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Il finissage con la curatrice al museo MADRE di Napoli

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È per  lunedì 11 novembre, alle ore 18.00, al Museo MADRE, l’appuntamento con Marina Guida la curatrice della mostra  “Astarte’s Cosmic Symphony”, che accompagnerà i visitatori in occasione dell’ultimo giorno di apertura della mostra, dell’artista libanese Zena el Khalili  discutendo con i partecipanti i dettagli del progetto espositivo dal particolare punto di vista del curatore.

La mostra di Zena el Khalili, ispirata dalle discipline del Nāda Yoga, della Cimatica e della Fisica Quantistica, la ricerca di el Khalil si fonda sull’idea che l’intero mondo materiale sia composto da vibrazioni che danno origine alla forma. Nelle tre sale che ospitano la mostra si potranno vedere i  lavori

dall’artista utilizzando diversi media: dalle opere su carta e su tela che derivano da riflessioni sul tema della Geometria Sacra, alla speciale “orchestra” composta da forme di vita vegetali che trasforma gli impulsi elettrici delle piante in suono permettendo ai visitatori di sintonizzarsi sul ritmo naturale dell’Universo, fino all’opera-video realizzata dall’artista nell’Antro della Sibilla a Cuma.

 

 

 

 

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Un Dna sintetico per proteggere le opere d’arte

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Si chiama DNArt la tecnologia anticontraffazione a Dna sintetico sviluppata da Aries, lo spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, per proteggere le opere d’arte con un’impronta genetica unica e invisibile, indecifrabile da terzi e impossibile da replicare. La tecnologia e’ stata presentata in anteprima mondiale oggi alla fiera ArtePadova 2019, con una dimostrazione live di applicazione su un’opera: una tela dello street artist Alessio-B, il primo artista che vedra’ la sua intera produzione marcata con l’innovativo sistema. DNArt si presta – e’ stato spiegato – ad essere utilizzata per rendere inequivocabilmente riconoscibili opere antiche e moderne, su tela, carta e legno. Sono invece in fase di sviluppo tecniche per rendere il sistema pienamente performante anche su altri materiali, tra cui vetro, ceramica, metallo e plastica. “DNArt e’ il frutto di anni di ricerche e vuole rappresentare un’evoluzione del concetto di sistema anticontraffazione. La nostra tecnologia e’ utilissima per catalogare e rendere riconoscibile univocamente l’immenso patrimonio artistico del nostro Paese. Puo’ anche essere associata ai sistemi di tracciamento gia’ presenti sul mercato”, spiega Alessandro De Toni, ceo di Aries. Nel solo 2018, secondo i dati diffusi dal Rapporto sull’Attivita’ Operativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sono stati sequestrati 1.232 falsi per un valore stimato di oltre 422 milioni e si e’ registrato un lieve aumento di furti di beni culturali rispetto all’anno precedente (da 419 a 474), mentre e’ aumentato il recupero di beni antiquariali, archivistici e librari (da 7.606 a 12.096).

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Fotografia, Jobs: mostra e giornata di studio nel Reggiano sulle forme di lavoro

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Una mostra collettiva su forme e spazi del lavoro nel tempo della Quarta rivoluzione industriale: è Jobs, in programma dal 17 novembre (inaugura il 16) al 22 dicembre all’Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia). Promosso da Linea di Confine per la fotografia contemporanea, il progetto di ricerca si propone di contribuire a una maggiore conoscenza delle forme e degli spazi assunti dal lavoro negli ultimi decenni e prevede una giornata di studio aperta al pubblico, il 16 novembre e un concorso fotografico under 35. Con la Quarta rivoluzione industriale, caratterizzata da un forte impulso all’automazione, il lavoro sembra diventato invisibile nei flussi governati dagli algoritmi, ma in realta’ ha assunto nuove forme in rapporto alla tecnologia e al territorio, diventato quest’ultimo una vera e propria fabbrica a cielo aperto.La mostra presenta opere prodotte su questo tema da autori e collettivi. Tra loro, Michele Borzoni di Terra Project, con la serie ‘Workforce’, dove la forza lavoro e’ analizzata in vari contesti lavorativi, dall’Icommerce ai call center, all’impegno di mano d’opera a basso prezzo nei lavori agricoli stagionali (2017); Allegra Martin con la serie ‘I luoghi e i lavori 4.0’ (2017), progetto a cura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, realizzato in collaborazione con la Fondazione Mast di Bologna; Andrea Paco Mariani, del collettivo SMK VideoFactory, con il video ‘The Harvest’ (2017) realizzato nelle campagne dell’Agro Pontino, dove viene impiegata in lavori agricoli mano d’opera indiana a basso costo; William Guerrieri con la serie ‘Bodies of Work’ (2018), un’indagine sul lavoro e il corpo, in rapporto alla tecnologia, alla Saipem di Marghera e nelle aree circostanti Fincantieri, realizzata per il Comune di Venezia; Andrea Simi, con la serie ‘Poimec’, realizzata su una piccola azienda situata nel Tecnopolo di Moncalieri, in Piemonte, che opera sui mercati internazionali (2019). Esposte anche fotografie provenienti dalla collezione di Linea di Confine.

