Centro Medico Vivavoce, specializzato nel trattamento del disturbo, e racconta con commenti e osservazioni degli esperti – psicologi e tutor – quali sentimenti e quali fatiche questa fragilità porta con sè. All’interno anche un vademecum per genitori e insegnanti per sostenerli, a casa come a scuola, nella creazione di un ambiente sensibile, accogliente e inclusivo, affinche’ si possano evitare e prevenire prassi e fenomeni che tendono a limitare il bambino balbuziente anziche’ sostenerlo. “Abbiamo preferito incontrare i ragazzi – spiega Camillo Zottola, medico, ex balbuziente e rapper Presidente dell’Associazione – per far capire loro dalla nostra voce cosa si prova ad avere dentro un mondo che non riusciamo a esprimere. Non abbiamo bisogno di stare calmi e neppure di essere anticipati, vogliamo poter trovare la nostra fluenza, ordinare una pizza con serenita’ e fare una telefonata senza patemi. Azioni comuni, come parlare, possono diventare delle montagne difficili da scalare se non si incontra chi ti sa capire”.

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In Evidenza

Aids, scoperto un nuovo ceppo Hiv per la prima volta da 19 anni

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Gli scienziati annunciano di aver scoperto un nuovo ceppo dell’Hiv, il virus che provoca l’Aids, come non avveniva da 19 anni. Lo studio, pubblicano sul Journal of Acquired Immune Deficiency Syndrome, rivela come questo ceppo sia della famiglia M, la stessa che ha provocato la pandemia. Si tratta del primo nuovo ceppo identificato da quando nel 2000 sono state fissate le linee guida per la classificazione dei sottotipi. E’ il decimo ceppo del gruppo M.

“Questa scoperta ci ricorda come per porre fine alla pandemia si debba considerare questo virus in continua trasformazione ed utilizzare le piu’ avanzate tecnologie e risorse per monitorare la sua evoluzione”, ha detto in una nota una delle autrici della ricerca, Carole McArthur, dell’universita’ del Missouri, a Kansas City. Anthony Fauci, direttore dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive, ha assicurato che gli attuali trattamenti per l’Hiv sono efficaci contro questo ceppo. “Non c’e’ motivo di farsi prendere dal panico o addirittura preoccuparsene”, ha affermato Fauci. “Non molte persone ne sono infette. Questo e’ un valore anomalo”. Secondo l’Abbott Laboratories, che ha condotto la ricerca insieme all’Universita’ del Missouri, sono solo tre le persone contagiate da questo nuovo ceppo. La versione del gruppo M del virus dell’Hiv e’ responsabile del 90% dei 37,9 milioni di contagi attuali, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanita’. Unaids stima che nel 2016 circa 1,8 milioni di persone sono state infettate. Affinchè gli scienziati possano stabilire che si tratta di un nuovo sottotipo, tre casi devono essere rilevati in modo indipendente. I primi due casi di questo nuovo ceppo sono stati trovati nella Repubblica Democratica del Congo nel 1983 e nel 1990. Il terzo campione, riscontrato sempre in Congo, e’ stato raccolto nel 2001 come parte di uno studio volto a prevenire la trasmissione del virus da madre a figlio.

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Cultura

NAnA onlus-RealEyes 2019 fa tappa all’Accademia di Belle Arti di Napoli

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Arriva a Napoli RealEyes 2019 mostra itinerante a sostegno della ricerca per il progetto “Le cellule di Francesca” organizzata da NANA Onlus-every child a genius.

La mostra fara’ tappa presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli dal 5 Nobembre 2019 e sarà visitabile e quindi si potranno acquistare le opere in mostra per finanziare il progetto fino all’11 Novembre, ma per chi non potesse farlo, potrà sempre vederle e sceglierle sul sito www.nanaonlus.org/realeyes

 

Il progetto “le cellule di Francesca” è il risultato di una collaborazione tra il gruppo del Prof. Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell’IFO e il Laboratorio di Diagnostica Oncoematologicaavanzata dell’Università di Roma Tor Vergata, diretto dalla Prof.ssa Maria Teresa Voso. Nel corso dell’ultimo anno è stata realizzata una piccola banca del DNA familiare che ha permesso un confronto tra campioni diversi di DNA al fine di ricercare possibili mutazioni presenti nelle forme leucemiche familiari, che possano aiutarci a spiegare la eventuale ricorrenza di queste malattie nella stessa famiglia. Eventuali nuove mutazioni identificate attraverso lo studio delle cellule di Francesca potranno poi essere convalidate utilizzando l’ampia casistica di leucemie mieloidi acute, disponibile presso il Laboratorio di Diagnostica Oncoematologica.

Inoltre, l’analisi del DNA estratto dalle cellule leucemiche di Francesca mediante la procedura chiamata Whole Exome Sequencing (WES) ci permette lo studio della presenza di mutazioni specifiche della leucemia, che possono essere associate alla aggressività della malattia e alla spiccata tendenza alle complicanze emorragiche.

