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Giallorossi fusi con i ‘like’ sui social: a Totti piace Buffon e a Fonseca “like” se la Roma vende Florenzi

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Ancora problemi in casa Roma legati all’utilizzo di Instagram. Nel giorno in cui ha fatto discutere il ‘like’ messo dall’ex capitano Totti al post pubblicato da Buffon dopo il successo in Coppa Italia della Juventus sui giallorossi, arriva un altro caso stavolta collegato al profilo social dell’allenatore Paulo Fonseca. Tutto e’ nato da un messaggio pubblicato ieri dalla Roma con alcune immagini allegate relative all’allenamento. Poco dopo un utente ha lasciato un commento contro il capitano giallorosso: “Vendete Florenzi”. Nella giornata di oggi, poi, tra i ‘like’ al commento e’ spuntato anche quello di Paulo Fonseca. Da Trigoria, tuttavia, fanno sapere che il tecnico portoghese non si e’ assolutamente reso conto di avere effettuato l’accesso a Instagram nella giornata di oggi, tantomeno di avere messo un ‘like’ a un commento simile. Dopo la segnalazione del club, Fonseca, che non era dunque a conoscenza della cosa, ha subito provveduto a rimuoverlo.

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Cristiano Ronaldo show anche a Ferrara, la Juve batte la Spal e conserva il primato

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Il “macina record” Cristiano Ronaldo colpisce anche al Mazza, dove giocava per la prima volta in carriera. Match numero mille da seniores per CR7 e 11ma partita consecutiva in A con almeno un gol. La superstar della Juve eguaglia i record di Batistuta (1994) e di Quagliarella nella scorsa stagione. Ora ha nel mirino il primato assoluto sfidando l’Inter: difficile pensare ad uno scenario più luminoso per il tentativo. Intanto, la truppa di Sarri passa a Ferrara e mantiene il primato. L’operazione Lione per l’andata degli Ottavi di Champions prosegue senza intoppi. Pur senza i grossi calibri Higuain, Khedira, Pjanic, Douglas Costa e Bonucci la Juve non si complica eccessivamente la vita e passa con nonchalance sul prato dell’ultima in classifica. Dove, curiosamente, negli ultimi due anni non aveva mai vinto (un pari e un ko). Stavolta apre Ronaldo e a meta’ ripresa raddoppia Ramsey. Calano ritmo e pressione, cosi’ la Spal si affaccia pure dalle parti si Szczesny andando e pescare il rigore che potrebbe riaprire la partita. Ma non accade perche’ comunque i bianconeri sono in controllo e archiviano la pratica. Sarri presenta Chiellini titolare 182 giorni dopo l’ultima gara (causa il lungo stop per la rottura del crociato destro), al suo fianco Rugani e il colpo del mercato De Ligt relegato in panchina. Dentro invece i diffidati Cuadrado e Dybala: la gara con l’Inter di domenica prossima non eè ancora nei pensieri del tecnico bianconero. A centrocampo Ramsey nell’amato ruolo di mezzala, Bentancur in mezzo e i muscoli di Matuidi a sinistra. Cuadrado pendolo tra l’appoggio alla coppia Dybala-Ronaldo e un aiuto in copertura. Spal col 4-3-3 caro a Di Biagio, che stavolta in caso di avanzata juventina trasforma a “cinque” la linea di centrocampo con l’arretramento di Strefezza e Valoti. Il primo tempo e’ vivace, piacevole. La Spal parte con buon piglio ma la Juve quando affonda crea semre pericolo. Al 4′ Dybala profondo per CR7 che tocca a scavalcare Berisha: palo e gol ma e’ in fuorigioco per mezza scarpa e quindi rete annullata. La Juve rumina gioco, la formazione di casa regge e contrattacca. Al 31′ distrazione spallina, veronica Dybala e palo interno: Berisha poi raccoglie la palla vagante. Al 39′ la Vecchia Signora passa: Reca si perde Cuadrado che macina la fascia, gran assist centrale per il comodo tocco dell’accorrente Ronaldo. Nella ripresa è evidente la missione bianconera: chiudere in fretta. Berisha salva due volte su diagonale velenoso di Ronaldo e su Cuadrado, ma nulla puo’ al 15′: Dybala slalomeggia e libera Ramsey tutto solo, il tocco vale il 2-0. Gara in “ghiaccio”, pero’ non del tutto. Rugani si fa anticipare da Missiroli e gli tocca il piede d’appoggio. Dopo 3′ di Var, tra audio a intermittenza e video che non parte l’arbitro La Penna assegna il penalty ascoltando un walkie talkie. Petagna spiazza l’estremo juventino, ma non riapre la sfida. Anzi, il punto esclamativo lo mette Ronaldo: traversa al 40′ su punizione.

