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Il Coronavirus, gli affari di Sky e il campionato di calcio che verrà spacchettato e… un po’ falsato

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Scriveva un eccellente magistrato, in un libro bellissimo dal titolo evocativo “Football Clan”, che il calcio è uno straordinario strumento di consenso sociale. Troppe volte questo strumento è stato messo al servizio di interessi poco chiari. Talvolta mafiosi. Quello che possiamo dire senza tema di essere smentiti è che il calcio in Italia è una industria assai redditizia per un certo mondo. In tempi di coronavirus e di divieti di celebrare il rito della partita in uno stadio con i tifosi, per ovvi motivi di contenere il contagio nelle zone del Paese dove abbiamo individuato i focolai di infezione, occorreva fare delle scelte. Sospendere il campionato come in Cina. Continuare come se nulla fosse e far svolgere il campionato a porte chiuse. Rinviare il campionato ma farlo in accordo tra tutte le società di calcio per evitare polemiche assurde quando ci sono migliaia di persone nel Nord Italia (Lombardia e Veneto in primis) che soffrono.

Maximo Ibarra. Nuovo Ceo di Sky Italia da pochi mesi alle prese con una crisi di abbonati spaventosa, la possibilità di perdere i diritti tv degli anni prossimi, molti dipendenti messi in quarantena, un telegiornale più o meno chiuso e qualche povero cristo di lavoratore contagiato

Sospendere il campionato sarebbe stata una scelta assurda anche perchè in Italia i focolai di contagio sono stati individuati e la soluzione, con un poco di pazienza, sarà trovata. Questa scelta, oltre a causare danni economici ingenti in un settore importante, è oggettivamente eccessiva, inutile e dannosa. Rinviare il campionato di qualche settimana? Si poteva fare, ma lo si doveva fare con un accordo tra tutte le società di calcio e gli organismi federali in modo da non danneggiare nessuno (c’è un campionato già in corso). Questa scelta, di rinviare alcuni match, farne disputare altri, ha creato polemiche incredibili tra società e tifoserie su presunti vantaggi concessi ad alcune o svantaggi arrecati ad altre che peseranno molto sulla credibilità della assegnazione dello scudetto quest’anno.

Quale che sia il risultato finale. La scelta migliore era quella che era stata individuata dal ministro dello Sport e dalla Figc: piuttosto che rinviare, far disputare due o tre giornate a porte chiuse negli stadi dove era opportuno evitare assembramenti di migliaia di persone. Bastava chiedere a Sky una piccola curetta dimagrante ovvero mettere a disposizione il segnale delle partite a porte chiuse, consentire la visione in chiaro ai tifosi, cedere questo segnale anche a Rai e Mediaset gratis in modo da poter assicurare una visione sul 100 per cento del territorio nazionale dei match senza tifosi. Ma Sky, che forse pensava di poter guadagnare un po’ di abbonati sfruttando una tragedia nazionale (la crisi morde e gli abbonati sono sotto il livello di guardia) si è detta disponibile a diffondere in chiaro nel Nord Italia (o in tutta Italia) il segnale ma su Tv8 del digitale terrestre, senza cedere nulla ai concorrenti Rai e Mediaset. Tutto legittimo, ovviamente. Così facendo Sky (che pensa ai suoi interessi anche in questa tragedia) avrebbe incrementato la raccolta pubbicitaria su Tv8 e lanciato un canale che langue sotto l’1 per cento di share.

Vincenzo Spadafora. Il ministro dello Sport ha provato a mediare ma poi Sky ha posto il veto alle partite in chiaro e lui ha lasciato fare

Davanti a questo muro, il Governo Conte non ha avuto scelta. Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha spiegato che non è “accettabile, in un momento come questo, giudicare le scelte secondo una visione di parte. Come la politica, così lo sport, dai dirigenti ai tifosi, dovrebbe essere in grado di andare oltre il proprio diretto interesse”.  “Tutti noi, in queste ore, dobbiamo scegliere le priorità e devono poter prevalere le ragioni della prudenza e della tutela della salute pubblica”. “Comprendo la passione e l’amore per la propria squadra – scrive il ministro – Sulla base delle indicazioni della comunità scientifica abbiamo dato due possibilità: il rinvio o le porte chiuse. I vertici del mondo sportivo, unanimemente, hanno optato per il rinvio. Una decisione che la Lega dovra’ prendere, al suo interno, anche in relazione alla prossima giornata di Campionato. Come questo abbia impatto sul calendario futuro, sul numero delle partite, sul riposo dei giocatori, sono temi su cui dovranno ragionare le squadre, la Lega e la Federazione – puntualizza il ministro -È nel loro diritto smontare e rimontare il calendario come meglio credono, cercando la soluzione piu’ equa e piu’ giusta per tutti”. Insomma, il ministro, visto quanto accaduto sulla soluzione delle partite in chiaro, è stato chiarissimo: fatevi gli affari vostri, giocate quando volete, ma saremo noi a dirvi quando potrete riaprire gli stadi.

