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Napoli

Follie del calcio, il Manchester City spende oltre 1 miliardo per rinforzare la squadra, la Juve 719, il Napoli appena 325

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Il Manchester City continua a mietere record, anche se in questo caso si tratta di soldi spesi per rinforzare il proprio organico. Secondo il Cies, l’osservatorio del calcio, il club inglese e’ il primo nella storia ad avere superato la soglia del miliardo di euro per costruire la squadra attuale. I ‘citizens’, dopo la scorsa campagna trasferimenti, precedono nell’ordine, sia pure per pochi milioni, il Paris Saint-Germain e il Real Madrid, poco al di sotto del miliardo, con i loro 913 e 902 milioni. L’unico club italiano a figurare nella Top ten e’ la Juventus, che e’ quinta, con 719 milioni spesi, preceduta dal Manchester United con 751. Il Barcellona e’ sesto con 697 milioni, il Milan 13/o con 408 e precede a sua volta l’Inter, che e’ 14/a con 364. Il Napoli occupa la 17/a piazza, con 325 milioni spesi; la Roma, invece, è 22/a con 254. Per quanto riguarda le spese medie sostenute in ciascuno dei piu’ prestigiosi campionati, guida la Premier League con 345 milioni, la Liga e la Serie A seguono con 167, poi la Bundesliga con 124 milioni, infine la Ligue 1 con 118 milioni.

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Economia

Whirlpool cede il ramo d’azienda a Napoli e non tratta, i sindacati proclamano lo sciopero generale del gruppo. Il Governo: disattesi gli impegni

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La decisione era nell’aria. Whirlpool aveva già disatteso accordi con sindacati e Governo. E così al tavolo del Mise Whirlpool Emea ha comunicato a sindacati e istituzioni che trasferirerà il ramo d’azienda di Napoli alla società Passive Refrigeration Solutions S.A. (PRS). Questa decisione viene resa nota coni un comunicato. “A seguito di attente valutazioni, condivise nel corso del confronto con le parti, il trasferimento del ramo d’azienda rappresenta l’unico modo per tutelare la massima occupazione a Napoli e offrire un futuro sostenibile di lungo termine allo stabilimento che, in alternativa, avrebbe cessato ogni attivita’ produttiva”, si legge in una nota.

“Il drastico declino della domanda di lavatrici di alta gamma a livello internazionale e il conseguente calo della produzione hanno portato lo stabilimento di Napoli ad operare al di sotto del 30% della propria capacità produttiva – continua la nota di Whirpool Emea – determinando cosi’ una situazione non piu’ sostenibile per l’azienda e per i propri dipendenti”. Tali condizioni, “non previste ne’ in alcun modo prevedibili al momento della sottoscrizione del Piano Industriale del 25 ottobre 2018, sono imputabili in particolare a un contesto macro economico generale di crisi che ha investito in particolar modo alcuni dei mercati piu’ rilevanti tra cui Stati Uniti d’America, India, Argentina e i principali in ambito Emea”, prosegue l’azienda. Nonostante gli “ingenti investimenti realizzati negli ultimi 10 anni per circa 100 milioni di euro e le strategie commerciali messe in atto, dal 2009 ad oggi i volumi di produzione del sito si sono ridotti da circa 700.000 a circa 250.000 pezzi annui con un calo delle vendite nel primo semestre del 2019 pari al 36% a livello di export internazionale e del 19% nella sola area Emea”. Ovviamente c’è l’impegno a cui nessuno crede circa il mantenimento dei livelli occupazionali. All’estermo del Mise i circa 200 lavoratori riuniti in presidio in via Molise si sono scagliati verbalmente e fisicamente contro i rappresentanti sindacali, alcuni dei quali si sono protetti restando dietro ai cancelli del ministero. I lavoratori respingono la possibilità che Whirlpool ceda il ramo d’azienda di Napoli a un’altra società. Le forze dell’ordine hanno tranquillizzato i lavoratori. La prima risposta sindacale arriva dalla Fiom. “Domani ci sara’ un’assemblea a Napoli sulla conferma del blocco dei cancelli e dopodomani una riunione dei delegati di tutti gli stabilimenti in Italia che decideranno data e appuntamento dello sciopero o degli scioperi nazionali”  ha detto Barbara Tibaldi, della segreteria nazionale Fiom, aggiungendo che si tratta di una decisione unitaria di Fiom, Fim e Uilme annunciando una manifestazione nazionale “e decideremo dove portarla, spero sotto al centro direzionale di Napoli”. Dura anche la reazione del Governo. La decisione di Whirlpool sul sito di Napoli “e’ una grave scorrettezza da parte della multinazionale nei confronti sia del Governo che dei lavoratori” ha detto  la sottosegretaria al Mise, Alessandra Todde (M5S). “Ferma contrarieta’” anche del vicecapo di Gabinetto, Giorgio Sorial:”il Governo non puo’ accettare il comportamento dei vertici della Whirlpool, che hanno sempre trovato il supporto e la collaborazione di tutte le istituzioni per individuare una soluzione condivisa finalizzata a garantire la continuita’ produttiva e la salvaguardia dei lavoratori del sito di Napoli”.

