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J-Ax e Fabri Fibra insieme nella nuova versione della hit del rapper francese Bosh

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Fabri Fibra e J-Ax per la prima volta insieme, per una collaborazione internazionale con il rapper francese Bosh. Il 10 agosto esce Djomb Remix, una nuova versione della hit n.1 in Francia che ha permesso a Bosh di dominare le classifiche digitali. I due artisti italiani hanno aggiunto il loro tocco al pezzo di Bosh, arricchendolo con le loro personali barre, il loro inconfondibile flow e con un nuovo ritornello scritto a quattro mani, elementi che si fondono perfettamente con i versi e la musica del rapper francese.

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La Juventus non perde a Roma grazie ad un super Ronaldo

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Dopo la scoppiettante esordio contro la Sampdoria, la Juventus di Andrea Pirlo ha compreso che in questo campionato non le verra’ tutto facile. Quello ottenuto all’Olimpico contro la Roma e’ infatti un punto guadagnato contro una rivale che ha giocato meglio dei bianconeri, spinta da un Veretout in stato di grazia e con Mkhitaryan ispirato, e che non ha vinto solo perche’ il solito Cristiano Ronaldo con una prodezza delle sue, uno stacco imperioso dei suoi su cross di Danilo, ha inventato la rete del 2-2. In difficolta’ con lo sviluppo del gioco e con un Morata ancora alieno dal gioco che vuole l’allenatore, la Juve si e’ trovata di fronte un avversario di caratura migliore rispetto alla squinternata Sampdoria di una settimana fa, e ha patito anche una carenza evidenziatasi gia’ nella scorsa stagione, ovvero la mancanza di qualita’ a centrocampo, dove Ramsey non ha replicato la bella prestazione contro i doriani e con problemi di costruzione nella manovra. Non ci fosse stato CR7, i bianconeri questa sera non avrebbero praticamnete mai tirato in porta. In vista del prossimo, non facile, impegno contro il Napoli Pirlo avra’ preso nota, comprendendo anche il fatto che non e’ riuscito l’esperimento di Cuadrado a sinistra. La sensazione e’ che la Roma abbia perso un’occasione, anche per il fatto che la Juve ha giocato in dieci l’ultima mezzora, per l’espulsione di Rabiot (doppio giallo). La difesa, di cui molti temevano il naufragio, ha retto bene l’urto, mentre Dzeko si e’ dato molto da fare ma ha mancato una chance enorme colpendo il palo esterno anziche’ segnare a porta spalancati. Per gli uomini di Fonseca e’ stata una vittoria (di prestigio) buttata via: non a caso a fine partita Ronaldo ha sottolineato che “questo e’ stato un punto importante”.

I primi due gol della partita arrivano su calcio di rigore, entrambi netti, il primo di Rabiot su conclusione di Veretout e l’altro di Pellegrini su Ronaldo. Il francese e il potoghese hanno pi trasformato i successivi penalties. Ma Veretout, nel recupero del primo tempo, ha aggiunto una pennellata d’autore, segnando la seconda rete dei suoi finalizzando al meglio un’azione cominciata da un pallone recuperato a centrocampo, con Dzeko che aveva fatto partire un contropiede rifinito da Mkhitaryan e finalizzato ancora da Veretout. La Roma e’ in fiducia e in avvio di ripresa sfiora il 3-1 con Dzeko, che colpisce il palo con un sinistro a giro davanti a Szczesny. Poi Pirlo cambia inserendo Douglas Costa e Arthur al posto di Morata e McKennie, oggi non piu’ ‘nuovo Davids’.

Cinque minuti dopo Rabiot prende la seconda ammonizione per un intervento scomposto su Mkhitaryan, mentre al 20′ Dzeko ha una seconda grande occasione, ma anche questa volta sbaglia il tiro e Szczesny para. Poco dopo la Juve punisce l’errore dei giallorossi e al 24′ st trova il 2-2 con un bellissimo colpo di testa di Ronaldo su cross di Danilo. Fonseca prova a cambiare inserendo Diawara per Pellegrini, ma il finale dei padroni di casa e’ confuso e il pari lascia alla Roma la sensazione di un’occasione mancata. Fonseca ha comunque ancora delle carte da giocare, e Rangnick e Allegri dovranno attendere.

