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Harry e Meghan e Ivanka Trump a nozze di Misha Nonoo

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Il principe Harry in frac insieme a Meghan Markle in abito nero lungo, velato nella parte superiore, con i capelli raccolti, e una sorridente Ivanka Trump in abito di chiffon rosa antico fermato in vita da una cinta dorata, con il marito Jared Kushner, sono arrivati nell’esclusiva (e blindata da un imponente servizio di sicurezza) Villa Aurelia al Gianicolo a Roma, per uno dei matrimoni piu’ glamour dell’anno, quello della stilista Misha Nonoo con il multimilionario statunitense Michael ‘Mikey’ Hess, davanti a 200 invitati. Fra gli ospiti vip anche una bionda Katy Perry in abito di tulle rosa e occhiali da sole bianchi e neru al braccio di Orlando Bloom, e l’attore e conduttore James Corden con la moglie Julia Carey. Misha e’ entrata a bordo di un golf cart, portando con se’ il vestito da sposa di pizzo color ecru, da lei ideato. Con lei le principesse Beatrice e Eugenie di York. L’evento e’ scandito da tre giorni di festeggiamenti, compresa una cena da star, il 21 a Cinecitta’, che pare abbia come tema La Dolce Vita, con un dress code ispirato all’epoca del film di Fellini. Harry e Meghan sono arrivati nella capitale, a quanto pare, con un volo di linea, dopo le polemiche estive per un uso eccessivo di voli privati nei loro viaggi. Una breve trasferta, in vista del lungo viaggio in Africa, per il quale partono lunedi’, insieme al figlio di quattro mesi Archie, primo royal tour con il principino. Meghan e’ una grande amica di Misha, nata in Bahrein da padre iracheno e madre britannica, cresciuta a Londra e con una vita adulta in buona parte a New York. Sembra che sia stata proprio la stilista a presentare nel 2016 l’attrice ad Harry, che e’ anche amico d’infanzia del precedente marito di Misha, l’imprenditore Alexander Gilkes, sposato dalla stilista nel 2012 a Venezia (il divorzio c’e’ stato nel 2017).

E il matrimonio di Harry e Meghan (che con la stilista ha realizzato una capsule collection per l’organizzazione di beneficenza Smart Works, impegnata nel supporto delle donne in difficolta’, anche con training e la fornitura di abiti per i colloqui di lavoro) era stato occasione nel 2018 della prima uscita pubblica di Misha con Hess. Il giovane multimilionario non lavora nella compagnia petrolifera di famiglia, la Hess Corporation, guidata dal padre, ma si dedica alla finanza (nel suo curriculum incarichi alla Goldman Sachs e alla Kkr & Co) e alla beneficenza. Tra gli invitati al suo matrimonio anche la modella Karlie Kloss e il marito Joshua Kushner (fratello minore Di Jared), amico, dagli studi insieme all’Harvard Business School, di Hess, che, secondo il New York Times, in quegli anni faceva parte della Section X, una sorta di confraternita per studenti super ricchi, i cui membri davano vita a feste scatenate e viaggi di lusso. Insieme agli sposi, alcuni degli ospiti hanno dato il via ai festeggiamenti ieri sera con una cena a base di pesce nel ristorante Pierluigi dietro Piazza Farnese. Sui dettagli della cerimonia nuziale, il cui inizio era previsto in coincidenza con il tramonto, fra i giardini e le sale della villa settecentesca, con vista mozzafiato su Roma, per ora ci sono solo indiscrezioni, anche perche’ agli ospiti sarebbe stato chiesto di non pubblicare foto sui social fino all’uscita delle immagini ufficiali. Stando alla testata Usa Daily Beast, Cinecitta’, ha ospitato anche, poche ore prima delle nozze, un pranzo ristretto per alcuni degli amici piu’ cari di Misha e Michael.