La decisione dell’azienda “non solo disattende gli impegni presi in questi mesi di confronto al Mise, ma anche l’accordo sottoscritto nel mese di ottobre del 2018 con cui le istituzioni si sono impegnate a supportare con incentivi e ammortizzatori sociali il piano industriale della Whirlpool in Italia”, prosegue la sottosegretaria Alessandra Todde nella nota del Mise. Nel corso dell’incontro, il ministero fa sapere che l’azienda ha comunicato la decisione unilaterale di procedere alla cessione di ramo d’azienda ad un possibile partner, la societa’ Prs che si occupa di refrigerazione passiva, interessato alla riconversione della produzione dello stabilimento di Napoli. Con questa decisione l’azienda “ha interrotto il prosieguo del confronto sulle altre opzioni proposte nel corso dei precedenti incontri tenutesi al Ministero, che prevedevano anche investimenti in prodotti di alta gamma o lo spostamento in Italia alcune produzioni realizzate all’estero dal Gruppo Whirlpool”, continua la nota del Mise. Al termine del tavolo tecnico il sottosegretario Alessandra Todde e il vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial hanno incontrato in una riunione ristretta i sindacati per decidere i prossimi passi da compiere a seguito della decisione presa dall’azienda per il sito di Napoli.

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Cronache

Spari nei vicoli di Napoli, la polizia trova 26 bossoli di pistola

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Una stesa. L’ennesima stesa di camorra. Con gente che arriva in moto, su grossi scooteroni, targhe coperte spesso o moto rubate, sparano in aria, terrorizzano, scappano. Un copione che si ripete nel cuore del centro antico di Napoli. È successo ancora, Ventisei bossoli sono stati ritrovati dalla Polizia nei ‘Quartieri spagnoli’ di Napoli. Gli agenti sono intervenuti alle ore 4.30 in via Colonna a Cariati – angolo Vico Concordia, nel tratto a monte della centralissima via Roma. Secondo quanto conferma la Polizia non ci sarebbero feriti; indagini sono in corso. Lo scorso 12 settembre, sempre nei Quartieri spagnoli, furono sequestrati dai carabinieri 5 bossoli. Chi spara? Perchè si spara? È evidente che c’è chi ha necessità di affermare la sua superiorità militare in quel pezzo di Napoli. E prima o poi succederà qualcosa. Ci andrà per lo mezzo l’ennesimo innocente. E noi leggeremo la solita scemenza. ucciso perchè era al posto sbagliato nel momento sbagliato.

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Cronache

Picchiò medico ed infermiera, telecamere lo hanno incastrato

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È accusato si aver colpito con pugni una infermiera ed un ginecologo perchè pretendeva che la compagna fosse immediatamente curata. Le telecamere di sorveglianza dell’ospedale San Paolo di Napoli, pero’, hanno ripreso la targa dei suo veicolo e cosi’ per un 33enne incensurato di Pianura e’ scattata una denuncia per violenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. E’ accaduto tutto domenica scorsa. L’uomo si e’ presentato in ospedale con la compagna che lamentava un lieve malore. Senza che il loro ingresso fosse nemmeno registrato al triage, l’uomo ha preteso che la donna fosse immediatamente curata, prima di ogni altro degente. Inutili i tentativi di riportarlo alla calma, prima ha minacciato e poi ha preso a pugni un’infermiera e un ginecologo del reparto. Fuggito via subito dopo, l’aggressore e’ stato individuato e identificato grazie alle telecamere di sorveglianza dell’ospedale.

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