Collegati con noi

Cronache

In Italia gli apolidi sono 732, ma 15 mila “invisibili”

Avatar

Pubblicato

del

In Italia sono 732 gli apolidi riconosciuti ma la stima delle presenze reali, proprio per la difficoltà di individuarli, oscilla tra le 3000 e le 15 mila persone, provenienti per lo più dalla ex Jugoslavia e arrivate nel nostro Paese quando erano molto giovani oppure nate qui. Ma soprattutto ci vuole tantissimo tempo per ottenere questo status in Italia: è il caso di Dari, 28 anni, che l’ha avuto dopo ben 13 anni di attesa. E’ quanto emerge dal nuovo report dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) dal titolo “L’impatto dell’apolidia sull’accesso ai diritti umani in Italia, Portogallo e Spagna”. In Portogallo sono 553 le persone riconosciute, molte delle quali originarie delle ex colonie, nate e cresciute in Portogallo. In Spagna tra il 2001 ed il 2016 sono state 3.594 le persone riconosciute apolidi, solitamente di origine Saharawi, migrate nel paese. Si tratta di una condizione, denuncia l’Unhcr, che viola i diritti umani e riguarda almeno 3,9 milioni apolidi noti nel mondo, ma si stima che il numero reale sia molto piu’ elevato, attorno ai 10 milioni, anche perchè le statistiche sull’apolidia sono disponibili solo per un terzo degli Stati a livello globale. Sono persone che non hanno accesso ai diritti fondamentali: non possono andare a scuola, essere visitati da un medico, avere un lavoro, aprire un conto in banca, comprare una casa e nemmeno sposarsi.

Questo perche’ l’apolide non viene considerato cittadino da nessuno Stato e, di conseguenza, non viene riconosciuto il diritto fondamentale alla nazionalita’, ne’ assicurato il godimento dei diritti ad essa correlati contribuendo cosi’ a rendere invisibili individui e intere comunita’ e a emarginarli dal resto della societa’. Queste difficolta’ emergono nel Report realizzato dall’Ufficio Regionale dell’Unhcr per il Sud Europa che sara’ presentato nel pomeriggio alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma nell’ambito di un’iniziativa aperta al pubblico per il quinto anniversario della campagna globale #IBelong dell’Unhcr che si pone l’obiettivo di porre fine all’apolidia entro il 2024. “Le persone apolidi non chiedono altro che gli stessi diritti di cui godono tutti i cittadini – commenta Roland Schilling, Rappresentante Regionale Unhcr per il Sud Europa – Eppure spesso sono vittime di una discriminazione radicata e della negazione sistematica dei propri diritti. E noi come Unhcr abbiamo il mandato conferitoci dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di proteggerle”. Unhcr raccomanda all’Italia che le procedure di riconoscimento dello status di apolidia “siano piu’ accessibili, efficaci e rapide” e che le persone apolidi possano essere riconosciute cittadini italiani alla nascita visto che “di fatto la legge italiana gia’ prevede questo diritto” ma nella prassi ciò non accade.

Advertisement

Cronache

Materiale pedopornografico reperito sulla rete, arrestato un 49enne di Napoli

Avatar

Pubblicato

del

Il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Campania nella giornata di giovedì ha tratto in arresto un quarantanovenne di Napoli resosi responsabile di detenzione di materiale pedopornografico. L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – IV Sezione – Fasce Deboli, è stata avviata a seguito di segnalazione del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia online (C.N.C.P.O.) del Servizio  Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma e ha consentito di ricostruire le condotte criminose poste in essere dall’arrestato attraverso l’utilizzo della rete internet e finalizzate a procacciarsi materiale pedopornografico.

Il predetto è stato identificato attraverso l’analisi delle tracce informatiche relative alle connessioni di interesse investigativo e,  a seguito di perquisizione,  è stato trovato in possesso di un’ingente quantità di materiale a carattere pedopornografico rinvenuto sui dispositivi a lui in uso.

Continua a leggere

Cronache

Coppia trovata morta in casa, l’ipotesi è una overdose di stupefacenti

Avatar

Pubblicato

del

I corpi senza vita di un uomo di 47 anni e di una donna di 42 sono stati rinvenuti dai carabinieri in un’abitazione a Brugherio (Monza), nella tarda serata di ieri. Dai primi accertamenti i decessi potrebbero verosimilmente essere riconducibili a un’overdose da sostanze stupefacenti. Le indagini sono in corso da parte dell’Arma dei Carabinieri.

