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L’ ex sindaca grillina Capuozzo di Quarto va in piazza con Giorgia Meloni

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Rosa Capuozzo, una dei primi sindaci del Movimento Cinque Stelle,  sfiduciata ed espulsa dai grillini nel 2015 per una inchiesta della procura, è tornata. L’ex sindaca  parteciperà alla manifestazione di domani in piazza di Montecitorio convocata da Giorgia Meloni per “dire no al patto delle poltrone”. Secondo Capuozzo il governo giallorosa è “il più grande inciucio di governo mai visto prima, un’unione forzata tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico, due gruppi politici acerrimi nemici fino a qualche giorno prima. Parlamentari che si insultavano al limite della querela, spesso superandolo ora siedono affianco, nello stesso governo, solo ed esclusivamente per evitare di tornare al voto”.

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Francesca Frenquellucci espulsa dal M5S, era entrata nella giunta Pd di Pesaro

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Espulsa via mail per avere accettato di fare l’assessore all’Innovazione in una giunta, quella di Pesaro, guidata dal sindaco Pd Matteo Ricci. E’ la stessa Francesca Frenquellucci, gia’ candidata a sindaco di M5s e poi consigliere comunale di opposizione, a rendere nota in un video sulla sua pagina Facebook la misura adottata nei suoi confronti: era gia’ stata sospesa cautelativamente dal movimento. “Non riesco a capire su che basi e’ stata presa la decisione – spiega, con una certa serenita’ -, anche perche’ il link che ho inviato con la mia memoria difensiva non e’ stato nemmeno aperto. Faro’ ricorso al Comitato di garanzia, vorrei fare valere le mie ragioni”. Frenquellucci era entrata in consiglio comunale, nel 2019, sui banchi dell’opposizione, poi in autunno l’apertura di Ricci, che aveva condiviso il progetto di M5s (era addirittura uno dei punti della campagna elettorale) di riportare a Pesaro un corso di laurea, affidandole la relativa delega. All’inizio di febbraio la svolta con la proposta accettata di entrare in Giunta, come assessore all’Innovazione, una novita’ ideata dal sindaco comprendente le deleghe alle attivita’ economiche, reti informatiche e citta’ digitale, servizi demografici, nuova partecipazione, Universita’. Sia Ricci sia Frenquellucci hanno parlato piu’ volte di un “laboratorio politico”, l’alleanza Pd-M5s in un Comune italiano. Definizione per altro contestata da tutti gli esponenti nazionali e locali di M5s. Ma lei ha tirato dritto. “In questi mesi – aggiunge Frenquellucci – abbiamo lavorato agli argomenti e portato a casa risultati per la citta’ di Pesaro. Ho sempre pensato al bene comune, insieme agli altri consiglieri e agli attivisti che ci hanno seguito. Aggiungo che l’atto politico e’ stato fatto nel momento in cui ho accettato la delega e ho iniziato questa collaborazione con la maggioranza. Non capisco quindi perche’ vengo espulsa, ho portato avanti valori ed ideali del M5s”. “Preciso che non sono entrata in nessun partito politico” scrive nel post di accompagnamento al video. Per il sindaco di Pesaro Ricci, “e’ davvero incomprensibile come si possa espellere una militante del M5s soltanto perche’ collabora con il Pd. E’ come chiedere l’espulsione di tutti i ministri pentastellati perche’ sono al Governo col Partito Democratico”. “In politica ci vuole coerenza. Non possiamo governare insieme a livello nazionale impedendo pero’ di farlo a livello locale, soprattutto quando si parte dai progetti e dalle azioni concrete per il bene dei cittadini”. Il sindaco parla di “una collaborazione proficua e preziosa. Andiamo avanti come prima quindi, ma spero vivamente che il Movimento possa ascoltare le sue ragioni oggettive nel ricorso”.

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Verso la revoca delle concessioni ad Autostrade, ma Conte dice “aspetto proposte”

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Revoca si’, revoca no. Colpo di scena nella vicenda della concessione ad Autostrade dopo che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha aperto ad un’alternativa alla revoca passando la palla ai Benetton, che attraverso la holding Atlantia controllano Autostrade. “Il governo sta conducendo la procedura di revoca ed e’ interesse della controparte fare una proposta transattiva che il Governo avrebbe il dovere di valutare”, ha detto il premier da Bruxelles, a margine del Consiglio straordinario Ue sul nuovo budget, sottolineando che “se fosse una proposta che offre la possibilita’ di tutelare l’interesse pubblico piu’ della revoca, abbiamo il dovere di considerarla”. Conte ha voluto comunque precisare: “Non si dica che il Governo vuole transigere o sta facendo una proposta o controproposta”.

