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Cronache

Il sequestro degli smartphone ai giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno? Per i giudici del Riesame è ‘illegittimo’

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“La clonazione della memoria dell’intero archivio informatico del telefono cellulare del giornalista ricorrente, pur teoricamente funzionale all’accertamento degli autori” di una presunta fuga di notizie (pubblici ufficiali della Gdf non identificati) e “della illecita divulgazione di atti, documenti e notizie coperte da segreto investigativo” da parte degli stessi cronisti, “è attività processualmente che va dichiarata illegittima” e che “implica non consentite intrusioni nella sfera personalissima del giornalista, sul versante della privacy e del segreto professionale”. Lo scrive il Tribunale del Riesame di Bari nel provvedimento con il quale ha parzialmente annullato il decreto di perquisizione e sequestro dei telefoni cellulari dei giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno, Massimiliano Scagliarini e Nicola Pepe, eseguito nell’ambito delle indagini sulla presunta fuga di notizie nell’inchiesta a carico del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Scagliarini è difeso dagli avvocati Gaetano Castellaneta e Dorella Quarto. Nicola Pepe è difeso dal legale Francesco Paolo Sisto. I cronisti rispondono di favoreggiamento personale; i finanzieri, al momento ignoti, di divulgazione di notizie riservate.

I magistarti

Nel provvedimento i giudici del Riesame ricordano che “il giornalista è destinatario di una disciplina particolare in tema di tutela del segreto, con riferimento al quale la valutazione della proporzione tra il contenuto del provvedimento emesso e le esigenze di accertamento dei fatti deve avvenire con particolare rigore evitando quanto più possibile interventi inutilmente intrusivi”. “Una siffatta attività investigativa – spiegano – finirebbe con l’assumere i connotati di un’attività di tipo esplorativo, tale da compromettere gravemente il diritto del giornalista alla riservatezza della corrispondenza e delle proprie fonti informative”. Per i giudici, quindi, l’acquisizione dei dati deve essere “limitata e circoscritta alle cornici e temporali perimetrate dalla Procura nel cui contesto cronologico avrebbero avuto luogo le condotte agevolatrici”, cioè le presunte rivelazioni delle informazioni coperte da segreto, e per questo, disponendo il parziale annullamento del decreto di sequestro, hanno ordinato la “distruzione dei cloni di tutti i dati ottenuti con l’estrazione della copia dell’intero archivio”, ad eccezione di alcuni periodi.

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Cronache

Papa Francesco: ricchezza va condivisa perchè accumulare dà abbrutimento

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“Una ricchezza da condividere, non da accumulare solo per se'”: e’ il punto-chiave del Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2020. “Anche oggi e’ importante richiamare gli uomini e le donne di buona volonta’ alla condivisione dei propri beni con i piu’ bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale all’edificazione di un mondo piu’ equo – afferma il Papa -. La condivisione nella carita’ rende l’uomo piu’ umano; l’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo”. “Mettere il Mistero pasquale al centro della vita – rileva il Pontefice – significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che e’ una forma di idolatria”. Bergoglio indica quindi che “possiamo e dobbiamo spingerci anche oltre, considerando le dimensioni strutturali dell’economia”. Per questo motivo, spiega , “nella Quaresima del 2020, dal 26 al 28 marzo, ho convocato ad Assisi giovani economisti, imprenditori e ‘change-makers’, con l’obiettivo di contribuire a delineare un’economia piu’ giusta e inclusiva di quella attuale”. “Come ha piu’ volte ripetuto il magistero della Chiesa – osserva -, la politica e’ una forma eminente di carita’ (cfr Pio XI, Discorso alla Fuci, 18 dicembre 1927). Altrettanto lo sara’ l’occuparsi dell’economia con questo stesso spirito evangelico, che e’ lo spirito delle Beatitudini”. Nel Messaggio il Papa sottolinea anche che “la Pasqua di Gesu’ non e’ un avvenimento del passato: per la potenza dello Spirito Santo e’ sempre attuale e ci permette di guardare e toccare con fede la carne di Cristo in tanti sofferenti”. Chi crede, inoltre, nell’annuncio della morte e resurrezione di Gesu’ “respinge la menzogna secondo cui la nostra vita sarebbe originata da noi stessi, mentre in realta’ essa nasce dall’amore di Dio Padre, dalla sua volonta’ di dare la vita in abbondanza (cfr Gv 10,10)”. “Se invece si presta ascolto alla voce suadente del ‘padre della menzogna’ (cfr Gv 8,45) – aggiunge – si rischia di sprofondare nel baratro del nonsenso, sperimentando l’inferno gia’ qui sulla terra, come testimoniano purtroppo molti eventi drammatici dell’esperienza umana personale e collettiva”. Dopo aver evidenziato l'”urgenza della conversione” e l’importanza della preghiera nel tempo quaresimale, il Papa sottolinea che “malgrado la presenza, talvolta anche drammatica, del male nella nostra vita, come in quella della Chiesa e del mondo, questo spazio offerto al cambiamento di rotta esprime la tenace volonta’ di Dio di non interrompere il dialogo di salvezza con noi”. Puntando infine il dito contro l’atteggiamento attribuito negli Atti degli Apostoli agli abitanti di Atene, i quali “non avevano passatempo piu’ gradito che parlare o ascoltare le ultime novita’”, Francesco avverte che “questo tipo di chiacchiericcio, dettato da vuota e superficiale curiosita’, caratterizza la mondanita’ di tutti i tempi, e ai nostri giorni puo’ insinuarsi anche in un uso fuorviante dei mezzi di comunicazione”. (