Continua a leggere

Cronache

Alessandro Bologna alias Franchino il criminale, il boxer che fornisce ai ragazzi le “istruzioni” anti bulli

Salvatore Calleri

Pubblicato

del

Alessandro Bologna alias Franchino, boxer di 41 anni, fa l’istruttore. Ed è assai ricercato. Da quel che si evince sui social ha un concetto di boxe popolare molto interessante. Facciamo 2 chiacchere con lui. Con ironia.

Franchino chiariamo subito una cosa: vieni da Roma nord o da Roma sud?

Teoricamente vengo da Roma centro! Sono nato nel quartiere Prati, mia mamma era di la’ ma cresco e vivo fino a 20 anni a San Giovanni. Poi a dire il vero quando ero ragazzo io non esisteva questa divisione netta di pensiero tra Roma nord e Roma sud. Mi spiego meglio, c’era ma non era palesata o etichettata come invece è successo negli ultimi 15 anni. Mi definisco infine un “Roma sud”, è la Roma che alla fine mi ha adottato, dove mi trovo bene e sicuramente più affine al mio modo di vivere, popolare, de core e dove forse qualcuno ancora ti saluta per strada e ti chiede come stai! A Roma nord ormai sembra comincino a mangiare le cotolette alla milanese e fanno le cartoline col Duomo! Noi ci teniamo la nostra veracità e il Colosseo.

Il tuo personaggio che oramai spopola su Youtube è quello di Franchino specializzato in una vera e propria arte marziale mistica detta “faccia da matto”… Come nasce il personaggio?

Tutto quello che ne è scaturito compresa la Franchino Magia e sopratutto la Faccia da Matto sono state delle “trovate” venute sul momento, su due piedi, come tutto quello che giriamo d’altronde. Non abbiamo mai un copione scritto e andiamo a braccio su un’idea. Sarebbe bello a questo punto lavorare con un minimo di preparazione e sceneggiatura scritta chissà se ne sarei in grado e cosa verrebbe fuori. Tutto, dalla faccia fa matto, le vecchiette, l’armo e il disarmo, i dieci euro falsi al barista è tutto inventato al momento. Estro? Fantasia? Forse più idiozia ma alla fine dei conti…mi viene bene!

Passiamo ora a una domanda seria, come nasce il tuo amore per la boxe?

Il mio amore per la boxe nasce da ragazzino, avevo 12 o forse 14 anni quando un amico di mio fratello più grande di me di circa 8 anni mi parlava della boxe e mi faceva vedere alcuni movimenti, ne rimasi affascinato, poi verso i 18/20 anni ho cominciato a praticarla e non ho più smesso, sicuramente sono un tecnico migliore rispetto all’atleta ormai di un tempo ma 20 anni fa la boxe era molto molto diversa.

Qualcuno non ironico ti vede come un bullo, al contrario io ti vedo come un predatore di bulli. Dimmi la tua su come aiutare le vittime dei bulli? La boxe serve?

Chi mi vede come un bullo ha evidentemente una percezione sbagliata di quello che lo circonda e di come vede, legge e traduce la vita. Il personaggio di Franchino il criminale è un maleducato, inopportuno, manesco ma non un bullo. Io personalmente sono ovviamente contro ogni forma di bullismo, lo combatto e nel mio piccolo sensibilizzo il pensiero dei ragazzi che mi circondano a questa piaga socio comportamentale.
La boxe come ogni altro sport da combattimento serve sicuramente a combattere il bullismo e secondo me serve per entrambe le figure ovvero sia al bullo che al ragazzo/a bullizato/a. Il bullo ha modo di confrontarsi con altri ragazzi/e forti sia mentalmente che fisicamente dei quali non può approfittarsi o sfogarsi, cambiare modo di pensare, di ragionare e di vivere.
Altresì tutti i ragazzi/e che subiscono atti di bullismo con gli sport da combattimento trovano più che una sicurezza direi un equilibrio psico/fisico che permette loro piano piano di prendere coscenza di se, dell’atto di prevaricazione e quindi con i giusti mezzi il modo di contrastarlo. Con giusti mezzi non intendo calci e pugni ma una condizione mentale per la quale l’atto di prevaricazione per loro perda importanza.

Ora passo ad una domanda standard. Che rapporto hai con la paura?

La paura è una conditio sine qua non della vita di tutti. La paura fa parte di noi stessi e prende varie forme. Ci conviviamo quotidianamente, tutti abbiamo paura di qualcosa. Si un pugno? Della solitudine? Della morte? Del diverso? L’importante è saperla manipolare e farne uscire qualcosa di positivo, “nasconderla sotto al tappeto” come fosse polvere.

Continua a leggere

In rilievo