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Calcio nel caos, in caso di stop anticipato blocco delle retrocessioni e scudetto non assegnato: il Benevento si ribella

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A due settimane dal recupero Torino-Parma che dovrebbe segnare, a meno di nuove sorprese, la ripartenza della serie A, sale la tensione in vista del Consiglio federale di lunedi’ prossimo, che dovra’ definire delicate questioni in sospeso. L’assemblea di Lega A, che ieri ha votato con 16 si’ e quattro astenuti, per la non assegnazione dello scudetto e il blocco delle retrocessioni in caso di stop anticipato, ha agitato le acque e alzato il livello della polemica. La volonta’ espressa dalla Lega di A si scontrera’ con i numeri in consiglio federale, lunedi’. Forse anche per questo le altre Leghe non hanno risposto alla bordata esplicita con una dichiarazione di guerra aperta. Ma a dar voce alla sorpresa e alla rabbia delle altre serie e’ Oreste Vigorito, presidente del Benevento, capolista della serie cadetta con +20 sulla seconda e la promozione di fatto ‘congelata’: e’ lui tra i primi a tuonare contro un possibile cambio del format, opponendo un netto ‘no’ ai giochi di prestigio e la proposta dei club maggiori rischia di trovare un muro invalicabile tra le altre leghe e le componenti. “Non ci siamo iscritti a un sistema di prestigiatori, in cui appaiono e scompaiono all’improvviso ipotesi e tesi”, afferma Vigorito, che con la sua squadra in testa con 20 punti di vantaggio sulla seconda ha la promozione garantita. “Ora dobbiamo solo aspettare e scoprire se c’era il trucco: saro’ felice con la promozione, altrimenti meditero’ sulle conseguenze”. A sorprenderlo e’ stata la delibera della Lega maggiore, che cambia tutti gli scenari. “Il Consiglio federale dovra’ decidere una pronuncia di competenza e buonsenso – sollecita Vigorito – per arrivare a delle conclusioni su un campionato che improvvisamente cambia format sette giorni dopo da quando è stata stabilita la ripartenza. L’algoritmo varrebbe solo per chi festeggia l’Europa mentre quelli che dovrebbero fare il funerale lo tolgono?”, si chiede. Un blocco delle retrocessioni avrebbe conseguenze a cascata sia sulla serie B, sia sulla serie C, con numeri di partecipanti quasi ingestibile. Inevitabile sarebbe poi la sequela di ricorsi, gia’ annunciati da 31 club di serie D che rifiutano la retrocessione a tavolino decisa dalla Lnd con lo stop al campionato e che dovrebbe essere ratificata dal Consiglio federale. Se dalla Lega A e’ emersa la volonta’ di evitare le retrocessioni in caso di fine anticipata del campionato, in consiglio federale i club della massima serie non hanno pero’ i numeri per far passare il principio. Al momento, la via Figc per il piano B prevede il ricorso a play off e play out solo in caso di impedimento alla ripartenza, e un ricorso all’algoritmo se a campionato ripreso ci si fermasse senza possibilita’ di ripartire. Se invece uno stop avvenisse a breve, e con abbastanza tempo davanti, allora bisognerebbe riconvocare un consiglio urgente e valutare la situazione al momento. Il convincimento di molti, non solo all’interno del mondo del calcio, e’ che di qui al 20 giugno anche le regole per la quarantena di un eventuale positivo potrebbero essere diverse. Intanto Rocco Commisso rivela: “anche Iachini ha avuto il coronavirus, non lo sapevo”, e poi pensa alla ripresa. “Niente scherzi, dobbiamo restare in A e poi pensare al rilancio”: come dire, in campo si va per giocarsi i verdetti finali sul serio. Il Consiglio federale di lunedi’ dovra’ poi esaminare anche un’altra questione, quella dei contratti dei giocatori. Il presidente federale, Gabriele Gravina, ha pronta la norma che portera’ ad allungarli fino al 31 agosto. Anche su questo, ci sara’ da discutere.

