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Ischia, la notte delle arancine sulla Riva Destra

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La lunga notte delle arancine, o degli arancini?, è iniziata presto, già alle 19. Si è consumata sulla Riva Destra del Porto di Ischia, per festeggiare i 50 anni di Raimondo Triolo: tutti al suo “Un attimo diVino”. Per una volta niente pescato fresco da sfilettare, tanta gente: tutti amici di Raimondo e Teresa. Una serata siciliana a base, appunto di arancine, e cannoli riempiti al momento di morbida ricotta arrivata dalla Trinacria per l’occasione.

La complicità di Andrea Cauzo, la presenza allegra di Sergio e Matteo, i figlioli del festeggiato con i ragazzini loro amici, i familiari e poi loro, le arancine. Calde, ben imbottite, profumate: palle di bontà che durano poco sui tavoli del locale ischitano, subito rimpiazzate da nuovi piatti fumanti.  Per tutti i gusti perché lo chef, dotato di pazienza enorme, ha pensato ai celiaci con impanatura diversa, a chi non mangia formaggio, a chi non mangia latticini…

In tanti son venuti a salutare Raimondo: “Non è un invito, leggendo c’è scritto: obbligo di presenza”. Abbiamo visto: Assunta Balestrieri, Giovanni Balestrieri, Luigi Bisegno, Mariangela Calise, Paolo e Anna Maria Chiariello, Franco Civetti, Sergio e Mirella Conte, Gino Di Meglio, Luigi Di Vaia, Valentino Federico, Vania Ferrandino, Antonio e Anastasia Fimiani, Paolo Galano, Marco Jelasi, Loredana Orlandi, Geppino e Teresa Parisi, Luca Scotti, Vincenzo Speranza, Marco Starace, Elio Valentino e tanti tanti altri.

Ad innaffiare prima le arancine poi i cannoli – che delizia- c’era Andrea Cauzo a districarsi fra spumanti e vini bianchi e rossi. In chiusura un giro di fuochi d’artificio per concludere la bella serata. Auguri Raimondo!

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Una bioplastica per contenere la mozzarella e tenere lontani i batteri: la sfida dal convegno del Consorzio dei produttori

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La sfida è tutta in due parole: ricerca e sostenibilità, quelle  che porta avanti il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana DOP che stavolta sono state tradotte in un convegno nella bella sede nell’area delle Regie cavallerizze all’interno del parco della Reggia di Caserta. “Sfide importanti, che il settore deve affrontare, in particolare sul tema della sostenibilità, che ci sta molto a cuore e su cui stiamo già lavorando”, afferma il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo.

Un convegno dalle prospettive importanti incentrato, dopo i saluti della Direttrice della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei, sulla Lectio dell’ex ministro ed ex presidente del CNR Luigi Nicolais sulla ricerca quale settore competitivo per il settore lattiero caseario. Nicolais ha presentato l’ultima ricerca, portata avanti con la società Materias: un nuovo poliestere. “Lo abbiamo già brevettato, ed entro un anno, contiamo di mettere in produzione i contenitori per la mozzarella. L’idea principale – prosegue l’ex Ministro – è di fare in modo tale che alcuni peptidi si leghino al film in poliestere del contenitore; si tratta di peptidi edibili, cioè che si possono mangiare, e che uccidono i batteri”.

In questo modo c’è un incremento della shelf life, in modo tale da allungare la vita alla mozzarella, per consentire all’eccellenza campana di raggiungere mercati lontani senza che il prodotto debba subire variazioni o perdite di freschezza.

Con l’ex ministro Nicolais, è intervenuto Salvatore Iannace, dirigente di ricerca dell’Istituto per i polimeri compositi e biomateriali del CNR che ha spiegato l’utilizzo delle bioplastiche quali materiali per l’imballaggio della mozzarella seguire lo showcooking dello chef Giuseppe Daddio con degustazione di freschissima, fragrante mozzarella di bufala campana.

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A tavola per una cena sotto l’oceano tra squali e tartarughe che curiosano: ecco il Ithaa Undersea Restaurant

Marina Delfi

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Ithaa Undersea Restaurant è il ristorante sott’acqua più grande al mondo. È situtato all’interno del Conrad Rangali Maldives Island Resort. È una stanza trasparente, in vetro, lunga 9 metri e larga 5, che può ospitare fino a 14 commensali per volta in grado di mangiare con una vista spettacolare a cinque metri sotto il livello del mare. È aperto al pubblico dal 2005, è il primo ristorante sottomarino al mondo oltre ad essere quello più grande.

I commensali, tra una porta e l’altra, si affacciano sui giardini di corallo e ammirano la vita marina straordinariamente varia e vivace dell’oceano. Il pranzo potrebbe includere un’insalata di burro all’aragosta in camicia con pesca bianca, carciofi e zuppa di aglio arrosto o una cheesecake di zucca arrostita al miele. Aperto per cocktail, pranzo e cena, Ithaa può anche essere riservato per cene private o anche per un matrimonio. Il locale fu costruito nel 2004 interamente a Singapore. Solo successivamente fu  trasportato alle Maldive e posizionato sotto l’oceano. È il più grande del genere. Chi vuole prenotare una cena in loco, dovrà sborsare almeno 240 euro a persona. L’esperienza “visiva” è imbattibile. Per il cibo dicono sia all’altezza della grande bellezza.

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È Palitana la prima città vegetariana al mondo per legge, niente crudeltà verso gli animali

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Palitana è la prima città vegetariana al mondo. E lo è perchè l’intera popolazione ha fatto questa scelta: al suo interno non è possibile commercializzare carne, pesce, frutti di mare o uova. La città si chiama Palitana, nel distretto indiano di Bhavnagar, è la prima città vegetariana al mondo dopo che il suo governo ha bandito il massacro di animali nel 2014. A seguito delle proteste di circa duecento monaci, che hanno fatto uno sciopero della fame per dimostrare che avrebbero preferito la propria morte piuttosto che consentire il continuo sfruttamento, omicidio e consumo di animali nella zona.

Nel paese indiano ci sono tra i 4 e i 5 milioni di persone che seguono la religione giainista, e tutti si oppongono alla crudeltà verso gli animali.

Questa dottrina emerse nel VI secolo a.C e proclama un percorso filosofico salvifico non centrato sull’adorazione di alcun dio e i cui sforzi sono orientati a dirigere la coscienza dell’anima verso uno stato divino e liberatorio.

Il giainismo, tradizionalmente noto come Jain Dharma, crede che gli animali e le piante, così come gli umani, contengano anime viventi. Pertanto, i giainisti seguono una dieta rigorosamente vegetariana. Il giainismo presenta una prospettiva uguale di tutti gli esseri, indipendentemente dalle differenze nella forma fisica. Gli umani sono i soli detentori dei sei sensi: vista, udito, gusto, olfatto, tatto e pensiero; Pertanto, ci si aspetta che siano responsabili di tutti gli altri esseri, essendo compassionevoli, altruisti, impavidi, razionali e misericordiosi.

“L’essenza del giainismo è la preoccupazione per il benessere di ogni essere nell’universo e per la salute dell’universo”. Virat Sagar Maharaj, un monaco, ha dichiarato: “Tutti in questo mondo, siano essi un animale o un essere umano, tutti hanno il diritto di vivere”. 

La città non è ancora vegana, quindi è consentito a livello legale, almeno per ora, il consumo di prodotti lattiero-caseari.

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