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Corona Virus

Faq Coronavirus, le domande più frequenti di chi teme di essere rimasto contagiato

Alessandra Cioffi

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Cosa è il coronavirus?
Il coronavirus e’ un virus già noto ai medici ed è responsabile della sindrome influenzale insieme alla famiglia del rinovirus ed adenovirus.
I coronavirus sono una grande famiglia di virus a RNA , alcuni dei quali causano malattie nelle persone mentre altri circolano tra gli animali, tra cui cammelli, gatti e pipistrelli. Talvolta i coronavirus animali possono evolvere e infettare le persone per poi diffondersi tra esse come è stato per la SARS .
Il 2019-nCoV è un nuovo ceppo di coronavirus mai stato identificato nell’uomo.
Come si fa la diagnosi di infezione?
Per la conferma diagnostica è necessario un test (PCR Real Time) praticabile effettuando un tampone e disponibile al momento presso l’Ospedale Spallanzani e, in Regione Campania, presso il P.O. “D. Cotugno” di Napoli.
Esiste un vaccino per proteggersi da questo virus? 
Si sta lavorando alla realizzazione di un vaccino, ma al momento non esiste. Attualmente le uniche precauzioni possibili sono legate alla prevenzione al fine di minimizzare il contagio.
Che procedure verranno applicate per prevenire la diffusione dell’infezione?
Il protocollo previsto è elaborato sulla scorta degli aggiornamenti forniti dagli organismi internazionali e dal Ministero della salute ed è mirato a diversi ambiti e setting:
  • Interventi tesi all’identificazione tempestiva e alla diagnosi/gestione dei casi;
  • Interventi tesi alla identificazione e follow-up dei contatti;
  • Interventi di comunicazione ed informativi/educativi rivolti alla popolazione, volti a sensibilizzare il popolo
Eventuali modifiche saranno di volta in volta comunicate, in quanto la situazione epidemiologica e le conoscenze sono continuamente in evoluzione.
Esistono terapie? 
Ad oggi non ci sono trattamenti.
E’ in corso una sperimentazione con lopinavir/ritonavir in Cina, ma non ne è al momento provata l’efficacia.
Dunque, una volta diagnosticato il virus, il trattamento sarà analogo a tutte le sindromi respiratorie a seconda della gravità secondo le linee guida internazionali e nazionali.
Attualmente non ci sono evidenze di utilizzo dell’uso degli steroidi.
E se si entra in contatto con un caso sospetto di coronavirus? Cosa bisogna fare?
Il ministero della Salute ha proposto un algoritmo per gestire al
meglio i casi di pazienti che riportano un sospetto contatto con possibili persone infette.
  • Se il contatto è stato occasionale ( basso rischio) è consigliato un automonitoraggio per 14 gg (tempo di incubazione del virus) e se non compaiono sintomi si è fuori pericolo.
  • Se insorgono sintomi è opportuno chiamare prontamente il
  • medico per effettuare il test diagnostico al fine di escludere il
  • contagio.
  • Se il contatto è stato stretto ( alto rischio) è necessario predisporre il monitoraggio quotidiano della temperatura corporea (o verificare che il paziente lo abbia già fatto) e predisporre, durante il periodo la sorveglianza, una valutazione clinica in ambito ospedaliero alla prima comparsa di sintomi aspecifici di tipo influenzale (febbre e/o tosse e/o difficoltà respiratorie).
*Alessandra Cioffi, l’autrice di questo articolo, è un medico-pediatra della sanità pubblica italiana 

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Coronavirus, 105 medici morti da inizio epidemia: mandati al fronte senza armi

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Un lunghissimo elenco listato di nero, che oggi ha superato quota 100: sono 105 i medicimorti dall’inizio dell’epidemia di Covid-19. Erano nella maggior parte dei casi medici in attivita’, ma tra loro ci sono pure pensionati e camici bianchi in pensione richiamati in servizio o tornati volontariamente al lavoro per dare una mano in questa situazione di emergenza. Un prezzo altissimo, come quello pagato dagli infermieri, tra i quali si contano 28 decessi. Ma tra chi e’ in prima linea per combattere il SarsCov2, nessuno e’ stato risparmiato: anche tra gli operatori del 118 si registrano 5 autisti-soccorritori ed un infermiere deceduti. In totale, gli operatori sanitari contagiati sono 12.681. Un bollettino di guerra, che non ammette giustificazioni. Le “lacune e le omissioni organizzative sono difficilmente comprensibili e ancor piu’ difficilmente giustificabili, alla luce di questi numeri drammatici”, afferma il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli. La maggior parte, dice, “erano medici di medicina generale, mandati a combattere a mani nude contro il virus, senza gli adeguati dispositivi di protezione dpi, ma anche pneumologi, medici penitenziari, medici legali. Ora vorremmo che lo Stato fosse unito, senza divisioni tra il Governo centrale e le Regioni, tra le Regioni e i Comuni, ma in una leale collaborazione nel tutelare i suoi medici”. I camici bianchi, afferma, “si sono sentiti abbandonati davanti all’emergenza”.

