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Incinta al 5 mese segregata in casa con la figlia di un anno: arrestato il compagno

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Una donna segregata in casa con la figlia di un anno, rinchiusa dal compagno ogni volta che si allontanava dall’abitazione. Questa la segnalazione giunta ai Carabinieri della stazione di Afragola che hanno raggiunto un appartamento di Via San Giorgio e tentato di entrare in contatto con la donna. Questa, parlando dalle grate di una persiana, ha risposto di essere stata chiusa in casa e di non avere le chiavi per uscire. Il compagno – 29enne incensurato del posto – è stato contattato telefonicamente: era a Secondigliano e impossibilitato a raggiungere Afragola in tempi brevi.
Considerate le scuse banali e poco credibili, i carabinieri – insieme ai vigili del fuoco – hanno forzato la porta e liberato la donna.
Le condizioni igieniche dell’appartamento erano pessime e non vi erano prodotti alimentari o prodotti specifici per la piccola di 1 anno.
Al 5° mese di gravidanza, la donna ha confessato ai carabinieri di non aver mai sostenuto alcuna visita medica ginecologica e di non uscire di casa da tempo perché era il compagno a provvedere alla spesa e alle altre esigenze familiari.
Rientrato  a casa dopo più di un’ora dalla chiamata dei militari, l’uomo è stato arrestato per maltrattamenti e sequestro di persona.
In attesa di giudizio è stato sottoposto ai domiciliari.
La donna e la bambina sono state affidate ad una struttura protetta.

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Cronache

La caccia alle streghe ai tempi del “Coronavirus”

Giovanni Mastroianni

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L’anno 2020 che sognavamo fino a qualche decennio fa era fatto di macchine volanti e colonie spaziali da dove andare e venire a nostro piacimento, tutti puliti e saggi, sereni e realizzati, raggruppati in un’unica civiltà avveniristico classicheggiante e vestiti con preziosi e comodi capi dalle tinte rigorosamente scintillanti. 

Ma il nostro tempo appare oggi come non mai decisamente diverso, ancora grezzo e medioevale, perché nel primo ventennio del terzo millennio testi come il Malleus Maleficarum risultano addirittura attuali nella rinnovata caccia alle streghe, avviata seicento anni addietro e forse mai davvero terminata. Tanti secoli per tornare sempre lì, chiudendo l’illusorio “loop” dell’evoluzione che deve sempre ripartire da capo. 

Cambiano certamente gli scenari, ma non la pochezza d’animo di alcuni individui. Prima c’erano castelli, cittadine e tanti possedimenti da proteggere o conquistare, oggi  invece i nuovi regni dei social, tutti virtuali ma senza troppa virtù, dove esternare la propria imbecillità ed ignoranza può significare essere parte o addirittura vertice di eserciti di odiatori, in costante attesa del guru del momento che indichi qualcosa o qualcuno da infangare.

Ed eccoli qui, vigliacchi del futuro trapassato, con una esistenza talmente insignificante da trascorrerla nell’ossessione di riversare la loro rabbia e frustrazione su chi lavora con passione e sacrificio, su chi costruisce, su chi ama.  

Il male è atavico, odio che genera odio, gratuito, fine a se stesso. Un odio che si declina nella vigliaccheria e quindi straripa nella confusione mediatica, che si nasconde in profili falsi e nelle false notizie per materializzarsi in fiumi di putride parole scagliate sul malcapitato di turno, reo di essere una persona per bene che si mostra per ciò che è, meglio se mite e poco avvezzo alla reazione, vuoi per propria sensibilità o semplicemente per scelta di vita.

Come il bullo e lo stalker, questi miserabili si cimentano dunque nelle loro infime gesta nel  fondato convincimento che molto probabilmente la faranno franca.

Ecco che dunque la piazza di Facebook diventa un luogo ideale dove agire pressoché indisturbati, perché le offese si potrebbero confondere nella tantissima melma sparsa un po’ ovunque o perché l’“odiatore” di turno ha un profilo addirittura falso, che difficilmente sarà scovato tra le oscure maglie della rete, capace di diventare abisso dove si rifugiano questi animali pieni di odio e di buio. E se proprio alla fine si viene rintracciati, beh allora si può sempre tentare il jolly del Diritto della Privacy. Nel nostro Paese assistiamo spesso ai finti appelli alla Giustizia da parte di chi la calpesta sistematicamente.

Come perdere dunque l’occasione di attaccare Giuliana De Sio, rea di essersi comportata in modo normale in un mondo capovolto.

