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Fibrosi cistica, 6.000 pazienti tra dubbi e paure Covid

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Durante le fasi acute dell’emergenza Covid-19 le 6.000 persone con fibrosi cistica che vivono in Italia sono state protette da una sorta di ‘effetto scudo’. Tanto che solo 21 di loro sono risultate positive al Sars-Cov-2, un numero contenuto, frutto dell’attenzione sempre alta a proteggersi e del ricorso alla telemedicina che ha ridotto al minimo gli spostamenti. Ma, come per migliaia di altri pazienti fragili, l’autunno che arriva e’ denso di dubbi e paure, e tra queste, una delle principali e’ quella di esser ‘dimenticati’. La fibrosi cistica, di cui si celebra ogni 8 settembre la giornata mondiale, e’ una malattia genetica ereditaria che colpisce gli apparati respiratorio e digestivo. Farmaci a base di enzimi pancreatici, terapia genica che agisce sul difetto di base, lo screening neonatale e la presa in carico multidisciplinare contribuiscono ad alleviare i sintomi della malattia, tanto che oggi il 20% dei malati supera i 36 anni di vita. Per questi pazienti, i prossimi mesi, caratterizzati dalla convivenza con il coronavirus, sono pieni di incertezze: per loro, infatti, il Covid rappresenta un rischio doppio perche’ attacca proprio le vie respiratorie, gia’ danneggiate dalla malattia genetica. “La paura di una possibile carenza di farmaci e’ molto forte. Problemi nella disponibilita’ non ci sono e, se ci saranno problemi di consegna, lo gestiremo insieme”, rassicura Gianna Puppo Fornaro, presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica (Lifc). Le terapie vanno proseguite anche nel caso in cui il paziente si ammala di Covid, e in caso di ricovero ci sara’ massima collaborazione tra il proprio Centro di cura e il reparto. Per la mascherina sarebbe bene che ogni paziente si rivolgesse al proprio medico per decidere insieme quella con le caratteristiche piu’ adatte, mentre, aggiunge Gianna Puppo Fornaro, “niente panico rispetto alle forniture: ci saranno rifornimenti di mascherine e in caso di carenza potra’ intervenire la Lega”. Questi pazienti saranno una categoria privilegiata quando arrivera’ il vaccino anti Covid ma intanto gli esperti raccomandano a loro e alle famiglie di fare il vaccino contro influenza e pneumococco il prima possibile. Per chi frequente la scuola, sara’ sufficiente un documento del Centro di cura per ottenere, qualora il paziente lo richieda, la didattica a distanza integrale. A guardare con ansia all’arrivo dei mesi freddi, sono un po’ tutti i pazienti con patologie importanti, come spiegato in audizione in Commissione Affari sociali della Camera dalle associazioni che li rappresentano. “Una persona con sclerosi multipla su 3 – ha detto il direttore Affari Generali di Aism, Paolo Bandiera – si sente depressa e isolata. Anche in fase 2 vede minacce all’orizzonte e non ha avuto il necessario supporto psicologico”. Mentre “la riabilitazione per i pazienti con sclerosi multipla stenta a ripartire, soprattutto al sud Italia”. La pandemia Covid, ha spiegato il presidente dell’Associazione famiglie disabili (Afad), Massimo Rolla, “ha avuto un drammatico impatto sociale per le famiglie con persone con disabilita’”, sia dal punto di vista economico che della gestione della vita quotidiana. “E’ necessario intervenire sin da ora, implementando il fondo per la non autosufficienza e con contribuiti economici per assumere un assistente personale, laddove necessario”.

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Elezioni regionali in Campania, ecco tutti i consiglieri più votati nella coalizione De Luca: boom di consensi per Borrelli

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Mister preferenze. É lui, Mario Casillo, il trionfatore delle elezioni regionali in Campania. Il più votato tra i candidati al consiglio regionale. Il consigliere uscente del Pd di Boscoreale si conferma al primo posto tra i piu’ votati come nel 2015 quando prese 31.307 voti. In questa competizione ha fatto davvero faville: A poche sezioni alla fine dello scrutinio fa registrare già 42mila preferenze. E Casillo, non era il capolista, diventa il vero dominus del Pd della circoscrizione di Napoli davanti a Loredana Raia, che al momento è a 26.626 preferenze, e a Bruna Fiola a quota 22.183. Tra i piu’ votati anche l’ex parlamentare Massimiliano Manfredi, fratello del ministro della Università e Ricerca Gaetano Manfredi, che supera i 18.000 voti. La capolista Giordana Mobilio, figlia d’arte politicamente, si ferma a quasi diecimila preferenze. Nella circoscrizione di Napoli la seconda lista della coalizione di De Luca è De Luca Presidente che porta a casa il 15,2% e ha in testa Lucia Fortini, assessore all’Istruzione uscente, con 10.248 voti, davanti a Vittoria Lettieri e Carmine Mocerino entrambi oltre le diecimila preferenze. Ottimo il risultato di Italia Viva, terza lista della coalizione. Ma il vero boom di preferenze le fa registrare mentre Francesco Emilio Borrelli nella lista Europa Verde, portando a casa 15.440 voti. Da solo si é caricato sulle spalle l’intero partito ambientalista portandolo a risultati in termini di consenso di opinione a livelli eccezionali, mai registrati prima non in Campania ma in Italia. Tra i piu’ votati anche Tommaso Casillo e Giovanni Porcelli di Campania Libera, entrambi a quasi 12.000 preferenze. Nelle altre province, spicca il risultato di Salerno, dove il Pd è la prima lista della coalizione al 16,72%, distanziando la lista DeLuca Presidente al 10,20%.