Le parole piu’ concilianti del premier pronunciate nel pomeriggio, a mercati finanziari aperti, hanno avuto l’effetto di risollevare le sorti di Atlantia in Borsa. Il titolo, che fino a quel punto perdeva circa il 3,5%, scivolando sotto la soglia dei 22 euro proprio sull’ipotesi della revoca ad Aspi, ha poi ripreso quota per chiudere la seduta a -2,7% e tornando sui 22 euro per azione. Da tempo il nodo della revoca della concessione sta causando alta tensione all’interno dell’esecutivo col M5S che tira dritto sulla strada che ha tracciato all’indomani del crollo del ponte Morandi di Genova, ossia togliere la concessione ai Benetton, mentre il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, e’ da sempre contrario ad una mossa cosi’ drastica, sostenendo che la revoca potrebbe trasformarsi in un “regalo” alla societa’. “Io sono perche’ Autostrade paghi per quello che e’ successo, paghi tanto”, ha detto Renzi. “Spero che non vi sia chi, in nome del populismo, faccia una battaglia al termine della quale e’ lo Stato a pagare alle Autostrade”, ha quindi sottolineato. La strada per la revoca ad Autostrade e’ stata spianata dal decreto Milleproroghe, che ha ridotto l’eventuale penale da 23 miliardi di euro che lo Stato avrebbe dovuto pagare, prevedendo che il servizio venga affidato temporaneamente all’Anas. Dopo il disco verde definitivo di Montecitorio, il testo passera’ all’esame del Senato, blindato per incassare il via libera finale entro la fine del mese. Intanto le opposizioni passano all’attacco sulla gestione del dossier Autostrade da parte del governo. “Il litigio Pd-5stelle sulla revoca delle concessioni sta bloccando tutti gli investimenti su tutta la rete autostradale italiana”, ha tuonato il leader della Lega, Matteo Salvini, da Chieti dove si e’ recato per sostenere la candidatura a sindaco dell’ex parlamentare Di Stefano.

Il Ponte Morandi. Autostrade per l’Italia rischia di perdere la gallina dalle uova d’oro se ci sarà la revoca delle concessioni

“Anche gli abruzzesi come i liguri, come i laziali dovrebbero andare a chiedere conto a Conte dei suoi ritardi”, ha detto Salvini, definendo la situazione “indegna”. E per Forza Italia la strategia del governo fara’ solo danni al Paese. “Il decreto Milleproroghe sara’ legge tra qualche giorno e il governo pensa di avere ormai la strada spianata per la revoca delle concessioni ad Autostrade”, attacca la capogruppo alla Camera, Mariastella Gelmini, ma “e’ improponibile promuovere una revoca repentina delle concessioni, che costerebbe alle casse dello Stato almeno 7 miliardi, piu’ probabili spese per contenziosi e ricorsi, che bloccherebbe tutti gli investimenti” in Italia, quindi “farlo unilateralmente e senza considerare le ricadute negative di questa strategia rischia di essere una beffa per il Paese”, sottolinea Gelmini.

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La sveglia di Conte a Bruxelles, l’Ue sia ambiziosa

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Nel lungo negoziato sul bilancio pluriennale della Ue, per l’Italia la parola d’ordine è ambizione. Il premier Giuseppe Conte lo ha gia’ detto alle Camere, e lo ripete entrando al vertice straordinario di cui si conosce l’ora di inizio, ma non quella della fine. La proposta messa sul tavolo dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel e’ insufficiente per il Governo anche se, fra i Paesi contributori netti al bilancio dell’Ue, dal 2021 l’Italia potrebbe essere l’unico a non dover aumentare la propria quota per colmare il buco da 10-12 miliardi l’anno creato dalla Brexit. Come da programma, il primo vertice sul bilancio e’ il momento in cui i leader non scoprono le loro carte ma cominciano il negoziato chiedendo il massimo. Per Conte e’ l’occasione per ribadire che l’Europa ha bisogno di investimenti, crescita, occupazione, tutto all’insegna della svolta verde dell’economia. Ovvero quel Green Deal lanciato dalla Commissione Ue non appena insediata. E la proposta di Michel, cioe’ di un bilancio per il prossimo settennato 2021-2027 da 1095 miliardi di euro (1,074% del Pil Ue), non e’ sufficiente a coprire le esigenze.

“Noi teniamo molto al perseguimento delle politiche europee preannunciate. L’Ue e’ di fronte a grandi sfide a cui non possiamo offrire piccole risposte”, ha detto Conte. “Rilancio dell’occupazione, crescita, vogliamo dei beni comuni, un’Europa piu’ verde, piu’ digitale, e per tutte queste sfide occorrono dotazioni adeguate”, ha spiegato. L’attuale bilancio (contato a 27, cioe’ gia’ senza Regno Unito) e’ 1082 miliardi, cioe’ l’1,16%. “E’ un negoziato complicato”, avverte il premier. Ma le prime valutazioni del testo fatte dagli addetti ai lavori europei confermano che la proposta Michel – nella quale si indica comunque un bilancio 2021-27 piu’ piccolo rispetto all’attuale – potrebbe risultare favorevole all’Italia. Il saldo netto del nostro Paese, attualmente di circa 4 miliardi, potrebbe infatti diminuire, a differenza di quanto accadra’ invece agli altri contributori netti, dalla Germania ai Paesi Bassi. Una dinamica, quella del futuro contributo italiano, che gli esperti imputano soprattutto all’andamento sostanzialmente negativo registrato negli ultimi anni dal Reddito nazionale lordo (Rnl), il parametro simile al Pil usato per calcolare i contributi dei singoli Paesi al bilancio Ue. Il calcolo vale in particolare per la politica di coesione: in base alle cifre sul tavolo all’Italia dovrebbero arrivare circa due miliardi in piu’ rispetto all’attuale bilancio pluriennale 2014-2020.

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