A parte pochi interventi pubblici di chi ha comunque legittimamente posto l’accento su questioni degne di doveroso rispetto, che deve sempre accompagnare la sacrosanta dialettica del confronto, la bella e talentuosa Giuliana è stata destinataria di insulti e calunnie degne di una vera e propria caccia alle streghe attualizzata ai tempi del “COVID 19”. Quale migliore occasione per addossare a proprio a Lei, ansie e paure di questi tristi giorni.

Una caccia alla strega dunque (anzi, in questo caso ad una fata) additata di essere nientedimeno una moderna untrice, perché il 24 Febbraio trascorso, in una cittadina della provincia di Caserta, avrebbe avuto l’ardire di adempiere al suo dovere professionale e contrattuale, e quindi andare in scena in una serata programmata da mesi in un meraviglioso teatro, salvo poi scoprire, ma solo  settimane dopo, di essere positiva al virus “Covid19”. 

Quindi, anche senza sintomi specifici, e con il Governo nazionale che proprio in quei giorni rassicurava tutta Italia che il “coronavirus” era poco più di un raffreddore o di una banale influenza, al 24 Febbraio dell’Anno del Signore 2020, Giuliana De Sio avrebbe dovuto comunque prevedere il triste futuro,  abbandonare il Teatro e chiudersi in casa, ignara di cosa le stesse accadendo in un momento in cui in tutto il Pianeta Terra, tranne che in Cina, nessuno sapeva cosa fosse davvero il COVID 19, anzi sì: “qualcosa in più di un’influenza”!

Contemporaneamente però, in quel medesimo 24 Febbraio, ossia l’ultima domenica di Carnevale, la stragrande maggioranza degli italiani, e tra cui sicuramente gli attuali calunniatori della De Sio, hanno continuato ad affollare sale da ballo, sono andati a concerti, pranzi, cene e spettacoli completamente indisturbati e senza porsi alcun problema della salute collettiva, quantomeno fino al 10 Marzo 2020, quando poi finalmente il nostro solerte Governo si è deciso di imporre le prime reali ristrettezze e così renderci finalmente consapevoli della gravità della situazione.

Quindi oggi, come quasi seicento anni fa, ossia in pieno clima medioevale, la gente cerca facili capri espiatori perché è incapace o ha semplicemente paura di affrontare i reali problemi che affliggono l’essere umano, che alla fine si annidano sempre nei comportamenti errati di ognuno di noi. E così vediamo cimentarsi in rete questi ipocriti bigotti, schiavi del gretto, del brutto, del marcio.

Non vedrete mai questi miseri personaggi venire allo scoperto e additare un politico che per anni li ha umiliati e violentati come elettori. Niente. Li vedrete anzi inginocchiati a baciare mani ai potenti di turno e di malaffare e sono gli stessi magari che in questi giorni sono su Facebook a lamentarsi di chi vedono in giro  senza motivo, esattamente come loro, violando ripetutamente le regole per la sicurezza comune e mettendo davvero a rischio l’intera comunità.

Sono quelli che sono stati in bar e ristoranti fino alla fine, sono andati a feste e festicciole  fino a quando non avuto paura di trovare i “lanciafiamme” di De Luca, ed ora non vedono l’ora di intercettare la prossima persona “per bene” da attaccare per il gusto di violarne la serenità, quella che per loro libero arbitrio non hanno e non avranno mai. 

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.
The President of the Campania Region Vincenzo De Luca

Ecco quindi che la De Sio è stata la persona perfetta da additare, perché non ha fatto nulla di male, anzi, non ha temuto di dire la verità né si è nascosta, ha combattuto la sua malattia e così ha saputo tenere testa, con composta eleganza e dignità, a chi l’ha additata senza esporre valida ragione, cogliendoli forse impreparati a tanta forza.

Giuliana De Sio è stata come tutti vittima del COVID 19, che l’ha aggredita mentre portava avanti il suo impegno professionale ed artistico, esattamente come tutti gli altri lavoratori,  mandati letteralmente incontro alla morte senza sapere neanche quale fosse il reale grado di pericolo che avrebbero corso. 

Eppure per qualcuno Giuliana De Sio doveva anticipare Conte e De Luca, chiudere i teatri e tutti i luoghi pubblici dove doveva andare in scena e magari imporre finanche zone rosse ed allestire nuovi padiglioni di ospedali. 

Ma le cose stanno cambiando, e quante più bugie stiamo sentendo in questi giorni tanta più è cresciuta in noi la necessità di informarci meglio e di andare fino fondo alle cose. 