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Commisso rassicura Iachini: stia tranquillo e ci salvi così…

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Un anno di Fiorentina. Il patron della Viola Rocco Commisso ha voluto celebrarlo, dagli States, con una diretta sui canali social del club, quasi due ore di chiacchierata, in cui si e’ preoccupato prima di tutto del suo allenatore. Infatti Beppe Iachini ha avuto ‘il coronavirus e Commisso non e’ rimasto indifferente. ‘Anche il nostro allenatore e’ stato malato in questi mesi, non lo sapevo, ha tutto il mio supporto. Ora stia tranquillo e si concentri sulla squadra”, ha detto il magnate italo americano. Ma vuol dire anche che Iachini verra’ confermato per la prossima stagione? “Bisogna vedere cosa succedera’ in questo finale di campionato – la risposta del patron viola -. Iachini mi ha ben impressionato finora, ha fatto un buon lavoro, ma adesso a lui e ai giocatori dico di concentrarsi sulle prossime gare”. Invito da non trascurare: “faccio gli scongiuri ma non devono esserci brutti scherzi, dobbiamo restare in Serie A – ha sottolineato – dopodiche’ progetteremo il rilancio per la futura stagione”. E’ stato inevitabile, trattandosi di Commisso, parlare anche dello stadio, tormentone che lo accomuna a un altro italo-americano sbarcato nella serie A del calcio, il romanista James Pallotta. “Abbiamo firmato un’opzione di acquisto per i terreni nel Comune di Campi Bisenzio – e’ l’annuncio di Commisso-. Si tratta di 36 ettari e mezzo sufficienti per fare tutto quello che vogliamo fare, lo stadio e pure i parcheggi e l’area commerciale – ha spiegato il magnate italo-americano – Ho sentito che potrebbero esserci problemi per l’aeroporto ma io spero che potremo sederci a un tavolo essendo due strutture importanti per Firenze”. L’opzione Mercafir e’ invece tramontata: ”Lo abbiamo deciso quando abbiamo compreso che sommando tutto saremmo arrivati a un costo dieci volte piu’ alto dei 6 milioni preventivati e che in futuro le tasse sarebbero aumentate. Ingiusto verso chi vuol investire, in America non succede a chi costruisce stadi”. Quindi il patron viola s’e’ rivolto alla Soprintendenza: ”Quando ci siamo incontrati abbiamo capito che non avremmo potuto ristrutturarlo come avremmo voluto – ha detto -. Ma solo le leggi di Dio non si cambiano. Non e’ giusto che a Milano e Bologna si possano togliere i vincoli per i loro stadi e a Firenze per il Franchi no. Ristrutturarlo e’ un’opzione che resta nel rispetto delle norme ma non mettero’ i soldi se dovro’ sottostare alle leggi della Soprintendenza”. Commisso ha ringraziato il presidente del Coni Giovanni Malago’, il numero uno federale Gravina e quello della Lega A Dal Pino per i messaggi di auguri compreso riuscire a costruire lo stadio. ”Ma non voglio sentire che lascio se non me lo faranno fare – ha detto – Io voglio restare per vincere ma per riuscirci bisogna incrementare i ricavi e lo stadio serve. Intanto contiamo di avere pronto entro fine 2021 il Centro sportivo a Bagno a Ripoli. L’emergenza-virus ha rallentato i lavori ma di un solo mese e abbiamo firmato in questa settimana il primo contratto con un costruttore per ristrutturare la villa liberata da abusivi dopo decenni”. Infine, confermata la volonta’ del dg viola Barone di candidarsi in Lega per provare a cambiare qualcosa: ”In Italia, anche nel calcio, c’e’ troppa burocrazia, troppa politica, e’ questo che ci frena per tornare al livello di Liga o Premier”, e’ sicuro Commisso.

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Il Brescia licenzia Balotelli

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E’ finita, come purtroppo troppo spesso accade, nel peggiore dei modi, tra il Brescia e Mario Balotelli. La società  di Massimo Cellino ha inviato al giocatore la lettera per chiedere la rescissione unilaterale del contratto. Lo strappo decisivo e’ arrivato con la mossa dell’attaccante di presentare un certificato medico con la diagnosi di gastroenterite per la quale non si e’ presentato agli ultimi allenamenti dopo settimane di grande tensione con la societa’. Il campione, almeno quando gioca lo é,  non si e’ presentato ai due allenamenti che erano stati predisposti per lui e lo stesso avrebbe fatto per tutta la settimana. La versione di Balotelli e’ che il club e’ stato informato di una sua indisposizione gastrointestinale. Un’indisposizione della quale, pero’, la societa’ fa sapere indirettamente di non essere al corrente visto che agli orari prestabiliti per gli allenamenti del Brescia, preparatori atletici e fisioterapista dedicati sono regolarmente presenti al campo. Appare questo come l’ultimo atto della storia tra Mario e il Brescia che ha ultimati il dossier su Balo e ora lo licenzia.

 

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