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Cultura

Leone d’Oro a Venezia a Catello Maresca, premiata la sua attività di magistrato antimafia

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Venerdì 2 ottobre alle ore 11, al Palazzo della Regione del Veneto, la rassegna Gran premio internazionale Leone doro di Venezia, giunta ormai alla sua 73esima edizione, premierà importanti figure che si sono distinte nel mondo del lavoro e per il loro impegno nel sociale. Quattro i vincitori designati da Peppe Barretta, addetto al commercio Italia-estero per il Consolato Generale di Russia a Napoli e vicepresidente del comitato del gran premio. Fra questi spicca il nome di Catello Maresca, attualmente sostituto procuratore generale a Napoli, per dodici anni alla procura distrettuale antimafia, dove si è reso protagonista delle catture dei più importanti boss della mafia casalese, fra cui Michele Zagaria, Antonio Iovine e Giuseppe Setola.

La scelta di premiare il dottor Maresca – spiega a Juorno Barretta – è stata dettata non solo dallincredibile lavoro svolto in questi anni come magistrato, ma anche dalla volontà di sottolineare lenorme impegno profuso nel sociale, anche con la sua associazione “Arti e Mestieri”. Durante i mesi della pandemia ha contribuito ad aiutare tantissime persone in difficoltà”.

Gran premio internazionale Leone doro di Venezia”. Foto di repertorio delle premiazioni degli anni passati

Sono lusingato che gli organizzatori di un premio così prestigioso abbiano pensato a me – commenta Maresca -; sono riconoscimenti che gratificano il tuo lavoro e ti danno ulteriori energie per andare avanti nelle tue battaglie. Al di là dell’aspetto mediatico, che fa piacere – prosegue il magistrato – credo sia importante divulgare le cose positive, in un mondo in cui troppo spesso anche in modo inconsapevole si esalta il male. Se ne deve parlare affinché i giovani siano consapevoli che si può sempre scegliere di intraprendere la strada della legalità, affermandosi con un percorso virtuoso e nel rispetto degli altri.

“Gran premio internazionale Leone d’oro di Venezia”. Catello Maresca tra i premiati di quest’anno assiemiamo a Giuseppe Barretta

Premio alla carriera per Luisa Antonietta Pannone, segretaria al ministero della pubblica amministrazione e ex segretaria del ministro delleconomia Giovanni Tria, nonché cavaliere dellOrdine al merito della Repubblica Italiana. Vince il premio alla comunicazione e alla carriera Rafael Ramirez Carreño, presidente dal 2004 al 2014 della compagnia petrolifera VDPESA, ambasciatore Onu ed ex ministro del petrolio in Venezuela. Carreño è fra i maggiori esperti al mondo del settore petrolchimico, oggi vive in Italia, anche a causa della complessa situazione politica del suo Paese. Sarà premiato per la comunicazione e il supporto tecnico sugli andamenti del mercato petrolifero a livello mondiale. Carreño è un grande conoscitore dei mercati del petrolio: nei periodi di crisi del settore petrolifero è spesso riuscito ad anticipare le problematiche che sarebbero sorte a livello internazionale. Inoltre, quando è stato ministro del petrolio – racconta Barretta -, ha fatto costruire migliaia di case per i poveri totalmente gratuite. Insignito del premio allimprenditoria invece Alessandro Mucci. Il gruppo Mucci carburanti” è stato nel 2019 fra le prime venti aziende per espansione e crescita aziendale in Italia.

Questi i nomi individuati dal vicepresidente e dal comitato del gran premio, di cui fa parte anche Vincenzo Schiavo, console onorario di Russia e presidente di Confesercenti Campania. Durante levento saranno premiati anche altri personaggi, selezionati dal presidente del premio Sileno Candelaresi e da altri comitati: Mogol (premio alla carriera), Gianluigi Buffon, Beppe Marotta, Giampiero Gasperini (miglior allenatore 2019/2020), Igli Tare (miglior dirigente sportivo), Fulvio Collovati (Premio alla carriera sportiva), Niccolò Branca (premio allimprenditoria) e Tommaso Trussardi (premio alla carriera imprenditoriale).

