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Il tifone Hagibis si abbatte sul Giappone: 11 morti, centinaia di dispersi e 7 milioni di evacuati

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Almeno 11 morti, una quindicina di dispersi, ordine di evacuazione per 7 milioni di persone. E poi ancora intere aree residenziali immerse nelle acque fangose, fermi treni ed aerei, violente mareggiate. Hagibis, il tifone piu’ potente degli ultimi 60 anni, si e’ abbattuto sul Giappone. E non basta perche’ il Giappone sabato e’ stato colpito persino da una scossa di terremoto di 5.7 gradi di magnitudo. La tempesta, accompagnata da piogge di intensita’ “senza precedenti”, ha seminato morte e desolazione attraversando il Giappone centrale e orientale tra sabato notte e domenica mattina (ora locale), lasciando case allagate, frane e fiumi traboccanti. “Il violento tifone ha causato immensi danni in lungo e in largo nel Giappone orientale”, ha riconosciuto, parlando con i giornalisti, il portavoce del governo Yoshihide Suga. E adesso il governo ha schierato 27.000 tra soldati e soccorritori per i soccorsi mentre si contano i danni. Nella regione di Nagano ci sono inondazioni abbandonanti.

Una diga ha ceduto, lasciando le acque del fiume Chikuma inondare una zona residenziale dove le case sono state allagate fino al primo piano.Circa 7,3 milioni di giapponesi hanno ricevuto l’ordine di evacuazione non obbligatoria e diverse decine di migliaia hanno seguito la raccomandazione e sono state accolte in palestre o sale polifunzionali dove venivano forniti cibo, acqua e coperte. Il tifone ha paralizzato anche i trasporti nella grande regione di Tokyo, nel lungo weekend festivo che terra’ tutti a casa anche lunedi’. Sabato, sono stati sospesi i collegamenti aerei, ferroviari e della metropolitana. L’intensita’ “senza precedenti” delle piogge ha indotto l’Agenzia meteorologica giapponese a emettere il massimo livello di allarme, quello riservato alle situazioni di possibile catastrofe. Hagibis e’ atterrato sabato poco prima delle 19:00 ora locale e ha raggiunto Tokyo intorno alle 21:00, accompagnato da raffiche di vento fino a 200 km all’ora ncor prima di toccare il suolo. Il tifone ha anche costretto a modificare l’organizzazione di due competizioni sportive che si tengono in questi giorni in Giappone. Le sessioni di qualificazione del Gran Premio di Formula 1 a Suzuka sono state posticipate da sabato a domenica, e tre partite della Coppa del mondo di rugby (Francia-Inghilterra e Nuova Zelanda-Italia in programma sabato e Namibia-Canada domenica) sono state cancellate. Si terra’ invece come previsto Scozia-Giappone che aveva rischiato anch’essa annullata.

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L’ufficio nazionale statistica rivede a 43837 numero totale decessi da covid 19 nel Regno Unito

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Sono circa 44.000 le vittime da coronavirus registrate sino ad ora in Inghilterra e Galles. Lo rivelano le cifre ufficiali pubblicate oggi dall’ufficio nazionale di statistica secondo cui alla data del 22 maggio i decessi erano pari a 43,837 unita’ di cui 12.733 avvenuti in case di cura, ovvero il 29% del totale. Per la sola Inghilterra, il totale dei decessi e’ di 42.210 persone morte per casi confermati o sospetti di Covid, ben al di sopra dei 32.666 delle stime ufficiali del governo che includono solo i casi in cui le vittime sono risultate positive al coronavirus mentre quelli dell’ufficio nazionale di statistica includono tutti i casi in cui il covid e’ menzionato nel certificato di morte, quindi non necessariamente come causa principale. Secondo le stime del Guardian, che hanno preso in considerazione anche le statistiche relative alla Scozia e all’Irlanda del Nord oltre che i dati degli ultimi dieci giorni, il totale e’ invece ancora piu’ alto, vicino alle 50.000 unita’, esattamente a 49.324.

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Oms, nostro sostegno a Congo in lotta a Ebola

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L’Organizzazione Mondiale della Sanita’ “continua a sostenere la Rebubblica Democratica del Congo nella lotta all’Ebola, insieme alla risposta al covid-19 e alla maggiore epidemia al mondo di morbillo”. Lo ha sottolineato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, reagendo alla notizia di una nuova epidemia di Ebolanel nord-ovest del Congo.

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Covid 19, un malato su 6 nel mondo è in America Latina: Brasile e Messico epicentri del contagio e delle morti

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Più di sei milioni i contagiati da coronavirus nel mondo. Di questi 1.013.538 è in America Latina, oggi zona in cui la pandemia ha subito un’accelerazione. In sole 24 ore si sono registrati 52.000 casi, una cifra record, mentre i morti sono già 51.202. L’epicentro resta il Brasile dove sono stati segnalati più di 514 mila casi e circa 30 mila vittime. Ieri il presidente Usa, Donald Trump, ha inviato a Rio de Janeiro due milioni di dosi di idrossiclorochina, il discusso farmaco antimalarico che anche l’omologo Jair Bolsonaro ritiene utile per la cura del nuovo coronavirus. L’uso del medicinale per contrastare il Covid-19 è stato messo in forte discussione dall’Organizzazione mondiale della sanità che, a fine maggio, ha sospeso i test.
Dopo il Brasile, l’altro focolaio continentale  per numero di morti è il Messico dove 9.930 persone hanno perso la vita e 90.664 casi sono rimaste contagiate. Nel Perù già alle prese con la crisi economica i positivi sono 164.476 e i decessi sono stati 4.506. In Cile 100 mila persone sono state scoperte positive al covid 19 e in Ecuador sono 40 mila. In Colombia, il numero di casi confermati ha superato i 27 mila, mentre in Argentina sono più di 16.800. In El Salvador, dove i contagi sono a quota 2.517, il presidente Nayib Bukele ha posto il veto a una legge varata dal Parlamento per riaprire l’economia. In Honduras, con 5mila casi e 201 morti, dal 1° giugno un coprifuoco dalle 19 alle 5 sostituisce la quarantena decretata dal presidente Laurentino Cortizo a inizio della crisi.
Ad Haiti la quarantena proseguirà fino al 20 luglio mentre i casi salgono a 1.865 con 41 morti. A Cuba si contano 2.045 positivi e 83 decessi. Nell’ isola dal 31 marzo gli aeroporti sono chiusi per evitare «pericoli aggiuntivi» legati all’ arrivo di stranieri.È stata cancellata anche la tradizionale sfilata del 1° maggio.
Un caso a parte è quello del Nicaragua, uno dei pochi Paesi che ancora rifiuta di adottare misure restrittive per contenere la pandemia: non ha mai chiuso le scuole, né fermato le attività produttive.
In questi mesi il governo ha persino organizzato eventi di massa.
Ufficialmente i casi di contagio sono limitati a 759 e i morti sono solo 35 ma il Citizen Observatory, un gruppo anonimo composto da dottori, epidemiologi e operatori sanitari, dà numeri molto diversi: 3.725 infetti e 805 decessi.

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