Collegati con noi

Salute

In un anticoagulante c’è il possibile farmaco contro l’Alzheimer

Avatar

Pubblicato

del

C’è un farmaco anticoagulante, il dabigatran, un farmaco che si assume per via orale che già è approvato per il trattamento di diverse malattie, che potrebbe diventare assai efficace anche contro l’Alzheimer. Secondo quanto accertato  potrebbe ridurre e allo stesso tempo posticipare i sintomi della malattia. A rivelare ciò uno studio svolto su modelli animali da esperti del Centro Nacional de Investigaciones Cardiovasculares (CNIC) a Madrid e da The Rockefeller University a New York. La ricerca sarà pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology.

E’ emerso che dopo un anno di terapia con dabigatran, i topolini con Alzheimer non hanno diminuito la propria memoria, hanno meno segno di infiammazione cerebrale e meno accumulo di sostanza tossica beta-amiloide. Gli esperti pensano che l’efficacia del farmaco si basi sul fatto che nell’Alzheimer e’ anche coinvolta una riduzione della circolazione cerebrale, con conseguente carenza di ossigeno e nutrienti per le cellule del cervello. “Questa scoperta – dichiara Marta Cortes Canteli, coordinatore del lavoro – segna un importante avanzamento verso la possibilita’ di traslare i nostri risultati alla pratica clinica per ottenere un trattamento efficace per l’Alzheimer”.

Advertisement

In Evidenza

Vittorio Feltri torna ad usare espressioni volgari e razziste sui napoletani, ma la signorina Minollo risponde che…

Avatar

Pubblicato

del

Devo dire che la questione è spiacevole. Anzi, a voler essere del tutto sincero quello che scrive Vittorio Feltri è qualcosa di sempre più disgustoso e razzista sui napoletani e sui meridionali in genere. Ogni occasione è buona per vomitare insulti, epiteti razzisti, espressioni squallide e becere che attecchiscono tra i luogo-comunisti seguaci del buon Feltri. In tempi di coronavirus non potevamo non aspettarci qualche suo numero di varietà sulla infezione. E l’ineffabile direttore-cabarettista di Libero, bergamasco di nascita e razzista di adozione, a corto di idee e oramai senza più un soldo di finanziamento pubblico per il suo giornale (gli hanno tolto 5 milioni di euro all’anno di contributi per l’editoria che “prendeva” prima dell’arrivo al governo del M5S) e con poche migliaia di copie vendute in edicola, si è prodotto su questo argomento con un tweet sul suo profilo social. “Da Lombardo devo ammettere – scrive Feltri – che invidio i napoletani che hanno avuto solo il colera, roba piccola in confronto al Corona”.

E questa idiozia la scriveva mentre il coronavirus si insinuava in Lombardia  e Veneto, due regioni considerate focolaio di infezione e per questo motivo costrette a scelte drastiche di isolamento di interi villaggi, sospensioni di manifestazioni sportive ed altre decisioni che verranno prese ancora perchè le infezioni aumentano e ci sono già due persone morte. Feltri che nonostante l’età e nonostante gli affaticamenti del cervello, pur conoscendo queste pesanti difficoltà, si è prodotto in quel tweet obiettivamente idiota, immorale, razzista. Ma aveva fatto anche peggio qualche tempo fa, producendosi in quella frase vergognosa che molti ancora ricordano: “A Napoli torna il colera. Lo portano gli immigrati”. Per fortuna Feltri lo scrisse in prima pagina su Libero, che non legge nessuno, e non sul suo profilo social che è seguito da mezzo milione di persone. Che dire? Feltri cerca pubblicità, cerca visibilità per narcisismo e per essere invitato nei vari tg delle tv commerciali e pubblica per poter continuare a vomitare insulti e smadonnare in diretta. A Feltri, tra i tanti insulti spesso irripetibili e volgari che taluni scrivono sulla sua bacheca e che noi condanniamo, ci piace riproporre un tweet civilissimo e ironico di una napoletana che su twitter si fa chiamare Minollo_0: “Ha ragione Feltri. Abbiamo avuto solo il colera e nel giro di 15 giorni trovato il vaccino Abbiamo avuto i nazisti e nel giro di 4 giornate li abbiamo mandati a fanculo Sul e strunz comm a vuje facciamo fatica a debellarli”

Eccolo il tweet in risposta a Feltri:

 