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Cronache

Terremoto, forte scossa avvertita in Calabria: terrore tra Cosenza e Rende, in centinaia in strada

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Corona Virus

Effetto coronavirus, stop al Carnevale e musei chiusi: a Venezia il 40% disdette

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Vaporetti pieni di turisti e lavoratori, come una “normale” giornata nel centro di Venezia. Piazza San Marco non gremita ma ancora teatro di sfilate di maschere, nonostante lo stop agli eventi. Ma gli alberghi cominciano a fare i conti con questa interruzione forzata, e la stima è pesante: 40% di disdette, con dato in crescendo. Cosi’ la città lagunare sta vivendo il “day after”, la conclusione forzata del Carnevale imposta dalle ordinanze anti-Coronavirus, per i tre casi ricoverati all’ospedale Civile. Nei mezzi di trasporto acquei il consueto convivere dei lavoratori e dei visitatori, alcuni con la mascherina protettiva. Mentre in piazza san Marco si smonta con due giorni di anticipo il grande palco della festa, non si e’ fermato l’afflusso di gente, meno intenso di quel che si attendeva ma comunque tale da non far sembrare vuoto il ‘salotto buono’ della citta’. E non sono mancate le persone e i gruppi che non hanno voluto rinunciare a mettersi in maschera, e compiere una sfilata, circondati da altri visitatori in ‘borghese’ che li hanno tempestati di fotografie e di selfie. Sono vuoti o quasi i tavolini all’esterno dei caffe’, anche se all’interno la clientela non manca. I camerieri incrociano le braccia e scrutano, in attesa di qualche turista in avvicinamento. Per chi non ha allestito i tavolini, come al Florian, il viavai di clienti non manca, come ha ricordato il direttore, Renato Costantini, che rassicura anche sulle misure di prevenzione per i dipendenti, con guanti e detergenti. Inutile cercare di entrare nella Basilica di San Marco, interdetta alle visite e anche alle celebrazioni strettamente religiose. La chiesa dai mosaici d’oro e’ chiusa, e in mattinata gli addetti della Procuratoria hanno affisso i cartelli, in italiano e inglese, che avvertivano della decisione presa “per motivi di sicurezza pubblica”. Stessa situazione alla Porta della Carta, ingresso per le visite al Palazzo Ducale, che e’ stato utilizzato come ‘quinta’ per ritratti ai costumi piu’ eleganti. Al Teatro La Fenice, anch’esso interdetto al pubblico, stamani si e’ tenuta una lunga riunione organizzativa, presieduta dal soprintendente Fortunato Ortombina, nel corso della quale sono state prese la decisioni operative per riprogrammare il calendario artistico, e per i rimborsi a chi aveva acquistato i biglietti per L’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti e per gli altri eventi programmati fino a domenica e poi cancellati. Si prospetta molto pesante la ricaduta delle mancate feste e della psicosi da Coronavirus per gli albergatori veneziani. “E’ difficile in queste ore avere un quadro preciso – ha affermato il vicedirettore dell’Ava-Federalberghi, Daniele Minotto – ma si stima che al momento le disdette superino il 40%. E il dato va crescendo. Le difficolta’ riguardano in particolare gli eventi gia’ programmati: se le cene in hotel, al pari di quelle dei pubblici esercizi, possono essere confermate, dovranno invece essere cancellati balli in maschera, feste, dibattiti e proiezioni”.

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