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Il calcio che ci piace: salva la vita a un avversario dopo lo scontro. Dopo tutti ospiti a Capri isolata dal maltempo

Marina Delfi

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Erano arrivati sull’isola di Capri gasatissimi e pronti a dare battaglia ai padroni di casa del Real Anacapri i calciatori dell’Arzanese ma come ha scritto il loro portavoce su Facebook, sicuramente in rappresentanza del pensiero del presidente Pellino: “Ci sono momenti in cui il calcio giocato passa veramente in secondo piano: si scoprono uomini e storie che solo con il pallone non si riuscirebbero a conoscere”.

Effettivamente nel corso della partita -finita 3 a 2 per la squadra di casa, ma è solo un dettaglio- c’è stato uno scontro di gioco violento ma fortuito nel quale il calciatore Filippo Saviano dell’ Arzanese ha battuto la testa. Ebbene Luigi Buondonno col quale si era scontrato “si è fiondato tempestivamente ad aprire la bocca dell’attaccante biancoceleste ed ha evitato che ingoiasse la lingua, praticamente salvandogli la vita, anche a costo di ferirsi le dita a causa della reazione involontaria dei denti di Saviano. Gesti come questi ci fanno capire che l’essere umani è l’elemento fondamentale di ogni cosa, soprattutto nello sport”.

Dopo lo scampato pericolo e alla fine della partita i giocatori dell’Arzanese son rimasti bloccati a Capri perché non partivano ne traghetti né aliscafi a causa del maltempo. Così è scattata una gara per la disponibilità ch viene raccontata dal management della squadra di Arzano: “un altro bellissimo gesto umano da parte di uomini eccezionali. Il Real Anacapri, nelle figure del Presidente Adalberto Cuomo, del Direttore Vincenzo Auricchio e comunque di tutto lo staff tecnico e della squadra, oltre che del Sindaco della città di Capri Marino Lembo, che si è dimostrato disponibilissimo per ogni evenienza, si è adoperato per fornire, in modo totalmente gratuito: Alberghi (e si ringrazia tantissimo anche le strutture Hotel Palatium Mari e Hotel Quattro Stagioni), Cena (e si ringrazia il ristorante Verginiello), pulmini, funicolari ed ogni altro confort alla nostra squadra.Una volta che l’US Arzanese 1924 tutta è riuscita a tornare a Napoli, è tempo di riflettere su quanto ci è stato donato in termini di umanità, cosa che ci ha riempito il cuore, ci ha arricchiti come persone, facendoci rendere conto che nel Mondo esistono ancora persone buone.

Non smetteremo mai di ringraziarvi, e soprattutto – conclude il lungo post su Facebook della US Arzanese- non dimenticheremo mai di quanto ci avete donato, onore al Real Anacapri!

Dalla società isolana arriva il commento più giusto al termine di una partita di calcio: “Al di là del risultato, vittoria, sconfitta, i veri valori dello sport oggi hanno vinto. Ringraziamo l’U.S. Arzanese, avversari leali”.

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Il Paris Saint Germain batte l’Atalanta negli ultimi minuti e vola in semifinale di Champions League

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Un rimpallo favorevole e Pasalic porta l’Atalanta in vantaggio 1-0 sul Paris Saint Germain: è il 27′ del primo tempo. Subito dopo il PSG ci prova, soprattutto con Neymar che sforna una serie di azioni da manuale che però non hanno una conclusione degna che possa consentire ai francesi di superare il muro messo in piedi da Gasperini e pareggiare. In altre parole il brasiliano sciupa tanto, la squadra risente della mancanza del regista perché Verratti è infortunato come Di Maria, e si arriva al termine del primo tempo con i bergamaschi in vantaggio.

Allo Stadio da Luz di Lisbona nella partita dei quarti di finale di Champions League si riprende nel secondo tempo con il PSG che prova a superare il muro nerazzurro senza esito. La partita si fa tosta, in pochi minuti le due squadre collezionano 7 ammoniti, cinque bergamaschi e due del PSG. Al 60′ esce Sarabia che non ha fatto certo una grande partita ed entra Mbappè. Nell’Atalanta escono  il Papu Gomez e Djimsiti ed entrano Malinovskyi e Palomino.

A venti minuti dalla fine esce anche l’autore del gol, Mario Palisic ed entra Muriel nella file nerazzurre. Il PSG non ci sta e insiste: bella azione di Mbappè che però trova sulla sua strada uno strepitoso Sportiello che evita il gol respingendo con il piede destro. È ancora il portiere bergamasco protagonista di un salvataggio, stavolta sui piedi Neymar. Continua l’assalto alla porta dell’Atalanta fino a che è Marquinhos a raddrizzare il risultato. Ma il gol va controllato: è buono. Pareggio del PSG. Passano due minuti e i francesi rovesciano il risultato con Choupo-Moting su azione di Nymar: Paris Saint Germain 2- Atalanta 1. I francesi sono in semifinale.