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Sanders cerca la volata in caucus Nevada, trema Joe Biden

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I democratici alla prova dei caucus del Nevada. Incrociano le dita affinche’ non si ripeta il pasticcio del conteggio dei voti in Iowa, Bernie Sanders (nella foto in evidenza) punta a consolidare il suo status di front runner nella corsa alla Casa Bianca e ad emergere definitivamente come l’anti-Trump spazzando via i rivali, soprattutto un Joe Biden in apparente difficolta’. Per il senatore del Vermont si tratta di un test cruciale sul quale pesa pero’ l’incognita delle interferenze russe. L’intelligence americana ha infatti constatato una campagna ombra orchestrata dalla Russia per favorire Sanders, creare confusione nel partito e, come obiettivo ultimo, promuovere la rielezione di Donald Trump. “Il mio messaggio e’ chiaro: la Russia deve stare alla larga dalle elezioni”, tuona il senatore. Ma per i suoi rivali le interferenze sono una buona occasione per cercare di colpirlo e fermare la sua volata alla nomination democratica. Una corsa che al momento lo vede saldamente in testa nei sondaggi nazionali, insidiato pero’ da Pete Buttigieg. Per ‘Mayor Pete’ il Nevada con il suo elettorato variegato – 30% ispanici, 10% afroamericani e una crescente popolazione di asiatici – e’ il primo banco di prova in uno stato occidentale e per il suo appeal fra le minoranze. Se Biden trema di fronte all’ascesa di Sanders-Buttigieg, non va meglio a Elizabeth Warren, secondo molti ormai all’ultima spiaggia. Nonostante le sue buone perfomance ai dibattiti, la campagna della senatrice non ha finora sfondato e nei sondaggi, e alle urne, e’ decisamente indietro rispetto ai rivali. Warren, cosi’ come Buttigieg e Amy Klobuchar, e’ inoltre alle prese con un problema pressante: le casse quasi vuote.

Joe Biden. L’aspirante candidato democrat alla Casa Bianca

Se Sanders e Michael Bloomberg, il convitato di pietra in Nevada, navigano nell’oro, gli altri candidati possono contare su tesoretti ben piu’ ridotti per le loro campagne. E Warren e’ quella piu’ in difficolta’, con in banca solo 2,3 milioni di dollari. Va un po’ meglio a Klobuchar, che puo’ contare su 2,9 milioni e che, in vista del Super Tuesday, ha incassato l’importante appoggio di due quotidiani della California, il Seattle Times e il San Francisco Chronicle. Trump segue dalla Casa Bianca i risultati dopo il blitz degli ultimi giorni sulla Strip di Las Vegas. Il presidente ha perso nel 2016 solo per due punti percentuali il Nevada ma da allora la situazione nello stato, a maggioranza democratica, e’ profondamente cambiata: il Nevada, travolto dalla crisi del 2008, sta sperimentando ora un vero e proprio boom economico di cui Trump si ritiene l’artefice. “In Nevada grazie all’andamento dell’economia e dell’occupazione vincero’ in novembre”, twitta il tycoon sicuro di se’. Segue da lontano il voto anche Bloomberg. La perfomance non convincente all’ultimo dibattito non sembra aver intaccato le chance dell’ex sindaco di New York che, correndo ripari, ha annunciato di essere pronto ad alzare il velo sugli accordi di riservatezza di tre ex dipendenti della sua societa’ relativi ad accuse di molestie sessuali. Una svolta insomma per il miliardario che, come molti all’interno del partito democratico, spera in una prima ‘pulizia’ in Nevada del parterre ancora troppo affollato dei candidati dem. Se cosi’ non fosse le chance che diventi realta’ l’incubo dei liberal, ovvero altri quattro anni di Trump, rischierebbero di aumentare.