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Esteri

Caucaso in fiamme, è guerra tra Armenia e Azerbaigian

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Riesplode il conflitto del Nagorno Karabakh in un crescendo di violenza e tensione che rischia di allargarsi ben oltre le montagne della regione autonoma contesa e i confini dei due Stati nemici, Armenia e Azerbaigian, come ha gia’ minacciato il premier di Erevan. La guerra congelata dal 1994 si e’ riaccesa improvvisamente la notte scorsa quando l’esercito azero ha bombardato le postazioni delle forze indipendentiste armene che avevano attaccato e poi ha lanciato una controffensiva. Immediatamente i separatisti armeni hanno proclamato la legge marziale e la “mobilitazione generale”. A distanza di qualche ora Armenia e Azerbaigian hanno fatto lo stesso.

“Il governo ha deciso di dichiarare la legge marziale e la mobilitazione generale”, ha scritto su Facebook il premier armeno Nikol Pashinyan. La presidenza azera, a sua volta, ha comunicato la proclamazione della legge marziale e il coprifuoco nella capitale Baku e in altre citta’. Assieme a quella delle armi, e’ iniziata subito anche la guerra della propaganda e delle accuse reciproche a colpi di comunicati e post sui social. “Siamo tutti uniti dietro al nostro Stato e al nostro esercito, e vinceremo. Lunga vita al glorioso esercito armeno”, ha scritto su Facebook il premier armeno dopo la notizia dell’abbattimento da parte dei ribelli filo-armeni di due elicotteri azeri. Il governo di Erevan non ha neanche tentato di nascondere i suoi fini, ha rilanciato il governo di Baku, spiegando che all’alba le forze azere hanno iniziato un’offensiva per “neutralizzare le forze belliche dell’Armenia e salvaguardare la sicurezza della popolazione civile”. Incerto, in queste prime ore di guerra, il numero delle vittime. L’esercito azero ha comunicato l’uccisione di 16 uomini delle truppe separatiste armene, fonti ufficiali di Baku parlano della morte, duranti i combattimenti, di cinque persone della stessa famiglia. In totale, tra civili e militari, si contano 23 morti. Quella attuale e’ la peggior crisi armeno-azera degli ultimi anni, comunque segnati da incidenti continui anche dopo l’accordo di cessate il fuoco del 1994 mediato dalla Russia.

Sono stati almeno 30 mila i morti lasciati sul campo dalla guerra combattuta dalle due ex repubbliche sovietiche caucasiche negli anni Novanta dopo che i separatisti armeni hanno preso il controllo della regione azera del Nagorno Karabakh nel 1991. E che e’ restata di fatto in mano armena. Stati Uniti, Francia e Russia – che guidano la mediazione del gruppo di Minsk – non sono mai riusciti a far firmare un pace vera a Baku e Erevan e a porre fine definitivamente a un conflitto esploso in maniera plateale dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ma che affonda le radici molto piu’ lontano, nel confronto tra cristiani armeni e musulmani azeri segnati da influenze turche e persiane. Non a caso le prime reazioni sono arrivate dai rispettivi sponsor, oltre che dall’Unione europea e dall’Italia. Il presidente russo Vladimir Putin, che ha parlato al telefono con l’amico premier armeno, ha detto che “e’ importante fare tutti gli sforzi necessari per evitare un’escalation del conflitto”. La Turchia, con un comunicato del ministero degli Esteri, ha condannato “con forza l’attacco armeno contro l’Azerbaigian che ha provocato vittime civili”, ribadendo “il suo pieno appoggio” a Baku. Mentre dall’Iran e’ arrivata la disponibilita’ a mediare per un negoziato mirato al cessate il fuoco. L’Unione europea, attraverso il presidente del Consiglio Charles Michel, ha invocato lo stop “con urgenza” dell’azione militare e il Comitato internazionale della Croce Rossa e’ pronto a fare da intermediario. E mentre il Patriarca Karekin II, il Catholicos di tutti gli armeni, ha interrotto la visita ufficiale in Italia “per stare vicino al suo popolo”, la Farnesina ha chiesto alle parti “l’immediata cessazione delle violenze e l’avvio di ogni sforzo, in particolare sotto gli auspici dell’Osce, per prevenire i rischi di ulteriore escalation”. Proprio quella evocata dal premier di Erevan, che ha ammonito sulle “conseguenze imprevedibili” della guerra “dichiarata dal regime autoritario dell’Azerbaigian” che si potrebbe allargare oltre il Caucaso e ha messo in guardia contro l’ingerenza “aggressiva” della Turchia.

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