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Economia

Il prezzo del petrolio resta stabile grazie alla tregua in Libia, mercato ben rifornito

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Le tensioni geopolitiche non mancano, ma il prezzo del petrolio, pur in salita, non si infiamma. Dopo un piccolo scatto nelle prime ore della mattinata, con il Brent che ha toccato quota 66 dollari (venerdi’ era poco sotto i 65), le quotazioni hanno ripreso senza scosse: il Brent viaggia poco sopra i 65 dollari e il Wti non arriva ai 59 dollari, a dimostrazione che il mercato e’ ben approvvigionato e che la situazione in Libia, ma anche in Iraq dove uno sciopero ha bloccato un giacimento, non dovrebbe preludere a nuove accelerazioni dei prezzi. Il conflitto in Libia, al momento, e’ naturalmente il fronte piu’ preoccupante, ma i passi avanti compiuti alla conferenza di Berlino hanno probabilmente smorzato la speculazione. E’ vero che il generale Khalifa Haftar ha messo i lucchetti ai terminal petroliferi dell’est del Paese, bloccando almeno 800mila barili di greggio al giorno (creando qualche problema anche all’Eni che ha dovuto ridurre parzialmente la produzione del giacimento di El Feel), ma questa mossa, evidentemente, allarma i mercati fino a un certo punto: “Si tratta di un blocco dovuto alla politica – spiega all’agenzia Bloomberg l’analista Edward Bell – e quindi potrebbe esserci un capovolgimento abbastanza rapido se si trovasse una soluzione politica”. L’importante, per il settore, e’ che i mercati siano ben approvvigionati e la mossa di Haftar, in questo senso, non sembra devastante, anche perche’ e’ molto circoscritta e non interessa altri territori. Infatti, come spiega l’Unione petrolifera, il petrolio mancante dalla Libia puo’ essere facilmente coperto da altri paesi Opec, in particolare dall’Arabia Saudita: stando agli ultimi dati, la produzione saudita e’ intorno ai 9,5 milioni di barili al giorno, rispetto a un potenziale nell’immediato superiore ai 12. Quanto all’Italia, la Libia pesa per circa l’11% sulle nostre importazioni di greggio, ma considerando che abbiamo molta flessibilita’ dal punto di vista delle provenienze (importiamo 60 tipi di greggi da 24 paesi diversi), non dovremmo avere eccessivi problemi nel rimpiazzare il greggio libico con altri. In uno scenario che vede il Mediterraneo al centro dell’attenzione sul fronte energetico, c’e’ da registrare anche un’importante serie di accordi firmata dall’Egitto, la maggior parte dei quali con Royal Dutch Shell: si tratta di investimenti per un valore totale di 452 milioni di dollari per l’esplorazione nelle aree desertiche occidentali e nelle acque del Mediterraneo.

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Economia

Barcellona, capitale della nautica di lusso con Benetti Yachtmaster

Marina Delfi

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Prosegue il 20. Benetti Yachtmaster: workshop, attività di team building e sessioni dedicate agli sponsor ma anche la visita al magnifico Museo del Mare e la serata di gala.

I cento comandanti di yacht riuniti a Barcellona sotto la bandiera della Benetti stanno vivendo giornate ricche di eventi ma anche stimolanti dal punto di vista della formazione grazie alla presenza della direzione dello storico cantiere nautico di Viareggio, fondato nel 1873 da sempre sinonimo di grandi barche e lusso italiano. Ad aprile la seconda tappa prenderà il via in Florida.

Benetti Yachtmaster compie 20 anni e festeggia a Barcellona con 100 comandanti

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Economia

Hsbc cerca il nuovo Ceo, la scelta oramai è tra Mustier e Quinn

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Accelerano le trattative tra Jean Pierre Mustier e Hsbc. L’a.d di Unicredit, emerso tra i candidati principali per la guida del colosso britannico, e’ in colloqui avanzati e una decisione sul suo futuro, secondo quanto riferisce Bloomberg, potrebbe arrivare a breve. No comment da parte di Unicredit cosi’ come non arrivano indicazioni da Hsbc, da cui e’ filtrato nelle scorse ore che il processo in corso e che sarebbero serviti per la sua conclusione 6-12 mesi. Con i rumors arrivati sulla chiusura di Borsa il titolo Unicredit si e’ avvitato finendo con cedere il 4,2% a 13,15 euro. Le indiscrezioni su un possibile approdo di Mustier ad Hsbc circolano da ieri. E il suo nome come candidato forte e’ accostato a quello di un interno, l’attuale a.d a interim, Noel Quinn, salito al timone ad agosto – dopo l’estromissione repentina di John Flint – che proprio questa settimana ha annunciato un maxi piano biennale di ristrutturazione con annesso taglio di ben 35.000 dipendenti. Un’uscita di Mustier da Unicredit non sarebbe indolore. Il manager arrivato alla guida del gruppo per sostituire Federico Ghizzoni nell’estate del 2016 ha cambiato completamente il volto dell’istituto. L’a.d con il suo primo piano Transform 2019 ha tagliato profondamente i costi e ceduto Pioneer, Pekao, Fineco, Mediobanca e, da ultimo, rivisto l’esposizione in Turchia decidendo di sciogliere la joint venture che controllava Yapi Kredi e successivamente ha tagliato ulteriormente la quota rimasta in possesso. A dicembre e’ stato poi presentato il nuovo piano al 2023 che punta ad un utile di 5 miliardi ed ha in pancia anche 8.000 tagli di cui 6.000 in Italia e per i quali sono gia’ partite le trattative con i sindacati con un nuovo round di incontri gia’ da martedi’ prossimo, dopo i colloqui gia’ avvenuti con il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. A livello italiano ed europeo e’ partito un valzer di poltrone. Marco Morelli, l’a.d Mps, nelle ultime ore ha comunicato la propria indisponibilita’ ad un nuovo mandato. L’attuale Ceo di Ubi, Victor Massiah, se l’offerta di Intesa dovesse andare in porto potrebbe scegliere un nuovo futuro qualora le proposte gia’ formulate da Carlo Messina non dovessero convincerlo. In Svizzera, invece, alla guida di Ubs arriva da Ing Ralph Hammer che sostituisce Sergio Ermotti, con un passato di peso, peraltro, in Unicredit.

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Economia

Fisco, bonus fino 250 euro per le nuove casse con e-scontrino

Marina Delfi

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Il credito d’imposta per l’acquisto o l’adattamento dei registratori telematici per lo scontrino elettronico e’ pari al 50% della spesa sostenuta fino a un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento. Lo ricorda l’Agenzia delle Entrate che in una circolare diffusa oggi scioglie i dubbi piu’ frequenti degli operatori sul nuovo sistema. L’ammontare del credito d’imposta, specifica l’Agenzia, e’ comprensivo di Iva, nella misura in cui l’imposta non e’ oggetto di detrazione da parte di chi fruisce dell’agevolazione. Perché’ si possa fruire del credito d’imposta la spesa deve essere sostenuta con strumenti tracciabili, come per esempio bonifici e carte di credito o di debito.

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