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Cultura

Dall’archeoboat alle favole digitali, tutti i progetti di valorizzazione dei tesori dei Campi Flegrei

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Si è concluso il Parco delle Idee, la prima maratona partecipata per i progetti di valorizzazione dei Campi Flegrei. Per tre giorni, da venerdì a domenica, la fortezza aragonese, il Castello che domina Baia e che ospita il museo archeologico si è trasformata in un laboratorio nel corso del quale 80 delle idee proposte, da altrettanti 139 candidati, sono state trasformate in otto progetti di valorizzazione presentati alla direzione del concorso.

Alcuni di questi progetti troveranno spazio nel Piano strategico del Parco che sarà pubblicato nei prossimi mesi. Un modello culturale di partecipazione che si candida a diventare per la straordinaria potenzialità del territorio best practice in ambito nazionale, nella valorizzazione del patrimonio culturale.

Archeoboat, archeobus e car sharing. Sentieri per il trekking e percorsi in bici. Visite esperienziali con rievocazioni storiche. E poi laboratori scolastici, forum letterari, mostre e opere d’arte site specific, convegni. Sono la selezione più creativa dei numerosi progetti di valorizzazione elaborati nel corso del laboratorio partecipato #il Parco delle Idee, organizzato dal Parco archeologico dei Campi Flegrei, dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli Federico II e BAM! Strategie Culturali. “Il Parco delle Idee – dichiara Fabio Pagano direttore del Parco Archeologico – è stata una meravigliosa esperienza. Nel corso di tre giorni abbiamo lavorato su tavoli di confronto per rendere queste idee ancora più forti e rappresentative di tante realtà, ammirando lo spirito dialogante tra l’innovazione rappresentata delle nuove generazioni e l’esperienza di chi ha già offerto il proprio contributo al territorio dei Campi Flegrei. Queste proposte verranno ora – ha concluso – accompagnate dal Parco con nuove iniziative che possano dare concretezza alle idee favorendo la nascita di nuove imprese culturali”. Alla maratona hanno preso parte per lo più giovani tra i 20 e i 25 anni, provenienti quasi tutti del territorio, ma ci sono stati anche partecipanti da Jesolo, Pistoia, Ustica.

Nelle prossime settimane – dichiara Stefano Consiglio, direttore del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II – il Parco Archeologico dei Campi Flegrei insieme al Laboratorio dell’impresa culturale dell’Università Federico II di Napoli promuoverà ulteriori incontri con tutti quelli che hanno partecipato e sono interessati ad implementare le idee presentate”.

Gli otto progetti presentati al direttore Pagano riguardano accessibilità e trasporti, narrazione e visibilità dei luoghi, fruibilità dei siti. E tra le azioni proposte i servizi di archeobus e archeoboat con imbarcazioni acquavision dal fondo trasparente, a viaggi esperienziali a bordo di vagoni della Cumana trasformati, grazie alla tecnica del pelliculage, in Antro della Sibilla, Grotta di Cocceio o altri siti del Parco. Qualcuno ha perfino immaginato – difficile da realizzare, almeno per il momento – una cupola sottomarina per l’accesso pedonale da Punta Epitaffio all’area archeologica sottomarina. Altri partecipanti hanno invece progettato laboratori scolastici per la realizzazione di fiabe digitali di ispirazione mitologica, focus sul romanzo storico, mostre d’arte, gare sportive appuntamenti annuali come il PaFest, il festival dei Campi Flegrei e le Giornate internazionali di Archeologia Subacquea. Non sono mancati gli itinerari enogastronomici e quelli per il trekking e il cicloturismo.

 

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