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Focolaio di coronavirus a Mondragone, il sindaco: risolvere subito il problema sanitario

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“Dobbiamo prima di tutto risolvere il problema sanitario, poi passeremo a quello sociale”. Cosi’ il sindaco di Mondragone(Caserta) Virgilio Pacifico si e’ rivolto ai cittadini che sono ancora in presidio alla rotonda sulla statale Domiziana ubicata di fronte ai palazzi ex Cirio, zona rossa da lunedi’ per circa 50 contagi da Coronavirus emersi in questi giorni nella comunita’ bulgara che vi risiede. I cittadini protestano perche’ a loro dire questa situazione danneggia la citta’, che vive di turismo essendo sul litorale, ma chiedono anche di risolvere una volta per tutte il “problema” dei Palazzi ex Cirio, degradato complesso residenziale in pieno centro cittadino, quasi un “mondo a parte” dicono i cittadini mondragonesi, dove il degrado costante e i traffici illeciti, gestiti soprattutto dai bulgari, come il contrabbando di sigarette e alcolici, lo spaccio e il caporalato, sono all’ordine del giorno, come dimostrato dalle continue operazioni delle forze dell’ordine avvenute nel tempo, cosi’ come avvengono spesso risse dovute all’uso eccessivo di alcol. Ma ai palazzi ex Cirio vivono anche bulgari e altri stranieri che lavorano come braccianti nei campi, sfruttati anche da connazionali; molti sono arrivati in auto dalla Bulgaria da qualche settimana proprio per lavorare nei campi.

“Fate un censimento delle persone che risiedono qui – dice una ragazza che ha ripreso a lavorare solo da pochi giorni dopo il lockdown – e fate venire anche i proprietari di casa che affittano ad una persona e poi si prendono in nero i fitti di altri dieci inquilini. E cacciate tutti quelli che non fanno nulla o commettono reati”. “Se ne devono andare tutti” urla un altro. “Di certo chi delinque non puo’ stare ai palazzi ex Cirio” afferma il sindaco. “Dobbiamo insegnare loro a rispettare le regole”. “A voi cittadini dico di aiutarci: denunciate i proprietari che violano le regole”. Qualche cittadino ipotizza di organizzare delle ronde per controllare che i bulgari non violino “la zona rossa”.

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Coronavirus, muore a 29 annil il campione di poker Valtellinese Matteo Mutti

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– Stroncato a soli 29 anni dal Covid. In Valtellina e’ lutto nel mondo del poker per la scomparsa del campione Matteo Mutti, di Tirano (Sondrio). In tanti, sui social, hanno voluto esprimere il proprio dolore per la scomparsa del giovane valtellinese, stimato da molti, oltre che per le sue doti pokeristiche anche per quelle umane. Mutti, vinta la battaglia con la leucemia, ha combattuto il Covid. Nella sua brillante carriera ha conquistato due anelli Wsop Circuit e un titolo Ipt ed Ept ed una quarantina di cash per circa 300mila dollari.

 

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Focolaio covid di Mondragone, sono 79 i contagi ma nessuno è grave

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Continua a crescere il numero dei contagi Covid nel Casertano, tutti collegati al focolaio sviluppatosi nelle palazzine Ex Cirio di Mondragone. Sono 79 i positivi attuali in provincia: 61 sono di Mondragone, di cui 43 individuati nei palazzi ex Cirio dove risiedono centinaia di immigrati bulgari di etnia rom, gia’ tutti trasferiti in strutture sanitarie. I 18 che vivono all’esterno della ‘mini zona rossa’ stanno bene e dovranno rimanere in quarantena domiciliare per due settimane. Qualche preoccupazione per l’azienda agricola di Falciano del Massico, nel Casertano, dove sono risultati contagiati dal Coronavirus 27 lavoratori, collegati al focolaio dei palazzi ex Cirio: il sindaco Erasmo Fava ha emesso un’ordinanza di chiusura dell’azienda. Da Mondragone giunge pero’ anche una buona notizia: uno dei cinque palazzi in quarantena e’ ormai tornato ‘Covid free’, segno che il contenimento dell’infezione sta dando risultati. A margine della questione sanitaria, a Mondragone si registra una piccola bufera poi rientrata per una gaffe commessa dal Comune, che sul proprio sito pubblica – e poi rimuove – i nomi dei 18 residenti fuori dalla zona rossa per i quali e’ stata disposta la quarantena domiciliare. “E’ stato un errore cui abbiamo posto rimedio – dice il sindaco Virgilio Pacifico – ma veniamo da giorni di grande lavoro e di pressioni enormi, e molti funzionari sono stanchi”. Lo stesso Pacifico si rallegra poi della notizia che “l’italiana residente in uno dei palazzi ex Cirio e’ tornata a casa perche’ il suo tampone si e’ negativizzato. Crediamo che il focolaio sia ormai completamente circoscritto e ne sia stata individuata la causa; affronteremo i prossimi sette giorni con la fiducia dovuta proprio alla consapevolezza che il contagio sembra si sia stabilizzato”. Ad essere tornato libero dal Covid e’ il palazzo abitato quasi esclusivamente da italiani, mentre vi sono ancora 42 casi positivi negli altri quattro stabili del complesso ex Cirio, dove dimorano soprattutto bulgari; tutti i contagiati sono stati trasferiti nei giorni scorsi al Covid Hospital di Maddaloni, ma e’ presumibile, essendo tutti asintomatici, che facciano ritorno a casa nei prossimi giorni. Il focolaio di Mondragone continua comunque ad essere terreno di scontro politico. Oggi i candidati alla presidenza della Regione Valeria Ciarambino per il M5 e Stefano Caldoro del centrodestra, Stefano Caldoro, accusano De Luca di mascherare i dati e fare solo passerelle.

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Sileri, su terapia plasma nessun condizionamento da aziende

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Nell’ambito dello studio nazionale TSUNAMI che utilizza il plasma dei pazienti convalescenti come terapia anti Covid “non e’ ne’ e’ mai stato previsto alcun coinvolgimento di aziende farmaceutiche, ne’ sussiste alcun condizionamento estraneo alle valutazioni metodologiche e scientifiche”. Lo ha chiarito il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, rispondendo a un’interrogazione presentata da Raffaella Marin (Lega) e altri in Commissione Igiene e Sanita’ del Senato in merito a “eventuali conflitti di interessi nella produzione e commercializzazione del plasma iperimmune”. L’impiego del plasma iperimmune si basa sull’ipotesi che un incremento dell’immunita’ passiva sia una strategia efficace nella terapia per contrastare l’infezione da SARS-CoV-2. Per quanto riguarda la terapia sperimentale, autorizzata dall’Agenzia Italiana del Farmaco, “il protocollo TSUNAMI non prevede in alcun modo il trattamento industriale del plasma: quindi non sussiste il coinvolgimento della ditta Kedrion Biopharma citata nell’interrogazione in esame”. Ad oggi, ha aggiunto “non e’ autorizzato per l’utilizzo specifico contro Covid-19 alcun prodotto a base di immunoglobuline iperimmuni derivante da processi industriali, ne’ a livello nazionale ne’ a livello centralizzato europeo”. Inoltre, ha concluso “ogni giudizio sulla efficacia terapeutica della cura in questione e’ prematuro sicche’ per ogni ulteriore valutazione e’ necessario attendere la conclusione della sperimentazione”.

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