Continua a leggere

Salute

Oms-Unicef-Lancet, la denuncia choc: a rischio il futuro di 250 milioni di bimbi nel mondo

Avatar

Pubblicato

del

Inquinamento, cambiamenti climatici, obesità e overdose di marketing “minacciano da vicino la salute e il futuro di ogni bambino e adolescente nel mondo” e 250 milioni sotto i 5 anni rischiano di non raggiungere il loro potenziale di sviluppo. A denunciarlo è un nuovo Rapporto realizzato da Unicef, Organizzazione Mondiale della Sanità e Lancet, che mette in guardia: il mondo sta fallendo nel fornire ai bambini una vita sana e un clima adatto al loro futuro.

“Nonostante la salute dei bambini e degli adolescenti sia migliorata negli ultimi 20 anni, i progressi si sono fermati, e sono destinati a tornare indietro”, osserva Helen Clark, ex primo Ministro della Nuova Zelanda e copresidente della Commissione di esperti che ha redatto il rapporto dal titolo A Future for the World’s Children?. L’analisi include un nuovo indice globale di 180 paesi e valuta il benessere dei piu’ piccoli in termine di salute, istruzione e nutrizione, con l’indice della sostenibilita’, ovvero una misurazione indicativa delle emissioni di gas serra e i divari di reddito. “Si stima – prosegue – che circa 250 milioni di bambini sotto i 5 anni nei paesi a medio e basso reddito rischino di non raggiungere il loro potenziale di sviluppo, secondo misurazioni indicative sulla malnutrizione cronica e la poverta’. Ma e’ ancor piu’ preoccupante che ogni bambino nel mondo affronti attualmente minacce per la sua vita, a causa del cambiamento climatico e delle pressioni commerciali”. Oltre 2 miliardi di persone vivono in paesi in cui lo sviluppo e’ ostacolato da crisi umanitarie, conflitti, disastri naturali, problemi sempre piu’ legati al cambiamento climatico. Mentre alcuni dei paesi piu’ poveri hanno fra le emissioni di carbonio minori, ma sono esposti all’impatto piu’ duro di un clima in rapido cambiamento. Questo rapporto, dichiara Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, “mostra che i decision makers del mondo stanno deludendo, troppo spesso, i bambini e i giovani di oggi: non proteggono la loro salute, i loro diritti, il loro pianeta”.

Continua a leggere

In Evidenza

L’esposizione di donne incinta a sostanze chimiche in cosmetici e prodotti per la casa può causare autismo

Avatar

Pubblicato

del

L’esposizione agli ‘ftalati’ (sostanze chimiche molto diffuse in cosmetici e prodotti per la casa) durante la vita intrauterina potrebbe favorire la comparsa di tratti autistici (dai comportamenti ripetitivi alle difficolta’ nelle relazioni interpersonali etc) nel bambino (ma non nelle femminucce). Lo suggerisce un lavoro pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives e condotto da epidemiologi presso la University of Massachusetts Amherst a Boston. Assumendo integratori di acido folico all’inizio della gravidanza, sembra possibile ridurre in parte la comparsa di questi tratti comportamentali nel bambino. “Questo e’ uno dei piu’ ampi studi sugli ftalati e il neurosviluppo” – sottolinea l’autore principale Youssef Oulhote. “Uno dei piu’ importanti risultati di questo studio e’ che una adeguata integrazione di acido folico all’inizio della gravidanza potrebbe controbilanciare e annullare i potenziali effetti negativi degli ftalati sulla possibilita’ di sviluppo di tratti autistici nel bambino”. Gli epidemiologi hanno coinvolto 2001 gestanti, e con un esame delle urine hanno stabilito il livello individuale di esposizione agli ftalati. Quando i figli di queste donne hanno compiuto 3 e 4 anni, gli esperti hanno chiesto a entrambi i genitori di compilare un questionario di riferimento in uso clinico nella diagnosi di tratti autistici nel bambino (l’esito del questionario da’ un punteggio che piu’ e’ elevato, piu’ e’ indicativo di tratti autistici nel bambino). Ebbene e’ emerso che al crescere dei livelli di ftalati nelle urine in gravidanza, aumentava il punteggio totalizzato al questionario, e quindi la presenza di tratti autistici nei bimbi di sesso maschile, tranne che, pero’, se la donna aveva assunto integratori di acido folico in gravidanza.

Continua a leggere

In rilievo