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Messico, scoperta una fossa comune con 24 cadaveri

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Almeno 24 cadaveri in avanzato stato di decomposizione sono stati rivenuti in una fossa comune a Coneo, nello Stato messicano di Michoacan. Lo ha reso noto il procuratore generale locale, Adrian Lopez Zolis. Il magistrato, riferisce il quotidiano La Voz de Michoacan, ha indicato che venerdi’ scorso la polizia ha arrestato i componenti di una banda criminale che era in possesso di armi di uso esclusivo dell’esercito. In questo ambito la Procura e’ venuta a conoscenza dell’esistenza, in un quartiere del municipio di Coeneo, di un edificio il cui cortile veniva utilizzato come cimitero clandestino. Una e’quipe specializzata si e’ recata sul posto costatando che in molti punti del cortile la terra era stata rimossa in molte aree del terreno. Gli scavi realizzati a partire da martedi’ hanno permesso il recupero di 24 cadaveri in stato di decomposizione, molti dei quali mutilati. La maggioranza delle vittime, fra cui cinque erano donne, avevano fra i 20 ed i 40 anni, e molti dei corpi presentavano ferite con arma da taglio al collo o erano decapitati.

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Strage di Hanau, il delirio di Tobias: “bisogna sterminare gli stranieri”

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Un cane sciolto dell’ultradestra dai tratti paranoidi che voleva “annientare” coloro “che la Germania non e’ piu’ in grado di espellere”: e’ questo il profilo dell’uomo che la notte tra mercoledi’ e giovedi’ ha seminato il terrore a Hanau, uccidendo dieci persone. Il 43enne Tobias Rathjen, impiegato di banca, era un disadattato che diffondeva in rete teorie cospiratorie su fantomatiche societa’ segrete e viveva in casa con la madre di 72 anni, che ha ucciso prima di togliersi la vita. “Tratti paranoici” in combinazione con “teorie di cospirazione” sono qualcosa di noto agli psicoterapeuti, ha sintetizzato un’esperto, Rolf Pohl, al magazine Focus. Tobias stesso si sentiva minacciato e spiato e attribuiva a questo sistema di menzogne la sua stessa situazione di solitudine: “Non prendo moglie quando so di essere controllato”, ha lasciato scritto in uno dei suoi farneticanti documenti caricati sul suo canale Youtube. I servizi segreti, secondo la sua folle visione del mondo, erano riusciti a penetrare nel suo cervello, rubandone le idee e silurando le sue relazioni personali. “Non prendo moglie perche’ so di essere controllato”, ha scritto tra l’altro Rathjen. Non solo: l’uomo aveva mandato una lettera direttamente al capo della Procura generale, Peter Frank, il 6 novembre scorso, per denunciare ufficialmente “un’organizzazione sconosciuta dei servizi segreti” e chiedendo alle autorita’ di essere contattato per ulteriori sviluppi. Si autodefiniva “un normale cittadino”, “non sono un agente dell’intelligence, ne’ ho mai lavorato per loro”, ma riteneva di essere a conoscenza di “migliaia di cittadini tedeschi sorvegliati dalla polizia”. Nel video lasciato dall’attentatore pochi giorni prima di compiere le due stragi c’e’ una chiara traccia di tutto cio’: si avvertono gli americani di misteriose societa’ segrete sotterranee dove i bambini verrebbero maltrattati e uccisi e dove si adorerebbe Satana. Per questo gli americani sono chiamati a combattere “adesso”, continua il video. Il riferimento razzista e’ chiaro soprattutto nel documento rivolto al popolo tedesco, dove si parla della necessita’ di eliminare dalla Germania alcune popolazioni la cui espulsione e’ ormai impossibile, dice Rathjen. Il 43enne fa anche riferimento alla superiorita’ della razza bianca. Spiega che deportare gli stranieri dal paese non e’ sufficiente, che c’e’ bisogno di una “pulizia di massima” e di una “pulizia finale”. Poi passa ad elencare addirittura 20 Paesi, tra cui India, Turchia e Israele, che dovrebbero essere “completamente distrutti”. Un delirio che in rete trovava la sua cassa di risonanza. Molti siti tedeschi hanno infatti rilanciato il video di Tobias, prima di essere invitati a cancellarli.

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