Questa progetto è sostenuto specialmente dalle donazioni private e come nel caso della mostra di autofinanziamento, gli artisti e gli autori, aderendo al progetto donano una propria opera che poi verrà messa in vendita a a tutti coloro che collezionisti e non vorranno sostenere l’iniziativa.

La collezioneRealEYES 2019ha l’intento di unire creatività e solidarietà.L’esposizioneè composta da un core di 12 opere di arte figurativavincitrici del concorso omonimoche esprimono positività, collaborazione e affetto. Sono opere realizzate con tecniche miste, prevalentemente paesaggi e ritratti delicati, allegri e inneggiano alla gioia di vivere, come lo scatto di due ragazzine unite in un abbraccio in un unico cappotto, o ancora una bambinain un vestito rosa fragola che cammina su un molo e sofferma il proprio sguardoe quello dello spettatore verso il mare aperto.

 

I 12 vincitorisono stati nominatida una giuria di alto profilocomposta da: Pio Baldi, Accademia Nazionale di San Luca, Roma; Andrea Capanna, Artista, Roma; Lia Frassineti, Illustratrice, Roma; Paola Potena, Direttrice e Partner, Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli; Maria Letizia Terrinoni, Storica dell’arte, Roma.

La mostra non si fermerà solo a Napoli, ma continuerà il suo tour in Italia rinnovandosi anno per anno, continuando nel progetto di ricerca.

 

La collezione attualmente include25 opere, che testimoniano oltre alla generosità degli artisti anche il legame tra Scienza e Arte in particolare nella sezione Nonsolo Genetica che vede scienziati del calibro di Edoardo Boncinelli, presidente onorario di Nana Onluse Pablo Amati già presidente dell’Istituto Pasteur – Fondazione Cenci Bolognetti, donare le loro opere per il progetto di ricerca “Le cellule di Francesca” www.nanaonlus.org/le-cellule-di-francesca/.

 

RealEYESha ottenuto il patrociniodell’Accademia di Belle Arti di Napolidove le opere saranno esposte dal 5 all’11 novembre, dell’Accademia Albertina di Torinodove le opere saranno esposte dal 14 al 25 novembre all’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Universitaria e dell’Accademia di Brera, che accoglierà le opere a Milano nella Chiesa di San Carpoforo il 14 e 15 dicembre.

 

I fondiricavati dalla vendita delle operesaranno interamente devoluti al progettodi ricerca “Le cellule di Francesca”. Le opere sono in asta dal 29 ottobre al 5 novembre all’indirizzo ebay.it inserendo nanaonlus nella ricerca. L’appuntamento e’ per il 5 Novembre in Via Costantinopoli a Napoli.

 

 

 

 

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In Evidenza

I calciatori hanno più probabilità di ammalarsi di Alzheimer e Sla, lo studio choc dell’Università di Glasgow

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Troppi colpi di testa: i calciatori rischiano tre volte e mezzo in più di morire a causa di malattie neurodegenerative, 5 volte di più per l’ Alzheimer, 4 volte per la Sla e il doppio per il Parkinson e sempre a causa dell’impatto ripetuto della palla sulla testa. È il risultato di uno studio dell’università di Glasgow, Scozia, su più di 7mila calciatori professionisti nati tra il 1900 e il 1976, pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Il calcolo fatto è che un giocatore nel corso di una partita colpisce la palla con la testa fra 6 e 12 volte, a questi dati si aggiungono i colpi di testa in allenamento: in totale nel corso di una carriera agonistica sono migliaia. Quello che conta non è la forza impressa o la violenza dell’impatto ma la ripetitività. I ricercatori Glasgow rimarcano che comunque praticare sport fa bene alla salute e lo dimostra il dato che la mortalità – quando non si parla di cause neurologiche- è minore negli atleti. Soprattutto gli effetti benefici dello sport si vedono nella prevenzione delle altre malattie:  cardiovascolari, metaboliche e oncologiche.

Stefano Borgonovo, morto nel 2013 a causa della SLA è un po’ il simbolo della lotta a questa malattia: nel 2008 aveva dato vita lui stesso alla Fondazione Borgonovo Onlus ma non è stato l’unico a morire per questa malattia neurodegenerativa. Nel 2002 per esempio la morte dell’ex attaccante del West Bromwich Albion Jeff Astle  sarebbe stato accertato che è avvenuta a causa di un’encefalopatia traumatica cronica  legata al fatto di colpire ripetutamente in partita il pallone con la testa.

Per questo motivo Greg Clarke, presidente della Federcalcio inglese Greg Clarke, vuole chiedere ai massimi organi del calcio l’introduzione il più rapidamente possibile di sostituzioni temporanee in caso di colpi alla testa. Parlando con i legislatori inglesi ha spiegato di averne già parlato con i vertici della Uefa e della Fifa.

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