 

 

 

 

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Calcio: sorrisi e riposo, ma Inter perde Sanchez

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Una giornata di relax, tra pranzo a Dusseldorf in riva al Reno e sfide alla Playstation, ma con la notizia negativa della conferma dell’infortunio muscolare per Alexis Sanchez. L’Inter ricarica le batterie verso la semifinale di Europa League contro lo Shakhtar Donetsk, in programma lunedi’, in cui tuttavia con molta probabilita’ dovra’ fare a meno dell’attaccante cileno. Gli esami strumentali svolti oggi hanno infatti evidenziato una distrazione muscolare al bicipite femorale della coscia destra per Sanchez, dopo il problema nella gara con il Bayer Leverkusen, quando era comunque rimasto in campo con una vistosa fasciatura. Le condizioni del giocatore saranno rivalutate nei prossimi giorni ma sembra impossibile il recupero per la semifinale, mentre qualche possibilita’ potrebbe invece esserci nel caso in cui l’Inter approdasse in finale, che andra’ in scena il prossimo 21 agosto. Un ko pesante, che toglie a Conte un’importante arma in piu’ dalla panchina: dal post-lockdown, Sanchez ha infatti contribuito alla causa nerazzurro con 3 gol e 7 assist. C’e’ ancora tempo, comunque, per pensare a come sostituirlo verso la sfida con lo Shakhtar. Intanto oggi Lukaku e compagni hanno ricaricato le batterie, con un giorno di riposo concesso da Conte. I nerazzurri, rimasti in ritiro a Dusseldorf per il protocollo Uefa, hanno deciso cosi’ di pranzare tutti insieme, staff compreso, in un ristorante in riva al fiume Reno, come raccontato dalla societa’ in un tweet, ”nel pieno rispetto di tutte le misure anti Covid previste anche dal regolamento Uefa”. Clima sereno e tanti sorrisi per i giocatori, con qualcuno che nel pomeriggio si e’ cimentato in qualche sfida alla Playstation in hotel, come mostrato da Lukaku e Gagliardini in un video pubblicato sui social.

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José Maria Callejon va via ma lascia a Napoli un pezzo di cuore e ricordi indelebili

Valeria Grasso

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Quando arrivarono a Napoli, sette anni fa, sua moglie Marta scoppiò a piangere: erano in auto e si ritrovarono a passare per la zona della stazione. Qualche mese dopo Marta Ponsati Romero, moglie di Josè Maria Callejon raccontò di come Napoli e i napoletani l’avessero conquistata e lo fece postando sui social un articolo in cui spiegava come persino nei mercatini lei avesse trovato un calore e una solidarietà che le scaldavano il cuore. Lui, il torero, volto e postura da ‘hidalgo’, arrivava dal Real Madrid eppure si presentò in punta di piedi, quando alla guida del Napoli c’era un allenatore dal ‘pedigree’ internazionale, Rafa Benitez, e – come nel suo stile – se ne va allo stesso modo, in punta di piedi.


Era il 2013, Josè Maria Callejon veniva dai blancos, la stessa squadra di Higuaín, ma a differenza del più noto attaccante argentino, in pochi lo conoscevano e sapevano pronunciare bene il suo cognome. Da allora in azzurro: 348 presenze, 82 gol, uomo assist per eccellenza, in tutto 78. La sua firma quel famoso taglio in area di rigore dalla destra che tanto ha apprezzato Lorenzo Insigne come tutti gli amanti del calcio e che ha propiziato tanti gol. Quel ragazzo bello e tenebroso, spesso imbronciato (tanto da essere soprannominato ‘caballero triste’) ma solo per carattere e discrezione. Lui che è stato un compagno di squadra perfetto, un uomo spogliatoio, instancabile a tutto campo, di intelligenza tattica sopraffina, generoso. Molto versatile: è stato impiegato come ala, trequartista, seconda e prima punta al servizio della squadra e dell’allenatore. Abile nel colpo di testa, tiro forte e preciso.

Riservato, mai fuori dalle righe, mai polemico. Una rarità avere nella rosa uno così, di questi tempi dove i valori anche nel calcio non sono poi così pregnanti. L’amore per Napoli non l’avrà forse detto a parole ma l’ha dimostrato – cosa più importante- ampiamente con i fatti. Non solo perché è tra quelli che ha vestito più di tutti la maglia azzurra come titolare, a prescindere da chi fosse l’allenatore. Soprattutto perché con il contratto in scadenza al 30 giugno 2020 ha deciso di restare a disposizione di Gattuso fino al 31 agosto senza avanzare alcuna richiesta economica.

E poi i suoi ‘gioielli’ sempre al primo posto. Nel 2013 Josè sbarca a Napoli con Marta, promessa sposa, e la figlia di lei, Paula. Ed è proprio nel capoluogo partenopeo che cresce la sua bella famiglia con l’arrivo di due splendide bimbe: India e Aria. Sono molto uniti Josè e Marta: la modella catalana ha speso sempre parole di elogio per la città azzurra. Le strade oggi si dividono. Callejon non finirà la sua carriera all’ombra del Vesuvio ma in Spagna (si parla di Villareal dove ritroverebbe anche Albiol) “Josè è un ragazzo che ci mancherà tanto, soprattutto a me” ha dichiarato Dries Mertens”.
Come tutte le belle storie, quelle davvero speciali, Calleti lascia a Napoli ricordi indelebili. Va via un pezzo di cuore dei tifosi napoletani che per questo gli augurano tutte le fortune del mondo.

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