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Napoli formato trasferta, vittoria a Brescia in attesa di misurarsi col Barça

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A Brescia il Napoli deve vincere per restare agganciato al vagone delle squadre che puntano all’Europa. Gattuso schiera una squadra molto agile. In attacco tornano Insigne, Elmas e Martens. Con l’infermeria piena certe scelte sono obbligate. Napoli molto aggressivo sin dapprincipio.

Sono gli azzurri a fare la partita. E però nonostante la spinta offensiva al 26esimo arriva il vantaggio del Brescia da calcio d’angolo, su cross molto bello di Tonali, svetta di testa in area Chancellor che mette dentro. La peggio torçida bresciana comincia con i soliti insulti ai napoletani. Purtroppo in tv si sentono perfettamente. Il primo tempo si conclude così, col Brescia in vantaggio. Immeritatamente.

Il secondo tempo, invece, riprende col Napoli subito in attacco. passsano tre minuti e per un colpo di mani in area, Orsato, aiutato dal Var (lui non aveva visto un fallo clamoroso) assegna un rigore al Napoli che Insigne trasforma. È il gol del pareggio. Passano pochi  minuti e il Napoli al 54 esimo va ancora in gol con un capolavoro di balistica di Fabian Ruiz che dal vertice destro dell’area del Brescia piazza la palla all’incrocio tra palo e traversa. Il Brescia prende un doppio colpo e sembra stordito.

Al 63 minuto Mertens va in gol ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Decisione corretta. Dagli spalti cori contro Napoli e i napoletani. Solite volgarità e solito razzismo. Purtroppo non è una esigua minoranza ma una nutrita rappresentanza di asini. I loro cori si sentono nitidamente anche in tv oltre che nello stadio. Gli oltre mille tifosi del Napoli auguravano al Brescia la serie b. Il Napoli domina, il Brescia prova a organizzare qualche attacco ma non riesce ad impensierire Ospina. Superata anche questa prova ora il Napoli si concentrerà sul match col Barcellona.

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Gattuso chiede massima concentrazione agli azzurri per il match col Brescia e “poi penseremo al Barça”

Valeria Grasso

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Match day.  Da lontano già si sentono le sirene catalane ma ora non è il momento di pensare alla partita con il Barcellona di martedì sera in Champions League. Testa e attenzione solo al Brescia. Continua Gattuso il suo lavoro certosino con la squadra del Napoli, passo dopo passo e con i piedi per terra. Pragmatico e concentrato nel tenere il gruppo unito e solido. Soddisfatto del lavoro settimanale che ha fatto la squadra che pare si stia allontanando da quelle sabbie mobili in cui si era pericolosamente impantanata.  Guarda e punta al raggiungimento dei 40 punti il mister azzurro, lontano dal lanciare proclami e grandi sogni di ambizione. Ci crede e ritiene sia questa la strategia giusta per risalire la china, low profile, concentrati e pedalare per far ritrovare definitivamente al gruppo consapevolezza, umore, coraggio e continuità.  Occorre restare lucidi e mostrare quel veleno indispensabile nell’affrontare le singole gare, in particolare quelle pericolose come stasera. Vietato distrarsi, il Napoli ha perso fin troppi punti (20) con le squadre cosiddette  ‘piccole’ e ora non resta altro che recuperare perché lui, il mister, dichiara apertamente che tra passare il turno di Champions con il Barça e raggiungere l’obiettivo ‘Europa League’ in campionato sceglie la seconda opzione tutta la vita, perché vorrebbe dire aver vinto tante partite.
Da uomo di campo, concreto e razionale, pensa solo a lavorare. Il problema delle multe riguarda un altro ambito.  Il dovere dei professionisti è impegnarsi al 100%  sempre sul terreno di gioco. Vuole giocatore motivati e le sue scelte sono adeguate e in buona fede: schiera gli uomini che più gli danno affidamento e lo dice senza mezzi termini.  Gattuso guarda i suoi giocatori negli occhi e non le manda certo a dire. Così ha recuperato Allan, che si è allenato bene e dunque ha meritato la convocazione; fermi stasera ancora Koulibaly e Malcuit, fuori anche Llorente, Lozano e Milik sono del gruppo, così come finalmente si rivede anche Ghoulam .
Oggi tutti d’accordo: si pensa solo a Balotelli. Da domani sarà la volta di Messi.

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