Perché combattendo il male invisibile del “coronavirus” abbiamo scoperto di quanti nostri mali sociali si è nutrito fino a diventare il gigante che ci sta schiacciando giorno per giorno.

Anche se dopo aver pagato un prezzo troppo amaro alla fine vinceremo la battaglia, miglioreremo, e faremo anticorpi non solo per questo virus, ma anche per la paura e per l’ignoranza, dunque per l’odio.

E quando l’emergenza terminerà sarà nostro sacrosanto dovere chiedere più interventi contro chi produce fake news,  calunnie, disinformazione e tutti quegli elementi che generano caos per coprire la verità, oggi come seicento anni fa.

 

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Scosse di terremoto nei pressi di Crotone e a NordEst di Roma

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Una  scossa di terremoto di magnitudo 3.8 è stata registrata al largo di Crotone, alle 5:52. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 23 km di profondita’ ed epicentro 7 km a est del capoluogo calabro. Non si segnalano danni a persone o cose. In tutto sono state finora almeno cinque le scosse avvenute stamattina nella zona. Nessun allarme tra la popolazione. Nessuno è sceso in strada. Ma c’è molto nervosismo nell’area crotonese.     

Una scossa di terremoto di magnitudo 3 è stata registrata alle 2:12 nella provincia nordest di Roma, vicino Tivoli. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 16 km di profondita’ a ed epicentro tra Marcellina e San Polo dei Cavalieri. Il terremoto è stato distintamente avvertito dalla popolazione, ma non si segnalano danni a persone o cose.

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Preso l’assassino del 27enne ucciso nel vibonese: è il cugino

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Svolta nelle indagini sull’omicidio di Francesco Palmieri, il 27enne freddato nella serata di ieri a Paravati di Mileto, nel vibonese, con un colpo di fucile alla testa sparato da distanza ravvicinata. Dopo una giornata di interrogatori, i carabinieri della stazione di Mileto e quelli della Compagnia di Vibo Valentia, coordinati dal pm di Vibo Concettina Iannazzo, hanno sottoposto a fermo il presunto autore. Si tratta di un cugino della vittima, Nicola Polito, di 33 anni, gia’ noto alle forze dell’ordine. Il corpo e’ stato trovato riverso sul terreno nei pressi della Villa della Gioia, la costruzione dedicata alla mistica Natuzza Evolo. Ad attivare i soccorsi, risultati poi vani, sarebbe stato lo stesso Polito, la cui versione, sin da subito, non ha convinto gli investigatori. Le perquisizioni mirate effettuate in giornata hanno portato alla scoperta, in un’abitazione nella disponibilita’ del fermato, l’arma del delitto, un fucile calibro 12 con matricola punzonata e 27 cartucce analoghe a quella utilizzata per il delitto. Nell’abitazione e’ stato anche trovato e sequestrato un panetto di hascisc di 163,50 grammi. E proprio un debito non saldato per l’acquisto di droga, secondo gli investigatori, potrebbe essere il movente del delitto. Il fermo, comunque, non ha fermato le indagini dei carabinieri e della Procura. Il procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo, coadiuvato dal pm, ha condotto oggi, nella sede del Comando provinciale dei carabinieri di Vibo, una serie di interrogatori la cui posizione e’ adesso al vaglio in relazione al delitto. La comunita’ di Paravati e di Mileto, intanto, non sa darsi spiegazioni sul perche’ di un gesto cosi’ violento anche per le modalita’ con le quali e’ stato commesso. E a farsi portavoce dello sgomento della popolazione e’ stato il sindaco di Mileto Salvatore Fortunato Giordano secondo il quale “quanto accaduto e’ il frutto di disvalori che pero’ non appartengono alla nostra Comunita’, e men che meno a quella piu’ specifica di Paravati, invece operosa e rispettosa, ora impegnata in un’opera di solidarieta’ sociale, attraverso il volontariato spontaneo e disinteressato, nei confronti dei piu’ deboli e disagiati. L’omicidio getta una luce funesta in noi, che deve maggiormente farci riflettere ed impegnare sulla necessita’, a partire da subito, di tenere tutti comportamenti costruttivi, che servano a infondere, soprattutto nei giovani, sentimenti positivi e di rispetto dei valori fondamentali della vita”. Tanti i messaggi lasciati dagli amici sul profilo facebook di Palmieri. In uno, scritto sotto la sua foto postata dalla vittima il 14 marzo scorso, un amico ha scritto: “Riposa in pace Francesco, che la tua anima possa trovare pace tra le braccia di Gesu'”.

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