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Roma pasticcio Diawara, sarà 0-3 a tavolino

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Pasticcio Roma, e il campionato della nuova era Friedkin parte con uno 0-3 a tavolino, frutto di un errore tanto banale quanto difficile da capire. Lo 0-0 ottenuto dalla Roma sul campo del Verona sabato all’esordio in campionato sara’ – a norma di regolamento, e secondo gli esperti di diritto sportivo – tramutato domani dal giudice sportivo in una sconfitta a tavolino per un pasticcio legato all’impiego di Amadou Diawara: secondo il regolamento il giocatore a Verona non avrebbe potuto scendere in campo, in quanto nella lista ufficiale dei 25 giocatori consegnata alla Lega di serie A dal club giallorosso ad inizio stagione non era stato inserito, rimanendo invece tra gli Under 22 come lo scorso anno. Certo non il modo migliore per affrontare in serenita’ la settimana che porta alla sfida casalinga con la Juve. La Roma aspetta ed e’ pronto al ricorso in nome della buona fede e del mancato vantaggio ottenuto dallo schieramento del giocatore per il quale c’era posto tra i 25 (quattro i posti liberi, si sottolinea) ma rimane che Diawara, che ha compiuto 23 anni il 17 luglio scorso – in pieno rush finale del campionato dell’era Covid – non poteva essere schierato.

Casi analoghi sono costati la sconfitta a tavolino, e lo 0-0 della partita non e’ stato ancora omologato. Il giudice sportivo di serie A si riunira’ domani per decidere sulla prima giornata di campionato. Il precedente piu’ vicino e’ quello di Sassuolo-Pescara del 2016, quando gli emiliani si videro assegnare partita persa per aver fatto giocare Antonino Ragusa senza averlo inserito nella famosa lista dei 25. L’avvocato Mattia Grassani, che all’epoca difese il Sassuolo, sottolinea che “Ragusa non era inserito in nessuna lista presentata attraverso il servizio intranet alla Lega, mentre nel caso di Diawara il giocatore sarebbe stato inserito in una lista che non gli competeva. I giocatori che determinano lo 0-3 a tavolino se non inseriti in lista sono quelli over 22, quelli che necessitano di una registrazione nella lista da 1 a 25. Mentre la lista Under 22 e’ aperta. Il problema di Diawara e’ che lui e’ stato Under 22 fino alla meta’ di luglio, ha compiuto 23 anni mentre si giocava. Quello che sembra piu’ verosimile e’ che Diawara sia andato in campo con l’erronea convinzione di essere Under 22, se non e’ Under 22 e seguenti e’ un giocatore missing, un giocatore senza titolo esattamente come Ragusa”. Grassani evidenzia che “quello che conta e’ il rispetto o meno del regolamento riguardante i giocatori che possono partecipare ad una gara di serie A”. Tra le pieghe di una vicenda in cui le responsabilita’ interne restano da chiarire, emerge poi che il club sarebbe anche stato avvisato da un alert dalla Lega, prima della partita: un elemento controverso, che potrebbe finire nella memoria difensiva degli avvocati giallorossi: i quali faranno soprattutto notare che in quella lista da 25 i posti non erano tutti occupati, che gli ‘slot’ per inserire il centrocampista erano ben quattro e che quindi nessun vantaggio e’ derivato a Fonseca. Il quale non sara’ felice di dover affrontare la Juve a zero punti, e con l’immagine di una ambiente gia’ in acque agitate.

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Ucciso a Capodanno, il killer è nullatenente e le spese di giustizia le accollano alla vittima: parla Valentina Sarpa

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Rimase vittima, a soli 24 anni, di un colpo di pistola esploso a Capodanno dalla figlia di un boss dei Quartieri Spagnoli di Napoli. L’assassina, nullatenente, non ha così liquidato le spese processuali e così la Giustizia ha pensato bene di accollarle, le spese processuali, alla famiglia della vittima. Parliamo di una cifra di quasi 18mila euro. A rendere nota la storia è l’avvocato Angelo Pisani, presidente di NoiConsumatori. La cartella esattoriale, con richiesta perentoria di 18.600,89 euro, è stata addebitata oggi alla famiglia Sarpa.

La colpa di questa famiglia, pesantemente colpita negli affetti con l’assassinio del loro giovane figlio a 24 anni, spiegano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, è stata quella di “essersi costituita parte civile nel processo contro Emanuela Terracciano, all’epoca 22enne, figlia del defunto boss Salvatore detto “‘o niron” . La donna è stata condannata nel procedimento penale in via definitiva a 8 anni di reclusione e al risarcimento in sede civile di oltre 626mila euro e al pagamento delle spese processuali. “Ma siccome è nullatenente – fa sapere Angelo Pisani – a rispondere in solido ora è la famiglia”. Pisani spera in un intervento del Presidente della Repubblica e in una revisione della normativa anche fiscale che, sottolinea, “si sta rivelando una beffa per le vittime della criminalità”.

(nella foto in evidenza Angelo e Sergio Pisani, fratelli e avvocati che tutelano gli interessi della famiglia Sarpa)

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