Da qui un appello ai governatori: “Avviamo insieme un’analisi dei bisogni per risolvere i problemi di sicurezza ancora presenti”. Da un paio di giorni la situazione e’ un po’ migliorata: “Sono in distribuzione ai medici le 600mila mascherine della Protezione civile, ma sono una goccia nel mare, basteranno per 10 giorni e poi il problema si riproporra’. E comunque arrivano – stigmatizza Anelli – a 70 giorni dall’inizio dell’epidemia”. Anche per il segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), Silvestro Scotti, “le protezioni che stanno iniziando ad arrivare sono importanti ma vanno garantite nel tempo. Con la nostra campagna Fimmg-Cittadinanzattiva abbiamo raccolto 1 milione di euro – dice – e stiamo acquistando dpi per i medici di base. Ora, pero’, rischiamo ancora di pagare per cio’ che non e’ stato fatto prima ed i morti potrebbero aumentare. Ad oggi sono almeno 30 i medici in terapia intensiva”. Resta difficile la situazione degli infermieri: “Andiamo avanti al ritmo di 200-300 infermieri in piu’ contagiati ogni giorno – sottolinea la presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), Barbara Mangiacavalli – ed il totale dei contagiati e’ arrivato a circa 7mila su 180mila infermieri impiegati nei reparti contro il Covid-19”. Quanto ai dpi, “e’ vero che negli ultimi giorni stanno arrivando in quantita’ maggiore, ma spesso – denuncia – sono privi delle autorizzazioni necessarie o del marchio CE. In ogni caso si naviga a vista, di giorno in giorno”. Una emergenza resta invece irrisolta, ed e’ quella delle residenze per anziani Rsa: “Qui, la carenza di dpi tra gli infermieri resta un problema molto preoccupante. Cosi’ come – avverte – nelle altre strutture di assistenza sul territorio”.

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Contagio coronavirus, ultimissimo bilancio in Campania: 227 morti e 3.442 positivi

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L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che sono pervenuti i seguenti dati:

  • – Ospedale Cotugno di Napoli: sono stati esaminati 662 tamponi di cui 34 risultati positivi;
  • – Ospedale Ruggi di Salerno:  sono stati esaminati 350 tamponi di cui 14 positivi;
  • – Ospedale Sant’Anna di Caserta: sono stati esaminati 73 tamponi, nessuno positivo;
  • – ASL di Caserta presidi di Aversa e Marcianise: sono stati esaminati 54 tamponi di cui 2 positivi;
  • – Ospedale Moscati di Avellino: sono stati esaminati 76 tamponi, nessuno dei quali positivo;
  • – Ospedale San Paolo di Napoli: sono stati esaminati 96 tamponi di cui 3 positivi;​
  • – Azienda Universitaria Federico II: sono stati esaminati 84 tamponi di cui 2 positivi;
  • – Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: sono stati esaminati  506 tamponi di cui 34 positivi;
  • – Ospedale di Nola: sono stati esaminati 41 tamponi, di cui 7 positivi;
  • – Ospedale San Pio di Benevento: sono stati esaminati 75 tamponi di cui 2 positivi;
  • – Ospedale di Eboli: sono stati esaminati 64 tamponi di cui nessuno risultato positivo.​

 

  • Positivi di oggi: 98
  • Tamponi di oggi: 2.081
  • Totale complessivo positivi Campania: 3.442
  • Totale complessivo tamponi Campania: 31.745
  • I decessi sono stati finora 227

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Regione Campania, i dati del contagio e dei decessi: 227 morti e 3.344 contagiati

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Ecco i dati del contagio in Campania aggiornati alla mezzanotte del girono 8 aprile. 
  • Totale positivi: 3.344
  • Totale tamponi: 29.664
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  • Totale deceduti: 227
  • Totale guariti: 244 (di cui 144 totalmente guariti e 100 clinicamente guariti)
Il riparto per provincia:
  • Provincia di Napoli: 1.699 (di cui 723 Napoli Città  e  976 Napoli provincia)
  • Provincia di Salerno: 499
  • Provincia di Avellino: 379
  • Provincia di Caserta: 352
  • Provincia di Benevento: 145
  • Altri in fase di verifica Asl: 270

 

  • Totale delle persone positive al Covid 19: 3.344  (è un totale che non comprende i guariti e i deceduti)

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